È una criticità strutturale che incide direttamente sulla capacità dello Stato di garantire presenza, prevenzione e controllo reale del territorio.
Il SIC ritiene doveroso riportare il dibattito su un piano serio, concreto e non più rinviabile.
Una carenza strutturale che non può più essere ignorata
I dati oggi parlano chiaro: la carenza organica si attesta intorno al 9-10% per l’Arma dei Carabinieri e su valori superiori al 10% per la Polizia di Stato, rispetto alle rispettive piante organiche.
In termini reali, questo significa oltre 20.000 operatori in meno sulle strade, nei reparti e nei territori più complessi.
Non è un’oscillazione fisiologica, è un vuoto strutturale che indebolisce la capacità operativa dello Stato.
Il paradosso territoriale: dove serve più Stato, lo Stato rischia di essere meno presente
Le aree maggiormente esposte alla pressione criminale coincidono spesso con territori nei quali la carenza organica pesa in modo ancora più grave.
Parliamo di realtà complesse come Campania, Calabria, Sicilia, Puglia, Sardegna.
Con particolare riferimento ad alcune province e aree interne, dove la presenza dello Stato dovrebbe essere rafforzata ed il personale è, invece, spesso costretto a lavorare con organici ridotti, carichi crescenti e responsabilità sempre più gravose.
Questo non è un problema amministrativo.ma un problema di sicurezza nazionale.
Le scelte del passato presentano il conto
Le politiche di contenimento della spesa adottate negli anni passati hanno progressivamente indebolito il Comparto Sicurezza.
Risparmiare sulla Sicurezza non significa semplicemente ridurre costi.
Significa ridurre pattuglie, presenza, prevenzione, deterrenza.
Significa mettere in maggiore difficoltà chi indossa una divisa.
Significa esporre maggiormente le Forze dell’Ordine.
Significa lasciare più soli i cittadini.
E oggi il risultato è sotto gli occhi di tutti: intere fasce deboli della popolazione — anziani, donne, famiglie, bambini — vivono con crescente insicurezza, limitano la propria libertà, evitano strade, piazze e luoghi pubblici dopo una certa ora.
Quando il cittadino si sente costretto a chiudersi in casa, lo Stato ha già perso terreno.
Il presidio più vicino ai cittadini
L’Arma dei Carabinieri rappresenta il presidio più capillare dello Stato sul territorio.
Nei grandi centri, nei piccoli comuni, nelle periferie, nelle aree rurali e interne, il Carabiniere è spesso il primo volto dello Stato che il cittadino incontra.
Indebolire l’Arma significa indebolire l’intero sistema sicurezza del Paese.
Rinnovo contrattuale 2025-2027: la dignità non si liquida con cifre irrisorie
Il nodo economico è centrale.
Il rinnovo contrattuale 2025-2027, per come si sta delineando, rischia di rappresentare l’ennesima mortificazione per chi ogni giorno garantisce sicurezza pubblica, ordine e legalità.
Parliamo di incrementi lordi che, nelle prospettive indicate, si attesterebbero orientativamente su circa 20 euro nel 2025, circa 40 euro nel secondo anno e circa 90 euro nel terzo anno.
Lordo, non netto.
Questa non è valorizzazione.
Non è riconoscimento.
Non è rispetto.
È una risposta economicamente debole, socialmente inadeguata e sindacalmente fallimentare.
Chi siede ai tavoli negoziali non può presentare come risultato ciò che, per migliaia di Donne e Uomini in divisa, rischia di tradursi nell’ennesima elemosina contrattuale.
La rappresentanza non si misura dai numeri dichiarati.
Si misura dalla capacità di ottenere risultati veri.
FESI – fondo efficienza servizio istituzionale, un sistema che non risponde più alla realtàIl FESI, noto come premio di produzione, rappresenta un ulteriore elemento di criticità.
Si tratta di un istituto che utilizza risorse economiche riferite all’anno precedente, erogate nell’anno successivo.
Questo significa che il FESI percepito nel 2026 è costruito su risorse del 2025, senza alcun adeguamento al contesto economico attuale.
In un periodo caratterizzato da aumento del costo della vita e perdita del potere d’acquisto, questo meccanismo risulta inadeguato.
Non si registrano incrementi significativi né una reale evoluzione nella distribuzione delle risorse.
Il risultato è evidente: importi sostanzialmente invariati, scollegati dalla realtà economica e dalle condizioni operative del personale.
Il FESI, così strutturato, rischia di diventare uno strumento privo di reale efficacia, incapace di riconoscere adeguatamente l’impegno dei Carabinieri.
Tutela giudiziaria e Decreto Sicurezza: passi avanti, ma siamo ancora lontani
Sul piano delle tutele giuridiche qualche passo avanti è stato compiuto, ma non basta.
Il Carabiniere che interviene su strada non può essere lasciato solo dopo aver fatto il proprio dovere.
Non può affrontare anni di procedimento, esposizione mediatica, spese legali, tensioni familiari e incertezza professionale per poi sentirsi dire, magari dopo molto tempo, che ha agito correttamente.
Uno Stato serio deve proteggere chi protegge.
Non può limitarsi a pretendere coraggio, prontezza e responsabilità senza garantire tutele immediate, effettive e proporzionate.
Le soluzioni temporanee non risolvono problemi strutturali
La carenza organica non si affronta con formule provvisorie, precarie o emergenziali.
La Sicurezza non può essere programmata a termine.
Servono arruolamenti stabili, formazione seria, continuità operativa, investimenti reali e una visione strategica.
Ogni altra soluzione rischia di essere solo un tampone su una frattura profonda.
La posizione del SIC
Il SIC continuerà a denunciare con forza questa condizione.
Non per polemica, ma per responsabilità.
Perché un Carabiniere stanco, sottopagato, esposto, non tutelato e impiegato in organici insufficienti non è solo un lavoratore penalizzato.
È un presidio dello Stato indebolito.
E quando si indebolisce chi garantisce Sicurezza, si indebolisce la sicurezza di tutti.
In conclusione
Continuare a chiedere sacrifici a chi indossa una divisa, oppure iniziare finalmente a riconoscere, tutelare e valorizzare chi ogni giorno difende lo Stato.
Il SIC non arretra.
Un Carabiniere tutelato è un Carabiniere più efficace.
Un Carabiniere efficace significa maggiore sicurezza per i cittadini.
La Segreteria Nazionale
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