Erosione del potere di acquisto

Erosione del potere d’acquisto del personale, proposte per un welfare istituzionale evolutivo e richiesta immediata di confronto con il Signor Comandante Generale

Fluminimaggiore, 8 aprile 2026

 

AL SIG. COMANDANTE GENERALE DELL’ARMA DEI CARABINIERI

Gen. C.A. Salvatore LUONGO

ROMA

 

OGGETTO: Erosione del potere d’acquisto del personale, proposte per un welfare istituzionale evolutivo e richiesta immediata di confronto con il Signor Comandante Generale.

 

Signor Comandante Generale,

l’attuale scenario economico, anche con riferimento al Comparto Difesa e Sicurezza, sta incidendo in maniera significativa sulla dignità economica delle famiglie dei Carabinieri.

Alla luce della situazione attuale, che di seguito si rappresenta e che assume carattere di concreta urgenza per il personale dell’Arma, questa Segreteria Generale ritiene necessario attivare un immediato confronto con la S.V., nell’ambito delle prerogative riconosciute alle Associazioni Professionali a Carattere Sindacale tra Militari dal Decreto Legislativo 15 marzo 2010, n. 66.

 Il quadro economico in atto, caratterizzato da un progressivo aggravamento del costo della vita e da una evidente incidenza sui bilanci familiari del personale, non consente allo stato attuale di intravedere soluzioni risolutive nel breve periodo, rendendo pertanto necessario un confronto diretto e tempestivo con l’Autorità di Vertice dell’Arma.

Nel solco di una leale e fattiva collaborazione istituzionale, e nel pieno rispetto delle prerogative attribuite a questa Associazione, riteniamo doveroso tornare su un tema già sottoposto alla Sua attenzione.

Si richiama, in particolare, la nota già trasmessa in data 19 marzo 2026 al Ministro della Difesa e alla S.V., avente ad oggetto: “Impatto del caro carburante sul personale dell’Arma dei Carabinieri proposta di misure strutturali e rimodulazione dell’articolazione settimanale del servizio” (vedasi allegato).

Alla luce delle criticità già evidenziate in quella sede, e del progressivo aggravarsi delle condizioni economiche che incidono sul personale, questa Segreteria Generale ritiene necessario ampliare la riflessione, riportando all’attenzione un quadro complessivo che oggi assume carattere di sempre maggiore urgenza.

L’attuale congiuntura economica, segnata da un’inflazione persistente e da un incremento generalizzato del costo della vita, sta determinando una progressiva erosione del potere d’acquisto, con effetti ormai evidenti anche sul personale in uniforme.

Il dato che emerge con chiarezza è che la stabilità garantita dalla divisa non coincide più con una reale sicurezza economica, soprattutto nei contesti territoriali caratterizzati da un elevato costo della vita.

In tale quadro, continua a incidere in maniera significativa il costo dei carburanti, già oggetto di specifica segnalazione, che aggrava ulteriormente la condizione del personale, in particolare di quello costretto a sostenere quotidianamente spostamenti rilevanti per raggiungere la sede di servizio.

Il fenomeno del pendolarismo forzato determina infatti:

  • una riduzione concreta del reddito disponibile;
  • un impatto diretto sulla qualità della vita e sulla serenità operativa del personale.

Siamo altresì consapevoli che la risposta non possa esaurirsi nel solo rinnovo contrattuale.

Appare invece necessario adottare una visione strutturale, orientata alla costruzione di un sistema di welfare dedicato, capace di incidere concretamente sulle condizioni di vita del personale.

In tale prospettiva, questa Segreteria Generale rappresenta la necessità di:

  • ridurre gli spostamenti casa-lavoro attraverso una rimodulazione dell’articolazione settimanale del servizio (da 6 a 5 giorni e, ove possibile, da 5 a 4), garantendo comunque il mantenimento delle 36 ore settimanali senza riduzione del servizio;
  • prevedere strumenti di ristoro economico per i costi di carburante e mobilità;
  • introdurre misure compensative stabili, parametrate ai costi reali sostenuti dal personale;
  • riconoscere economicamente la specificità del servizio nel comparto sicurezza;
  • attivare forme di sostegno abitativo e servizi a supporto della famiglia;
  • rivedere le indennità di sede in relazione al costo della vita nei diversi territori;
  • valutare l’introduzione di indennità territoriali differenziate, finalizzate a riequilibrare il potere d’acquisto.

Si tratta di interventi che non possono essere considerati contingenti o episodici, ma che richiedono un approccio strutturale, coerente con la realtà operativa vissuta quotidianamente dal personale.

Signor Comandante Generale, la situazione rappresentata presenta profili di evidente criticità e, allo stato attuale, non consente di intravedere soluzioni risolutive nel breve periodo.

Per tali ragioni, questa Segreteria Generale chiede di voler fissare un immediato incontro finalizzato ad un confronto diretto sulle tematiche esposte, al fine di individuare soluzioni concrete e tempestive a tutela del personale.

 Si resta in attesa di un cortese riscontro alla richiesta formulata, confidando in un sollecito riscontro in ragione della rilevanza e urgenza delle tematiche rappresentate.

Con profondo senso del dovere e costante lealtà istituzionale.

 

La Segreteria Generale del SIC

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Concorso Carabinieri, difficoltà logistiche

Concorso pubblico per il reclutamento di 3.081 Allievi Carabinieri – Riflessi economici indiretti sui militari iscritti e sulle loro famiglie

Fluminimaggiore, 7 aprile 2026

AL SIG. COMANDANTE GENERALE DELL’ARMA DEI CARABINIERI
Gen. C.A. Salvatore LUONGO
ROMA

OGGETTO: Concorso pubblico per il reclutamento di 3.081 Allievi Carabinieri – Riflessi economici indiretti sui militari iscritti e sulle loro famiglie.

Signor Comandante Generale,

nel quadro delle attribuzioni riconosciute alle Associazioni Professionali a Carattere Sindacale tra Militari e nel rispetto del perimetro normativo delineato dal Decreto Legislativo 15 marzo 2010 n. 66, il Sindacato Indipendente Carabinieri ritiene opportuno sottoporre alla Sua attenzione una considerazione che, pur non attenendo direttamente alle materie tipiche di competenza delle APCSM, presenta evidenti riflessi economici e familiari in capo ai militari iscritti.

Come noto, il concorso pubblico per il reclutamento di 3.081 Allievi Carabinieri prevede lo svolgimento della prova scritta in sedi decentrate individuate sul territorio nazionale.

Tale articolazione organizzativa, pur rispondendo a esigenze di carattere generale, comporta tuttavia, per alcune specifiche aree geografiche, oneri logistici ed economici non uniformemente distribuiti.

In particolare, numerosi militari iscritti al SIC, in servizio nella Regione Sardegna, hanno rappresentato come la partecipazione dei propri figli al citato concorso comporti costi
rilevanti e difficilmente comprimibili, connessi agli spostamenti obbligati verso sedi peninsulari, nonché alle conseguenti necessità di vitto e alloggio.

La condizione di insularità propria della Regione Sardegna comporta, inoltre, specifiche criticità logistiche legate all’assenza di collegamenti terrestri diretti, rendendo necessario il ricorso esclusivo al trasporto aereo o marittimo.

Tale situazione risulta ulteriormente aggravata nei casi in cui le prove concorsuali si articolino su più giornate non consecutive, prevedendo intervalli temporali anche coincidenti con giornate di fine settimana (sabato e domenica) che impongono la permanenza sul territorio peninsulare fino alla ripresa delle attività, con conseguente impossibilità di rientro presso il proprio domicilio senza sostenere ulteriori e rilevanti costi di viaggio.

Tali oneri incidono direttamente sull’equilibrio economico dei nuclei familiari interessati, determinando un impatto che, seppur indiretto, si riflette sul benessere complessivo del personale in servizio, ambito che rientra pienamente nella sfera di attenzione e tutela propria delle APCSM.

In tale prospettiva, la presenza sul territorio della Regione Sardegna di infrastrutture dell’Arma già operative e funzionalmente idonee quali la Scuola Allievi Carabinieri di Iglesias (SU) potrebbe rappresentare una soluzione organizzativa concreta ed immediatamente disponibile, idonea a ridurre sensibilmente gli oneri economici segnalati dai militari iscritti e dalle loro famiglie.

Si evidenzia, peraltro, come la medesima struttura sia già stata in passato utilmente impiegata per lo svolgimento di fasi selettive di procedure concorsuali interne, confermandone l’idoneità sotto il profilo organizzativo e logistico.

Confidando nella consueta sensibilità istituzionale verso il benessere complessivo del personale dell’Arma, si rappresenta come le situazioni evidenziate assumano un valore ancora più significativo laddove coinvolgono nuclei familiari di Carabinieri, nei quali i figli cresciuti nei valori e nei principi propri dell’Istituzione manifestano la volontà di intraprendere il medesimo percorso professionale dei propri genitori, proseguendone idealmente l’impegno al servizio dello Stato.

In tale prospettiva, appare quanto mai opportuno evitare che elementi di natura economica possano incidere sulle scelte e sulle opportunità di accesso, gravando ulteriormente sui
militari e sulle loro famiglie, già quotidianamente impegnati nello svolgimento dei propri compiti istituzionali.

In un’ottica di leale e costruttiva collaborazione istituzionale, si auspica che le considerazioni e la proposta rappresentata possano essere oggetto di attenta valutazione.

Con Osservanza,

La Segreteria Generale Nazionale

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Audizione del Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri dinanzi alla Commissione difesa del Senato. Apprezzamento del SIC per le linee programmatiche delineate

In un’epoca contrassegnata da una crescente e multiforme complessità dei fenomeni criminali, nonché da una costante evoluzione delle minacce alla Pubblica Sicurezza, l’audizione del Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Generale di Corpo d’Armata Salvatore Luongo, alla presenza del Generale di Divisione Arturo Guarino, Capo del II Reparto del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri, dinanzi alla Commissione Difesa del Senato, ha assunto il valore di un passaggio istituzionale di particolare rilevanza.

Il Sindacato Indipendente Carabinieri accoglie con profondo compiacimento e sincero apprezzamento la visione prospettica illustrata dal Vertice dell’Istituzione.

La chiarezza dell’analisi e la fermezza programmatica espresse dal Comandante Generale delineano una traiettoria evolutiva dell’Arma che pone, con rinnovata centralità, il personale e la sicurezza operativa al vertice delle priorità.

UNA CONVERGENZA CONCRETA CON LE ISTANZE DEL SIC

Questa Organizzazione Sindacale rileva una significativa convergenza tra le linee programmatiche esposte e le proposte che il SIC ha sviluppato attraverso contributi tecnici e interlocuzioni istituzionali.

Le direttrici tracciate dal Gen. C.A. Luongo confermano la solidità delle analisi e delle iniziative promosse dal SIC, con particolare riferimento a:

  • Protezione individuale: la necessità di dispositivi di nuova generazione, con particolare attenzione all’avvio delle dotazioni specifiche per il personale femminile, sostenute dal SIC per garantire una reale efficacia operativa e tutela dell’incolumità;
  • Trasparenza e tutela giuridica: l’introduzione di sistemi di registrazione individuale (bodycam) e l’estensione degli strumenti a letalità ridotta.

In tale ambito, il SIC evidenzia il valore degli approfondimenti tecnico-operativi sviluppati anche attraverso il confronto con realtà internazionali leader del settore, quali Axon, finalizzati a coniugare efficacia operativa e protezione giuridica dell’operatore;

  • Sicurezza dei mezzi: l’adeguamento dei livelli di protezione e blindatura delle autovetture di servizio, divenuto essenziale in scenari operativi caratterizzati da minacce sempre più elevate;
  • Organici e tutela legale: il rafforzamento strutturale dei reparti e la necessità di una tutela giuridica certa, presupposti indispensabili affinché il personale possa operare con la necessaria serenità decisionale.

INNOVAZIONE E VOCAZIONE TERRITORIALE

Il SIC ravvisa nell’approccio del Comandante Generale una concreta volontà di modernizzazione, orientata alla valorizzazione delle componenti specialistiche e allo sviluppo di modelli organizzativi più strutturati ed efficaci.

In tale ambito, assume rilievo anche il riferimento a possibili evoluzioni dell’assetto organizzativo dell’Arma, orientate alla valorizzazione delle professionalità e al rafforzamento delle capacità operative.

Tuttavia, tale processo deve necessariamente mantenere al centro il personale impiegato nelle Stazioni e nei Nuclei Operativi e Radiomobili, che rappresenta il primo presidio di legalità e il punto di contatto diretto tra Stato e cittadini.

I dati relativi all’età media del personale e alla pressione operativa impongono una riflessione non più procrastinabile sulla sostenibilità del modello attuale.

IL TEMPO DELLA CONCRETEZZA

Pur apprezzando la visione delineata, il Sindacato Indipendente Carabinieri evidenzia come il passaggio dalla programmazione all’attuazione debba avvenire con tempistiche certe e non più rinviabili.

La sicurezza degli operatori non può essere subordinata:

  • ogni ritardo nell’adeguamento delle dotazioni o nel rafforzamento degli organici si traduce in un incremento del rischio operativo.

CONCLUSIONI

Il SIC conferma la propria posizione di interlocutore serio, responsabile e propositivo.

Accogliamo con favore una visione che si muove in una direzione coerente con le proposte da tempo avanzate, nella consapevolezza che solo attraverso un dialogo istituzionale concreto sia possibile rafforzare realmente il sistema sicurezza del Paese.

Il SIC esprime, altresì, un sentito ringraziamento al Generale di Corpo d’Armata Salvatore Luongo e al Generale di Divisione Arturo Guarino, Capo del II Reparto del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri, per l’impegno istituzionale e il contributo assicurato in occasione dell’audizione.

Un Carabiniere tutelato è un Carabiniere più efficace.

Un Carabiniere più efficace significa maggiore sicurezza per i cittadini.

La Segreteria Generale Nazionale

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Roma, controllo a Ilaria Salis: la Polizia fa il suo dovere, gravissimo strumentalizzare

C’è un punto che deve essere chiarito una volta per tutte: le Forze dell’Ordine non lavorano su simpatia, ma su legge.

A Roma, nelle ultime ore, un normale controllo di polizia nei confronti di Ilaria Salis è stato trasformato nell’ennesima polemica costruita ad arte.

Parliamo di un controllo previsto, legittimo, doveroso, scattato nell’ambito di segnalazioni internazionali.

Non una perquisizione, ma un ATTO DOVUTO.

E invece cosa succede? Si alimenta il solito schema pericoloso.

Si mette in discussione chi garantisce sicurezza, si delegittima chi opera sul territorio, si prova a trasformare il rispetto delle regole in un sopruso.

Le procedure si applicano a tutti, senza eccezioni.

È troppo facile gridare allo scandalo quando si è dall’altra parte del tavolo.

Molto più difficile è stare ogni giorno in strada, prendere decisioni operative e assumersi responsabilità reali.

Il SIC è e resterà al fianco delle Forze dell’Ordine, sempre.

Perché difendere chi lavora per la sicurezza significa difendere i cittadini.

Chi semina tensione, chi alimenta sfiducia, chi delegittima le divise si assume una responsabilità precisa ovvero indebolire la sicurezza di tutti.

E questo non è più accettabile.

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Toscana: il SIC entra nei reparti e investe sui giovani

Non è stato un semplice ciclo di assemblee.

È stato un segnale chiaro: il SIC c’è, cresce e sceglie di stare dove tutto nasce — tra i Carabinieri, nei reparti, accanto ai giovani.

Il Sindacato Indipendente Carabinieri ha svolto, nei giorni 26 e 27 marzo 2026, un intenso tour sindacale in Toscana, attraversando i principali presidi operativi e formativi dell’Arma:

  • Comando Provinciale e Compagnia di Pisa (con i reparti dipendenti);
  • Comando Provinciale e Compagnia di Livorno (con i reparti dipendenti);
  • Compagnia di Pontedera;
  • Comando Legione Carabinieri Toscana;
  • Scuola Allievi Marescialli e Brigadieri di Firenze.

tturata, organizzata dal Segretario Generale Regionale SIC Toscana Fabio Scanu, che ha dimostrato concretamente come il progetto SIC stia prendendo forma attraverso entusiasmo, credibilità e fiducia, soprattutto tra i più giovani.

Ad affiancare il territorio, una presenza nazionale forte e coerente:

  • il Segretario Generale Nazionale Luigi Pettineo;
  • il Segretario Nazionale Francesco Piero Lo Iacono;
  • il Segretario Nazionale Marco Lattanzi;
  • il Segretario del Direttivo Nazionale Umberto Turchetta;
  • il Segretario del Direttivo Nazionale Tommaso Gugliotta.

Una presenza che non è formale, ma strategica: guidare, sostenere e far crescere una nuova generazione di Carabinieri consapevoli dei propri diritti.

UN TOUR TRA I REPARTI, MA SOPRATTUTTO TRA LE PERSONE

Le assemblee hanno registrato partecipazione reale, confronto diretto e un’accoglienza che è andata oltre il dato istituzionale: in ogni sede abbiamo trovato attenzione, ascolto e, soprattutto, fiducia. Fiducia in un modello sindacale che non promette, ma opera.

Durante gli incontri sono stati illustrati in modo chiaro e concreto:

  • il progetto organizzativo del SIC;
  • le attività e gli interventi già realizzati;
  • i servizi a tutela degli iscritti;
  • il sistema di tutela legale;
  • il supporto psicologico;
  • l’assistenza su infermità e cause di servizio;
  • le battaglie sindacali già condotte e i risultati ottenuti.

Ma soprattutto, si è parlato senza filtri delle condizioni reali di lavoro, delle criticità quotidiane e delle prospettive di miglioramento.

FIRENZE: DOVE NASCONO I FUTURI COMANDANTI

Particolarmente significativo è stato l’incontro presso la Scuola Allievi Marescialli e Brigadieri di Firenze. Non un reparto qualsiasi.

È il luogo dove si formano i futuri comandanti, la prima linea del territorio, i punti di riferimento di migliaia di Carabinieri.

Qui si costruisce la guida dell’Arma di domani.

Qui si forma chi dovrà gestire uomini, responsabilità e sicurezza.

Portare conoscenza sindacale in questo contesto significa una cosa sola:

investire sul futuro.

Significa accompagnare i giovani Carabinieri in un percorso di crescita consapevole, affinché possano diventare non solo comandanti preparati, ma anche uomini e donne consapevoli dei propri diritti, del proprio valore e della propria dignità.

IL SENSO DI QUESTA PRESENZA

La presenza della Segreteria Nazionale non è stata simbolica.

È stata una scelta precisa: investire sui giovani, guidarli, formarli e costruire insieme una nuova cultura sindacale.

Una cultura fatta di diritti concreti, benessere reale, dignità economica, prospettiva pensionistica,

tutela operativa e personale.

Perché un Carabiniere formato e consapevole oggi è un Carabiniere più forte domani.

E un’Arma più forte.

RINGRAZIAMENTI ISTITUZIONALI

Il Sindacato Indipendente Carabinieri esprime un sentito e convinto ringraziamento ai Comandanti e a tutte le articolazioni dell’Arma che hanno consentito lo svolgimento delle attività assembleari.

Un ringraziamento particolare al Comandante della Legione Carabinieri Toscana, Generale di Brigata Pierluigi Solazzo, al Capo di Stato Maggiore del Comando Legione Carabinieri Toscana, Colonnello Dionisio De Masi, al Comandante della Scuola Allievi Marescialli e Brigadieri, Generale di Divisione Carlo Cerrina e al Tenente Colonnello Andrea Nocera.

Per l’accoglienza, la disponibilità e la sensibilità istituzionale dimostrata.

Ma soprattutto per aver compreso il valore di un confronto corretto, rispettoso e orientato al miglioramento del sistema.

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Impatto del caro carburante sul personale dell’Arma dei Carabinieri – proposta di misure strutturali e rimodulazione dell’articolazione settimanale del servizio.

 

Fluminimaggiore, 19 marzo 2026

 

Al Comandante generale dell’Arma dei Carabinieri

Gen.le di C.A. Salvatore Luongo

=ROMA=

 

Oggetto: Impatto del caro carburante sul personale dell’Arma dei Carabinieri – proposta di misure strutturali e rimodulazione dell’articolazione settimanale del servizio.

 

Signor Comandante Generale,

il Sindacato Indipendente Carabinieri (SIC), nel solco di una leale e fattiva collaborazione istituzionale e nel pieno rispetto dei ruoli, desidera sottoporre alla Sua cortese attenzione una problematica di crescente rilievo che investe la quotidianità delle donne e degli uomini dell’Arma: l’impatto del caro carburante sulla sostenibilità economica del servizio.

Il recente contesto economico ha determinato un sensibile aumento dei costi energetici, incidendo in modo diretto su spese strettamente connesse all’espletamento dei compiti istituzionali.

Com’è noto, il servizio svolto dall’Arma comporta una mobilità costante e non comprimibile. La capillare dislocazione territoriale, unitamente alle attuali carenze organiche, determina frequentemente situazioni in cui il personale è chiamato a sostenere onerosi costi di spostamento, talvolta con molteplici trasferimenti nell’arco della medesima giornata.

Tali oneri gravano direttamente sul singolo militare, generando un impatto economico che rischia di riflettersi negativamente sulla serenità e sulla sostenibilità della prestazione lavorativa.

Sebbene le misure di sostegno una tantum previste per i nuclei familiari fragili rappresentino un segnale apprezzabile, il SIC ritiene necessaria una riflessione più ampia e specifica per il comparto Difesa e Sicurezza.

In tale ottica, questa Associazione Professionale a Carattere Sindacale tra Militari (APCSM) propone di valutare l’introduzione di misure strutturate, quali:

  • la possibilità, per il personale impiegato in attività d’ufficio e ove compatibile con le esigenze operative, di adottare modelli organizzativi differenziati che prevedano una rimodulazione dell’articolazione settimanale del servizio, consentendo:
  • nelle articolazioni ove l’orario è distribuito su sei giornate lavorative, una riorganizzazione su cinque giornate;
  • nelle articolazioni già strutturate su cinque giornate, una possibile concentrazione dell’orario su quattro giornate;

il tutto garantendo il pieno rispetto del monte ore settimanale previsto (36 ore), attraverso una diversa distribuzione dello stesso, senza alcuna riduzione dell’orario di servizio, al fine di contenere gli spostamenti casa-lavoro, ridurre i costi a carico del personale e generare, al contempo, un potenziale risparmio anche per l’Amministrazione;

  • strumenti di ristoro economico per la mobilità connessa al servizio, con specifico riferimento ai costi del carburante;
  • meccanismi compensativi stabili, parametrati alle effettive e diversificate condizioni operative del personale sul territorio;
  • criteri di valutazione economica che riconoscano e valorizzino la specificità del comparto;

Certi della Sua sensibilità verso il benessere del personale, elemento cardine per l’efficacia del servizio reso alla cittadinanza, Le chiediamo di voler valutare l’opportunità di rappresentare tale questione nelle sedi competenti, promuovendo un approfondimento coerente con le reali esigenze dei Carabinieri.

Con sensi di profonda stima e deferenti ossequi.

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Legge 28 novembre 2023, n. 201. Delega al Governo per la riforma dell’organizzazione militare e della sanità militare. Valorizzazione laurea e percorso post universitario per Ufficiali vincitori di concorso a nomina diretta – questione interforze.

Fluminimaggiore, 19 marzo 2026

 

Al Signor Ministro della Difesa

On.le Guido Crosetto

= ROMA =

e p.c.

Al Signor Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri

Generale di C.A. Salvatore Luongo

= ROMA =

 

Oggetto: Legge 28 novembre 2023, n. 201. Delega al Governo per la riforma dell’organizzazione militare e della sanità militare. Valorizzazione laurea e percorso post universitario per Ufficiali vincitori di concorso a nomina diretta – questione interforze.

 

Egregio Signor Ministro,

nell’ambito delle prerogative riconosciute alle Associazioni Professionali a Carattere Sindacale tra Militari, e nel pieno rispetto dell’ordinamento militare, delle dinamiche di carriera e del benessere complessivo del personale, il Sindacato Indipendente Carabinieri ritiene doveroso sottoporre alla Sua attenzione una questione di rilevante impatto ordinamentale, economico e previdenziale, che incide direttamente sulla valorizzazione professionale degli ufficiali vincitori di concorso a nomina diretta, inclusi gli ufficiali medici.

L’art. 32 del D.P.R. 29 dicembre 1973, n. 1092 (Testo unico delle norme sul trattamento di quiescenza dei dipendenti civili e militari dello Stato), oggi richiamato dall’art. 1860 del D.Lgs. 15 marzo 2010, n. 66 (Codice dell’Ordinamento Militare), disciplina il computo, ai fini pensionistici, degli studi superiori richiesti agli ufficiali per i quali, ai fini della nomina in servizio permanente effettivo, è previsto il possesso del titolo di laurea. La ratio originaria della disposizione va individuata nell’esigenza di assicurare un sostanziale equilibrio di trattamento economico-previdenziale tra differenti modalità di accesso alla carriera degli ufficiali. In particolare, il legislatore intendeva evitare penalizzazioni per il personale che accedeva al servizio permanente come ufficiale dopo aver conseguito la laurea in ambito civile, generalmente in età più avanzata (circa 24-25 anni), rispetto a coloro che, arruolatisi in età più giovane (circa 19 anni) con il solo diploma di istruzione secondaria, conseguivano il titolo accademico all’interno delle Accademie militari, maturando nel frattempo anzianità di servizio utile ai fini pensionistici. Il computo degli anni di studio universitario era dunque finalizzato a ricondurre le due categorie ad una sostanziale equivalenza previdenziale, compensando il differente momento di ingresso in servizio con il riconoscimento, ai fini della quiescenza, del periodo dedicato alla formazione universitaria.

La suddetta disposizione, concepita ed introdotta in un contesto ordinamentale caratterizzato dall’applicazione generalizzata del sistema pensionistico retributivo, non produce oggi alcun effetto sul montante contributivo in favore del personale militare arruolatosi successivamente al 31 dicembre 1995 e assoggettato al regime contributivo. In assenza di un correlato versamento contributivo, infatti, il computo degli anni di studio universitario assume, per tale personale, una valenza meramente giuridica, risultando di fatto neutro sotto il profilo economico-pensionistico. Il mutato quadro previdenziale, segnato dall’introduzione del sistema contributivo, ha infatti inciso profondamente sull’efficacia della norma, determinando una evidente frattura tra la ratio originaria dell’istituto e i suoi effetti attuali, con conseguente penalizzazione del personale arruolatosi successivamente al 31 dicembre 1995 mediante concorsi a nomina diretta. La situazione risulta particolarmente critica per gli ufficiali medici vincitori di concorsi a nomina diretta, i quali accedono alla carriera militare solo dopo aver completato un percorso formativo lungo e oneroso. Tale percorso è costituito dal corso di laurea in Medicina e Chirurgia, della durata legale di sei anni, cui si aggiunge l’eventuale scuola di specializzazione post-laurea, della durata variabile da quattro a cinque anni, spesso richiesta o fortemente valorizzata ai fini dell’impiego istituzionale. Tali periodi di formazione, pur essendo indispensabili e funzionali all’esercizio delle delicate funzioni sanitarie in ambito militare, non trovano allo stato attuale alcuna effettiva valorizzazione previdenziale per il personale in regime contributivo, determinando un marcato squilibrio rispetto ad altri percorsi di accesso alla carriera degli ufficiali.

Si evidenzia, inoltre, che sempre al fine di evitare eccessive disparità economiche e stipendiali fra ufficiali a nomina diretta e ufficiali provenienti dall’accademia, in passato il comma 8 dell’articolo 11 del D.Lgs. 29/05/2017, n. 94, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 22/06/2017, n. 143 S.O. — Disposizioni di coordinamento, transitorie e finali (All. 1) prevedeva, in deroga al comma 3 dell’art. 1811 del TUOM, la determinazione dello stipendio (cd. abbattimento stipendiale), al 23° anno dalla nomina di tenente anziché al 25° come previsto per gli altri ufficiali. La suddetta disposizione ha costituito la base giuridica della circolare M_D GMIL REG 2017 0415063, del 14 luglio 2017 che ha indicato concretamente la decorrenza stipendiale al 23° anno per gli ufficiali a nomina diretta, circolare che è stata applicata a tutti gli ufficiali delle Forze Armate ad esclusione degli Ufficiali dell’Arma vincitori di concorso a nomina diretta che invece sono stati penalizzati e si sono visti posticipare l’abbattimento stipendiale e inquadramento economico solo al 25° anno (vedasi pag. 13 lett. D della circolare in All. 2 che cita fra i beneficiari della disposizione solo gli Ufficiali a nomina diretta di EI, MM e AM ma non i CC).

In tale contesto, appare auspicabile un intervento normativo correttivo volto a ristabilire la finalità perequativa delle disposizioni di cui agli art. 1860 e 1811 TUOM, prevedendo, per il personale militare in regime contributivo vincitore di concorso a nomina diretta, la valorizzazione effettiva degli anni di studio universitario richiesti per l’accesso alla carriera nonché la valorizzazione dei percorsi post-universitari obbligatori o funzionali, quali le scuole di specializzazione mediante l’attribuzione di contribuzione figurativa, ovvero la trasformazione dell’attuale computo giuridico in riscatto a carico dello Stato, al fine di garantire una reale neutralità previdenziale tra i diversi percorsi di accesso al ruolo degli ufficiali, nonché una progressione economica analoga tra ufficiali vincitori di concorso a nomina diretta e ufficiali provenienti dalle Accademie in tutte le Forze Armate, ivi inclusa l’Arma dei Carabinieri, mediante l’applicazione del meccanismo cd. di abbattimento stipendiale e inquadramento economico al 23° anno in favore di tutti gli ufficiali vincitori di concorso a nomina diretta.

Per quanto sopra esposto, il Sindacato Indipendente Carabinieri chiede l’introduzione di un intervento normativo:

  • integrativo degli articoli 1860 e 1811 del Decreto Legislativo 66/2010 volto a prevedere espressamente che, per il personale militare assoggettato al sistema contributivo, gli anni di studio universitario e di formazione post-universitaria richiesti per l’accesso ai ruoli degli ufficiali siano effettivamente valorizzati ai fini previdenziali mediante contribuzione figurativa ovvero mediante riscatto a carico dell’Amministrazione;
  • che ripristini in via definitiva la determinazione stipendiale e il relativo inquadramento economico al 23° anno di servizio con effetto retroattivo per tutti gli ufficiali delle Forze Armate, inclusi quelli dell’Arma dei Carabinieri, vincitori di concorso a nomina diretta.

Alla luce di quanto esposto, si confida che la S.V. voglia valutare con la massima attenzione la questione rappresentata, promuovendo, per il tramite dei competenti Uffici, un approfondimento tecnico-normativo e un percorso istituzionale volto a garantire il pieno riconoscimento dei diritti e delle legittime aspettative del personale interessato, nel rispetto dei principi di equità, omogeneità interforze e valorizzazione delle professionalità.

 

Il Sindacato Indipendente Carabinieri resta a disposizione per ogni utile contributo tecnico e collaborativo, auspicando un positivo e concreto riscontro.

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Referendum 22-23: il SIC in prima linea per la dignità e la sicurezza dei Carabinieri nei seggi

Nelle giornate del 22 e 23 marzo 2026, migliaia di Carabinieri saranno impiegati nei seggi elettorali per garantire sicurezza, legalità e corretto svolgimento delle operazioni di voto.

Un servizio essenziale per la democrazia che, ancora troppo spesso, viene svolto in condizioni logistiche non adeguate.

Il Sindacato Indipendente Carabinieri (SIC) segue con la massima attenzione questo impiego.

Il nostro principio è chiaro e non negoziabile: chi garantisce la sicurezza dello Stato deve operare in condizioni dignitose, sicure e rispettose della persona.

Criticità non  più tollerabili

Non è più accettabile che l’abnegazione dei Carabinieri debba sopperire a carenze organizzative ormai croniche.

Il SIC dice basta a:

  • locali inadeguati, privi dei requisiti igienico-sanitari e con condizioni ambientali non conformi;
  • logistica insufficiente, con assenza di spazi idonei per il riposo e servizi igienici non adeguati;
  • organizzazione del vitto carente, spesso discontinua e non rispondente alle reali esigenze operative.

Diritti, non concessioni

Il rispetto delle condizioni minime di sicurezza e dignità non è una concessione.

È un obbligo.

Il SIC richiama con fermezza gli enti locali e tutte le Amministrazioni coinvolte al rispetto rigoroso delle normative in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

I Carabinieri non devono adattarsi al disagio: devono essere messi nelle condizioni di svolgere un servizio efficiente, professionale e all’altezza del ruolo che ricoprono.

L’impegno del SIC sul territorio

Il SIC attiverà un monitoraggio costante su tutto il territorio nazionale:

  • raccolta delle segnalazioni e intervento tempestivo sulle criticità
  • tutela dei Comandanti di Stazione e di Reparto, troppo spesso lasciati soli a gestire inefficienze non dipendenti dalla loro responsabilità;
  • intervento presso i vertici dell’Arma e le autorità prefettizie, in presenza di situazioni che ledono la dignità del personale.

La dignità del servizio non è negoziabile.

Chi indossa l’uniforme rappresenta lo Stato.

E lo Stato ha il dovere di rispettarlo, prima ancora di pretenderne il sacrificio.

La Segreteria Generale Nazionale

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Contratto Difesa e Sicurezza 2025-2027 in stallo. Risorse insufficienti e troppi silenzi al tavolo delle trattative

Abbiamo appreso con sconcerto e preoccupazione del rinvio degli incontri tecnici del 10 e 11 marzo 2026, deciso unilateralmente dal Dipartimento della Funzione Pubblica.

Non è un semplice contrattempo burocratico è uno schiaffo in pieno volto a ogni Carabiniere che ogni giorno garantisce la sicurezza della Nazione.

Le giustificazioni su “sopravvenuti impegni istituzionali” sono la solita maschera di una politica che considera il comparto Difesa e Sicurezza un bancomat di consensi in campagna elettorale e un peso di bilancio al momento del dunque.

Basta pressappochismo: la faccia contro le poltrone.

Mentre il Governo prende tempo e le risorse restano “al lumicino”, assistiamo con sdegno al teatrino di alcune  sigle sindacali. Organizzazioni che si gonfiano il petto sbandierando numeri di iscritti come fossero trofei, ma che al tavolo delle trattative dimostrano la consistenza del fumo.

A che serve avere migliaia di tessere se non si ha il coraggio di sbattere i pugni ?

La realtà è amara, troppi sono impegnati a tutelare la propria “poltrona” e i propri privilegi di casta sindacale, piuttosto che la dignità del Carabiniere.

Il Sindacato Indipendente Carabinieri (SIC) stigmatizza questo atteggiamento rinunciatario e compiacente.

Chi si accontenta di briciole pur di non disturbare il manovratore non fa sindacato, fa assistenza passiva.

“La dignità dei Carabinieri non si baratta. Noi ci mettiamo la faccia, altri ci mettono solo la firma sui fallimenti.”

Risorse insufficienti?

Non siamo figli di un Dio minore.

Il nodo economico è il vero nervo scoperto.

Le risorse stanziate per il triennio 2025-2027 sono offensive.

Non accetteremo un contratto che non copra nemmeno l’erosione del potere d’acquisto causata dall’inflazione.

La richiesta della Funzione Pubblica di inviare le piattaforme prima di sedersi al tavolo è l’ennesimo tentativo di imbrigliare la discussione in binari predefiniti, svuotando il confronto politico di ogni sostanza.

Le nostre richieste sono chiare:

  • risorse reali e immediate;
  • adeguamento stipendiale dignitoso, non mance;
  • rispetto istituzionale;
  • garanzie concrete per chi rischia la vita in strada.

Il Sindacato Indipendente Carabinieri non resterà a guardare mentre il futuro dei colleghi viene svenduto.

La nostra battaglia per il rispetto e la specificità professionale continua, senza sconti per nessuno.

La Segreteria Generale Nazionale SIC

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Sicurezza dell’infrastruttura telematica dell’Arma e valorizzazione del personale tecnico. Riflessioni e proposte – Nota al Comandante Generale

Egregio Comandante Generale,

la recente comunicazione rivolta ai Carabinieri in merito all’aggiornamento della Pubblicazione n. P-7, concernente la politica di sicurezza dell’infrastruttura telematica dell’Arma, rappresenta un passaggio di grande rilievo istituzionale.

Il richiamo alla centralità della sicurezza informatica nell’attuale contesto tecnologico e geopolitico evidenzia come le infrastrutture digitali costituiscano ormai un pilastro essenziale per l’operatività dell’Istituzione e per la tutela degli interessi dello Stato.

In tale quadro assume un ruolo determinante il personale dell’Arma impiegato nel settore telematico, ed in particolare:

  • Tecnici telematici operanti presso i Centri Telematici dei Comandi di Legione e Provinciali;
  • Referenti informatici ad incarico esclusivo presso i Comandi di Legione e Provinciali;
  • Referenti informatici a duplice incarico presso i Comandi di Compagnia.

Si tratta di militari che operano quotidianamente sulla rete informatica dell’Arma assicurando la gestione e la manutenzione degli apparati, il funzionamento degli applicativi istituzionali, la protezione dei dati e dei sistemi di backup, l’accesso e la sicurezza delle banche dati nonché la continuità dei sistemi di comunicazione e videoconferenza.

Tali attività rappresentano un elemento imprescindibile per l’efficienza operativa dell’Istituzione e per la sicurezza del Paese.

Proprio alla luce di questa crescente centralità tecnologica, il Sindacato Indipendente Carabinieri (SIC) riceve tuttavia numerose segnalazioni da parte del personale impiegato nel settore telematico che evidenziano alcune criticità meritevoli di attenzione.

In particolare:

  • mancanza di un pieno riconoscimento della specificità professionale delle attività svolte dal personale tecnico;
  • difficoltà operative dei Referenti a duplice incarico (livello Compagnia), che, a causa della sovrapposizione dei compiti istituzionali, incontrano crescenti difficoltà nel garantire la gestione efficace delle attività informatiche;
  • carenza di strumenti di valorizzazione professionale ed economica per incarichi caratterizzati da elevata responsabilità tecnica e operativa;

Impiego in servizi non specialistici: il frequente utilizzo del personale telematico in servizi di natura logistica o di presidio (quali turni di carraia, servizi di autista o piantonamenti) rischia di sottrarre risorse altamente specializzate alle delicate attività tecniche loro affidate, incidendo sulla necessaria continuità operativa nella gestione e nel monitoraggio delle infrastrutture informatiche.

Considerato che il settore informatico rappresenta oggi uno degli ambiti più sensibili per la protezione delle infrastrutture digitali dello Stato, appare opportuno avviare una riflessione istituzionale volta a:

  • valorizzare le professionalità e le competenze tecniche maturate dal personale impiegato nei sistemi informativi dell’Arma;
  • individuare forme di riconoscimento funzionale ed economico coerenti con la crescente rilevanza strategica di tali attività;
  • Garantire l’esclusività d’impiego: definire direttive che esonerino il personale specializzato dai servizi di istituto a carattere generico, assicurando che la loro attività sia interamente dedicata alla gestione e alla sicurezza dei sistemi complessi dell’Arma.

Il Sindacato Indipendente Carabinieri ritiene che investire sul personale che garantisce la sicurezza delle infrastrutture digitali dell’Istituzione significhi rafforzare concretamente la capacità operativa dell’Arma e contribuire alla tutela degli interessi strategici del Paese.

Nel confermare la piena disponibilità del SIC a fornire un contributo propositivo su tali tematiche, si auspica che possa essere avviata una riflessione istituzionale su un settore che, alla luce delle attuali dinamiche tecnologiche e geopolitiche, riveste ormai un ruolo essenziale per l’efficienza operativa dell’Arma dei Carabinieri.

Con stima,

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