Iglesias, il SIC presente al giuramento del 144° corso allievi Carabinieri

Nella mattinata di ieri, presso la Caserma “Trieste” di Iglesias (SU), si è svolta la solenne cerimonia del giuramento dei 516 Allievi Carabinieri del 144° Corso, intitolato al Carabiniere Medaglia d’Oro al Valor Militare Lorenzo Gennari.

Alla presenza delle Autorità religiose, civili e militari, gli Allievi hanno giurato fedeltà alla Repubblica Italiana.

Il giuramento del Carabiniere rappresenta un momento di altissimo valore morale e simbolico, sancisce l’impegno a servire lo Stato con fedeltà, disciplina e onore, difendendo la Patria e le libere istituzioni.

È l’atto che suggella l’assunzione dei valori fondanti dell’Arma integrità, spirito di corpo, sacrificio e generosità e richiama ogni Carabiniere a vivere quotidianamente secondo i principi del dovere, dell’abnegazione, del coraggio e del rispetto della dignità umana.

Alla cerimonia hanno preso parte il Segretario Generale Nazionale del SIC Luigi Pettineo, il Segretario Nazionale Responsabile della Comunicazione e dell’Attività Informativa del SIC, Francesco Piero Lo Iacono, e il Segretario Regionale del SIC Sardegna, Alessandro Salidu.

Il Segretario Generale Nazionale Luigi Pettineo ha avuto l’onore di apporre personalmente gli alamari al bavero della marsina di un’allieva Carabiniere, in un momento di profonda emozione condivisa da tutti i presenti.

Particolare commozione ha suscitato il ricordo, da parte del Comandante della Scuola, Colonnello Saverio Ceglie, del sacrificio dei tre Carabinieri caduti in servizio il 14 ottobre scorso a Castel d’Azzano (VR).

Il Sindacato Indipendente Carabinieri esprime il proprio ringraziamento al Comandante delle Scuole dell’Arma dei Carabinieri, Generale di Corpo d’Armata Giuseppe La Gala, e al Comandante della Scuola Allievi Carabinieri di Iglesias, Colonnello Saverio Ceglie, per le parole di stima e di sprone rivolte ai giovani militari e alle loro famiglie.

Ai neo-Carabinieri, il Sindacato Indipendente Carabinieri rivolge il più sincero augurio di un futuro professionale ricco di soddisfazioni e di successi.

Ad maiora et meliora semper.

 

 

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Udine, violenze e caos fuori dallo stadio. Il SIC condanna con fermezza ogni forma di guerriglia urbana

Ieri, in una giornata segnata dal dolore e dal lutto per la perdita di tre Carabinieri e numerosi feriti tra i servitori dello Stato, l’Italia ha assistito sgomenta a nuovi episodi di violenza urbana.

A Udine, in occasione della partita Italia–Israele, la manifestazione pro-Palestina è degenerata in scontri feroci, lanci di bottiglie e pietre, cassonetti incendiati, giornalisti e operatori feriti, circa venti persone trattenute dalla Questura.

Le cronache ufficiali riportano che un giornalista è stato colpito alla testa, riportando un trauma cranico importante, ed è stato trasportato d’urgenza in ospedale, mentre altri operatori dell’informazione e appartenenti alle forze dell’ordine hanno riportato contusioni durante gli scontri.

Le Forze dell’Ordine, oggetto di violenti attacchi, sono state costrette a intervenire con idranti e lacrimogeni per ripristinare l’ordine pubblico e mettere in sicurezza l’area.

Scene che nulla hanno a che vedere con la libertà di espressione, ma che rappresentano l’ennesima sfida allo Stato e alla sicurezza dei cittadini. È doveroso ricordare che il diritto di manifestare non può trasformarsi in un pretesto per distruggere, aggredire, colpire chi serve lo Stato e difende le istituzioni democratiche.

Mentre l’Arma dei Carabinieri piange i propri caduti e lo Stato onora uomini che hanno sacrificato la vita per il Paese, altri scelgono la strada della violenza e del disprezzo. È un contrasto morale e civile che non può lasciarci indifferenti.

Non esistono zone franche dove la legge si sospende, non esistono giustificazioni per chi scende in piazza a creare terrore.

Il SIC esprime vicinanza a tutti gli operatori delle Forze dell’Ordine e ai giornalisti feriti e ribadisce la necessità che lo Stato garantisca mezzi, tutele e rispetto a chi ogni giorno difende la sicurezza collettiva.

Le piazze italiane devono tornare a essere luoghi di libertà, non di violenza organizzata.

Il  Governo, il Ministero dell’Interno e le Istituzioni competenti intervengano con fermezza e responsabilità: individuare i responsabili, proteggere i cittadini e sostenere chi opera in prima linea non è solo un atto di giustizia, ma di civiltà.

Proprio mentre il SIC entrava al Senato della Repubblica per discutere dei reali pericoli che affrontano quotidianamente cittadini e Forze dell’Ordine, la realtà ha mostrato ancora una volta quanto urgente sia ristabilire una linea di ordine, legalità e rispetto per la vita.

Le donne, i bambini, gli anziani e tutti i cittadini onesti hanno diritto a vivere in sicurezza.

Lo Stato non arretri di un millimetro.

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Verona, tre Carabinieri caduti in servizio. L’Italia intera piange tre servitori dello Stato

La morte dei tre Colleghi a Castel d’Azzano (VR) ed il ferimento di numerosi altri appartenenti alle Forze dell’ordine, provoca profondo dolore e sgomento tra gli onesti cittadini di questa Nazione.

Il sacrificio di questi tre giovani Carabinieri non può lasciarci indifferenti, tre vite spezzate, sottratte ai loro affetti più cari, vittime di un dovere che riapre ferite mai rimarginate.

Troppe vittime del dovere.

Ogni volta che un Carabiniere perde la vita in servizio, l’Italia intera perde un figlio.

Il Sindacato Indipendente Carabinieri (SIC) esprime profondo cordoglio e commossa vicinanza alle famiglie delle vittime e all’intera Arma dei Carabinieri, colpita da una tragedia che ferisce il cuore dell’Italia intera.

Tre fratelli, tre servitori dello Stato, tre uomini che hanno perso la vita mentre compivano il loro dovere con la dedizione e il coraggio che da sempre contraddistinguono i Carabinieri.

Il loro sacrificio rappresenta il volto più autentico dell’uniforme: quello di chi ogni giorno rischia la propria vita per la sicurezza dei cittadini, spesso nel silenzio, lontano dai riflettori, spinto soltanto dal senso del dovere e dall’amore per l’Italia.

Il SIC si stringe con sincera partecipazione al dolore dei familiari, dei colleghi e di tutta l’Arma, condividendo un lutto che colpisce il cuore della nostra comunità.

Chiediamo un rispettoso silenzio per le vittime e per i loro cari.

La morte dei tre Colleghi non deve essere strumentalizzata da parte di alcuno.

Resta il dovere morale di onorarne la memoria con il rispetto, la verità e il riconoscimento del loro estremo sacrificio.

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Violenza nelle piazze, bollettino da guerra. Lo Stato premi chi ha lavorato per garantire il diritto a manifestare

Un vero bollettino da guerra.
Oltre un centinaio di appartenenti alle Forze dell’Ordine tra Carabinieri, Poliziotti e Finanzieri sono rimasti feriti, alcuni in modo grave, durante i cortei di questi giorni.
Città devastate, auto incendiate, istituzioni prese di mira. Tutto questo nel nome di una protesta che ha smarrito ogni forma di rispetto e di civiltà.
Manifestare è un diritto sacrosanto, ma non può trasformarsi in un pretesto per distruggere e aggredire chi quello stesso diritto lo garantisce.
I Carabinieri hanno difeso con disciplina e coraggio la libertà dei cittadini, rischiando la vita per contenere una violenza che nulla ha a che vedere con la democrazia.
Le manifestazioni promosse in questi giorni da alcune sigle, tra cui CGIL e USB, hanno visto purtroppo infiltrazioni di frange violente e gruppi estremisti che nulla hanno a che vedere con la protesta pacifica.
È necessario che chi promuove iniziative di piazza collabori con le Istituzioni per garantire sicurezza, legalità e rispetto verso le Forze dell’Ordine.
Non si può rivendicare la libertà di manifestare se non si è in grado di difendere la legalità.
Ora lo Stato deve far sentire la sua presenza.
Servono garanzie immediate per i Carabinieri feriti, assistenza sanitaria gratuita, tutela legale automatica e riconoscimenti al merito per le donne e gli uomini dell’Arma che hanno garantito ai cittadini il diritto di manifestare pacificamente.
Chi indossa una divisa rappresenta lo Stato, e quando viene aggredito non deve sentirsi abbandonato.
Lo Stato non può tacere deve esserci, deve riconoscere, deve agire.

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Le vittorie sono dei Carabinieri, non di chi le millanta

In questi giorni, due APCSM hanno diffuso comunicati nei quali rivendicano come propri successi alcune iniziative fondamentali per il benessere del personale dell’Arma dei Carabinieri: l’abolizione del limite anagrafico per la partecipazione ai corsi e per l’impiego all’estero e l’introduzione della maglietta polo quale capo operativo nelle articolazioni territoriali.

È doveroso chiarire che il Sindacato Indipendente Carabinieri ha investito con forza e serietà i vertici dell’Arma dei Carabinieri su questi temi già dallo scorso anno, presentando proposte strutturate e protocollate al Comandante Generale, prima al Generale di Corpo d’Armata Teo Luzi e oggi al Generale di Corpo d’Armata Salvatore Luongo.

In particolare:

  • con nota SIC/CG7-2024 del 6 maggio 2024, indirizzata al Comandante Generale Gen. C.A. Teo Luzi, il SIC ha chiesto l’estensione dell’utilizzo della maglietta polo a tutte le articolazioni dell’Arma, quale presidio di salute, sicurezza e funzionalità nei servizi estivi;
  • con nota SIC/CG12-2024 del 10 luglio 2024, sempre indirizzata al Comandante Generale Gen. C.A. Teo Luzi, il SIC ha formalmente richiesto l’eliminazione del limite anagrafico per l’accesso ai corsi di specializzazione e per l’impiego all’estero, denunciando un orientamento discriminatorio e contrario ai principi costituzionali.

È legittimo che ogni sigla sindacale rivendichi i propri risultati, ma è scorretto e ingannevole appropriarsi di battaglie avviate e sostenute anche da altri, fingendo di essere gli unici promotori. Questo non giova né alla credibilità del sindacalismo militare, né al rispetto verso i colleghi che ogni giorno servono il Paese.

Il SIC continuerà a distinguersi per chiarezza, trasparenza e concretezza.

Abbiamo sostenuto l’abolizione di limiti anagrafici irragionevoli, perché un Carabiniere idoneo al servizio non può essere discriminato dall’età.

Abbiamo chiesto l’estensione della maglietta polo come strumento di benessere organizzativo e sicurezza operativa.

Questi risultati, oggi finalmente in via di realizzazione, sono una vittoria per tutti i Carabinieri, non il trofeo personale di chi cerca visibilità.

Il nostro sindacato non millanta, lavora e produce atti concreti.

Le differenze restano chiare agli occhi dei colleghi, c’è chi fa propaganda e chi costruisce tutele reali, garantendo il miglioramento delle condizioni lavorative dei Carabinieri.

Perché la priorità di ogni APCSM dovrebbe essere una sola, tutelare pienamente le donne e gli uomini dell’Arma, con coraggio, serietà e fatti documentati.

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Roma, il SIC incontra le donne e gli uomini del RACIS

Nella giornata di ieri il Sindacato Indipendente Carabinieri ha svolto un’assemblea sindacale presso il Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche (RaCIS), reparto d’élite dell’Arma che fornisce supporto tecnico-scientifico alle indagini di polizia giudiziaria.

La partecipazione di numerosi colleghi ha confermato l’interesse e la fiducia verso un sindacato che si presenta con trasparenza, lealtà e disponibilità al confronto.

Lo slogan che ha guidato l’incontro è stato:  “Capire, conoscere e poi scegliere”.

Un invito a compiere una scelta consapevole e coraggiosa a favore di un sindacato serio e indipendente.

Durante i lavori, il Segretario Generale Nazionale Luigi Pettineo, insieme al Presidente Francesco Luciani e ai dirigenti nazionali Andrea Calì, Giuseppe Quadrana, Vincenzo Verlezza, Massimo Mottola ed al Segretario Generale Regionale Lazio Emanuele De Biagi, ha illustrato i servizi e le opportunità che il SIC mette a disposizione degli iscritti:

assistenza e tutela legale, supporto psicologico, sostegno in materia disciplinare e previdenziale, oltre a progettualità mirate che consentono di migliore le condizioni lavorative dei Carabinieri puntando sui giovani Carabinieri.

Particolare rilievo ha avuto la fase del dibattito, nel corso della quale i presenti hanno rappresentato numerose criticità legate alle specificità del reparto e alle condizioni di lavoro.

Tali segnalazioni sono state acquisite dal SIC e saranno sviluppate attraverso il Dipartimento Studi e Sviluppo, con l’obiettivo di trasformarle in proposte concrete da veicolare agli organi competenti e ai vertici dell’Arma, restituendo dignità e merito a chi quotidianamente assicura al cittadino e all’Istituzione un servizio altamente specializzato.

Il successo dell’iniziativa dimostra che la forza del sindacato non sta solo nell’organizzazione di assemblee, ma nella capacità di ascoltare, analizzare e trasformare le criticità in azione sindacale strutturata.

Il Sindacato Indipendente Carabinieri rivolge un sentito ringraziamento a tutti i colleghi del RaCIS che hanno preso parte all’assemblea, per l’attenzione, la fiducia e il contributo offerto. La loro presenza numerosa e la qualità degli interventi confermano che solo attraverso il confronto diretto e la condivisione delle criticità si costruisce una reale azione sindacale.

Il SIC continuerà a garantire vicinanza, ascolto e risposte concrete, perché il Carabiniere resta al centro della nostra missione.

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Il SIC ricorda l’eroico sacrificio del V.Brig. Salvo D’Acquisto

Il 23 Settembre 1943, durante l’occupazione nazista, Salvo D’Acquisto si autoaccusò, pur innocente, dell’attentato commesso da un gruppo di civili per evitare la loro fucilazione come rappresaglia.

Per salvare la vita di 22 persone, si offrì volontariamente al posto loro, affrontando la fucilazione e offrendo un esempio di amore per il prossimo e per il proprio paese.

Il suo sacrificio lo ha reso un eroe nazionale, simbolo di coraggio e dedizione al servizio, tanto da essere riconosciuto con la Medaglia d’Oro al Valor Militare.

Il valore del sacrificio di Salvo D’Acquisto risiede nell’atto eroico di donare la propria vita per salvare 22 civili innocenti.

Il suo gesto incarna i più alti valori di umanità e giustizia, ispirando il percorso verso la sua beatificazione e un eterno monito contro la paura, come testimoniano le sue ultime parole “Viva l’Italia!”

Papa Francesco lo ha riconosciuto come “Venerabile” tramite decreto del Dicastero delle Cause dei Santi, su “offerta della vita” (“oblatio vitae”).

Il SIC ricorda l’eroico sacrificio del Vice Brigadiere Salvo D’Acquisto che deve essere  considerato un patrimonio morale che ispiri le nuove generazioni a costruire una società basata sulla pace e sul rispetto.

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Suicidi nelle Forze dell’Ordine, dal cordoglio all’azione

Nelle ultime ore un Carabiniere a Palermo e un Poliziotto ad Ariano Irpino hanno scelto di togliersi la vita. Due drammi che colpiscono famiglie, colleghi e comunità, lasciando un vuoto che non si colmerà mai.

Il SIC esprime cordoglio e vicinanza ai familiari e ai colleghi, ma lo diciamo con chiarezza: il cordoglio da solo non basta più.

Ogni suicidio in divisa è una sconfitta collettiva, che mette in discussione il modo in cui lo Stato tutela chi lo serve.

Un sindacato vero non si limita a denunciare, ma collabora, propone, si assume la responsabilità di contribuire alla soluzione. Il SIC è pronto a farlo con impegno concreto, affiancando l’Amministrazione senza rinunciare al proprio ruolo di tutela.

Per questo chiediamo al Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Generale di Corpo d’Armata Salvatore Luongo, al Ministro della Difesa e a tutte le APCSM di aprire un tavolo tecnico nazionale sulla prevenzione del disagio e del fenomeno suicidario. Un tavolo vero, operativo, con obiettivi chiari e verificabili.

Il SIC propone:

  • Sportelli di ascolto esterni e anonimi, attivi h24, accessibili a tutti senza burocrazia;
  • Formazione mirata per comandanti e quadri, affinché l’ascolto e la comunicazione diventino priorità del comando non solo procedure e ordini, ma capacità di riconoscere il disagio e offrire vicinanza concreta;
  • Monitoraggio trasparente del fenomeno, con raccolta dati ufficiale, analisi delle cause e pubblicazione periodica.

Il SIC non si fermerà a una semplice denuncia. Siamo pronti a mobilitare tutto il Comparto Sicurezza, le Istituzioni e le comunità, affinché la prevenzione del disagio diventi finalmente una priorità nazionale.

Alle famiglie va il nostro abbraccio più sincero. Ai colleghi diciamo non siete soli, il SIC è al vostro fianco.

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NLU estesa ai Reparti costituzionali dell’Arma. Grande vittoria del SIC

Il SIC, attraverso il lavoro del Dipartimento Studi ed Elaborati della Segreteria Nazionale, a cui va un ringraziamento per l’impegno quotidiano profuso a favore dei Carabinieri iscritti, ha trasformato le segnalazioni provenienti dai Colleghi in una proposta concreta che oggi trova pieno riscontro nella disposizione del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri, datata 15 settembre 2025.

Il SIC esprime grande soddisfazione per l’estensione della Nuova Linea Uniformologica (NLU) ai militari dei Reparti specializzati impiegati presso la Camera dei Deputati, il Senato della Repubblica, la Corte Costituzionale e Presidenza della Repubblica.

L’estensione della NLU ai Reparti Specializzati è il risultato di un’azione sindacale ferma e propositiva che il SIC ha portato avanti con determinazione, competenza e responsabilità.

Rappresenta, altresì, il pieno riconoscimento della dignità professionale di chi è chiamato quotidianamente a difendere le più alte Cariche dello Stato.

Un equipaggiamento funzionale, in linea con quello in uso ai reparti dell’Arma territoriale.

Il SIC rivolge un sentito ringraziamento al Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Generale di Corpo d’Armata Salvatore Luongo, per la sensibilità verso le esigenze dei Carabinieri.

Una sensibilità ed una capacità gestionale che consente ai Carabinieri di potere operare in sicurezza, garantendo la massima efficienza.

Per il SIC la credibilità non si misura con le dichiarazioni ma con risultati reali.

Mentre altri parlano senza agire, il nostro sindacato lavora, propone e ottiene provvedimenti reali che migliorano la vita professionale e l’immagine dei Carabinieri.

Ogni segnalazione, ogni suggerimento e ogni idea condivisa si trasformano, grazie al lavoro del SIC, in azione concreta e in risultati tangibili. Continueremo a lavorare per rendere sempre più forte la voce dei Carabinieri.

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Reggio Emilia, fermato con il taser dalla Polizia muore in ospedale

In attesa dei doverosi accertamenti sulla dinamica dell’evento, ribadiamo che il taser rimane uno strumento prezioso per la sicurezza di operatori e cittadini.

Il Sindacato Indipendente Carabinieri interviene sul dibattito riacceso dopo la tragedia di Reggio Emilia. Un uomo di 41 anni, in evidente stato di alterazione, è deceduto dopo l’intervento della Polizia che aveva fatto ricorso al Taser per fermare la sua condotta aggressiva.

Mentre non tardano ad arrivare le solite “sentenze dei leoni da tastiera”, formulate senza attendere i riscontri e gli accertamenti delle Autorità competenti, noi ricordiamo che il taser è e rimane uno strumento prezioso di tutela dell’incolumità di tutti, in primo luogo degli operatori di Polizia e dei cittadini.

I recenti casi di Olbia e Genova hanno già visto i militari intervenuti esclusi da ogni responsabilità e lo stesso, siamo certi, accadrà con l’infausto caso di Reggio Emilia.

E aggiungiamo alla nostra riflessione anche un caso di cui abbiamo appreso attraverso un video diffuso sui social negli ultimi giorni: l’intervento di alcuni Carabinieri in Sardegna su un soggetto in piena escandescenza che è stato prima richiamato con pazienza e con tentativi di persuasione, e solo successivamente neutralizzato con il Taser. L’azione si è conclusa senza conseguenze gravi per nessuno, e tra gli applausi dei presenti.

I soggetti socialmente pericolosi non possano vivere liberamente, perché generano inevitabilmente disordine e rischio per tutti.

Il Taser è uno strumento di tutela della vita, impiegato esclusivamente quando ricorrono le condizioni stabilite dalla legge e dalle procedure operative al solo fine di tutelare l’ordine e la sicurezza pubblica, garantendo la pacifica convivenza.

Criminalizzare a priori l’uso di strumenti di difesa significa lasciare gli Operatori senza mezzi adeguati a fronteggiare situazioni sempre più imprevedibili e violente.

IL TASER SI ATTESTA COME STRUMENTO IDONEO PER LA TUTELA DELLA SICUREZZA E DELL’INCOLUMITÀ PUBBLICA.

Fluminimaggiore, 15 settembre 2025

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