Torino, frasi di odio contro le Forze dell’Ordine durante la manifestazione. Superato ogni limite!

Ieri a Torino non si è assistito a una semplice manifestazione. Si è assistito all’ennesimo tentativo di trasformare una piazza in un attacco diretto allo Stato.

Nel corso del corteo, come documentato da video diffusi sui social, sono state pronunciate frasi di una gravità inaudita nei confronti delle Forze dell’Ordine.

Tra queste, un passaggio che non può essere ignorato: “…libereremo quel quartiere da quei maiali con la divisa pagati per mangiare ciambelle”.

Una deriva pericolosa.

Parole che non rappresentano una protesta. Rappresentano un salto di qualità pericoloso: la disumanizzazione consapevole di chi indossa una divisa dello Stato.

Non siamo più davanti a semplici slogan. Siamo davanti a un linguaggio che legittima l’odio e prepara il terreno allo scontro.

Quelle divise, oggi insultate e indicate come nemiche, appartengono a uomini e donne che ogni giorno garantiscono Sicurezza, Legalità e Libertà. La stessa libertà che consente a chi urla odio di scendere in piazza.

Il Sindacato Indipendente Carabinieri lo dichiara con fermezza: si è superato il limite.

Non è accettabile che si invochi la “liberazione” di territori dalle Forze dell’Ordine, si utilizzi un linguaggio che disumanizza gli operatori e si tollerino derive che mettono a rischio l’ordine pubblico e l’incolumità del personale.

Tali esternazioni non solo offendono la dignità dei lavoratori in divisa, ma mirano a delegittimare l’operato dello Stato, minando le basi stesse della convivenza civile.

Di fronte a episodi di questa gravità, il SIC confida nell’operato delle Autorità competenti, affinché ogni condotta venga valutata nelle sedi opportune, nel pieno rispetto della legge.

Allo stesso tempo, riteniamo non più rinviabile una riflessione seria e concreta sulle condizioni operative e sulla tutela del personale impiegato nei servizi di ordine pubblico.

Il silenzio, in questi casi, non è neutralità: è un segnale pericoloso.

Non si può pretendere professionalità, equilibrio e senso dello Stato dai Carabinieri e, allo stesso tempo, lasciarli soli di fronte a campagne di odio pubblico.

Il SIC è chiaro: chi indossa una divisa dello Stato deve essere rispettato e tutelato. Non accetteremo più che il personale venga trasformato nel bersaglio di ideologie estremiste e violente.

La pazienza è finita. Il Sindacato Indipendente Carabinieri continuerà a vigilare, interverrà in ogni sede a tutela dei propri iscritti e garantirà supporto legale e sindacale a tutto il personale coinvolto.

La Segreteria generale Nazionale

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Rinnovo contrattuale fermo, stanziamenti inadeguati e caro vita alle stelle: servono aumenti concreti. Trasparenza, verità e coraggio di dire basta

Il Sindacato Indipendente Carabinieri ritiene necessario informare tutti gli appartenenti all’Arma dei Carabinieri, iscritti e non, di ciò che sta accadendo all’interno del comparto Difesa e Sicurezza.

Ci riferiamo al fatto che il contratto dei Carabinieri è scaduto da due anni.

Nonostante ciò, le donne e gli uomini in uniforme dell’Arma continuano a garantire, senza esitazione e con profondo senso del dovere, Sicurezza e Legalità, operando quotidianamente in contesti complessi e ad alto rischio, a fronte di una criminalità sempre più organizzata ed efferata e con organici sempre più ridotti, senza un adeguato riconoscimento economico e professionale.

A questo si aggiunge una condizione sempre più diffusa di difficoltà, legata all’erosione del potere d’acquisto, a indennità non adeguate e a un sistema che fatica a restituire dignità concreta al lavoro svolto.

In un contesto storico segnato da un caro vita senza precedenti, l’assenza di un adeguato rinnovo contrattuale sta generando un disagio sempre più concreto e diffuso, che incide direttamente sulle famiglie dei Carabinieri.

Parliamo di Donne e Uomini che ogni giorno garantiscono sicurezza al Paese e che oggi si trovano a dover affrontare difficoltà economiche crescenti, in un quadro che rischia di compromettere non solo la serenità personale, ma anche la piena efficienza operativa.

Per questa Organizzazione Sindacale, la dignità e il futuro dell’Istituzione passano attraverso un rinnovo contrattuale serio e adeguato, il recupero salariale e il rafforzamento di diritti che non rappresentano privilegi, ma strumenti essenziali per garantire un servizio efficace e più performante al cittadino.

Alla luce delle risorse attualmente stanziate per il personale del Comparto Difesa e Sicurezza, quantificate in circa 1.5 miliardi di euro, il Sindacato Indipendente Carabinieri ritiene imprescindibile un impiego delle stesse che privilegi in modo netto il trattamento economico fondamentale.

È necessario destinare la quota prevalente delle risorse allo stipendio, al fine di garantire un incremento stabile, immediato e strutturale della retribuzione, assicurando liquidità concreta al personale.

Solo una parte residuale dovrà essere destinata al trattamento accessorio e agli istituti di natura normativa, senza disperdere l’efficacia dell’intervento economico.

I Carabinieri rappresentano da secoli un presidio di Legalità.

E la dignità del loro lavoro incide direttamente sulla qualità della Sicurezza che lo Stato è in grado di offrire ai cittadini.

Per questo motivo, il SIC ribadisce con fermezza che non è più accettabile rinviare decisioni che riguardano il futuro di chi, ogni giorno, rappresenta lo Stato e garantisce l’ordine e la sicurezza pubblica sul territorio.

Servono risposte concrete.

Servono risorse adeguate.

Serve rispetto.

La Segreteria Generale Nazionale

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Orari lavorativi settimanali

Articolazione dell’orario di lavoro su cinque giorni settimanali: festività cadenti di sabato, necessità di indirizzi applicativi uniformi

 

Fluminimaggiore, 14 aprile 2026

AL SIG. COMANDANTE GENERALE DELL’ARMA DEI CARABINIERI

Gen. C.A. Salvatore LUONGO

=ROMA=

OGGETTO: Articolazione dell’orario di lavoro su cinque giorni settimanali:  festività cadenti di sabato,  necessità di indirizzi applicativi uniformi.

 

Signor Comandante Generale,

in un clima di leale, concreta e fattiva collaborazione istituzionale, orientata esclusivamente al miglioramento dell’efficienza organizzativa e alla tutela del personale, si sottopone alla Sua autorevole attenzione la seguente questione applicativa, emersa in modo ricorrente presso diversi reparti dell’Arma e oggetto di segnalazioni da parte del personale.

  1. Quadro organizzativo di riferimento

Una parte del personale dell’Arma dei Carabinieri, in particolare quello impiegato presso Uffici, Stati Maggiori e articolazioni di livello centrale e territoriale, osserva un’articolazione dell’orario di lavoro su cinque giorni settimanali, per complessive 36 ore settimanali, secondo il seguente schema: 7 ore e 12 minuti giornalieri, ovvero articolazioni flessibili (es. rientri pomeridiani) comunque equivalenti al raggiungimento delle 36 ore settimanali entro il venerdì.

In tale configurazione:

  • il sabato è qualificato come giornata non lavorativa, a zero ore;
  • la domenica costituisce il riposo settimanale.
  1. Fattispecie oggetto di segnalazione

Si rileva che, nell’ipotesi in cui una giornata festiva cada di sabato, il personale impiegato su cinque giorni:

  • non beneficia di alcuna riduzione dell’orario settimanale, avendo già assolto integralmente le 36 ore entro il venerdì;
  • non matura alcun recupero compensativo né altra forma di ristoro.

Parallelamente, presso reparti con articolazione su sei giorni settimanali (tipicamente organizzazioni territoriali):

  • la medesima festività cadente di sabato incide su una giornata ordinariamente lavorativa;
  • determina, conseguentemente, una riduzione dell’impegno settimanale oppure il riconoscimento di forme di recupero.
  1. Analisi tecnica

Dall’analisi della disciplina vigente emerge che:

  • il modello su cinque giorni configura il sabato come giornata feriale non lavorativa, non assimilabile né a giornata festiva né a riposo settimanale;
  • la coincidenza della festività con tale giornata non genera automaticamente diritti a recupero o compensazione, in assenza di specifica previsione normativa.
  • Tale impostazione risulta coerente con i principi generali dell’organizzazione del lavoro pubblico e con la distinzione tra:
  • modelli orari differenti, entrambi legittimi;
  • modalità di distribuzione dell’orario settimanale, alternative ma equivalenti sul piano formale.

Si evidenzia, inoltre, che, a differenza di altri comparti della Pubblica Amministrazione caratterizzati da modelli organizzativi sostanzialmente omogenei, l’Arma dei Carabinieri presenta una fisiologica coesistenza di differenti articolazioni dell’orario di lavoro, strettamente connesse alla diversità delle funzioni svolte (attività d’ufficio e attività operativa sul territorio).

Tale specificità determina, in presenza del medesimo evento (festività cadente di sabato), effetti applicativi non pienamente allineati tra personale appartenente alla stessa Amministrazione, con conseguenti ricadute sul piano dell’equilibrio organizzativo interno.

  1. Criticità applicativa rilevata (dato oggettivo) 

Pur nel rispetto della legittimità dell’impianto normativo, si evidenzia una asimmetria oggettiva di effetti tra modelli organizzativi interni all’Arma:

  • personale su 5 giorni → 36 ore settimanali integralmente rese;
  • personale su 6 giorni → 30 ore riduzione effettiva dell’impegno settimanale in presenza della medesima festività.

La criticità assume particolare rilievo nell’anno 2026, in cui quattro festività infrasettimanali cadono di sabato (Epifania, Festa della Liberazione, Assunzione – Ferragosto, Santo Stefano), determinando una reiterazione concreta e misurabile degli effetti sopra descritti.

In termini esemplificativi, nelle settimane interessate da tale coincidenza, il personale in settimana corta è comunque tenuto all’integrale assolvimento delle 36 ore settimanali, mentre nei modelli articolati su 6 giorni la medesima festività può determinare una riduzione dell’impegno lavorativo settimanale ovvero di 30 ore .

Si evidenzia, altresì, che tali giornate assumono una particolare rilevanza anche sotto il profilo operativo e del trattamento economico connesso alle prestazioni rese in tali circostanze, rafforzando ulteriormente l’incidenza della criticità evidenziata.

Ne deriva una incidenza concreta, ripetuta e misurabile sul carico lavorativo, che, pur nel rispetto della legittimità del sistema, evidenzia una disomogeneità di effetti tra modelli interni.

  1. Proposta sindacale

Alla luce di quanto sopra, questa Organizzazione Sindacale non formula una contestazione, ma una proposta costruttiva e migliorativa.

Si propone di valutare:

  • l’emissione di indirizzi applicativi univoci;
  • l’introduzione, ove ritenuto opportuno, di misure compensative organizzative, quali:
  • credito orario convenzionale;
  • recupero programmato;
  • altre soluzioni gestionali idonee a riequilibrare gli effetti tra modelli orari.

In tale ambito, potrebbe altresì essere valutata, in via programmatoria e compatibilmente con le esigenze di servizio, la possibilità di modulare l’orario settimanale del personale in settimana corta nelle settimane interessate dalla coincidenza della festività con il sabato, anche attraverso una riduzione dell’impegno complessivo, al fine di garantire un maggiore allineamento degli effetti tra i diversi modelli organizzativi.

  1. Conclusione

Questa APCSM ritiene che la questione rappresenti un’opportunità per rafforzare:

  • l’equità interna;
  • l’uniformità gestionale;
  • la chiarezza applicativa.

Un intervento in tal senso contribuirebbe a migliorare il funzionamento complessivo dell’organizzazione e il benessere del personale.

Certi della Sua attenzione, si resta in attesa di un cortese riscontro.

 

La Segreteria Generale Nazionale

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Erosione del potere di acquisto

Erosione del potere d’acquisto del personale, proposte per un welfare istituzionale evolutivo e richiesta immediata di confronto con il Signor Comandante Generale

Fluminimaggiore, 8 aprile 2026

 

AL SIG. COMANDANTE GENERALE DELL’ARMA DEI CARABINIERI

Gen. C.A. Salvatore LUONGO

ROMA

 

OGGETTO: Erosione del potere d’acquisto del personale, proposte per un welfare istituzionale evolutivo e richiesta immediata di confronto con il Signor Comandante Generale.

 

Signor Comandante Generale,

l’attuale scenario economico, anche con riferimento al Comparto Difesa e Sicurezza, sta incidendo in maniera significativa sulla dignità economica delle famiglie dei Carabinieri.

Alla luce della situazione attuale, che di seguito si rappresenta e che assume carattere di concreta urgenza per il personale dell’Arma, questa Segreteria Generale ritiene necessario attivare un immediato confronto con la S.V., nell’ambito delle prerogative riconosciute alle Associazioni Professionali a Carattere Sindacale tra Militari dal Decreto Legislativo 15 marzo 2010, n. 66.

 Il quadro economico in atto, caratterizzato da un progressivo aggravamento del costo della vita e da una evidente incidenza sui bilanci familiari del personale, non consente allo stato attuale di intravedere soluzioni risolutive nel breve periodo, rendendo pertanto necessario un confronto diretto e tempestivo con l’Autorità di Vertice dell’Arma.

Nel solco di una leale e fattiva collaborazione istituzionale, e nel pieno rispetto delle prerogative attribuite a questa Associazione, riteniamo doveroso tornare su un tema già sottoposto alla Sua attenzione.

Si richiama, in particolare, la nota già trasmessa in data 19 marzo 2026 al Ministro della Difesa e alla S.V., avente ad oggetto: “Impatto del caro carburante sul personale dell’Arma dei Carabinieri proposta di misure strutturali e rimodulazione dell’articolazione settimanale del servizio” (vedasi allegato).

Alla luce delle criticità già evidenziate in quella sede, e del progressivo aggravarsi delle condizioni economiche che incidono sul personale, questa Segreteria Generale ritiene necessario ampliare la riflessione, riportando all’attenzione un quadro complessivo che oggi assume carattere di sempre maggiore urgenza.

L’attuale congiuntura economica, segnata da un’inflazione persistente e da un incremento generalizzato del costo della vita, sta determinando una progressiva erosione del potere d’acquisto, con effetti ormai evidenti anche sul personale in uniforme.

Il dato che emerge con chiarezza è che la stabilità garantita dalla divisa non coincide più con una reale sicurezza economica, soprattutto nei contesti territoriali caratterizzati da un elevato costo della vita.

In tale quadro, continua a incidere in maniera significativa il costo dei carburanti, già oggetto di specifica segnalazione, che aggrava ulteriormente la condizione del personale, in particolare di quello costretto a sostenere quotidianamente spostamenti rilevanti per raggiungere la sede di servizio.

Il fenomeno del pendolarismo forzato determina infatti:

  • una riduzione concreta del reddito disponibile;
  • un impatto diretto sulla qualità della vita e sulla serenità operativa del personale.

Siamo altresì consapevoli che la risposta non possa esaurirsi nel solo rinnovo contrattuale.

Appare invece necessario adottare una visione strutturale, orientata alla costruzione di un sistema di welfare dedicato, capace di incidere concretamente sulle condizioni di vita del personale.

In tale prospettiva, questa Segreteria Generale rappresenta la necessità di:

  • ridurre gli spostamenti casa-lavoro attraverso una rimodulazione dell’articolazione settimanale del servizio (da 6 a 5 giorni e, ove possibile, da 5 a 4), garantendo comunque il mantenimento delle 36 ore settimanali senza riduzione del servizio;
  • prevedere strumenti di ristoro economico per i costi di carburante e mobilità;
  • introdurre misure compensative stabili, parametrate ai costi reali sostenuti dal personale;
  • riconoscere economicamente la specificità del servizio nel comparto sicurezza;
  • attivare forme di sostegno abitativo e servizi a supporto della famiglia;
  • rivedere le indennità di sede in relazione al costo della vita nei diversi territori;
  • valutare l’introduzione di indennità territoriali differenziate, finalizzate a riequilibrare il potere d’acquisto.

Si tratta di interventi che non possono essere considerati contingenti o episodici, ma che richiedono un approccio strutturale, coerente con la realtà operativa vissuta quotidianamente dal personale.

Signor Comandante Generale, la situazione rappresentata presenta profili di evidente criticità e, allo stato attuale, non consente di intravedere soluzioni risolutive nel breve periodo.

Per tali ragioni, questa Segreteria Generale chiede di voler fissare un immediato incontro finalizzato ad un confronto diretto sulle tematiche esposte, al fine di individuare soluzioni concrete e tempestive a tutela del personale.

 Si resta in attesa di un cortese riscontro alla richiesta formulata, confidando in un sollecito riscontro in ragione della rilevanza e urgenza delle tematiche rappresentate.

Con profondo senso del dovere e costante lealtà istituzionale.

 

La Segreteria Generale del SIC

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Concorso Carabinieri, difficoltà logistiche

Concorso pubblico per il reclutamento di 3.081 Allievi Carabinieri – Riflessi economici indiretti sui militari iscritti e sulle loro famiglie

Fluminimaggiore, 7 aprile 2026

AL SIG. COMANDANTE GENERALE DELL’ARMA DEI CARABINIERI
Gen. C.A. Salvatore LUONGO
ROMA

OGGETTO: Concorso pubblico per il reclutamento di 3.081 Allievi Carabinieri – Riflessi economici indiretti sui militari iscritti e sulle loro famiglie.

Signor Comandante Generale,

nel quadro delle attribuzioni riconosciute alle Associazioni Professionali a Carattere Sindacale tra Militari e nel rispetto del perimetro normativo delineato dal Decreto Legislativo 15 marzo 2010 n. 66, il Sindacato Indipendente Carabinieri ritiene opportuno sottoporre alla Sua attenzione una considerazione che, pur non attenendo direttamente alle materie tipiche di competenza delle APCSM, presenta evidenti riflessi economici e familiari in capo ai militari iscritti.

Come noto, il concorso pubblico per il reclutamento di 3.081 Allievi Carabinieri prevede lo svolgimento della prova scritta in sedi decentrate individuate sul territorio nazionale.

Tale articolazione organizzativa, pur rispondendo a esigenze di carattere generale, comporta tuttavia, per alcune specifiche aree geografiche, oneri logistici ed economici non uniformemente distribuiti.

In particolare, numerosi militari iscritti al SIC, in servizio nella Regione Sardegna, hanno rappresentato come la partecipazione dei propri figli al citato concorso comporti costi
rilevanti e difficilmente comprimibili, connessi agli spostamenti obbligati verso sedi peninsulari, nonché alle conseguenti necessità di vitto e alloggio.

La condizione di insularità propria della Regione Sardegna comporta, inoltre, specifiche criticità logistiche legate all’assenza di collegamenti terrestri diretti, rendendo necessario il ricorso esclusivo al trasporto aereo o marittimo.

Tale situazione risulta ulteriormente aggravata nei casi in cui le prove concorsuali si articolino su più giornate non consecutive, prevedendo intervalli temporali anche coincidenti con giornate di fine settimana (sabato e domenica) che impongono la permanenza sul territorio peninsulare fino alla ripresa delle attività, con conseguente impossibilità di rientro presso il proprio domicilio senza sostenere ulteriori e rilevanti costi di viaggio.

Tali oneri incidono direttamente sull’equilibrio economico dei nuclei familiari interessati, determinando un impatto che, seppur indiretto, si riflette sul benessere complessivo del personale in servizio, ambito che rientra pienamente nella sfera di attenzione e tutela propria delle APCSM.

In tale prospettiva, la presenza sul territorio della Regione Sardegna di infrastrutture dell’Arma già operative e funzionalmente idonee quali la Scuola Allievi Carabinieri di Iglesias (SU) potrebbe rappresentare una soluzione organizzativa concreta ed immediatamente disponibile, idonea a ridurre sensibilmente gli oneri economici segnalati dai militari iscritti e dalle loro famiglie.

Si evidenzia, peraltro, come la medesima struttura sia già stata in passato utilmente impiegata per lo svolgimento di fasi selettive di procedure concorsuali interne, confermandone l’idoneità sotto il profilo organizzativo e logistico.

Confidando nella consueta sensibilità istituzionale verso il benessere complessivo del personale dell’Arma, si rappresenta come le situazioni evidenziate assumano un valore ancora più significativo laddove coinvolgono nuclei familiari di Carabinieri, nei quali i figli cresciuti nei valori e nei principi propri dell’Istituzione manifestano la volontà di intraprendere il medesimo percorso professionale dei propri genitori, proseguendone idealmente l’impegno al servizio dello Stato.

In tale prospettiva, appare quanto mai opportuno evitare che elementi di natura economica possano incidere sulle scelte e sulle opportunità di accesso, gravando ulteriormente sui
militari e sulle loro famiglie, già quotidianamente impegnati nello svolgimento dei propri compiti istituzionali.

In un’ottica di leale e costruttiva collaborazione istituzionale, si auspica che le considerazioni e la proposta rappresentata possano essere oggetto di attenta valutazione.

Con Osservanza,

La Segreteria Generale Nazionale

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Audizione del Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri dinanzi alla Commissione difesa del Senato. Apprezzamento del SIC per le linee programmatiche delineate

In un’epoca contrassegnata da una crescente e multiforme complessità dei fenomeni criminali, nonché da una costante evoluzione delle minacce alla Pubblica Sicurezza, l’audizione del Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Generale di Corpo d’Armata Salvatore Luongo, alla presenza del Generale di Divisione Arturo Guarino, Capo del II Reparto del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri, dinanzi alla Commissione Difesa del Senato, ha assunto il valore di un passaggio istituzionale di particolare rilevanza.

Il Sindacato Indipendente Carabinieri accoglie con profondo compiacimento e sincero apprezzamento la visione prospettica illustrata dal Vertice dell’Istituzione.

La chiarezza dell’analisi e la fermezza programmatica espresse dal Comandante Generale delineano una traiettoria evolutiva dell’Arma che pone, con rinnovata centralità, il personale e la sicurezza operativa al vertice delle priorità.

UNA CONVERGENZA CONCRETA CON LE ISTANZE DEL SIC

Questa Organizzazione Sindacale rileva una significativa convergenza tra le linee programmatiche esposte e le proposte che il SIC ha sviluppato attraverso contributi tecnici e interlocuzioni istituzionali.

Le direttrici tracciate dal Gen. C.A. Luongo confermano la solidità delle analisi e delle iniziative promosse dal SIC, con particolare riferimento a:

  • Protezione individuale: la necessità di dispositivi di nuova generazione, con particolare attenzione all’avvio delle dotazioni specifiche per il personale femminile, sostenute dal SIC per garantire una reale efficacia operativa e tutela dell’incolumità;
  • Trasparenza e tutela giuridica: l’introduzione di sistemi di registrazione individuale (bodycam) e l’estensione degli strumenti a letalità ridotta.

In tale ambito, il SIC evidenzia il valore degli approfondimenti tecnico-operativi sviluppati anche attraverso il confronto con realtà internazionali leader del settore, quali Axon, finalizzati a coniugare efficacia operativa e protezione giuridica dell’operatore;

  • Sicurezza dei mezzi: l’adeguamento dei livelli di protezione e blindatura delle autovetture di servizio, divenuto essenziale in scenari operativi caratterizzati da minacce sempre più elevate;
  • Organici e tutela legale: il rafforzamento strutturale dei reparti e la necessità di una tutela giuridica certa, presupposti indispensabili affinché il personale possa operare con la necessaria serenità decisionale.

INNOVAZIONE E VOCAZIONE TERRITORIALE

Il SIC ravvisa nell’approccio del Comandante Generale una concreta volontà di modernizzazione, orientata alla valorizzazione delle componenti specialistiche e allo sviluppo di modelli organizzativi più strutturati ed efficaci.

In tale ambito, assume rilievo anche il riferimento a possibili evoluzioni dell’assetto organizzativo dell’Arma, orientate alla valorizzazione delle professionalità e al rafforzamento delle capacità operative.

Tuttavia, tale processo deve necessariamente mantenere al centro il personale impiegato nelle Stazioni e nei Nuclei Operativi e Radiomobili, che rappresenta il primo presidio di legalità e il punto di contatto diretto tra Stato e cittadini.

I dati relativi all’età media del personale e alla pressione operativa impongono una riflessione non più procrastinabile sulla sostenibilità del modello attuale.

IL TEMPO DELLA CONCRETEZZA

Pur apprezzando la visione delineata, il Sindacato Indipendente Carabinieri evidenzia come il passaggio dalla programmazione all’attuazione debba avvenire con tempistiche certe e non più rinviabili.

La sicurezza degli operatori non può essere subordinata:

  • ogni ritardo nell’adeguamento delle dotazioni o nel rafforzamento degli organici si traduce in un incremento del rischio operativo.

CONCLUSIONI

Il SIC conferma la propria posizione di interlocutore serio, responsabile e propositivo.

Accogliamo con favore una visione che si muove in una direzione coerente con le proposte da tempo avanzate, nella consapevolezza che solo attraverso un dialogo istituzionale concreto sia possibile rafforzare realmente il sistema sicurezza del Paese.

Il SIC esprime, altresì, un sentito ringraziamento al Generale di Corpo d’Armata Salvatore Luongo e al Generale di Divisione Arturo Guarino, Capo del II Reparto del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri, per l’impegno istituzionale e il contributo assicurato in occasione dell’audizione.

Un Carabiniere tutelato è un Carabiniere più efficace.

Un Carabiniere più efficace significa maggiore sicurezza per i cittadini.

La Segreteria Generale Nazionale

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Roma, controllo a Ilaria Salis: la Polizia fa il suo dovere, gravissimo strumentalizzare

C’è un punto che deve essere chiarito una volta per tutte: le Forze dell’Ordine non lavorano su simpatia, ma su legge.

A Roma, nelle ultime ore, un normale controllo di polizia nei confronti di Ilaria Salis è stato trasformato nell’ennesima polemica costruita ad arte.

Parliamo di un controllo previsto, legittimo, doveroso, scattato nell’ambito di segnalazioni internazionali.

Non una perquisizione, ma un ATTO DOVUTO.

E invece cosa succede? Si alimenta il solito schema pericoloso.

Si mette in discussione chi garantisce sicurezza, si delegittima chi opera sul territorio, si prova a trasformare il rispetto delle regole in un sopruso.

Le procedure si applicano a tutti, senza eccezioni.

È troppo facile gridare allo scandalo quando si è dall’altra parte del tavolo.

Molto più difficile è stare ogni giorno in strada, prendere decisioni operative e assumersi responsabilità reali.

Il SIC è e resterà al fianco delle Forze dell’Ordine, sempre.

Perché difendere chi lavora per la sicurezza significa difendere i cittadini.

Chi semina tensione, chi alimenta sfiducia, chi delegittima le divise si assume una responsabilità precisa ovvero indebolire la sicurezza di tutti.

E questo non è più accettabile.

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Toscana: il SIC entra nei reparti e investe sui giovani

Non è stato un semplice ciclo di assemblee.

È stato un segnale chiaro: il SIC c’è, cresce e sceglie di stare dove tutto nasce — tra i Carabinieri, nei reparti, accanto ai giovani.

Il Sindacato Indipendente Carabinieri ha svolto, nei giorni 26 e 27 marzo 2026, un intenso tour sindacale in Toscana, attraversando i principali presidi operativi e formativi dell’Arma:

  • Comando Provinciale e Compagnia di Pisa (con i reparti dipendenti);
  • Comando Provinciale e Compagnia di Livorno (con i reparti dipendenti);
  • Compagnia di Pontedera;
  • Comando Legione Carabinieri Toscana;
  • Scuola Allievi Marescialli e Brigadieri di Firenze.

tturata, organizzata dal Segretario Generale Regionale SIC Toscana Fabio Scanu, che ha dimostrato concretamente come il progetto SIC stia prendendo forma attraverso entusiasmo, credibilità e fiducia, soprattutto tra i più giovani.

Ad affiancare il territorio, una presenza nazionale forte e coerente:

  • il Segretario Generale Nazionale Luigi Pettineo;
  • il Segretario Nazionale Francesco Piero Lo Iacono;
  • il Segretario Nazionale Marco Lattanzi;
  • il Segretario del Direttivo Nazionale Umberto Turchetta;
  • il Segretario del Direttivo Nazionale Tommaso Gugliotta.

Una presenza che non è formale, ma strategica: guidare, sostenere e far crescere una nuova generazione di Carabinieri consapevoli dei propri diritti.

UN TOUR TRA I REPARTI, MA SOPRATTUTTO TRA LE PERSONE

Le assemblee hanno registrato partecipazione reale, confronto diretto e un’accoglienza che è andata oltre il dato istituzionale: in ogni sede abbiamo trovato attenzione, ascolto e, soprattutto, fiducia. Fiducia in un modello sindacale che non promette, ma opera.

Durante gli incontri sono stati illustrati in modo chiaro e concreto:

  • il progetto organizzativo del SIC;
  • le attività e gli interventi già realizzati;
  • i servizi a tutela degli iscritti;
  • il sistema di tutela legale;
  • il supporto psicologico;
  • l’assistenza su infermità e cause di servizio;
  • le battaglie sindacali già condotte e i risultati ottenuti.

Ma soprattutto, si è parlato senza filtri delle condizioni reali di lavoro, delle criticità quotidiane e delle prospettive di miglioramento.

FIRENZE: DOVE NASCONO I FUTURI COMANDANTI

Particolarmente significativo è stato l’incontro presso la Scuola Allievi Marescialli e Brigadieri di Firenze. Non un reparto qualsiasi.

È il luogo dove si formano i futuri comandanti, la prima linea del territorio, i punti di riferimento di migliaia di Carabinieri.

Qui si costruisce la guida dell’Arma di domani.

Qui si forma chi dovrà gestire uomini, responsabilità e sicurezza.

Portare conoscenza sindacale in questo contesto significa una cosa sola:

investire sul futuro.

Significa accompagnare i giovani Carabinieri in un percorso di crescita consapevole, affinché possano diventare non solo comandanti preparati, ma anche uomini e donne consapevoli dei propri diritti, del proprio valore e della propria dignità.

IL SENSO DI QUESTA PRESENZA

La presenza della Segreteria Nazionale non è stata simbolica.

È stata una scelta precisa: investire sui giovani, guidarli, formarli e costruire insieme una nuova cultura sindacale.

Una cultura fatta di diritti concreti, benessere reale, dignità economica, prospettiva pensionistica,

tutela operativa e personale.

Perché un Carabiniere formato e consapevole oggi è un Carabiniere più forte domani.

E un’Arma più forte.

RINGRAZIAMENTI ISTITUZIONALI

Il Sindacato Indipendente Carabinieri esprime un sentito e convinto ringraziamento ai Comandanti e a tutte le articolazioni dell’Arma che hanno consentito lo svolgimento delle attività assembleari.

Un ringraziamento particolare al Comandante della Legione Carabinieri Toscana, Generale di Brigata Pierluigi Solazzo, al Capo di Stato Maggiore del Comando Legione Carabinieri Toscana, Colonnello Dionisio De Masi, al Comandante della Scuola Allievi Marescialli e Brigadieri, Generale di Divisione Carlo Cerrina e al Tenente Colonnello Andrea Nocera.

Per l’accoglienza, la disponibilità e la sensibilità istituzionale dimostrata.

Ma soprattutto per aver compreso il valore di un confronto corretto, rispettoso e orientato al miglioramento del sistema.

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Impatto del caro carburante sul personale dell’Arma dei Carabinieri – proposta di misure strutturali e rimodulazione dell’articolazione settimanale del servizio.

 

Fluminimaggiore, 19 marzo 2026

 

Al Comandante generale dell’Arma dei Carabinieri

Gen.le di C.A. Salvatore Luongo

=ROMA=

 

Oggetto: Impatto del caro carburante sul personale dell’Arma dei Carabinieri – proposta di misure strutturali e rimodulazione dell’articolazione settimanale del servizio.

 

Signor Comandante Generale,

il Sindacato Indipendente Carabinieri (SIC), nel solco di una leale e fattiva collaborazione istituzionale e nel pieno rispetto dei ruoli, desidera sottoporre alla Sua cortese attenzione una problematica di crescente rilievo che investe la quotidianità delle donne e degli uomini dell’Arma: l’impatto del caro carburante sulla sostenibilità economica del servizio.

Il recente contesto economico ha determinato un sensibile aumento dei costi energetici, incidendo in modo diretto su spese strettamente connesse all’espletamento dei compiti istituzionali.

Com’è noto, il servizio svolto dall’Arma comporta una mobilità costante e non comprimibile. La capillare dislocazione territoriale, unitamente alle attuali carenze organiche, determina frequentemente situazioni in cui il personale è chiamato a sostenere onerosi costi di spostamento, talvolta con molteplici trasferimenti nell’arco della medesima giornata.

Tali oneri gravano direttamente sul singolo militare, generando un impatto economico che rischia di riflettersi negativamente sulla serenità e sulla sostenibilità della prestazione lavorativa.

Sebbene le misure di sostegno una tantum previste per i nuclei familiari fragili rappresentino un segnale apprezzabile, il SIC ritiene necessaria una riflessione più ampia e specifica per il comparto Difesa e Sicurezza.

In tale ottica, questa Associazione Professionale a Carattere Sindacale tra Militari (APCSM) propone di valutare l’introduzione di misure strutturate, quali:

  • la possibilità, per il personale impiegato in attività d’ufficio e ove compatibile con le esigenze operative, di adottare modelli organizzativi differenziati che prevedano una rimodulazione dell’articolazione settimanale del servizio, consentendo:
  • nelle articolazioni ove l’orario è distribuito su sei giornate lavorative, una riorganizzazione su cinque giornate;
  • nelle articolazioni già strutturate su cinque giornate, una possibile concentrazione dell’orario su quattro giornate;

il tutto garantendo il pieno rispetto del monte ore settimanale previsto (36 ore), attraverso una diversa distribuzione dello stesso, senza alcuna riduzione dell’orario di servizio, al fine di contenere gli spostamenti casa-lavoro, ridurre i costi a carico del personale e generare, al contempo, un potenziale risparmio anche per l’Amministrazione;

  • strumenti di ristoro economico per la mobilità connessa al servizio, con specifico riferimento ai costi del carburante;
  • meccanismi compensativi stabili, parametrati alle effettive e diversificate condizioni operative del personale sul territorio;
  • criteri di valutazione economica che riconoscano e valorizzino la specificità del comparto;

Certi della Sua sensibilità verso il benessere del personale, elemento cardine per l’efficacia del servizio reso alla cittadinanza, Le chiediamo di voler valutare l’opportunità di rappresentare tale questione nelle sedi competenti, promuovendo un approfondimento coerente con le reali esigenze dei Carabinieri.

Con sensi di profonda stima e deferenti ossequi.

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Legge 28 novembre 2023, n. 201. Delega al Governo per la riforma dell’organizzazione militare e della sanità militare. Valorizzazione laurea e percorso post universitario per Ufficiali vincitori di concorso a nomina diretta – questione interforze.

Fluminimaggiore, 19 marzo 2026

 

Al Signor Ministro della Difesa

On.le Guido Crosetto

= ROMA =

e p.c.

Al Signor Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri

Generale di C.A. Salvatore Luongo

= ROMA =

 

Oggetto: Legge 28 novembre 2023, n. 201. Delega al Governo per la riforma dell’organizzazione militare e della sanità militare. Valorizzazione laurea e percorso post universitario per Ufficiali vincitori di concorso a nomina diretta – questione interforze.

 

Egregio Signor Ministro,

nell’ambito delle prerogative riconosciute alle Associazioni Professionali a Carattere Sindacale tra Militari, e nel pieno rispetto dell’ordinamento militare, delle dinamiche di carriera e del benessere complessivo del personale, il Sindacato Indipendente Carabinieri ritiene doveroso sottoporre alla Sua attenzione una questione di rilevante impatto ordinamentale, economico e previdenziale, che incide direttamente sulla valorizzazione professionale degli ufficiali vincitori di concorso a nomina diretta, inclusi gli ufficiali medici.

L’art. 32 del D.P.R. 29 dicembre 1973, n. 1092 (Testo unico delle norme sul trattamento di quiescenza dei dipendenti civili e militari dello Stato), oggi richiamato dall’art. 1860 del D.Lgs. 15 marzo 2010, n. 66 (Codice dell’Ordinamento Militare), disciplina il computo, ai fini pensionistici, degli studi superiori richiesti agli ufficiali per i quali, ai fini della nomina in servizio permanente effettivo, è previsto il possesso del titolo di laurea. La ratio originaria della disposizione va individuata nell’esigenza di assicurare un sostanziale equilibrio di trattamento economico-previdenziale tra differenti modalità di accesso alla carriera degli ufficiali. In particolare, il legislatore intendeva evitare penalizzazioni per il personale che accedeva al servizio permanente come ufficiale dopo aver conseguito la laurea in ambito civile, generalmente in età più avanzata (circa 24-25 anni), rispetto a coloro che, arruolatisi in età più giovane (circa 19 anni) con il solo diploma di istruzione secondaria, conseguivano il titolo accademico all’interno delle Accademie militari, maturando nel frattempo anzianità di servizio utile ai fini pensionistici. Il computo degli anni di studio universitario era dunque finalizzato a ricondurre le due categorie ad una sostanziale equivalenza previdenziale, compensando il differente momento di ingresso in servizio con il riconoscimento, ai fini della quiescenza, del periodo dedicato alla formazione universitaria.

La suddetta disposizione, concepita ed introdotta in un contesto ordinamentale caratterizzato dall’applicazione generalizzata del sistema pensionistico retributivo, non produce oggi alcun effetto sul montante contributivo in favore del personale militare arruolatosi successivamente al 31 dicembre 1995 e assoggettato al regime contributivo. In assenza di un correlato versamento contributivo, infatti, il computo degli anni di studio universitario assume, per tale personale, una valenza meramente giuridica, risultando di fatto neutro sotto il profilo economico-pensionistico. Il mutato quadro previdenziale, segnato dall’introduzione del sistema contributivo, ha infatti inciso profondamente sull’efficacia della norma, determinando una evidente frattura tra la ratio originaria dell’istituto e i suoi effetti attuali, con conseguente penalizzazione del personale arruolatosi successivamente al 31 dicembre 1995 mediante concorsi a nomina diretta. La situazione risulta particolarmente critica per gli ufficiali medici vincitori di concorsi a nomina diretta, i quali accedono alla carriera militare solo dopo aver completato un percorso formativo lungo e oneroso. Tale percorso è costituito dal corso di laurea in Medicina e Chirurgia, della durata legale di sei anni, cui si aggiunge l’eventuale scuola di specializzazione post-laurea, della durata variabile da quattro a cinque anni, spesso richiesta o fortemente valorizzata ai fini dell’impiego istituzionale. Tali periodi di formazione, pur essendo indispensabili e funzionali all’esercizio delle delicate funzioni sanitarie in ambito militare, non trovano allo stato attuale alcuna effettiva valorizzazione previdenziale per il personale in regime contributivo, determinando un marcato squilibrio rispetto ad altri percorsi di accesso alla carriera degli ufficiali.

Si evidenzia, inoltre, che sempre al fine di evitare eccessive disparità economiche e stipendiali fra ufficiali a nomina diretta e ufficiali provenienti dall’accademia, in passato il comma 8 dell’articolo 11 del D.Lgs. 29/05/2017, n. 94, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 22/06/2017, n. 143 S.O. — Disposizioni di coordinamento, transitorie e finali (All. 1) prevedeva, in deroga al comma 3 dell’art. 1811 del TUOM, la determinazione dello stipendio (cd. abbattimento stipendiale), al 23° anno dalla nomina di tenente anziché al 25° come previsto per gli altri ufficiali. La suddetta disposizione ha costituito la base giuridica della circolare M_D GMIL REG 2017 0415063, del 14 luglio 2017 che ha indicato concretamente la decorrenza stipendiale al 23° anno per gli ufficiali a nomina diretta, circolare che è stata applicata a tutti gli ufficiali delle Forze Armate ad esclusione degli Ufficiali dell’Arma vincitori di concorso a nomina diretta che invece sono stati penalizzati e si sono visti posticipare l’abbattimento stipendiale e inquadramento economico solo al 25° anno (vedasi pag. 13 lett. D della circolare in All. 2 che cita fra i beneficiari della disposizione solo gli Ufficiali a nomina diretta di EI, MM e AM ma non i CC).

In tale contesto, appare auspicabile un intervento normativo correttivo volto a ristabilire la finalità perequativa delle disposizioni di cui agli art. 1860 e 1811 TUOM, prevedendo, per il personale militare in regime contributivo vincitore di concorso a nomina diretta, la valorizzazione effettiva degli anni di studio universitario richiesti per l’accesso alla carriera nonché la valorizzazione dei percorsi post-universitari obbligatori o funzionali, quali le scuole di specializzazione mediante l’attribuzione di contribuzione figurativa, ovvero la trasformazione dell’attuale computo giuridico in riscatto a carico dello Stato, al fine di garantire una reale neutralità previdenziale tra i diversi percorsi di accesso al ruolo degli ufficiali, nonché una progressione economica analoga tra ufficiali vincitori di concorso a nomina diretta e ufficiali provenienti dalle Accademie in tutte le Forze Armate, ivi inclusa l’Arma dei Carabinieri, mediante l’applicazione del meccanismo cd. di abbattimento stipendiale e inquadramento economico al 23° anno in favore di tutti gli ufficiali vincitori di concorso a nomina diretta.

Per quanto sopra esposto, il Sindacato Indipendente Carabinieri chiede l’introduzione di un intervento normativo:

  • integrativo degli articoli 1860 e 1811 del Decreto Legislativo 66/2010 volto a prevedere espressamente che, per il personale militare assoggettato al sistema contributivo, gli anni di studio universitario e di formazione post-universitaria richiesti per l’accesso ai ruoli degli ufficiali siano effettivamente valorizzati ai fini previdenziali mediante contribuzione figurativa ovvero mediante riscatto a carico dell’Amministrazione;
  • che ripristini in via definitiva la determinazione stipendiale e il relativo inquadramento economico al 23° anno di servizio con effetto retroattivo per tutti gli ufficiali delle Forze Armate, inclusi quelli dell’Arma dei Carabinieri, vincitori di concorso a nomina diretta.

Alla luce di quanto esposto, si confida che la S.V. voglia valutare con la massima attenzione la questione rappresentata, promuovendo, per il tramite dei competenti Uffici, un approfondimento tecnico-normativo e un percorso istituzionale volto a garantire il pieno riconoscimento dei diritti e delle legittime aspettative del personale interessato, nel rispetto dei principi di equità, omogeneità interforze e valorizzazione delle professionalità.

 

Il Sindacato Indipendente Carabinieri resta a disposizione per ogni utile contributo tecnico e collaborativo, auspicando un positivo e concreto riscontro.

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