Legge di Bilancio, innalzamento dell’età pensionabile del personale dell’Arma dei Carabinieri a 60 anni e tre mesi. Profonda preoccupazione e richiesta di urgente rivalutazione

Fluminimaggiore, 24 ottobre 2025

AL SIGNOR MINISTRO DELLA DIFESA

On. Guido Crosetto

AL SIG. COMANDANTE GENERALE DELL’ARMA DEI CARABINIERI

Gen. C.A. Salvatore LUONGO

 

Oggetto: Legge di Bilancio, innalzamento dell’età pensionabile del personale dell’Arma dei Carabinieri a 60 anni e tre mesi. Profonda preoccupazione e richiesta di urgente rivalutazione.

 

Il Sindacato Indipendente Carabinieri (SIC), nella piena consapevolezza del proprio ruolo di rappresentanza del personale in uniforme e con il massimo rispetto delle Istituzioni, si rivolge a Lei, Signor Ministro, e a Lei, Signor Comandante Generale, per rappresentare la profonda amarezza e viva preoccupazione che dilaga tra i Carabinieri in merito a quanto previsto nella bozza della Legge di Bilancio, attualmente in discussione, che introduce un progressivo innalzamento dell’età pensionabile anche per il personale del Comparto Difesa e Sicurezza.

In particolare, l’articolo 42 della bozza di manovra prevede, a decorrere dal 1°gennaio 2027, un incremento di tre mesi dei requisiti di accesso al sistema pensionistico per il personale delle Forze Armate – compresa l’Arma dei Carabinieri – cui si aggiungono gli adeguamenti generali alla speranza di vita di un mese nel 2027 e due mesi dal 2028, con un effetto complessivo di quattro mesi in più nel 2027 e sei mesi dal 2028 rispetto agli attuali limiti.

Tale misura desta seria preoccupazione, poiché non tiene in alcun modo conto della specificità e della natura usurante del servizio armato, né delle esigenze operative di un’Istituzione che garantisce quotidianamente ordine, sicurezza e soccorso ai cittadini.

Chi indossa la divisa dell’Arma dei Carabinieri non svolge un lavoro ordinario, ma una missione che richiede lucidità, forza fisica, equilibrio mentale e prontezza decisionale, spesso in condizioni estreme e con responsabilità che si rinnovano di giorno in giorno.

È irrealistico e potenzialmente dannoso immaginare che tali funzioni possano essere esercitate con la stessa efficienza oltre i sessant’anni di età, senza introdurre una disciplina di tutela che tenga conto del progressivo decadimento fisiologico.

All’interno dell’Arma dei Carabinieri, inoltre, non esiste al momento una normativa che preveda un esonero graduale dai turni notturni o dai servizi ad alta intensità operativa per il personale più anziano. Ciò comporta che anche chi ha superato i sessant’anni continui a essere impiegato in attività notturne e operative, con inevitabili ripercussioni sulla sicurezza personale e sul benessere complessivo del servizio.

Per tali motivi, questa Organizzazione Sindacale invita il Governo e l’Amministrazione della Difesa a riconsiderare il provvedimento, aprendo un tavolo tecnico di confronto con le APCSM iscritte all’albo del Ministero della Difesa, al fine di:

  • riaffermare la specificità funzionale e usurante del servizio armato;
  • avviare un percorso di tutela graduale che introduca esoneri progressivi per età dai servizi più gravosi;
  • evitare che scelte di natura meramente contabile compromettano l’efficienza operativa e la dignità professionale dei Carabinieri.

Il SIC, fedele alla propria missione e ai propri valori, continuerà a rappresentare con forza la voce di migliaia di Carabinieri che chiedono solo rispetto, equilibrio e giustizia per chi serve ogni giorno lo Stato e i cittadini.

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Manovra 2026. L’ipocrisia sindacale e la Verità che nessuno dice

Il Governo dimentica le Forze di Polizia e certi sindacati si svegliano tardi.

Oggi molte sigle si dichiarano indignate per la “disattenzione del Governo”.

Ma ricordiamo a tutti che queste stesse sigle hanno firmato l’ultimo contratto, quello che noi definimmo subito “un insulto alla dignità di chi rischia la vita per lo Stato”.

Un contratto offensivo, ridicolo negli importi e privo di visione, che ha cancellato anni di sacrifici e lasciato sul terreno migliaia di Carabinieri delusi e dimenticati.

Le stesse sigle che oggi gridano all’abbandono sono quelle che ieri si sono inginocchiate davanti ai tavoli della trattativa, accettando condizioni scritte altrove, senza la minima difesa dei colleghi.

Questo non è sindacato, è sottomissione funzionale.

Chi si accontenta di pochi euro in più e di una foto di rito non tutela nessuno, tutela solo se stesso.

 

La posizione del Sindacato Indipendente Carabinieri

Il SIC esprime profonda preoccupazione e delusione per la Legge di Bilancio 2026, che ancora una volta ignora le reali esigenze economiche e professionali del personale delle Forze di Polizia e, in particolare, delle Forze di Polizia a ordinamento militare.

Non si intravede alcun riconoscimento concreto della specificità del  Comparto Sicurezza e Difesa e, nello specifico, delle aree di intervento di competenza dei Carabinieri, impegnati su mille fronti, quali ordine pubblico, emergenze per flussi migratori, criminalità organizzata, soccorso civile.

 

Mentre si destinano risorse ad altri Comparti, la Sicurezza viene lasciata senza ossigeno, ovvero senza incremento retributivo, nessuna misura strutturale per il rinnovo contrattuale, nessuna garanzia per il potenziamento degli organici o per una previdenza complementare dignitosa.

È inaccettabile che, mentre il Paese chiede sempre più Sicurezza, chi la garantisce venga lasciato indietro, con stipendi bloccati e potere d’acquisto in caduta libera.

Il Sindacato Indipendente Carabinieri chiede con fermezza:

  • l’apertura di un tavolo tecnico reale, non di facciata, che affronti le criticità retributive, previdenziali e logistiche del comparto sicurezza;
  • l’avvio di una previdenza dedicata e sostenibile, coerente con la specificità militare;
  • il rafforzamento immediato degli organici, per colmare carenze che mettono a rischio i servizi essenziali;
  • una revisione delle indennità di rischio e reperibilità, oggi totalmente scollegate dalla realtà operativa.

Il SIC ribadisce la propria indipendenza e coerenza, valori che distinguono chi difende davvero i Carabinieri da chi si limita a occupare poltrone e firmare compromessi.

Le parole senza coraggio fanno solo rumore, noi facciamo sindacato reale.

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Assemblea presso la Scuola Allievi Carabinieri Iglesias

Nella giornata odierna, presso la Scuola Allievi Carabinieri di Iglesias, si è svolta un’assemblea sindacale del Sindacato Indipendente Carabinieri, alla presenza del Segretario Generale Nazionale Luigi Pettineo, del Segretario Generale Regionale Sardegna Michele Tangianu, del Segretario Generale Regionale Aggiunto Leonardo Pintus, del Segretario Regionale Alessandro Salidu e del Segretario Provinciale SIC Sardegna Roberto Piliccu.

L’incontro è stato aperto dagli interventi dei segretari territoriali e regionali, che hanno illustrato il progetto sindacale del SIC, un modello profondamente diverso dalle altre APCSM, fondato sull’indipendenza, sulla concretezza e sulla centralità assoluta del Carabiniere, in particolare del Carabiniere giovane, che rappresenta il presente e il futuro dell’Arma.

Successivamente ha preso la parola il Segretario Generale Nazionale Luigi Pettineo, che ha voluto trasmettere un messaggio forte e diretto ai presenti. “Prima di scegliere, bisogna capire, conoscere, avere coraggio e infine scegliere.”
Quattro parole chiave che sintetizzano il senso di responsabilità e consapevolezza che ogni Carabiniere deve maturare nel proprio percorso, anche nella scelta sindacale.

Durante l’intervento, Pettineo ha voluto collegarsi in videochiamata con l’Avv. Maria Paola Marro, che ha salutato gli allievi sottolineando come il SIC sia l’unico sindacato capace di garantire una tutela legale reale e immediata, senza burocrazie, senza moduli, senza email. «Siamo sempre reperibili, in qualsiasi momento, anche nei giorni festivi, per tutelare chi serve lo Stato».

A seguire, un secondo collegamento in videochiamata con il Segretario Nazionale Maurizio Testoni, responsabile del Dipartimento Psicologico del SIC, che ha illustrato l’importanza del sostegno umano e psicologico per i Carabinieri, ricevendo grande apprezzamento da parte dei presenti.

Nel corso dell’assemblea sono stati presentati numerosi servizi offerti dal sindacato, accompagnati da proiezioni video e slide. Tra questi, un momento di forte impatto emotivo è stato la proiezione del video pubblicato recentemente dal SIC, divenuto virale con oltre 2 milioni e 200 mila visualizzazioni, dedicato alla difesa dell’onore della divisa. Un momento di commozione che ha testimoniato il profondo attaccamento degli allievi ai valori dell’Arma e allo spirito di corpo.

Sono stati inoltre approfonditi i temi del Movimento Giovani, dell’Assistenza Giovani, del Dipartimento Psicologico e dei nuovi progetti di tutela dei diritti.
Il Segretario Generale ha ribadito come i diritti non siano mai acquisiti una volta per tutte, ma vadano difesi e migliorati quotidianamente.

Particolare attenzione è stata dedicata anche alla tutela disciplinare e legale, con l’illustrazione delle nuove procedure interne del sindacato e la presentazione dell’Ufficio Assistenza e Supporto per i Problemi Legati al Lavoro, attivo per tutti i colleghi.

L’incontro si è concluso ringraziando tutti i presenti e rivolgendo al Comandante della Scuola Allievi Carabinieri di Iglesias, Colonnello Saverio Ceglie, un sincero ringraziamento per la sensibilità, l’accoglienza e la vicinanza dimostrate nei confronti dei nostri obiettivi e del personale in formazione.

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Iglesias, il SIC presente al giuramento del 144° corso allievi Carabinieri

Nella mattinata di ieri, presso la Caserma “Trieste” di Iglesias (SU), si è svolta la solenne cerimonia del giuramento dei 516 Allievi Carabinieri del 144° Corso, intitolato al Carabiniere Medaglia d’Oro al Valor Militare Lorenzo Gennari.

Alla presenza delle Autorità religiose, civili e militari, gli Allievi hanno giurato fedeltà alla Repubblica Italiana.

Il giuramento del Carabiniere rappresenta un momento di altissimo valore morale e simbolico, sancisce l’impegno a servire lo Stato con fedeltà, disciplina e onore, difendendo la Patria e le libere istituzioni.

È l’atto che suggella l’assunzione dei valori fondanti dell’Arma integrità, spirito di corpo, sacrificio e generosità e richiama ogni Carabiniere a vivere quotidianamente secondo i principi del dovere, dell’abnegazione, del coraggio e del rispetto della dignità umana.

Alla cerimonia hanno preso parte il Segretario Generale Nazionale del SIC Luigi Pettineo, il Segretario Nazionale Responsabile della Comunicazione e dell’Attività Informativa del SIC, Francesco Piero Lo Iacono, e il Segretario Regionale del SIC Sardegna, Alessandro Salidu.

Il Segretario Generale Nazionale Luigi Pettineo ha avuto l’onore di apporre personalmente gli alamari al bavero della marsina di un’allieva Carabiniere, in un momento di profonda emozione condivisa da tutti i presenti.

Particolare commozione ha suscitato il ricordo, da parte del Comandante della Scuola, Colonnello Saverio Ceglie, del sacrificio dei tre Carabinieri caduti in servizio il 14 ottobre scorso a Castel d’Azzano (VR).

Il Sindacato Indipendente Carabinieri esprime il proprio ringraziamento al Comandante delle Scuole dell’Arma dei Carabinieri, Generale di Corpo d’Armata Giuseppe La Gala, e al Comandante della Scuola Allievi Carabinieri di Iglesias, Colonnello Saverio Ceglie, per le parole di stima e di sprone rivolte ai giovani militari e alle loro famiglie.

Ai neo-Carabinieri, il Sindacato Indipendente Carabinieri rivolge il più sincero augurio di un futuro professionale ricco di soddisfazioni e di successi.

Ad maiora et meliora semper.

 

 

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Udine, violenze e caos fuori dallo stadio. Il SIC condanna con fermezza ogni forma di guerriglia urbana

Ieri, in una giornata segnata dal dolore e dal lutto per la perdita di tre Carabinieri e numerosi feriti tra i servitori dello Stato, l’Italia ha assistito sgomenta a nuovi episodi di violenza urbana.

A Udine, in occasione della partita Italia–Israele, la manifestazione pro-Palestina è degenerata in scontri feroci, lanci di bottiglie e pietre, cassonetti incendiati, giornalisti e operatori feriti, circa venti persone trattenute dalla Questura.

Le cronache ufficiali riportano che un giornalista è stato colpito alla testa, riportando un trauma cranico importante, ed è stato trasportato d’urgenza in ospedale, mentre altri operatori dell’informazione e appartenenti alle forze dell’ordine hanno riportato contusioni durante gli scontri.

Le Forze dell’Ordine, oggetto di violenti attacchi, sono state costrette a intervenire con idranti e lacrimogeni per ripristinare l’ordine pubblico e mettere in sicurezza l’area.

Scene che nulla hanno a che vedere con la libertà di espressione, ma che rappresentano l’ennesima sfida allo Stato e alla sicurezza dei cittadini. È doveroso ricordare che il diritto di manifestare non può trasformarsi in un pretesto per distruggere, aggredire, colpire chi serve lo Stato e difende le istituzioni democratiche.

Mentre l’Arma dei Carabinieri piange i propri caduti e lo Stato onora uomini che hanno sacrificato la vita per il Paese, altri scelgono la strada della violenza e del disprezzo. È un contrasto morale e civile che non può lasciarci indifferenti.

Non esistono zone franche dove la legge si sospende, non esistono giustificazioni per chi scende in piazza a creare terrore.

Il SIC esprime vicinanza a tutti gli operatori delle Forze dell’Ordine e ai giornalisti feriti e ribadisce la necessità che lo Stato garantisca mezzi, tutele e rispetto a chi ogni giorno difende la sicurezza collettiva.

Le piazze italiane devono tornare a essere luoghi di libertà, non di violenza organizzata.

Il  Governo, il Ministero dell’Interno e le Istituzioni competenti intervengano con fermezza e responsabilità: individuare i responsabili, proteggere i cittadini e sostenere chi opera in prima linea non è solo un atto di giustizia, ma di civiltà.

Proprio mentre il SIC entrava al Senato della Repubblica per discutere dei reali pericoli che affrontano quotidianamente cittadini e Forze dell’Ordine, la realtà ha mostrato ancora una volta quanto urgente sia ristabilire una linea di ordine, legalità e rispetto per la vita.

Le donne, i bambini, gli anziani e tutti i cittadini onesti hanno diritto a vivere in sicurezza.

Lo Stato non arretri di un millimetro.

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Verona, tre Carabinieri caduti in servizio. L’Italia intera piange tre servitori dello Stato

La morte dei tre Colleghi a Castel d’Azzano (VR) ed il ferimento di numerosi altri appartenenti alle Forze dell’ordine, provoca profondo dolore e sgomento tra gli onesti cittadini di questa Nazione.

Il sacrificio di questi tre giovani Carabinieri non può lasciarci indifferenti, tre vite spezzate, sottratte ai loro affetti più cari, vittime di un dovere che riapre ferite mai rimarginate.

Troppe vittime del dovere.

Ogni volta che un Carabiniere perde la vita in servizio, l’Italia intera perde un figlio.

Il Sindacato Indipendente Carabinieri (SIC) esprime profondo cordoglio e commossa vicinanza alle famiglie delle vittime e all’intera Arma dei Carabinieri, colpita da una tragedia che ferisce il cuore dell’Italia intera.

Tre fratelli, tre servitori dello Stato, tre uomini che hanno perso la vita mentre compivano il loro dovere con la dedizione e il coraggio che da sempre contraddistinguono i Carabinieri.

Il loro sacrificio rappresenta il volto più autentico dell’uniforme: quello di chi ogni giorno rischia la propria vita per la sicurezza dei cittadini, spesso nel silenzio, lontano dai riflettori, spinto soltanto dal senso del dovere e dall’amore per l’Italia.

Il SIC si stringe con sincera partecipazione al dolore dei familiari, dei colleghi e di tutta l’Arma, condividendo un lutto che colpisce il cuore della nostra comunità.

Chiediamo un rispettoso silenzio per le vittime e per i loro cari.

La morte dei tre Colleghi non deve essere strumentalizzata da parte di alcuno.

Resta il dovere morale di onorarne la memoria con il rispetto, la verità e il riconoscimento del loro estremo sacrificio.

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Violenza nelle piazze, bollettino da guerra. Lo Stato premi chi ha lavorato per garantire il diritto a manifestare

Un vero bollettino da guerra.
Oltre un centinaio di appartenenti alle Forze dell’Ordine tra Carabinieri, Poliziotti e Finanzieri sono rimasti feriti, alcuni in modo grave, durante i cortei di questi giorni.
Città devastate, auto incendiate, istituzioni prese di mira. Tutto questo nel nome di una protesta che ha smarrito ogni forma di rispetto e di civiltà.
Manifestare è un diritto sacrosanto, ma non può trasformarsi in un pretesto per distruggere e aggredire chi quello stesso diritto lo garantisce.
I Carabinieri hanno difeso con disciplina e coraggio la libertà dei cittadini, rischiando la vita per contenere una violenza che nulla ha a che vedere con la democrazia.
Le manifestazioni promosse in questi giorni da alcune sigle, tra cui CGIL e USB, hanno visto purtroppo infiltrazioni di frange violente e gruppi estremisti che nulla hanno a che vedere con la protesta pacifica.
È necessario che chi promuove iniziative di piazza collabori con le Istituzioni per garantire sicurezza, legalità e rispetto verso le Forze dell’Ordine.
Non si può rivendicare la libertà di manifestare se non si è in grado di difendere la legalità.
Ora lo Stato deve far sentire la sua presenza.
Servono garanzie immediate per i Carabinieri feriti, assistenza sanitaria gratuita, tutela legale automatica e riconoscimenti al merito per le donne e gli uomini dell’Arma che hanno garantito ai cittadini il diritto di manifestare pacificamente.
Chi indossa una divisa rappresenta lo Stato, e quando viene aggredito non deve sentirsi abbandonato.
Lo Stato non può tacere deve esserci, deve riconoscere, deve agire.

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Le vittorie sono dei Carabinieri, non di chi le millanta

In questi giorni, due APCSM hanno diffuso comunicati nei quali rivendicano come propri successi alcune iniziative fondamentali per il benessere del personale dell’Arma dei Carabinieri: l’abolizione del limite anagrafico per la partecipazione ai corsi e per l’impiego all’estero e l’introduzione della maglietta polo quale capo operativo nelle articolazioni territoriali.

È doveroso chiarire che il Sindacato Indipendente Carabinieri ha investito con forza e serietà i vertici dell’Arma dei Carabinieri su questi temi già dallo scorso anno, presentando proposte strutturate e protocollate al Comandante Generale, prima al Generale di Corpo d’Armata Teo Luzi e oggi al Generale di Corpo d’Armata Salvatore Luongo.

In particolare:

  • con nota SIC/CG7-2024 del 6 maggio 2024, indirizzata al Comandante Generale Gen. C.A. Teo Luzi, il SIC ha chiesto l’estensione dell’utilizzo della maglietta polo a tutte le articolazioni dell’Arma, quale presidio di salute, sicurezza e funzionalità nei servizi estivi;
  • con nota SIC/CG12-2024 del 10 luglio 2024, sempre indirizzata al Comandante Generale Gen. C.A. Teo Luzi, il SIC ha formalmente richiesto l’eliminazione del limite anagrafico per l’accesso ai corsi di specializzazione e per l’impiego all’estero, denunciando un orientamento discriminatorio e contrario ai principi costituzionali.

È legittimo che ogni sigla sindacale rivendichi i propri risultati, ma è scorretto e ingannevole appropriarsi di battaglie avviate e sostenute anche da altri, fingendo di essere gli unici promotori. Questo non giova né alla credibilità del sindacalismo militare, né al rispetto verso i colleghi che ogni giorno servono il Paese.

Il SIC continuerà a distinguersi per chiarezza, trasparenza e concretezza.

Abbiamo sostenuto l’abolizione di limiti anagrafici irragionevoli, perché un Carabiniere idoneo al servizio non può essere discriminato dall’età.

Abbiamo chiesto l’estensione della maglietta polo come strumento di benessere organizzativo e sicurezza operativa.

Questi risultati, oggi finalmente in via di realizzazione, sono una vittoria per tutti i Carabinieri, non il trofeo personale di chi cerca visibilità.

Il nostro sindacato non millanta, lavora e produce atti concreti.

Le differenze restano chiare agli occhi dei colleghi, c’è chi fa propaganda e chi costruisce tutele reali, garantendo il miglioramento delle condizioni lavorative dei Carabinieri.

Perché la priorità di ogni APCSM dovrebbe essere una sola, tutelare pienamente le donne e gli uomini dell’Arma, con coraggio, serietà e fatti documentati.

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Roma, il SIC incontra le donne e gli uomini del RACIS

Nella giornata di ieri il Sindacato Indipendente Carabinieri ha svolto un’assemblea sindacale presso il Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche (RaCIS), reparto d’élite dell’Arma che fornisce supporto tecnico-scientifico alle indagini di polizia giudiziaria.

La partecipazione di numerosi colleghi ha confermato l’interesse e la fiducia verso un sindacato che si presenta con trasparenza, lealtà e disponibilità al confronto.

Lo slogan che ha guidato l’incontro è stato:  “Capire, conoscere e poi scegliere”.

Un invito a compiere una scelta consapevole e coraggiosa a favore di un sindacato serio e indipendente.

Durante i lavori, il Segretario Generale Nazionale Luigi Pettineo, insieme al Presidente Francesco Luciani e ai dirigenti nazionali Andrea Calì, Giuseppe Quadrana, Vincenzo Verlezza, Massimo Mottola ed al Segretario Generale Regionale Lazio Emanuele De Biagi, ha illustrato i servizi e le opportunità che il SIC mette a disposizione degli iscritti:

assistenza e tutela legale, supporto psicologico, sostegno in materia disciplinare e previdenziale, oltre a progettualità mirate che consentono di migliore le condizioni lavorative dei Carabinieri puntando sui giovani Carabinieri.

Particolare rilievo ha avuto la fase del dibattito, nel corso della quale i presenti hanno rappresentato numerose criticità legate alle specificità del reparto e alle condizioni di lavoro.

Tali segnalazioni sono state acquisite dal SIC e saranno sviluppate attraverso il Dipartimento Studi e Sviluppo, con l’obiettivo di trasformarle in proposte concrete da veicolare agli organi competenti e ai vertici dell’Arma, restituendo dignità e merito a chi quotidianamente assicura al cittadino e all’Istituzione un servizio altamente specializzato.

Il successo dell’iniziativa dimostra che la forza del sindacato non sta solo nell’organizzazione di assemblee, ma nella capacità di ascoltare, analizzare e trasformare le criticità in azione sindacale strutturata.

Il Sindacato Indipendente Carabinieri rivolge un sentito ringraziamento a tutti i colleghi del RaCIS che hanno preso parte all’assemblea, per l’attenzione, la fiducia e il contributo offerto. La loro presenza numerosa e la qualità degli interventi confermano che solo attraverso il confronto diretto e la condivisione delle criticità si costruisce una reale azione sindacale.

Il SIC continuerà a garantire vicinanza, ascolto e risposte concrete, perché il Carabiniere resta al centro della nostra missione.

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Il SIC ricorda l’eroico sacrificio del V.Brig. Salvo D’Acquisto

Il 23 Settembre 1943, durante l’occupazione nazista, Salvo D’Acquisto si autoaccusò, pur innocente, dell’attentato commesso da un gruppo di civili per evitare la loro fucilazione come rappresaglia.

Per salvare la vita di 22 persone, si offrì volontariamente al posto loro, affrontando la fucilazione e offrendo un esempio di amore per il prossimo e per il proprio paese.

Il suo sacrificio lo ha reso un eroe nazionale, simbolo di coraggio e dedizione al servizio, tanto da essere riconosciuto con la Medaglia d’Oro al Valor Militare.

Il valore del sacrificio di Salvo D’Acquisto risiede nell’atto eroico di donare la propria vita per salvare 22 civili innocenti.

Il suo gesto incarna i più alti valori di umanità e giustizia, ispirando il percorso verso la sua beatificazione e un eterno monito contro la paura, come testimoniano le sue ultime parole “Viva l’Italia!”

Papa Francesco lo ha riconosciuto come “Venerabile” tramite decreto del Dicastero delle Cause dei Santi, su “offerta della vita” (“oblatio vitae”).

Il SIC ricorda l’eroico sacrificio del Vice Brigadiere Salvo D’Acquisto che deve essere  considerato un patrimonio morale che ispiri le nuove generazioni a costruire una società basata sulla pace e sul rispetto.

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