ACCOGLIAMO CON FAVORE LA PRIMA APPLICAZIONE DEL NUOVO STRUMENTO DI GARANZIA
PREVISTO DAL PACCHETTO SICUREZZA
Esprimiamo il profondo cordoglio per la tragica perdita della vita umana avvenuta nel quartiere Pilastro, imponendo il massimo rigore nell’accertamento dei fatti. L’intervento della Polizia di Stato si è sviluppato in pochi secondi e in condizioni di estrema tensione, a seguito di reiterate segnalazioni al 112 per un soggetto in grave stato di alterazione e pericolosità pubblica. Pur nel pieno rispetto degli inquirenti, costituisce elemento oggettivo che l’uomo fosse già noto alle Forze dell’Ordine per numerosi e gravi precedenti di polizia (droga, lesioni, violenza e resistenza). Gli agenti hanno operato con assoluta trasparenza, raccogliendo subito tutte le prove a 360 gradi per metterle a immediata disposizione dell’Autorità Giudiziaria, nella cui autonoma azione riponiamo totale fiducia: se sono stati commessi errori, chi ha sbagliato pagherà nelle sedi opportune.
Siamo fortemente preoccupati per l’annuncio di manifestazioni pubbliche promosse o legittimate dall’Amministrazione comunale di Bologna prima ancora che i riscontri scientifici abbiano definito i fatti. Cavalcare il pregiudizio e scendere in piazza esponendo slogan inaccettabili come “Omicidio di Stato” significa alimentare una deriva ideologica che mina la credibilità delle Istituzioni. Allo stesso modo, assistiamo a pericolosi processi sommari celebrati sui social network tramite la diffusione di frammenti video decontestualizzati. Uno Stato moderno ha il dovere di tutelare le garanzie processuali di chi opera quotidianamente per la sicurezza e nessun operatore può essere condannato dall’opinione pubblica prima della raccolta delle prove.
Accogliamo con favore l’applicazione, da parte della Procura di Bologna, del nuovo strumento di garanzia previsto dalla recente normativa del Pacchetto Sicurezza. Questo passaggio di assoluta rilevanza giuridica consente lo svolgimento di tutti gli accertamenti periziali necessari senza ricorrere all’automatico e infamante iscrizione nel registro degli indagati. Una scelta di civiltà che contempera il diritto alla verità con la dignità di chi è intervenuto nell’adempimento del proprio dovere. In questo contesto, la presenza delle body-cam conferma la storica battaglia del SIC per la distribuzione capillare delle telecamere individuali, uno strumento che non è di coazione, ma di trasparenza, capace di blindare la verità oggettiva contro ogni narrazione parziale o emotiva del web.
La legittimità dell’uso della forza legale deve essere valutata esclusivamente nelle sedi competenti sulla base di consulenze tecniche, esami autoptici e tossicologici. Nessun video di pochi secondi e nessuna mobilitazione di piazza possono sostituirsi alla Magistratura. La giustizia non si amministra sulle piattaforme social o sull’onda dell’emotività politica. Difendere questo principio significa difendere lo Stato di diritto, la credibilità delle Istituzioni e i diritti di ogni singolo cittadino.
La Segreteria Generale Nazionale









