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Veterano della Difesa, riconoscimento giusto, ma ora servono tutele reali

Il Sindacato Indipendente Carabinieri (SIC) informa che con Decreto del Ministro della Difesa del 21 febbraio 2025 è stato istituito il titolo onorifico di “Veterano della Difesa”, destinato ai militari delle Forze Armate e dell’Arma dei Carabinieri che hanno prestato servizio in missioni, operazioni e contesti operativi ad alto rischio, in Italia e all’estero.

Si tratta di un riconoscimento formale dello Stato verso chi ha servito la Nazione in condizioni complesse, spesso gravose sotto il profilo operativo, umano e familiare.

 

CHI PUÒ PRESENTARE DOMANDA

Possono richiedere il riconoscimento:

  • Carabinieri e militari in servizio
  • Carabinieri e militari in congedo che abbiano partecipato a:
  1. missioni internazionali;
  2. operazioni nazionali ad alto rischio;
  3. attività operative che hanno dato luogo a riconoscimenti, medaglie o attestazioni;
  4. servizi operativi nel corso dei quali siano state riportate ferite, lesioni o infermità.

 

COSA PREVEDE IL RICONOSCIMENTO

Il titolo di Veterano della Difesa comporta:

  • l’attribuzione di un titolo onorifico ufficiale;
  • il rilascio di una attestazione formale da parte del Ministero della Difesa;
  • l’iscrizione negli elenchi ufficiali dei Veterani.

Il decreto non prevede benefici economici, previdenziali o automatici.

 

MODALITÀ DI PRESENTAZIONE

Il personale in servizio presenta domanda tramite la catena gerarchica.

Il personale in congedo presenta domanda direttamente al Ministero della Difesa – PERSOMIL, allegando la documentazione attestante il servizio operativo svolto.

 

LA POSIZIONE DEL SIC

Il SIC riconosce il valore simbolico e istituzionale di questo provvedimento e lo considera un atto giusto e doveroso.

Tuttavia, il SIC lo afferma con chiarezza: il riconoscimento morale, da solo, non basta.

Chi ha servito lo Stato in contesti operativi complessi ha diritto anche a:

  • tutele sanitarie dedicate;
  • supporto psicologico strutturato;
  • riconoscimenti previdenziali;
  • attenzione concreta alle famiglie.

 

Il SIC continuerà a battersi affinché il concetto di “Veterano” non resti un titolo formale, ma diventi una tutela reale e concreta per chi ha garantito sicurezza, legalità e presenza dello Stato.

 

Chi ha servito lo Stato merita rispetto.

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Cisgiordania, atto di inaudita gravità contro due Carabinieri

Il Sindacato Indipendente Carabinieri esprime profondo sconcerto e ferma indignazione per quanto accaduto in Cisgiordania, dove due Carabinieri italiani, impiegati in servizio di sicurezza diplomatica, sarebbero stati minacciati da un colono israeliano armato e costretti a inginocchiarsi.

Alla luce delle informazioni emerse, ci troveremmo di fronte a un episodio di gravità eccezionale, che travalica ogni limite di tollerabilità e configura una umiliazione intollerabile non solo per i militari coinvolti, ma per l’intero Stato italiano. Nessun contesto operativo, nessuna condizione di instabilità può in alcun modo giustificare atti di intimidazione e sopraffazione nei confronti di rappresentanti in uniforme della Repubblica.

I Carabinieri impiegati all’estero non sono meri operatori di sicurezza, ma espressione diretta della sovranità nazionale e della credibilità internazionale dell’Italia. Colpirli, minacciarli o costringerli a gesti degradanti equivale a colpire lo Stato, le sue Istituzioni e la sua autorevolezza sul piano internazionale.

Il SIC chiede che il Governo italiano assuma una posizione chiara, ferma e inequivocabile, attivando ogni canale diplomatico utile ad accertare le responsabilità e a garantire che simili episodi non abbiano a ripetersi. Siamo certi che il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Salvatore Luongo, abbia già predisposto e assicurato la massima tutela morale nei confronti dei militari coinvolti, affinché un fatto di tale portata venga affrontato con il necessario rigore istituzionale.

Ogni Carabiniere, ogni donna e ogni uomo in uniforme, ha il diritto inderogabile di operare in condizioni di sicurezza, rispetto e piena dignità, soprattutto quando viene impiegato all’estero in contesti ad altissimo rischio, lontano dalle proprie famiglie e con responsabilità operative di straordinaria delicatezza.

Il personale dell’Arma impiegato presso ambasciate, consolati e sedi diplomatiche costituisce un patrimonio strategico e irrinunciabile dello Stato italiano, riconosciuto a livello internazionale per professionalità, equilibrio e affidabilità anche nelle condizioni più critiche.

Il Sindacato Indipendente Carabinieri esprime piena solidarietà ai colleghi coinvolti e alle loro famiglie, che hanno vissuto ore di comprensibile apprensione per un episodio che non avrebbe mai dovuto verificarsi.

Fatti di questa natura non possono essere considerati marginali né isolati. È indispensabile fare piena luce sull’accaduto e rafforzare in modo concreto, immediato e strutturale le tutele per il personale italiano impiegato all’estero.

Il SIC non arretrerà di un passo, continuerà a vigilare e a intervenire in ogni sede affinché simili atti di sopraffazione e umiliazione non si ripetano mai più.

La dignità della divisa, la sicurezza dei Carabinieri e il rispetto dello Stato italiano non sono negoziabili.

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Nota di riflessione e proposta di confronto sul benessere del personale a seguito del grave lutto che ha colpito l’Arma

Fluminimaggiore, 26 gennaio 2026

Al Signor Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri

Generale di C.A. Salvatore Luongo

 

OGGETTO:  Nota di riflessione e proposta di confronto sul benessere del personale a seguito del grave lutto che ha colpito l’Arma.

 

Signor Comandante Generale,

con profonda commozione e sincero dolore apprendiamo dell’ennesima, tragica scomparsa di un nostro fratello in uniforme: un giovane Carabiniere Forestale di soli 25 anni, un figlio, un servitore dello Stato in servizio, venuto a mancare in circostanze che scuotono profondamente tutta la comunità dell’Arma.

Siamo ben consapevoli che, in eventi di questa natura, la catena di comando e Lei personalmente ne siete immediatamente e direttamente informati. Non è dunque nostra intenzione “portare all’attenzione” un fatto che l’Istituzione conosce già con tempestività e responsabilità.

Scriviamo, piuttosto, mossi da un sentimento di rispetto, partecipazione e dovere sindacale, per condividere una riflessione più ampia e strutturata.

Negli ultimi anni, episodi simili  pur nella loro unicità e nella necessità di estrema cautela nel valutarne le cause, delineano un fenomeno complesso e delicatissimo, che non può essere affrontato né con semplificazioni né con letture emotive.

La letteratura scientifica e psicologica più accreditata evidenzia come, nei contesti ad alta responsabilità istituzionale e operativa, soprattutto tra il personale più giovane, possano emergere forme di disagio silente, isolamento, difficoltà di adattamento, carichi emotivi non sempre espressi, distanza dagli affetti, senso di inadeguatezza percepita o di solitudine decisionale.

Come Sindacato Indipendente Carabinieri, abbiamo sempre sostenuto che tali dinamiche vadano trattate con intelligenza, competenza e cautela, ma anche con efficacia, affinché il benessere psicologico non resti un principio astratto, bensì un obiettivo concreto, misurabile e realmente accessibile a tutte le donne e gli uomini dell’Arma, con particolare attenzione ai più giovani.

In questo solco, Signor Comandante Generale, Le rivolgiamo una richiesta che nasce dal massimo rispetto istituzionale e dalla nostra quotidiana esperienza sul territorio, valutare la possibilità di farsi promotore dell’istituzione di un tavolo di confronto strutturato, che coinvolga l’Amministrazione e le realtà associative sindacali presenti, le quali per funzione e prossimità  intercettano spesso in modo diretto e anticipato i disagi del personale.

Un luogo di confronto serio, riservato e competente, non per individuare responsabilità, ma per rafforzare strumenti di ascolto, prevenzione, accompagnamento e comunicazione interna, nel pieno interesse dell’Arma e della sua efficienza operativa.

Riteniamo che un’iniziativa di questo tipo rappresenterebbe un segnale forte di attenzione e maturità istituzionale, capace di trasformare un dolore che colpisce tutti noi in un’occasione di crescita e tutela concreta del capitale umano che costituisce la vera forza della nostra Benemerita.

Con spirito leale, costruttivo e collaborativo, restiamo a disposizione per ogni interlocuzione che Lei vorrà ritenere utile, certi che la tutela dell’uomo e della donna in uniforme sia un valore condiviso e fondante.

Avanti sempre, con forza e dignità.

Con deferente stima e rispetto.

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Ovodda (NU), minacce ai Carabinieri: il SIC condanna con fermezza. lo Stato non si piega

Il  Sindacato Indipendente Carabinieri condanna con assoluta fermezza le gravi scritte minatorie comparse a Ovodda nei confronti di appartenenti all’Arma dei Carabinieri.

Siamo di fronte a gesti vili e inaccettabili, che non solo colpiscono uomini e donne in divisa, ma tentano di delegittimare lo Stato e i suoi presìdi di legalità.

I Carabinieri non si fanno intimidire. Continuano e continueranno a svolgere il proprio servizio con professionalità, equilibrio e senso dello Stato, nell’esclusivo interesse della collettività e nel rispetto delle regole democratiche.

L’Arma dei Carabinieri rappresenta, a Ovodda come in ogni parte del Paese, un presidio imprescindibile di legalità e sicurezza, soprattutto per i cittadini onesti che chiedono protezione, giustizia e una presenza concreta dello Stato sul territorio.

È necessario ribadirlo con forza: le decisioni dell’Autorità giudiziaria si rispettano sempre. Metterle in discussione attraverso minacce o intimidazioni significa attaccare direttamente lo Stato di diritto.

Il SIC non tollererà mai che chi indossa una divisa venga esposto a pressioni, odio o violenza per aver semplicemente adempiuto al proprio dovere.

Ogni tentativo di condizionamento sarà respinto con determinazione.

Ai Carabinieri coinvolti e a tutto il personale che opera quotidianamente in contesti difficili va la piena e incondizionata vicinanza del SIC, che continuerà a difendere chi serve lo Stato con correttezza, responsabilità e dedizione.

La legalità non arretra.

I Carabinieri non si piegano.

Il SIC è e sarà sempre al loro fianco.

 

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Accuse infondate contro due Carabinieri, A.G. archivia.Il SIC tutela e restituisce serenità

QUANDO HAI DAVVERO BISOGNO, IL SIC NON TI LASCIA DA SOLO.

Il Sindacato Indipendente Carabinieri accoglie con soddisfazione il provvedimento di archiviazione disposto dall’Autorità Giudiziaria nei confronti di due militari dell’Arma dei Carabinieri, operanti nella provincia di Nuoro, ingiustamente coinvolti in un procedimento penale originato da accuse rivelatesi totalmente infondate.

Dalle valutazioni dell’Ufficio requirente è emersa con chiarezza l’inverosimiglianza e la contraddittorietà delle dichiarazioni accusatorie, nonché la piena correttezza, professionalità e aderenza ai protocolli operativi dell’azione posta in essere dai militari durante un ordinario servizio istituzionale.

Ancora una volta, ci troviamo di fronte a un caso emblematico, Carabinieri esposti a iniziative giudiziarie pretestuose, con ricadute pesanti sul piano umano, professionale e familiare.
È proprio in questi momenti che si misura la differenza tra chi fa proclami e chi offre tutela reale.

In questa vicenda è stato determinante il supporto legale garantito dal Sindacato, attraverso l’attività dell’avvocato Maria Paola Marro, che ha assicurato una difesa rigorosa, puntuale ed efficace, consentendo di dimostrare l’assoluta infondatezza delle accuse mosse.

L’archiviazione, disposta ai sensi degli articoli 408 e 411 del codice di procedura penale, ristabilisce la verità dei fatti e restituisce serenità e dignità ai colleghi coinvolti.

Questo risultato non è casuale. È il frutto di presenza costante sul territorio, sinergia qualificata con avvocati di riferimento e azione sindacale silenziosa ma concreta, sempre orientata alla tutela dell’iscritto.

Il SIC non fa propaganda, non vende numeri e non urla slogan. Lavora.

E quando serve, c’è.

A chi guarda con ancora comprensibile prudenza o diffidenza al mondo sindacale, diciamo una cosa semplice: valutate i fatti. Un sindacato si misura nel momento del bisogno, non nei post autocelebrativi.

Noi continueremo su questa strada, difendere i Carabinieri, garantire serenità, ottenere risultati.

 

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Pro Pal violenti

Torino, 11 arresti di Pro Pal violenti con operazione ‘Riot’

TORINO, 11 DELINQUENTI IN CARCERE CON OPERAZIONE “RIOT”

Lo abbiamo sempre affermato: chi aggredisce le Forze dell’ordine deve andare  in carcere senza se e senza ma

Le misure cautelari eseguite  a Torino, con 11 soggetti in carcere e minorenni affidati a comunità, confermano che chi mette le città in ferro e fuoco, chi aggredisce le Forze dell’Ordine e i cittadini, deve andare in carcere.

Il SIC lo afferma da tempo, attraverso video, comunicati e interventi pubblici, la violenza non è protesta, è criminalità.

Dietro quei cortei non c’era dissenso civile, ma guerriglia organizzata, con minorenni strumentalizzati e un obiettivo di scontro. Questo non può essere tollerato.

Il SIC non esulta, ma riconosce che quando lo Stato applica le regole, le piazze tornano ai cittadini onesti.

Continueremo a fornire contributi concreti al Governo affinché chi delinque venga allontanato definitivamente dalle piazze e che le manifestazioni siano tutelate solo se pacifiche e legittime.

La sicurezza non è negoziabile.

Le regole non sono opzionali.

La legalità è il confine.

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Incontro istituzionale con il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Generale di Corpo d’Armata Salvatore Luongo

Nella giornata di ieri, il Sindacato Indipendente Carabinieri, nella persona del Segretario Generale Nazionale Luigi Pettineo e del Presidente Francesco Luciani, è stato ricevuto ufficialmente dal Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Generale di Corpo d’Armata Salvatore Luongo, per un confronto istituzionale incentrato su temi strategici per il personale e per l’efficienza complessiva dell’Istituzione.

L’incontro si è svolto in un clima di assoluta correttezza e piena attenzione istituzionale, con focus su benessere del personale, miglioramento delle condizioni lavorative, rafforzamento della sicurezza operativa e tutela dell’incolumità dei Carabinieri.
Tematiche centrali per il SIC, che rappresentano priorità concrete e non mere enunciazioni formali.

Nel corso del confronto è stato ribadito un principio essenziale: le APCSM regolarmente iscritte all’albo dei sindacati militari sono portatrici di interessi collettivi e, nella specificità dell’azione sindacale militare, ogni contributo serio, responsabile e orientato al benessere del personale e al miglioramento organizzativo costituisce un momento di crescita per l’Amministrazione.

In tale cornice, il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Generale di Corpo d’Armata Salvatore Luongo, ha confermato l’importanza del dialogo istituzionale quando questo è basato sulla lealtà, sul rispetto dei ruoli e sulla responsabilità reciproca.

All’incontro ha preso parte anche il Gen B. Emanuele De Santis, Capo dell’Ufficio Rapporti Sindacali, a conferma dell’attenzione istituzionale riservata al confronto con le organizzazioni sindacali.

Il Comandante Generale ha inoltre ricevuto una rappresentanza della dirigenza nazionale e territoriale del SIC, composta da:

Francesco Piero Loiacono, Segretario Nazionale responsabile della Comunicazione, Vincenzo Verlezza, Segretario Nazionale responsabile del Tesseramento, Lucio Aceto, Segretario Nazionale responsabile del Coordinamento Affari Generali e Salvatore Desantis, Segretario Generale Regionale SIC Lazio.

Una presenza che ha rappresentato un momento di compattezza reale e responsabile, a testimonianza della coesione interna del Sindacato e della volontà di partecipare in modo serio e ordinato al confronto con i vertici dell’Amministrazione.

Il SIC – Sindacato Indipendente Carabinieri esprime un sincero ringraziamento al Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Generale di Corpo d’Armata Salvatore Luongo, e al Generale di Brigata Emanuele De Santis, per l’attenzione e la disponibilità dimostrate.

Il SIC – Sindacato Indipendente Carabinieri continuerà a operare con determinazione, responsabilità e visione complessiva su tutte le tematiche afferenti al benessere dei Carabinieri, inteso nella sua accezione più ampia: professionale, organizzativa, operativa, umana e funzionale.

L’azione sindacale del SIC non si limita a singoli ambiti, ma si sviluppa in modo strutturato su ogni aspetto che incide sulla qualità del lavoro, sulla sicurezza, sulla dignità professionale e sull’equilibrio personale di chi indossa la divisa, con l’obiettivo di contribuire concretamente al rafforzamento dell’Istituzione e alla tutela di chi serve quotidianamente lo Stato.

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Quando lo Stato condanna chi lo difende: la crisi della tutela giuridica

Il Sindacato Indipendente Carabinieri esprime profonda preoccupazione per la recente sentenza di condanna nei confronti di un Carabiniere che, nell’esercizio delle proprie funzioni, ha fatto uso dell’arma d’ordinanza in un contesto operativo ad alta criticità.

Nel pieno rispetto dell’autonomia della magistratura, è tuttavia necessario evidenziare l’effetto che decisioni di questo tipo producono sul sistema della sicurezza e sull’operatività quotidiana delle Forze dell’Ordine.

Quando un appartenente all’Arma viene giudicato ex post senza adeguata considerazione del contesto reale, della rapidità decisionale richiesta e della pressione operativa, il risultato è incertezza e paralisi operativa. Gli operatori iniziano a temere le conseguenze giudiziarie più della missione stessa.

Non si mette in discussione il principio di legalità, ma l’assenza di un quadro normativo coerente con le reali condizioni operative.

Il SIC ribadisce: l’uso legittimo delle armi va valutato nel contesto operativo reale, non astrattamente in un’aula giudiziaria.

Ogni decisione giudiziaria che coinvolge un appartenente alle Forze dell’Ordine produce inevitabili effetti sull’intero sistema di sicurezza, e lasciare soli i Carabinieri significa indebolire la capacità dello Stato di garantire ordine e sicurezza ai cittadini.

È fondamentale evitare messaggi distorti che possano indurre gli operatori a esitare nell’adempimento del dovere per il timore di conseguenze giudiziarie personali, con evidenti ricadute sulla tutela dei cittadini.

Per queste ragioni, il Sindacato Indipendente Carabinieri annuncia il proprio impegno a:

  • promuovere un confronto istituzionale serio e responsabile sul tema della tutela giuridica degli operatori di polizia;
  • sollecitare una riflessione normativa sull’uso legittimo delle armi, affinché sia realmente aderente alle condizioni operative;
  • garantire supporto sindacale e solidarietà concreta ai colleghi coinvolti in procedimenti giudiziari per fatti avvenuti in servizio.

La sicurezza non è un concetto astratto: è il risultato di decisioni rapide, responsabilità enormi e rischi quotidiani. Uno Stato che tutela chi lo difende rafforza entrambi. Lasciare soli i Carabinieri non rafforza la giustizia: indebolisce la sicurezza collettiva.

Lasciare soli i Carabinieri non rafforza la giustizia, indebolisce la sicurezza.

 

Fluminimaggiore, 8 gennaio 2026

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Olbia, grave aggressione ai Carabinieri nella notte. Due militari feriti durante un intervento

Stanotte, a Olbia, due Carabinieri del Nucleo Radiomobile sono stati violentemente aggrediti durante un intervento di servizio.

Uno dei militari ha riportato la frattura di un dito, mentre un altro è stato colpito al volto nel corso dell’azione.

Un intervento ad alto rischio, l’ennesimo, conclusosi con ferimenti del personale impegnato nella tutela della sicurezza dei cittadini.

Un episodio grave, che si inserisce in una preoccupante escalation di aggressioni ai danni dei Carabinieri operanti sul territorio.

Il Sindacato Indipendente Carabinieri esprime forte preoccupazione per i ripetuti episodi di violenza ai danni dei Carabinieri in servizio nel territorio di Olbia, emersi anche recentemente attraverso la cronaca locale.

Negli ultimi mesi si sono susseguiti numerosi interventi caratterizzati da un’elevata aggressività nei confronti dei militari, spesso chiamati a operare in contesti di grave alterazione psicofisica dei soggetti coinvolti.

Situazioni operative complesse, ad alto rischio, che stanno diventando sempre più frequenti.

Nel caso specifico, l’aggressione è avvenuta durante un intervento per una lite familiare.

Il soggetto, che minacciava i familiari conviventi, non ha accettato l’arrivo dell’equipaggio e si è scagliato violentemente contro i militari intervenuti, colpendoli con calci e pugni e causando le gravi lesioni riportate.

Parliamo di un quadro operativo già segnato da precedenti interventi di estrema complessità, come quello dell’agosto 2025, conclusosi con il decesso di un uomo successivamente attribuito, da accertamenti medico-legali, a cause naturali.

Tali episodi non possono e non devono essere considerati fatti isolati.

Essi delineano una condizione di crescente rischio operativo che espone quotidianamente i Carabinieri a pericoli concreti nello svolgimento del loro dovere a tutela della collettività.

Il Sindacato Indipendente Carabinieri:

  • esprime piena solidarietà e vicinanza ai colleghi coinvolti e feriti;
  • chiede l’attivazione immediata di una reale tutela legale per il personale che opera nel rispetto delle procedure;
  • ribadisce la necessità di una tutela sanitaria effettiva, affinché i militari aggrediti non siano costretti a sostenere personalmente le spese mediche per le lesioni subite in servizio;
  • sollecita il rafforzamento degli organici, dei mezzi e degli strumenti di supporto operativo;
  • richiama le Istituzioni a una chiara assunzione di responsabilità sul tema della sicurezza e della tutela di chi opera quotidianamente in prima linea.

Non è accettabile che chi garantisce legalità e ordine pubblico continui a lavorare in condizioni di crescente esposizione al rischio, senza adeguato sostegno, protezione e riconoscimento.

Il Sindacato Indipendente Carabinieri continuerà a vigilare e a intervenire in ogni sede affinché la sicurezza dei Carabinieri e la tutela della loro incolumità diventino una priorità concreta, non solo un principio astratto.

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Palermo, pattuglia CC coinvolta in grave incidente stradale

PALERMO, OGNI SERVIZIO NASCONDE RISCHI MORTALI: IL SIC AL FIANCO DEI COLLEGHI FERITI IN UN INCIDENTE STRADALE

Nella notte tra il 5 e il 6 gennaio, un grave incidente stradale si è verificato all’incrocio tra viale Lazio e via Empedocle Restivo a Palermo.

Un’Alfa Giulia con livrea dell’Arma si è scontrata violentemente con una BMW Z4 guidata da un giovane di 28 anni.

Tre persone sono rimaste ferite: i due militari a bordo della gazzella e l’automobilista. L’impatto è stato talmente violento da provocare l’esplosione degli airbag su entrambi i veicoli.

I feriti sono stati trasportati all’ospedale Villa Sofia, dove sono stati ricoverati in codice rosso. Fortunatamente, nessuno versa in gravi condizioni, sebbene i nostri colleghi abbiano riportato fratture, traumi vari e lesioni significative, tra cui un possibile danno oculare per uno di loro e un trauma cranico commotivo per l’altro. Le indagini sulla dinamica dello scontro sono in corso da parte degli agenti dell’Infortunistica della Polizia Municipale.

Il SIC rinnova la consapevolezza che ogni servizio affidato a un Carabiniere, come a ogni operatore delle forze dell’ordine, nasconde rischi anche mortali.

Questo tragico episodio ci ricorda che la sicurezza dei nostri colleghi non può essere data per scontata. È necessario e urgente incrementare il sostegno e le tutele rivolte alle forze dell’ordine, affinché possano svolgere le loro missioni con la giusta protezione e il dovuto riconoscimento.

Il SIC esprime piena solidarietà e totale supporto ai militari feriti, augurandosi una pronta e completa guarigione, e rimane al loro fianco in questa difficile situazione.

Fluminimaggiore, 6 gennaio 2025

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