212° anniversario dell’Arma dei Carabinieri. Onorare il passato, valorizzare il presente, costruire il futuro

Il 5 giugno non rappresenta soltanto una ricorrenza storica.
Rappresenta il momento in cui ogni Carabiniere, in servizio e in congedo, si riconosce nei valori che da oltre due secoli rendono l’Arma dei Carabinieri uno dei punti di riferimento più autorevoli
e credibili della Repubblica.

Nel celebrare il 212° Anniversario dell’Arma dei Carabinieri, il Sindacato Indipendente Carabinieri desidera rivolgere il proprio pensiero anzitutto a coloro che ci hanno preceduto, ai
Caduti, ai Decorati, ai Carabinieri che hanno servito il Paese con onore e ai tanti colleghi che, nel corso della storia, hanno contribuito a consegnarci un’Istituzione forte, rispettata e profondamente radicata nel cuore degli italiani.

A loro dobbiamo gratitudine. Non soltanto per ciò che hanno fatto, ma per l’eredità morale e professionale che ci hanno affidato.
Guardare al futuro non significa dimenticare il passato.

Al contrario, significa avere il coraggio di portare nel domani quei valori di fedeltà, sacrificio, senso del dovere e vicinanza ai cittadini che hanno reso grande l’Arma dei Carabinieri.
In questa prospettiva, il SIC riconosce come negli ultimi anni l’Arma abbia avviato un percorso orientato ad affrontare con maggiore decisione le sfide della modernità, nella consapevolezza che innovazione e tradizione non siano concetti contrapposti, ma parti della stessa identità.

Un’Arma moderna non è un’Arma che rinnega la propria Storia.
È un’Arma che valorizza il proprio patrimonio umano, investe nelle persone, migliora gli ambienti di lavoro, rafforza la formazione e mette ogni Carabiniere nelle condizioni di esprimere al meglio la propria professionalità.

Perché il vero patrimonio dell’Arma non sono le strutture, i mezzi o le tecnologie.
Il vero patrimonio dell’Arma sono le Donne e gli Uomini che ogni giorno scelgono di mettere la propria vita al servizio della collettività.
Sono i Carabinieri che operano nelle grandi città e nei piccoli centri.
Sono coloro che intervengono nelle emergenze, che affrontano situazioni di pericolo, che ascoltano i cittadini e che rappresentano quotidianamente il volto dello Stato sul territorio.
Ed è proprio per questo che la qualità della guida assume un valore fondamentale.
I giovani Carabinieri rappresentano il futuro dell’Istituzione, ma il futuro non nasce spo

ntaneamente.
Viene costruito ogni giorno attraverso l’esempio dei comandanti e dei militari più esperti, che con equilibrio, competenza e senso di responsabilità trasmettono conoscenze, valori e appartenenza alle nuove generazioni.
L’esperienza degli anziani e l’entusiasmo dei giovani non devono essere vissuti come mondi
separati.
Devono diventare una forza comune capace di accompagnare l’Arma verso le sfide del futuro.

In questo percorso assumono oggi un ruolo importante anche le Associazioni Professionali a Carattere Sindacale tra Militari iscritte all’albo dei sindacati militari.
La loro presenza rappresenta uno strumento di crescita, ascolto e partecipazione, finalizzato alla tutela della dignità professionale, del benessere del personale e al miglioramento delle condizioni di lavoro.
Tutelare i Carabinieri non significa indebolire l’Istituzione.
Significa rafforzarla.
Perché un Carabiniere motivato, rispettato e valorizzato è un professionista che può offrire ai cittadini un servizio ancora più efficace, efficiente e vicino alle esigenze del territorio.
In una giornata di festa, tuttavia, non possiamo dimenticare chi oggi non è più tra noi.
Il nostro pensiero va ai Caduti, ai loro familiari e a tutti coloro che hanno servito l’Arma con onore fino all’estremo sacrificio.
Ma il nostro pensiero va anche ai fratelli che, negli ultimi anni, non sono riusciti a sostenere il peso delle proprie sofferenze e hanno lasciato un vuoto profondo nelle proprie famiglie e nell’intera comunità dell’Arma.
Non è il momento delle polemiche né delle accuse.
È il momento della riflessione.
Ogni vita che si spegne rappresenta una ferita che riguarda tutti noi e richiama ciascuno a una responsabilità collettiva fatta di ascolto, attenzione, vicinanza e sostegno.
Il 212° Anniversario dell’Arma dei Carabinieri deve essere quindi non soltanto un’occasione per celebrare ciò che siamo stati, ma anche per riflettere su ciò che vogliamo diventare.
Un’Arma sempre più moderna, autorevole e vicina ai cittadini.
Un’Arma capace di custodire la propria storia e, allo stesso tempo, di costruire il proprio futuro.
Un’Arma che continui a meritare la fiducia degli italiani attraverso l’esempio quotidiano dei suoi
Carabinieri.
In questo percorso di crescita e rinnovamento, il SIC esprime apprezzamento per l’impegno e la visione del Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Generale di Corpo d’Armata
Salvatore Luongo, chiamato a guidare l’Istituzione in una fase complessa e ricca di sfide.
La capacità di coniugare tradizione e innovazione, valorizzazione del personale ed efficienza operativa rappresenta una direzione importante per continuare a rafforzare il legame di fiducia tra l’Arma, i suoi Carabinieri e i cittadini italiani.

Con questo spirito, il Sindacato Indipendente Carabinieri rivolge il proprio saluto e il proprio ringraziamento a tutti i Carabinieri, in servizio e in congedo, ai loro familiari e a quanti, ogni giorno, contribuiscono a rendere grande questa straordinaria Istituzione.
Avanti sempre, con forza e dignità.

Viva l’Arma dei Carabinieri! Viva l’Italia!

Fluminimaggiore, 5 giugno 2026

 

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Segnalazioni concernenti il precoce deterioramento delle polo operative distribuite al personale dell’Arma dei Carabinieri

Fluminimaggiore, 1° giugno 2026

 

Ufficio Relazioni Sindacali
ROMA

 

Oggetto: Segnalazioni concernenti il precoce deterioramento delle polo operative distribuite al personale dell’Arma dei Carabinieri – Richiesta di verifiche tecniche e approfondimenti urgenti.

 

Questa Associazione Professionale a Carattere Sindacale tra Militari desidera esprimere apprezzamento per l’accelerazione impressa alla distribuzione delle nuove polo operative, destinate al personale impiegato nelle regioni maggiormente interessate dalle elevate temperature stagionali, in particolare, Puglia, Calabria, Sicilia, Campania, Basilicata e Sardegna.

Si tratta di una misura attesa e certamente orientata a migliorare il benessere e l’efficienza operativa dei Carabinieri sul territorio.

Proprio per tale ragione, questa Organizzazione Sindacale ritiene doveroso rappresentare alcune criticità emerse dalle numerose segnalazioni pervenute da militari appartenenti alle citate regioni interessate dalla prima fase di distribuzione.

Le segnalazioni ricevute, in molti casi corredate da documentazione fotografica, evidenziano fenomeni di precoce deterioramento dei capi, consistenti in cedimenti delle cuciture, lacerazioni del tessuto e altri danneggiamenti manifestatisi dopo un utilizzo limitato o a seguito dei primi ordinari cicli di lavaggio effettuati secondo le modalità previste.

Questa Organizzazione Sindacale non intende formulare giudizi preventivi né avanzare valutazioni prive del necessario supporto tecnico.

Tuttavia, quando segnalazioni analoghe provengono da numerosi Carabinieri appartenenti a differenti realtà territoriali, il principio di precauzione impone un tempestivo approfondimento da parte dell’Amministrazione, sia a tutela del personale sia dell’Erario.

Tra gli aspetti che meritano particolare attenzione rientrano la verifica dell’anno di produzione dei lotti distribuiti, delle modalità di conservazione adottate e dei tempi di permanenza nei depositi logistici prima della consegna al personale.

È noto, infatti, come i manufatti tessili possano subire un decadimento delle proprie caratteristiche qualitative qualora conservati per lunghi periodi o in condizioni ambientali non ottimali. Appare pertanto opportuno verificare se i capi distribuiti appartengano a produzioni recenti ovvero a forniture precedentemente stoccate, al fine di escludere qualsiasi correlazione tra l’eventuale anzianità del materiale e le criticità segnalate.

Una polo operativa non rappresenta un semplice capo di abbigliamento, ma uno strumento di servizio che contribuisce al decoro professionale del militare e all’immagine dell’Arma dei Carabinieri. Per tale ragione, qualora dovessero emergere anomalie qualitative o difformità rispetto agli standard previsti, questa Organizzazione Sindacale auspica l’immediata sostituzione dei capi interessati.

Alla luce di quanto esposto, nella consapevolezza della costante attenzione che l’Amministrazione riserva alle condizioni di lavoro del personale, questa Organizzazione Sindacale auspica che le criticità rappresentate possano essere oggetto di tempestivi approfondimenti tecnici, al fine di verificarne l’effettiva portata e valutare, ove necessario, gli opportuni interventi a tutela dei Carabinieri e dell’immagine dell’Arma.

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Giuramento del 144° corso allievi Carabinieri, intitolato alla memoria del Carabiniere M.O.V.M. Lorenzo Gennari

Questa mattina, presso la Scuola Allievi Carabinieri di Iglesias, si è svolta la solenne cerimonia del giuramento e dell’apposizione degli alamari agli Allievi del 144° Corso, intitolato al Carabiniere Medaglia d’Oro al Valor Militare Lorenzo Gennari, caduto a Bibbiano (Reggio Emilia) il 19 aprile 1945, insignito della Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria per il supremo sacrificio compiuto al servizio della Patria.

Alla presenza del Comandante delle Scuole dell’Arma dei Carabinieri, Generale di Corpo d’Armata Marco Minicucci, del Comandante della Legione Allievi Carabinieri, Generale di Divisione Marco Lorenzoni, del Comandante della Scuola Allievi Carabinieri di Iglesias, Colonnello Saverio Ceglie, nonché delle Autorità civili, militari e religiose, i giovani Allievi hanno pronunciato la formula del giuramento di fedeltà alla Repubblica Italiana.

Alla cerimonia hanno preso parte il Segretario Generale Nazionale del SIC Luigi Pettineo e il Segretario Regionale del SIC Sardegna con delega alle Scuole, Alessandro Salidu.

Il giuramento rappresenta uno dei momenti più alti e significativi della vita di un Carabiniere. Non è una semplice formalità, ma l’assunzione pubblica e solenne di un impegno che accompagnerà questi giovani uomini e donne per tutta la loro vita professionale:  servire lo Stato, tutelare i cittadini, difendere le istituzioni democratiche e operare ogni giorno con disciplina, onore, coraggio e senso del dovere.

Da oggi questi Allievi entrano a pieno titolo nella grande famiglia dell’Arma dei Carabinieri, ereditandone valori, tradizioni e responsabilità.

Ad assistere alla cerimonia era presente anche il Comandante della Legione Carabinieri Sardegna, Generale di Brigata Francesco Rizzo. Di fronte a quei giovani Carabinieri che pronunciavano il loro giuramento di fedeltà alla Repubblica vi era anche chi, tra non molto, accoglierà una parte di loro nei reparti territoriali dell’Isola.

Una parte dei militari che oggi hanno giurato saranno infatti destinati alla Sardegna, mentre altri raggiungeranno i reparti dell’intero territorio nazionale, portando con sé i valori, la preparazione e il senso del dovere acquisiti durante il percorso formativo.

Questi giovani Carabinieri rappresentano una risorsa preziosa per l’Arma e per il Paese. Sotto quella divisa vi sono donne e uomini che portano con sé sogni, sacrifici, entusiasmo e una profonda volontà di servire lo Stato. Per questo dovranno essere accompagnati con responsabilità, guidati con equilibrio e sostenuti nella loro crescita professionale e umana. Investire sulle nuove generazioni significa rafforzare l’Istituzione e garantire ai cittadini un servizio sempre più efficace, moderno e vicino alle esigenze delle comunità.

Momento di grande intensità emotiva è stato quello dell’apposizione degli alamari, simbolo dell’ingresso effettivo nella famiglia dell’Arma dei Carabinieri e del legame con i valori di fedeltà, servizio, sacrificio e vicinanza ai cittadini che da sempre ne contraddistinguono la storia.

Il Sindacato Indipendente Carabinieri rivolge ai neo Carabinieri il più sincero augurio di un percorso professionale ricco di soddisfazioni.

A loro il SIC affida un messaggio semplice ma profondo: custodite sempre l’orgoglio dell’uniforme che indossate, servite con umiltà, competenza e spirito di sacrificio e non dimenticate mai che la forza dell’Arma risiede prima di tutto nei suoi valori e nelle persone che la rappresentano.

Ad maiora et meliora semper.

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Contratto difesa e sicurezza 2025-2027: tra chi ringrazia, chi fugge e chi scarica le responsabilità, i Carabinieri restano senza risposte

Ci sono momenti in cui il silenzio pesa più delle parole.

E quello che sta accadendo attorno al rinnovo contrattuale 2025-2027 del comparto Difesa e Sicurezza rischia di diventare una delle pagine più amare degli ultimi anni per le Donne e gli Uomini in uniforme.

Perché oggi il problema non è soltanto un contratto giudicato da molti insufficiente.

Il problema è ciò che sta emergendo attorno a quel tavolo.

Un tavolo dove qualcuno ringrazia la Funzione Pubblica pur ammettendo che le risorse siano limitate.

Un tavolo dove qualcuno prepara il personale ad accettare “quel poco che ci danno”.

Un tavolo dove qualcuno abbandona la contrattazione denunciando opacità e mancanza di trasparenza sui numeri reali.

E dove altri, invece, arrivano addirittura a scaricare sugli iscritti la responsabilità politica di decidere se firmare o meno il contratto.

Il Sindacato Indipendente Carabinieri ritiene tutto questo profondamente grave.

Per mesi abbiamo assistito a proclami, slogan, conferenze e dichiarazioni di chi sosteneva di essere determinante ai tavoli della contrattazione.

Oggi, però, davanti a risorse che gli stessi sindacati definiscono insufficienti, emerge una realtà ben diversa: divisioni, ambiguità e soprattutto paura di assumersi responsabilità chiare davanti ai Carabinieri.

La rappresentanza sindacale non può trasformarsi in un referendum utile a scaricare responsabilità.

Chi sceglie di sedersi a un tavolo negoziale deve avere il coraggio di assumere una posizione, senza rifugiarsi dietro sondaggi, consultazioni o formule utili soltanto a deresponsabilizzare chi rappresenta il personale.

Il SIC non accetta un sindacalismo costruito sull’ambiguità.

Così come non accetta che si continui a raccontare ai Carabinieri che bisogna “stringere i denti”, mentre il costo della vita aumenta, il potere d’acquisto continua a crollare e migliaia di colleghi sono costretti ogni giorno a sacrifici enormi per garantire sicurezza al Paese.

La verità è sotto gli occhi di tutti.

Le stesse organizzazioni che oggi parlano di firma immediata ammettono pubblicamente che:

–           le risorse sono insufficienti;

–           le indennità operative sono ferme da decenni;

–           il contratto non recupera realmente il gap inflazionistico;

–           non esistono ulteriori stanziamenti significativi all’orizzonte.

 

Ed esiste una verità che molti oggi evitano accuratamente di dire ai Carabinieri e a tutto il comparto militare.

Il Dipartimento della Funzione Pubblica ha sostanzialmente costruito l’equilibrio di questa contrattazione tenendo conto soprattutto delle posizioni espresse dal Comparto Polizia, che numericamente rappresenta la parte predominante del tavolo sicurezza.

Tradotto in termini concreti: se il comparto Polizia firma, per il Governo il problema politico del rinnovo contrattuale è sostanzialmente risolto.

Questa è la realtà.

Una realtà che molti preferiscono non affrontare, forse per convenienza, forse per paura di ammettere che chi sedeva ai tavoli della contrattazione per Carabinieri, Guardia di Finanza e Forze Armate non è riuscito a incidere realmente sugli equilibri finali della trattativa.

Il Sindacato Indipendente Carabinieri, invece, ritiene che ai colleghi debba essere detta la verità, anche quando è scomoda.

Perché il rispetto verso chi indossa una divisa passa innanzitutto dalla trasparenza e dal coraggio di chiamare le cose con il proprio nome.

Ed è proprio qui che emerge il punto più drammatico di questa contrattazione.

Negli ultimi nove anni il personale del comparto Difesa e Sicurezza ha subito una progressiva erosione del potere d’acquisto che oggi pesa concretamente sulla vita delle famiglie dei Carabinieri.

Parliamo di centinaia di euro reali persi ogni mese.

Parliamo di colleghi che, tra inflazione, aumento del costo della vita, carburanti, mutui, affitti e spese quotidiane, si ritrovano oggi con uno stipendio che vale molto meno rispetto al passato.

Secondo le analisi emerse nel corso del confronto sindacale, il divario economico accumulato nel tempo supera ormai abbondantemente i 300 euro mensili in termini di reale capacità di spesa.

Ed è questa la verità che tanti evitano di dire.

Perché mentre qualcuno parla di “risultati”, migliaia di Carabinieri continuano a pagare ogni giorno il prezzo di una contrattazione che non è stata in grado di recuperare il reale crollo del potere d’acquisto maturato negli ultimi anni.

Molti Carabinieri, in questi anni, hanno scelto di iscriversi alle APCSM anche nella convinzione di ottenere tutela, assistenza e protezione concreta davanti alle crescenti difficoltà operative e giudiziarie.

Ma oggi è doveroso dire la verità ai colleghi.

Nessuno sta “regalando” nulla ai Carabinieri.

Perché mentre migliaia di colleghi continuano a versare regolarmente quote sindacali, il peso economico reale continua a ricadere interamente sulle loro famiglie.

E i colleghi hanno il diritto di sapere che ogni firma apposta su questo contratto avrà conseguenze concrete sulla loro qualità della vita, sui loro sacrifici e sul futuro economico delle loro famiglie.

E allora il SIC pone una domanda semplice ma inevitabile:

se tutti riconoscono che le risorse sono inadeguate rispetto alla specificità del comparto, perché tutta questa fretta di chiudere?

I Carabinieri non hanno bisogno di sindacalisti che entrano in un Palazzo per sentirsi importanti dieci minuti.

Hanno bisogno di rappresentanti che abbiano il coraggio di dire la Verità.

Ed è proprio la Verità che oggi manca.

Manca quando si presenta come “successo” un contratto che molti definiscono già insufficiente.

Manca quando si cerca di trasformare la dignità economica del personale in un esercizio di rassegnazione collettiva.

Manca quando si chiede ai colleghi di scegliere al posto di chi dovrebbe assumersi la responsabilità politica e sindacale di una firma.

Il Sindacato Indipendente Carabinieri continuerà a pretendere rispetto, trasparenza e dignità economica reale per i Carabinieri e per tutto il comparto Difesa e Sicurezza.

Senza inchini. Senza fughe dai tavoli. Senza propaganda.

E soprattutto senza scaricare sui colleghi responsabilità che spettano esclusivamente a chi sceglie di rappresentarli.

Perché la dignità dei Carabinieri non può essere oggetto di compromessi, convenienze o giochi di equilibrio sindacale.

E chi oggi rappresenta il personale ha il dovere morale di ricordarselo.

 

La Segreteria Generale Nazionale

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Arterie stradali della Sardegna e sicurezza viaria – Non si può affidare la vita dei cittadini e dei Carabinieri alla fortuna. Proposta di confronto istituzionale a tutela della collettività e del personale dell’Arma dei Carabinieri

Fluminimaggiore, 28 maggio 2026

AL MINISTRO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI
Sen. Matteo Salvini

AL COMANDANTE GENERALE DELL’ARMA DEI CARABINIERI
Generale di Corpo d’Armata Salvatore Luongo

AL COMANDANTE DELLA LEGIONE CARABINIERI SARDEGNA

AL PRESIDENTE DELLA REGIONE SARDEGNA

ALL’ASSESSORATO REGIONALE AI TRASPORTI DELLA REGIONE SARDEGNA

ALL’ANAS SARDEGNA

 AL PREFETTO DI CAGLIARI

 AL PREFETTO DI SASSARI

 AL PREFETTO DI NUORO

 AL PREFETTO DI ORISTANO

 AL QUESTORE DI CAGLIARI

 AL QUESTORE DI SASSARI

 AL QUESTORE DI NUORO

 AL QUESTORE DI ORISTANO

 AL DIRIGENTE DEL COMPARTIMENTO POLIZIA STRADALE SARDEGNA

 

OGGETTO: Arterie stradali della Sardegna e sicurezza viaria – Non si può affidare la vita dei cittadini e dei Carabinieri alla fortuna. Proposta di confronto istituzionale a tutela della collettività e del personale dell’Arma dei Carabinieri.

Il Sindacato Indipendente Carabinieri ritiene non più rinviabile una riflessione seria, concreta ed istituzionale sulle condizioni di sicurezza di numerose arterie stradali della Sardegna, con particolare riferimento ai tratti montani, costieri e ad alta percorrenza, quotidianamente interessati dal transito di cittadini, motociclisti, turisti e personale delle Forze dell’Ordine impegnato nei servizi di vigilanza, prevenzione, pronto intervento e sicurezza della circolazione.

Il recente episodio verificatosi nel territorio di Baunei, dove un Carabiniere motociclista, fortunatamente rimasto illeso, è stato coinvolto in un incidente durante un servizio di sicurezza stradale e di assistenza ad un tour motociclistico, impone una riflessione che non può e non deve esaurirsi nella sola contingenza dell’evento.

Fortunatamente, il collega non ha riportato conseguenze gravi, dimostrando ancora una volta quello spirito di servizio, senso del dovere ed attaccamento alle Istituzioni che quotidianamente contraddistinguono le Donne e gli Uomini dell’Arma dei Carabinieri.

Tuttavia, proprio quanto accaduto evidenzia con forza la necessità di affrontare, con spirito costruttivo ma con altrettanta determinazione, il tema della sicurezza infrastrutturale di numerosi tratti viari della Sardegna, ove frequentemente insistono:

  • arterie ad elevata percorrenza;
  • tratti montani e costieri particolarmente esposti a rischio;
  • zone prive di adeguate protezioni laterali;
  • barriere non sempre idonee a garantire adeguati standard di sicurezza per motociclisti ed utenti della strada.

Il SIC evidenzia come le Donne e gli Uomini dell’Arma dei Carabinieri percorrano quotidianamente tali arterie nello svolgimento dei propri compiti istituzionali, condividendo con i cittadini gli stessi rischi, le stesse criticità e le medesime esposizioni operative.

Chi garantisce sicurezza sulle strade della Sardegna deve poter operare in condizioni infrastrutturali adeguate e sicure.

Una rete viaria moderna, efficiente e sicura rappresenta inoltre un valore strategico fondamentale per l’immagine, lo sviluppo e la competitività della Sardegna.

Garantire arterie stradali adeguate, sicure e coerenti con le esigenze del territorio significa non soltanto tutelare la vita dei cittadini, degli operatori e dei milioni di utenti che quotidianamente percorrono le strade dell’Isola, ma anche rafforzare concretamente la capacità della Sardegna di presentarsi come territorio moderno, organizzato ed attrattivo sotto il profilo turistico ed infrastrutturale.

Le straordinarie bellezze paesaggistiche della Sardegna, ogni anno meta di migliaia di motociclisti e turisti provenienti da tutto il mondo, meritano infrastrutture all’altezza della loro rilevanza internazionale.

Investire nella sicurezza stradale significa pertanto investire contemporaneamente:

  • nella tutela della vita umana;
  • nella sicurezza pubblica;
  • nell’efficienza dei collegamenti;
  • e nell’immagine stessa della Sardegna quale terra di accoglienza, sicurezza e sviluppo.

Il SIC ritiene che il tema della sicurezza infrastrutturale della rete viaria sarda non possa più essere affrontato esclusivamente in termini emergenziali o successivamente al verificarsi di eventi drammatici.

Occorre una visione strutturale, moderna e concreta, capace di coniugare sicurezza, prevenzione, mobilità e tutela della vita umana, attraverso investimenti mirati ed una pianificazione realmente aderente alle criticità del territorio

Per tali ragioni, il Sindacato Indipendente Carabinieri auspica la tempestiva apertura di un tavolo di confronto istituzionale con la Presidenza della Regione Sardegna, gli assessorati competenti, gli enti gestori della rete viaria e tutte le autorità interessate, affinché possano essere avviate concrete strategie di investimento, monitoraggio e messa in sicurezza delle principali arterie stradali dell’Isola.

La sicurezza dei cittadini e degli operatori dello Stato non può essere demandata al caso, né affidata esclusivamente all’esperienza, alla professionalità o al senso del dovere di chi quotidianamente opera sulle strade della Sardegna.

Prevenire oggi significa evitare tragedie domani.

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Assemblea sindacale presso il Comando Compagnia Carabinieri Fiumicino aeroporto e la Compagnia Carabinieri di Civitavecchia

Prosegue l’attività assembleare del Sindacato Indipendente Carabinieri sul territorio nazionale, con una presenza costante nei reparti e un confronto diretto con i Carabinieri impegnati quotidianamente nei servizi istituzionali.

Nella giornata del 27 maggio 2026, il SIC ha svolto due importanti assemblee sindacali presso il Comando Compagnia Carabinieri Fiumicino Aeroporto e presso la Compagnia Carabinieri di Civitavecchia, confermando ancora una volta un modello sindacale fondato su trasparenza, ascolto, concretezza e rispetto delle relazioni istituzionali.

Le attività assembleari hanno visto la partecipazione del Segretario Generale Nazionale del SIC,  Luigi Pettineo, del Segretario Nazionale Vincenzo Verlezza, del Segretario Generale Regionale SIC Lazio, Salvatore De Santis e del Segretario Regionale SIC Simone Gaglianese.

Le assemblee hanno registrato una partecipazione importante e particolarmente attenta da parte del personale, segno evidente di quanto oggi i Carabinieri sentano l’esigenza di un confronto serio sulle problematiche economiche, professionali e previdenziali del Comparto.

Nel corso degli incontri il SIC ha illustrato il progetto sindacale della struttura, lo stato dei lavori relativi al FESI, i contenuti del contratto 2025–2027, le dinamiche dei tavoli centrali delle delegazioni sindacali e le prospettive future della tutela del personale.

Particolare attenzione è stata dedicata alla situazione economica dei Carabinieri, sempre più colpiti dal caro vita e dalla perdita del potere d’acquisto, condizioni che stanno incidendo pesantemente sulla serenità delle famiglie degli appartenenti al Comparto.

Nel corso delle assemblee sono state inoltre illustrate le più recenti novità sindacali e organizzative, ribadendo la necessità di investire concretamente sui giovani Carabinieri, valorizzandone competenze e prospettive professionali.

L’accoglienza ricevuta presso i Reparti si è svolta nel rispetto delle corrette relazioni sindacali e istituzionali, in un clima improntato alla reciproca correttezza e attenzione verso le attività assembleari svolte.

Il SIC desidera esprimere un sincero ringraziamento ai Comandanti di Compagnia per l’ospitalità e la disponibilità dimostrate nell’accogliere le attività sindacali.

Un particolare ringraziamento viene rivolto al Comandante della Legione Carabinieri Lazio, Generale di Divisione Ugo Cantoni, per l’importante apertura dimostrata nei confronti delle prerogative sindacali e per l’attenzione istituzionale rivolta al corretto svolgimento delle assemblee.

Il SIC continuerà a essere presente nei reparti e accanto ai Carabinieri, con l’obiettivo di rappresentare concretamente le esigenze del personale e contribuire al miglioramento delle condizioni di lavoro e della tutela economica e professionale dei colleghi.

Baunei (OG) – Sardegna, incidente durante il servizio di scorta motociclistica. Il Carabiniere rimane illeso e prosegue il servizio

Il Sindacato Indipendente Carabinieri apprende con sollievo che il Carabiniere coinvolto nell’incidente verificatosi lungo la SS 125, nel territorio di Baunei, durante un servizio di scorta motociclistica legato al tour di centauri in corso in Sardegna, è fortunatamente rimasto illeso.

Secondo quanto appreso dal SIC attraverso i referenti presenti sul posto, il collega, nonostante l’impatto e la delicatezza della situazione, ha immediatamente dato la propria disponibilità a proseguire il servizio e portare a termine il tour operativo.

Un atteggiamento che rappresenta perfettamente lo spirito del Carabiniere: senso del dovere, responsabilità, attaccamento al servizio e capacità di affrontare le difficoltà senza mai tirarsi indietro.

Allo stesso tempo, il SIC esprime apprezzamento per la tempestiva attivazione della scala gerarchica e del Comando Provinciale Carabinieri di Nuoro che, appresa la notizia, si è immediatamente adoperato per reperire ulteriori due motocicli di servizio, consentendo così al personale impegnato di poter proseguire regolarmente l’attività prevista.

Questo è il Carabiniere.

Un uomo dello Stato che, anche davanti a un imprevisto operativo, continua a garantire presenza, sicurezza e spirito di servizio.

Non è retorica. Non è pubblicità. È la realtà quotidiana di donne e uomini in uniforme che ogni giorno affrontano rischi, sacrifici e responsabilità con professionalità e dedizione assoluta.

Il SIC continuerà sempre a valorizzare e sostenere chi, silenziosamente, rappresenta sul territorio il volto concreto dello Stato e della sicurezza.

 

 

 

Modena, auto sulla folla in pieno centro lupo solitario, gesto isolato, fanatismo o altro?

Apprendiamo con forte preoccupazione dalle immagini e dai numerosi video diffusi sui social quanto accaduto ieri nel centro di Modena, teatro di momenti di panico e terrore che nessuno avrebbe mai immaginato di vedere in una città simbolo di quotidianità, lavoro e vita sociale.

Il bilancio provvisorio parla di 8 feriti, 4 dei quali in gravi condizioni, con persone trasferite d’urgenza in ospedali specializzati. Una tragedia sfiorata che avrebbe potuto avere conseguenze ancora più drammatiche.

Secondo quanto emerso dalle prime ricostruzioni, il soggetto fermato sarebbe un trentunenne italiano di origine marocchina, residente nel Modenese.

L’uomo, accusato di strage, avrebbe travolto diversi pedoni in pieno centro per poi tentare la fuga brandendo un coltello.

Sarà compito della Magistratura e degli investigatori stabilire con assoluta precisione se ci si trovi davanti a un gesto deliberato assimilabile a un attentato, all’azione di un fanatico isolato oppure a un episodio maturato in un diverso contesto criminale o psicologico.

Ma una cosa appare già evidente: scene di questo tipo stanno generando nei cittadini un senso di paura e vulnerabilità sempre più profondo.

Quanto accaduto dimostra ancora una volta quanto sia fondamentale la presenza delle Forze dell’Ordine sul territorio, presidio indispensabile di sicurezza, prevenzione e intervento immediato. Ed è proprio per questo che il tema dell’adeguamento degli organici non può più essere rinviato dal Governo.

Questi episodi devono essere prevenuti attraverso sistemi investigativi e di intelligence sempre più efficaci, capaci di intercettare per tempo situazioni potenzialmente pericolose prima che possano trasformarsi in tragedie.

Il dovere delle Istituzioni deve essere uno solo: garantire ai cittadini la possibilità di vivere le proprie città senza paura.

 

La Segreteria Generale Nazionale

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“L’unico tricolore che ci piace è quello sulle vostre bare”, parole gravissime contro le Forze dell’Ordine e contro il simbolo della Nazione

Il Sindacato Indipendente Carabinieri (SIC) esprime profondo sdegno e la più ferma condanna per l’ignobile coro pronunciato durante una manifestazione di protesta: “L’UNICO TRICOLORE CHE CI PIACE È QUELLO SULLE VOSTRE BARE.”

Non siamo davanti a una semplice provocazione né a un eccesso verbale.
Queste parole rappresentano un messaggio gravissimo non solo contro uomini e donne in uniforme, ma anche contro il Tricolore e ciò che esso rappresenta: lo Stato, la Repubblica e i valori fondanti della nostra democrazia.

L’affermazione “l’unico tricolore che ci piace” sottintende infatti il rifiuto della bandiera italiana come simbolo di unità nazionale, legalità e istituzioni.

Un’espressione che non si limita a colpire le Forze dell’Ordine, ma che si configura come un attacco diretto all’identità stessa del Paese.

La bandiera tricolore che avvolge la bara di un appartenente alle Forze dell’Ordine caduto nell’adempimento del proprio dovere non è un simbolo qualunque.

Rappresenta un servitore dello Stato che ha mantenuto fede al giuramento prestato fino all’estremo sacrificio.

Rappresenta un uomo o una donna che hanno indossato l’uniforme con onore, lasciando ogni giorno i propri affetti — una madre, un padre, una moglie, un marito, dei figli — per garantire sicurezza ai cittadini e difendere le istituzioni.

Dietro quel Tricolore ci sono servitori dello Stato che hanno perso la vita per tutelare i diritti degli altri, lavorando di giorno e di notte, spesso nel silenzio e lontano dalle proprie famiglie.

Per questo, sentire qualcuno inneggiare alle “bare” delle Forze dell’Ordine e, al contempo, disprezzare il Tricolore, non è soltanto vergognoso.

È il segnale di un clima d’odio sempre più pericoloso verso chi rappresenta lo Stato sul territorio e verso lo Stato stesso.

Un clima che rischia di trasformarsi in violenza reale contro gli operatori in uniforme.
Ogni aggressione a un Carabiniere, ogni pietra lanciata, ogni insulto, nasce anche dalla continua delegittimazione di chi indossa una divisa e dei valori che essa incarna.

Il SIC chiede:

  • l’immediata identificazione dei responsabili;
  • una condanna pubblica chiara e senza ambiguità da parte della politica e delle organizzazioni promotrici;
  • maggiori tutele operative e giuridiche per il personale impiegato nei servizi di ordine pubblico.

Il Tricolore rappresenta unità, servizio, sacrificio e fedeltà allo Stato.

Non permetteremo a nessuno di oltraggiarlo né di trasformarlo in un simbolo di odio o di morte contro le Forze dell’Ordine e contro l’Italia.

La Segreteria Generale Nazionale

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Roma, cerimonia ufficiale di insediamento del Generale C.A. Massimo Mennitti quale Vicecomandante Generale dell’Arma dei Carabinieri

Si è svolta oggi, a Roma, la cerimonia ufficiale di insediamento del Generale di Corpo d’Armata Massimo Mennitti, quale Vicecomandante Generale dell’Arma dei Carabinieri. Presenti il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Generale di Corpo d’Armata Salvatore Luongo, ed i massimi vertici dell’Arma.

Per il Sindacato Indipendente Carabinieri hanno preso parte alla cerimonia il Segretario Generale Aggiunto Andrea Calì ed il componente del Direttivo Nazionale Umberto Turchetta.

Una cerimonia particolarmente sentita, intensa e ricca di significato istituzionale, che ha rappresentato non soltanto un momento di continuità ai vertici dell’Arma, ma anche un passaggio importante per il futuro dell’Istituzione e per tutti i Carabinieri.

Il SIC rinnova il proprio apprezzamento nei confronti del Generale Mennitti, figura di esperienza, equilibrio e profonda conoscenza dell’Arma, maturata in anni di servizio svolto con autorevolezza, umanità e spirito istituzionale.

Siamo certi che il Generale Mennitti continuerà a mettere la propria esperienza e la propria visione al servizio dell’Istituzione, offrendo un contributo concreto alla crescita dell’Arma dei Carabinieri ed alla tutela delle donne e degli uomini che ogni giorno operano al servizio dei cittadini e della sicurezza del Paese.

Contestualmente, il SIC rivolge un sentito saluto al Generale di Corpo d’Armata Marco Minicucci, già Vicecomandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, esprimendo apprezzamento per le qualità umane e professionali dimostrate nel corso del proprio incarico e per l’attenzione riservata al personale dell’Arma.

Per noi del SIC, un’Arma forte passa inevitabilmente attraverso Carabinieri ascoltati, valorizzati e messi nelle condizioni di operare con dignità, efficienza e serenità.

 

La Segreteria Generale Nazionale del SIC

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