Il 5 giugno non rappresenta soltanto una ricorrenza storica.
Rappresenta il momento in cui ogni Carabiniere, in servizio e in congedo, si riconosce nei valori che da oltre due secoli rendono l’Arma dei Carabinieri uno dei punti di riferimento più autorevoli
e credibili della Repubblica.
Nel celebrare il 212° Anniversario dell’Arma dei Carabinieri, il Sindacato Indipendente Carabinieri desidera rivolgere il proprio pensiero anzitutto a coloro che ci hanno preceduto, ai
Caduti, ai Decorati, ai Carabinieri che hanno servito il Paese con onore e ai tanti colleghi che, nel corso della storia, hanno contribuito a consegnarci un’Istituzione forte, rispettata e profondamente radicata nel cuore degli italiani.
A loro dobbiamo gratitudine. Non soltanto per ciò che hanno fatto, ma per l’eredità morale e professionale che ci hanno affidato.
Guardare al futuro non significa dimenticare il passato.
Al contrario, significa avere il coraggio di portare nel domani quei valori di fedeltà, sacrificio, senso del dovere e vicinanza ai cittadini che hanno reso grande l’Arma dei Carabinieri.
In questa prospettiva, il SIC riconosce come negli ultimi anni l’Arma abbia avviato un percorso orientato ad affrontare con maggiore decisione le sfide della modernità, nella consapevolezza che innovazione e tradizione non siano concetti contrapposti, ma parti della stessa identità.
Un’Arma moderna non è un’Arma che rinnega la propria Storia.
È un’Arma che valorizza il proprio patrimonio umano, investe nelle persone, migliora gli ambienti di lavoro, rafforza la formazione e mette ogni Carabiniere nelle condizioni di esprimere al meglio la propria professionalità.
Perché il vero patrimonio dell’Arma non sono le strutture, i mezzi o le tecnologie.
Il vero patrimonio dell’Arma sono le Donne e gli Uomini che ogni giorno scelgono di mettere la propria vita al servizio della collettività.
Sono i Carabinieri che operano nelle grandi città e nei piccoli centri.
Sono coloro che intervengono nelle emergenze, che affrontano situazioni di pericolo, che ascoltano i cittadini e che rappresentano quotidianamente il volto dello Stato sul territorio.
Ed è proprio per questo che la qualità della guida assume un valore fondamentale.
I giovani Carabinieri rappresentano il futuro dell’Istituzione, ma il futuro non nasce spo
ntaneamente.
Viene costruito ogni giorno attraverso l’esempio dei comandanti e dei militari più esperti, che con equilibrio, competenza e senso di responsabilità trasmettono conoscenze, valori e appartenenza alle nuove generazioni.
L’esperienza degli anziani e l’entusiasmo dei giovani non devono essere vissuti come mondi
separati.
Devono diventare una forza comune capace di accompagnare l’Arma verso le sfide del futuro.
In questo percorso assumono oggi un ruolo importante anche le Associazioni Professionali a Carattere Sindacale tra Militari iscritte all’albo dei sindacati militari.
La loro presenza rappresenta uno strumento di crescita, ascolto e partecipazione, finalizzato alla tutela della dignità professionale, del benessere del personale e al miglioramento delle condizioni di lavoro.
Tutelare i Carabinieri non significa indebolire l’Istituzione.
Significa rafforzarla.
Perché un Carabiniere motivato, rispettato e valorizzato è un professionista che può offrire ai cittadini un servizio ancora più efficace, efficiente e vicino alle esigenze del territorio.
In una giornata di festa, tuttavia, non possiamo dimenticare chi oggi non è più tra noi.
Il nostro pensiero va ai Caduti, ai loro familiari e a tutti coloro che hanno servito l’Arma con onore fino all’estremo sacrificio.
Ma il nostro pensiero va anche ai fratelli che, negli ultimi anni, non sono riusciti a sostenere il peso delle proprie sofferenze e hanno lasciato un vuoto profondo nelle proprie famiglie e nell’intera comunità dell’Arma.
Non è il momento delle polemiche né delle accuse.
È il momento della riflessione.
Ogni vita che si spegne rappresenta una ferita che riguarda tutti noi e richiama ciascuno a una responsabilità collettiva fatta di ascolto, attenzione, vicinanza e sostegno.
Il 212° Anniversario dell’Arma dei Carabinieri deve essere quindi non soltanto un’occasione per celebrare ciò che siamo stati, ma anche per riflettere su ciò che vogliamo diventare.
Un’Arma sempre più moderna, autorevole e vicina ai cittadini.
Un’Arma capace di custodire la propria storia e, allo stesso tempo, di costruire il proprio futuro.
Un’Arma che continui a meritare la fiducia degli italiani attraverso l’esempio quotidiano dei suoi
Carabinieri.
In questo percorso di crescita e rinnovamento, il SIC esprime apprezzamento per l’impegno e la visione del Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Generale di Corpo d’Armata
Salvatore Luongo, chiamato a guidare l’Istituzione in una fase complessa e ricca di sfide.
La capacità di coniugare tradizione e innovazione, valorizzazione del personale ed efficienza operativa rappresenta una direzione importante per continuare a rafforzare il legame di fiducia tra l’Arma, i suoi Carabinieri e i cittadini italiani.
Con questo spirito, il Sindacato Indipendente Carabinieri rivolge il proprio saluto e il proprio ringraziamento a tutti i Carabinieri, in servizio e in congedo, ai loro familiari e a quanti, ogni giorno, contribuiscono a rendere grande questa straordinaria Istituzione.
Avanti sempre, con forza e dignità.
Viva l’Arma dei Carabinieri! Viva l’Italia!
Fluminimaggiore, 5 giugno 2026















