Accuse infondate contro due Carabinieri, A.G. archivia.Il SIC tutela e restituisce serenità

QUANDO HAI DAVVERO BISOGNO, IL SIC NON TI LASCIA DA SOLO.

Il Sindacato Indipendente Carabinieri accoglie con soddisfazione il provvedimento di archiviazione disposto dall’Autorità Giudiziaria nei confronti di due militari dell’Arma dei Carabinieri, operanti nella provincia di Nuoro, ingiustamente coinvolti in un procedimento penale originato da accuse rivelatesi totalmente infondate.

Dalle valutazioni dell’Ufficio requirente è emersa con chiarezza l’inverosimiglianza e la contraddittorietà delle dichiarazioni accusatorie, nonché la piena correttezza, professionalità e aderenza ai protocolli operativi dell’azione posta in essere dai militari durante un ordinario servizio istituzionale.

Ancora una volta, ci troviamo di fronte a un caso emblematico, Carabinieri esposti a iniziative giudiziarie pretestuose, con ricadute pesanti sul piano umano, professionale e familiare.
È proprio in questi momenti che si misura la differenza tra chi fa proclami e chi offre tutela reale.

In questa vicenda è stato determinante il supporto legale garantito dal Sindacato, attraverso l’attività dell’avvocato Maria Paola Marro, che ha assicurato una difesa rigorosa, puntuale ed efficace, consentendo di dimostrare l’assoluta infondatezza delle accuse mosse.

L’archiviazione, disposta ai sensi degli articoli 408 e 411 del codice di procedura penale, ristabilisce la verità dei fatti e restituisce serenità e dignità ai colleghi coinvolti.

Questo risultato non è casuale. È il frutto di presenza costante sul territorio, sinergia qualificata con avvocati di riferimento e azione sindacale silenziosa ma concreta, sempre orientata alla tutela dell’iscritto.

Il SIC non fa propaganda, non vende numeri e non urla slogan. Lavora.

E quando serve, c’è.

A chi guarda con ancora comprensibile prudenza o diffidenza al mondo sindacale, diciamo una cosa semplice: valutate i fatti. Un sindacato si misura nel momento del bisogno, non nei post autocelebrativi.

Noi continueremo su questa strada, difendere i Carabinieri, garantire serenità, ottenere risultati.

 

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Pro Pal violenti

Torino, 11 arresti di Pro Pal violenti con operazione ‘Riot’

TORINO, 11 DELINQUENTI IN CARCERE CON OPERAZIONE “RIOT”

Lo abbiamo sempre affermato: chi aggredisce le Forze dell’ordine deve andare  in carcere senza se e senza ma

Le misure cautelari eseguite  a Torino, con 11 soggetti in carcere e minorenni affidati a comunità, confermano che chi mette le città in ferro e fuoco, chi aggredisce le Forze dell’Ordine e i cittadini, deve andare in carcere.

Il SIC lo afferma da tempo, attraverso video, comunicati e interventi pubblici, la violenza non è protesta, è criminalità.

Dietro quei cortei non c’era dissenso civile, ma guerriglia organizzata, con minorenni strumentalizzati e un obiettivo di scontro. Questo non può essere tollerato.

Il SIC non esulta, ma riconosce che quando lo Stato applica le regole, le piazze tornano ai cittadini onesti.

Continueremo a fornire contributi concreti al Governo affinché chi delinque venga allontanato definitivamente dalle piazze e che le manifestazioni siano tutelate solo se pacifiche e legittime.

La sicurezza non è negoziabile.

Le regole non sono opzionali.

La legalità è il confine.

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Incontro istituzionale con il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Generale di Corpo d’Armata Salvatore Luongo

Nella giornata di ieri, il Sindacato Indipendente Carabinieri, nella persona del Segretario Generale Nazionale Luigi Pettineo e del Presidente Francesco Luciani, è stato ricevuto ufficialmente dal Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Generale di Corpo d’Armata Salvatore Luongo, per un confronto istituzionale incentrato su temi strategici per il personale e per l’efficienza complessiva dell’Istituzione.

L’incontro si è svolto in un clima di assoluta correttezza e piena attenzione istituzionale, con focus su benessere del personale, miglioramento delle condizioni lavorative, rafforzamento della sicurezza operativa e tutela dell’incolumità dei Carabinieri.
Tematiche centrali per il SIC, che rappresentano priorità concrete e non mere enunciazioni formali.

Nel corso del confronto è stato ribadito un principio essenziale: le APCSM regolarmente iscritte all’albo dei sindacati militari sono portatrici di interessi collettivi e, nella specificità dell’azione sindacale militare, ogni contributo serio, responsabile e orientato al benessere del personale e al miglioramento organizzativo costituisce un momento di crescita per l’Amministrazione.

In tale cornice, il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Generale di Corpo d’Armata Salvatore Luongo, ha confermato l’importanza del dialogo istituzionale quando questo è basato sulla lealtà, sul rispetto dei ruoli e sulla responsabilità reciproca.

All’incontro ha preso parte anche il Gen B. Emanuele De Santis, Capo dell’Ufficio Rapporti Sindacali, a conferma dell’attenzione istituzionale riservata al confronto con le organizzazioni sindacali.

Il Comandante Generale ha inoltre ricevuto una rappresentanza della dirigenza nazionale e territoriale del SIC, composta da:

Francesco Piero Loiacono, Segretario Nazionale responsabile della Comunicazione, Vincenzo Verlezza, Segretario Nazionale responsabile del Tesseramento, Lucio Aceto, Segretario Nazionale responsabile del Coordinamento Affari Generali e Salvatore Desantis, Segretario Generale Regionale SIC Lazio.

Una presenza che ha rappresentato un momento di compattezza reale e responsabile, a testimonianza della coesione interna del Sindacato e della volontà di partecipare in modo serio e ordinato al confronto con i vertici dell’Amministrazione.

Il SIC – Sindacato Indipendente Carabinieri esprime un sincero ringraziamento al Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Generale di Corpo d’Armata Salvatore Luongo, e al Generale di Brigata Emanuele De Santis, per l’attenzione e la disponibilità dimostrate.

Il SIC – Sindacato Indipendente Carabinieri continuerà a operare con determinazione, responsabilità e visione complessiva su tutte le tematiche afferenti al benessere dei Carabinieri, inteso nella sua accezione più ampia: professionale, organizzativa, operativa, umana e funzionale.

L’azione sindacale del SIC non si limita a singoli ambiti, ma si sviluppa in modo strutturato su ogni aspetto che incide sulla qualità del lavoro, sulla sicurezza, sulla dignità professionale e sull’equilibrio personale di chi indossa la divisa, con l’obiettivo di contribuire concretamente al rafforzamento dell’Istituzione e alla tutela di chi serve quotidianamente lo Stato.

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Quando lo Stato condanna chi lo difende: la crisi della tutela giuridica

Il Sindacato Indipendente Carabinieri esprime profonda preoccupazione per la recente sentenza di condanna nei confronti di un Carabiniere che, nell’esercizio delle proprie funzioni, ha fatto uso dell’arma d’ordinanza in un contesto operativo ad alta criticità.

Nel pieno rispetto dell’autonomia della magistratura, è tuttavia necessario evidenziare l’effetto che decisioni di questo tipo producono sul sistema della sicurezza e sull’operatività quotidiana delle Forze dell’Ordine.

Quando un appartenente all’Arma viene giudicato ex post senza adeguata considerazione del contesto reale, della rapidità decisionale richiesta e della pressione operativa, il risultato è incertezza e paralisi operativa. Gli operatori iniziano a temere le conseguenze giudiziarie più della missione stessa.

Non si mette in discussione il principio di legalità, ma l’assenza di un quadro normativo coerente con le reali condizioni operative.

Il SIC ribadisce: l’uso legittimo delle armi va valutato nel contesto operativo reale, non astrattamente in un’aula giudiziaria.

Ogni decisione giudiziaria che coinvolge un appartenente alle Forze dell’Ordine produce inevitabili effetti sull’intero sistema di sicurezza, e lasciare soli i Carabinieri significa indebolire la capacità dello Stato di garantire ordine e sicurezza ai cittadini.

È fondamentale evitare messaggi distorti che possano indurre gli operatori a esitare nell’adempimento del dovere per il timore di conseguenze giudiziarie personali, con evidenti ricadute sulla tutela dei cittadini.

Per queste ragioni, il Sindacato Indipendente Carabinieri annuncia il proprio impegno a:

  • promuovere un confronto istituzionale serio e responsabile sul tema della tutela giuridica degli operatori di polizia;
  • sollecitare una riflessione normativa sull’uso legittimo delle armi, affinché sia realmente aderente alle condizioni operative;
  • garantire supporto sindacale e solidarietà concreta ai colleghi coinvolti in procedimenti giudiziari per fatti avvenuti in servizio.

La sicurezza non è un concetto astratto: è il risultato di decisioni rapide, responsabilità enormi e rischi quotidiani. Uno Stato che tutela chi lo difende rafforza entrambi. Lasciare soli i Carabinieri non rafforza la giustizia: indebolisce la sicurezza collettiva.

Lasciare soli i Carabinieri non rafforza la giustizia, indebolisce la sicurezza.

 

Fluminimaggiore, 8 gennaio 2026

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Olbia, grave aggressione ai Carabinieri nella notte. Due militari feriti durante un intervento

Stanotte, a Olbia, due Carabinieri del Nucleo Radiomobile sono stati violentemente aggrediti durante un intervento di servizio.

Uno dei militari ha riportato la frattura di un dito, mentre un altro è stato colpito al volto nel corso dell’azione.

Un intervento ad alto rischio, l’ennesimo, conclusosi con ferimenti del personale impegnato nella tutela della sicurezza dei cittadini.

Un episodio grave, che si inserisce in una preoccupante escalation di aggressioni ai danni dei Carabinieri operanti sul territorio.

Il Sindacato Indipendente Carabinieri esprime forte preoccupazione per i ripetuti episodi di violenza ai danni dei Carabinieri in servizio nel territorio di Olbia, emersi anche recentemente attraverso la cronaca locale.

Negli ultimi mesi si sono susseguiti numerosi interventi caratterizzati da un’elevata aggressività nei confronti dei militari, spesso chiamati a operare in contesti di grave alterazione psicofisica dei soggetti coinvolti.

Situazioni operative complesse, ad alto rischio, che stanno diventando sempre più frequenti.

Nel caso specifico, l’aggressione è avvenuta durante un intervento per una lite familiare.

Il soggetto, che minacciava i familiari conviventi, non ha accettato l’arrivo dell’equipaggio e si è scagliato violentemente contro i militari intervenuti, colpendoli con calci e pugni e causando le gravi lesioni riportate.

Parliamo di un quadro operativo già segnato da precedenti interventi di estrema complessità, come quello dell’agosto 2025, conclusosi con il decesso di un uomo successivamente attribuito, da accertamenti medico-legali, a cause naturali.

Tali episodi non possono e non devono essere considerati fatti isolati.

Essi delineano una condizione di crescente rischio operativo che espone quotidianamente i Carabinieri a pericoli concreti nello svolgimento del loro dovere a tutela della collettività.

Il Sindacato Indipendente Carabinieri:

  • esprime piena solidarietà e vicinanza ai colleghi coinvolti e feriti;
  • chiede l’attivazione immediata di una reale tutela legale per il personale che opera nel rispetto delle procedure;
  • ribadisce la necessità di una tutela sanitaria effettiva, affinché i militari aggrediti non siano costretti a sostenere personalmente le spese mediche per le lesioni subite in servizio;
  • sollecita il rafforzamento degli organici, dei mezzi e degli strumenti di supporto operativo;
  • richiama le Istituzioni a una chiara assunzione di responsabilità sul tema della sicurezza e della tutela di chi opera quotidianamente in prima linea.

Non è accettabile che chi garantisce legalità e ordine pubblico continui a lavorare in condizioni di crescente esposizione al rischio, senza adeguato sostegno, protezione e riconoscimento.

Il Sindacato Indipendente Carabinieri continuerà a vigilare e a intervenire in ogni sede affinché la sicurezza dei Carabinieri e la tutela della loro incolumità diventino una priorità concreta, non solo un principio astratto.

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Palermo, pattuglia CC coinvolta in grave incidente stradale

PALERMO, OGNI SERVIZIO NASCONDE RISCHI MORTALI: IL SIC AL FIANCO DEI COLLEGHI FERITI IN UN INCIDENTE STRADALE

Nella notte tra il 5 e il 6 gennaio, un grave incidente stradale si è verificato all’incrocio tra viale Lazio e via Empedocle Restivo a Palermo.

Un’Alfa Giulia con livrea dell’Arma si è scontrata violentemente con una BMW Z4 guidata da un giovane di 28 anni.

Tre persone sono rimaste ferite: i due militari a bordo della gazzella e l’automobilista. L’impatto è stato talmente violento da provocare l’esplosione degli airbag su entrambi i veicoli.

I feriti sono stati trasportati all’ospedale Villa Sofia, dove sono stati ricoverati in codice rosso. Fortunatamente, nessuno versa in gravi condizioni, sebbene i nostri colleghi abbiano riportato fratture, traumi vari e lesioni significative, tra cui un possibile danno oculare per uno di loro e un trauma cranico commotivo per l’altro. Le indagini sulla dinamica dello scontro sono in corso da parte degli agenti dell’Infortunistica della Polizia Municipale.

Il SIC rinnova la consapevolezza che ogni servizio affidato a un Carabiniere, come a ogni operatore delle forze dell’ordine, nasconde rischi anche mortali.

Questo tragico episodio ci ricorda che la sicurezza dei nostri colleghi non può essere data per scontata. È necessario e urgente incrementare il sostegno e le tutele rivolte alle forze dell’ordine, affinché possano svolgere le loro missioni con la giusta protezione e il dovuto riconoscimento.

Il SIC esprime piena solidarietà e totale supporto ai militari feriti, augurandosi una pronta e completa guarigione, e rimane al loro fianco in questa difficile situazione.

Fluminimaggiore, 6 gennaio 2025

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Suicidio di un Carabiniere. Rispetto, verità e responsabilità. No ai processi sommari, sì alla prevenzione seria

“In questo contesto non può essere ignorato un dato oggettivo che impone attenzione e responsabilità, negli ultimi undici giorni si sono verificati due suicidi tra i Carabinieri, un quadro molto preoccupante che non può essere minimizzato”.

IL DOVERE DEL RISPETTO E DELLA VERITÀ

Il suicidio di un Carabiniere è sempre una ferita profonda che attraversa la famiglia, i colleghi, la comunità e l’intera Arma. Di fronte a tragedie di questa portata, il primo dovere è il rispetto, rispetto per chi non c’è più, per chi resta e per un dolore che non può e non deve essere strumentalizzato.

Come Organizzazione Sindacale riteniamo necessario ribadire con chiarezza un principio troppo spesso ignorato, il suicidio non è mai il risultato di una sola causa. Ridurre automaticamente ogni gesto estremo al servizio, alla caserma o all’Amministrazione rappresenta una semplificazione pericolosa e, in molti casi, profondamente ingiusta.

Le ragioni che possono condurre una persona a una decisione così drammatica sono complesse, intrecciate e profondamente individuali. Possono concorrere fattori personali, familiari, psicologici, sanitari, economici e relazionali.

In alcune circostanze il servizio può incidere, in altre può non avere alcun ruolo, in altre ancora può rappresentare solo uno degli elementi di un quadro molto più ampio. Ogni vicenda ha una storia propria e merita di essere compresa nella sua interezza, non ridotta a uno schema precostituito.

Va riconosciuto che, nel contesto delle Forze di Polizia, la disponibilità di un’arma d’ordinanza è un elemento di cui tenere conto con attenzione. Questo aspetto richiede una sensibilità particolare nell’ambito della prevenzione e del supporto.

COSA IL SIC NON FARÀ

Il Sindacato Indipendente Carabinieri respinge con fermezza:

 

  • I processi sommari
  • Le sentenze mediatiche
  • Le ricostruzioni automatiche
  • L’uso del dolore come strumento di propaganda sindacale o politica

 

Un sindacato serio non è un tribunale e non ha il compito di individuare colpevoli senza fatti accertati. Il nostro ruolo è diverso e più responsabile, comprendere, prevenire, tutelare.

L’APPROCCIO GIUSTO AL DISAGIO SUICIDARIO

Il tema del disagio e del fenomeno suicidario deve essere affrontato con prudenza, responsabilità e onestà intellettuale, senza ideologie e senza scorciatoie comunicative. Parlare senza conoscere i fatti non aiuta la prevenzione, non tutela i colleghi e non rende giustizia alle famiglie.

Difendere i Carabinieri significa anche difendere la verità dei fatti, anche quando è complessa o scomoda. La prevenzione reale non nasce dagli slogan, ma da:

 

  • Ascolto autentico
  • Individuazione precoce del disagio
  • Strumenti di supporto realmente efficaci
  • Attenzione concreta al benessere umano e psicologico del personale
  • Capacità di analisi, non di reazione emotiva

 

L’IMPEGNO DEL SIC

Il SIC continuerà a mantenere una linea chiara, equilibrata e responsabile, vicino ai Carabinieri, alle famiglie e all’Arma, ma lontano da ogni forma di strumentalizzazione.

Solo così si onora davvero chi non c’è più.

Solo così si lavora seriamente affinché tragedie simili possano essere comprese e, per quanto possibile, prevenute.

IL PRINCIPIO CHE CI GUIDA

Il SIC non si sottrae al dolore, ma non lo utilizza.

Non punta il dito, ma non si volta dall’altra parte.

Si assume una responsabilità chiara e non delegabile, difendere i Carabinieri con serietà, anche quando questo significa dire verità difficili.

Perché chi urla fa rumore, chi analizza, tutela.

Chi si assume responsabilità, prova davvero a salvare vite.

 

Fluminimaggiore, 5 gennaio 2026

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Bologna, 35 anni fa la strage del Pilastro

Oggi, 4 gennaio 2026, a distanza di 35 anni, rendiamo onore a Mauro Mitilini, Andrea Moneta e Otello Stefanini, tre giovani Carabinieri che la sera del 4 gennaio 1991 furono uccisi a Bologna, nel quartiere Pilastro, dalla famigerata banda della Uno Bianca.

Intorno alle 22, in via Casini, questi tre Servitori dello Stato furono trucidati mentre svolgevano il loro dovere.

Erano poco più che ventenni, e il loro sacrificio resta un monito eterno.

Ci uniamo sempre al dolore indelebile dei loro familiari, che ancora oggi ricordano i propri eroi con rispetto e commozione.

Il Sindacato Indipendente Carabinieri sarà sempre al fianco di chi garantisce la sicurezza.

Condanniamo con fermezza ogni traditore dello Stato, dentro e fuori, e onoriamo chi ha dato la vita per la nostra comunità.

IL SIC NON DIMENTICA

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Accordi sindacali e arretrati per i dirigenti, un intervento parziale che non copre tutte le necessità del ruolo dirigenziale

Fluminimaggiore, 2 gennaio 2025

AL SIG. MINISTRO DELLA DIFESA

Onl.e Guido CROSETTO

ROMA

e p.c. 

AL SIG. COMANDANTE GENERALE DELL’ARMA DEI CARABINIERI

Gen. C.A. Salvatore LUONGO

ROMA

 

OGGETTO:         Accordi sindacali e arretrati per i dirigenti, un intervento parziale che non copre tutte le necessità del ruolo dirigenziale.

___________________

Egregio Signor Ministro,

il Sindacato Indipendente Carabinieri prende atto con la consueta trasparenza e rigore che i recenti accordi sindacali sugli arretrati relativi ai trienni 2018/2020 e 2021/2023 destinati ai dirigenti, pubblicati in Gazzetta Ufficiale in data 31.12.2025, rappresentano un passo formale e circoscritto.

È un riconoscimento delle specificità dirigenziali nel comparto sicurezza e difesa, ma non rappresenta una soluzione complessiva e strutturale.

Il SIC, che ha già in passato sollecitato in sede negoziale l’estensione di istituti economici come l’indennità cyber e strumenti di welfare a tutela della famiglia, già previsti per il personale non dirigente, rileva che la misura adottata, pur costituendo un atto dovuto, si traduce di fatto in un importo una tantum di limitata portata.

Un riconoscimento di circa 2.000 euro per due trienni, che equivale a un euro al giorno, non può essere considerato un adeguato riconoscimento economico delle responsabilità assunte dai dirigenti dell’Arma dei Carabinieri.

Il SIC sottolinea che, pur apprezzando l’impegno istituzionale, continuerà a vigilare affinché si giunga a una reale valorizzazione del ruolo dirigenziale, anche attraverso l’introduzione di nuove indennità accessorie e di misure che garantiscano una tutela complessiva e non frammentaria.

In conclusione, il SIC conferma la propria posizione sindacale: quanto fatto è un punto di partenza, non di arrivo. Il nostro sindacato rimane fermo nel richiedere interventi strutturali e non meri aggiustamenti temporanei, per assicurare che la dignità e le responsabilità dei Dirigenti Carabinieri siano pienamente riconosciute e tutelate.

Con stima,

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Cogne (AO), Carabiniere gravemente ferito durante un intervento di soccorso. Gli viene amputata una gamba

La sicurezza dei cittadini passa dalla tutela di chi rappresenta lo Stato.

Il Sindacato Indipendente Carabinieri esprime profonda vicinanza al Carabiniere rimasto gravemente ferito durante un intervento di soccorso stradale avvenuto nel comune di Cogne, lungo una strada regionale della Valle d’Aosta, al quale, nelle ultime ore, è stata purtroppo amputata una gamba a seguito delle gravissime lesioni riportate.

Secondo quanto emerso, una pattuglia dei Carabinieri era intervenuta per prestare aiuto a una cittadina straniera con un’auto elettrica in panne.

Un intervento di assistenza e tutela, svolto con lo spirito che da sempre contraddistingue i Carabinieri sul territorio.

In una fase successiva, in modo improvviso e imprevedibile, la donna ha avviato il veicolo investendo un militare, causando conseguenze devastanti.

Dai successivi accertamenti risulterebbe che la conducente fosse affetta da patologie psichiche.

Questo elemento non può e non deve diventare terreno di strumentalizzazione, ma rafforza una verità che il SIC denuncia da tempo: i Carabinieri intervengono sempre, anche in contesti ad altissima imprevedibilità, senza sapere cosa li attende, mettendo quotidianamente a rischio la propria incolumità per aiutare i cittadini.

Questo episodio rappresenta, in modo drammatico, l’anima del Carabiniere: la donna e l’uomo in divisa che non voltano le spalle, che soccorrono, che proteggono, che garantiscono ordine e sicurezza pubblica anche nelle situazioni più delicate e complesse.

È il Carabiniere che agisce in pochi istanti, prende decisioni in frazioni di secondo e affronta pericoli reali anche durante quelli che, all’apparenza, sembrano interventi ordinari.

Per questo il SIC si batte in tutte le sedi e in tutti i modi affinché Governo e forze politiche non imbocchino strade diverse, ma un unico percorso chiaro e responsabile, la sicurezza dei cittadini non è negoziabile, è un bene collettivo, non ha colore politico e riguarda l’intero Paese.

Garantire sicurezza ai cittadini significa garantire maggiori tutele operative ai Carabinieri, maggiore attenzione alle loro condizioni di lavoro e una dignità economica adeguata alla specificità del servizio svolto.

Non chiediamo privilegi. Chiediamo rispetto e riconoscimento per una funzione che espone quotidianamente a rischi elevatissimi chi rappresenta lo Stato sul territorio.

Chi oggi governa ha il dovere di prendere atto della realtà in cui operano i Carabinieri, della complessità degli interventi che affrontano e del prezzo umano che spesso sono chiamati a pagare.

Lo facciamo per il bene di tutti, per il bene dell’Italia, perché un Carabiniere tutelato e rispettato è la prima vera garanzia di sicurezza per i cittadini.

 

Fluminimaggiore, 27 dicembre 2025

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