Bologna, 35 anni fa la strage del Pilastro

Oggi, 4 gennaio 2026, a distanza di 35 anni, rendiamo onore a Mauro Mitilini, Andrea Moneta e Otello Stefanini, tre giovani Carabinieri che la sera del 4 gennaio 1991 furono uccisi a Bologna, nel quartiere Pilastro, dalla famigerata banda della Uno Bianca.

Intorno alle 22, in via Casini, questi tre Servitori dello Stato furono trucidati mentre svolgevano il loro dovere.

Erano poco più che ventenni, e il loro sacrificio resta un monito eterno.

Ci uniamo sempre al dolore indelebile dei loro familiari, che ancora oggi ricordano i propri eroi con rispetto e commozione.

Il Sindacato Indipendente Carabinieri sarà sempre al fianco di chi garantisce la sicurezza.

Condanniamo con fermezza ogni traditore dello Stato, dentro e fuori, e onoriamo chi ha dato la vita per la nostra comunità.

IL SIC NON DIMENTICA

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Cogne (AO), Carabiniere gravemente ferito durante un intervento di soccorso. Gli viene amputata una gamba

La sicurezza dei cittadini passa dalla tutela di chi rappresenta lo Stato.

Il Sindacato Indipendente Carabinieri esprime profonda vicinanza al Carabiniere rimasto gravemente ferito durante un intervento di soccorso stradale avvenuto nel comune di Cogne, lungo una strada regionale della Valle d’Aosta, al quale, nelle ultime ore, è stata purtroppo amputata una gamba a seguito delle gravissime lesioni riportate.

Secondo quanto emerso, una pattuglia dei Carabinieri era intervenuta per prestare aiuto a una cittadina straniera con un’auto elettrica in panne.

Un intervento di assistenza e tutela, svolto con lo spirito che da sempre contraddistingue i Carabinieri sul territorio.

In una fase successiva, in modo improvviso e imprevedibile, la donna ha avviato il veicolo investendo un militare, causando conseguenze devastanti.

Dai successivi accertamenti risulterebbe che la conducente fosse affetta da patologie psichiche.

Questo elemento non può e non deve diventare terreno di strumentalizzazione, ma rafforza una verità che il SIC denuncia da tempo: i Carabinieri intervengono sempre, anche in contesti ad altissima imprevedibilità, senza sapere cosa li attende, mettendo quotidianamente a rischio la propria incolumità per aiutare i cittadini.

Questo episodio rappresenta, in modo drammatico, l’anima del Carabiniere: la donna e l’uomo in divisa che non voltano le spalle, che soccorrono, che proteggono, che garantiscono ordine e sicurezza pubblica anche nelle situazioni più delicate e complesse.

È il Carabiniere che agisce in pochi istanti, prende decisioni in frazioni di secondo e affronta pericoli reali anche durante quelli che, all’apparenza, sembrano interventi ordinari.

Per questo il SIC si batte in tutte le sedi e in tutti i modi affinché Governo e forze politiche non imbocchino strade diverse, ma un unico percorso chiaro e responsabile, la sicurezza dei cittadini non è negoziabile, è un bene collettivo, non ha colore politico e riguarda l’intero Paese.

Garantire sicurezza ai cittadini significa garantire maggiori tutele operative ai Carabinieri, maggiore attenzione alle loro condizioni di lavoro e una dignità economica adeguata alla specificità del servizio svolto.

Non chiediamo privilegi. Chiediamo rispetto e riconoscimento per una funzione che espone quotidianamente a rischi elevatissimi chi rappresenta lo Stato sul territorio.

Chi oggi governa ha il dovere di prendere atto della realtà in cui operano i Carabinieri, della complessità degli interventi che affrontano e del prezzo umano che spesso sono chiamati a pagare.

Lo facciamo per il bene di tutti, per il bene dell’Italia, perché un Carabiniere tutelato e rispettato è la prima vera garanzia di sicurezza per i cittadini.

 

Fluminimaggiore, 27 dicembre 2025

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Legge di Bilancio, 20 ml sulla previdenza dedicata e nulla sulla previdenza complementare. Gli sforzi del Governo sono ancora insufficienti

Accogliamo con soddisfazione la notizia dell’introduzione della cosiddetta previdenza dedicata, accompagnata da uno stanziamento di 20 milioni di euro per il 2026, una misura che guarda alle nuove generazioni e che rappresenta un segnale positivo verso i Carabinieri più giovani.

Allo stesso tempo, non possiamo nascondere una profonda amarezza.

La previdenza dedicata, infatti, favorisce principalmente chi è entrato in servizio negli ultimi anni, mentre resta irrisolta la questione della previdenza complementare, che avrebbe garantito un trattamento più equo anche ai Carabinieri con maggiore anzianità di servizio. Uomini e donne che hanno servito lo Stato per decenni e che oggi rischiano di essere dimenticati.

Il SIC ritiene che la tutela dei Carabinieri non possa essere parziale né generazionale.

Per questo sproniamo il Governo a non limitarsi a interventi settoriali, ma a introdurre investimenti strutturali e una visione complessiva che restituisca dignità reale a chi garantisce ogni giorno la sicurezza del Paese.

SERVONO:

  • aumenti concreti degli organici, per consentire alle Forze dell’Ordine di affrontare le sfide sul territorio con maggiore efficacia e sicurezza;
  • una tutela legale realmente completa, che non gravi economicamente sui singoli Carabinieri e sulle famiglie, come troppo spesso accade;
  • una tutela sanitaria adeguata, perché le aggressioni subite dai Carabinieri producono conseguenze fisiche e psicologiche che oggi si traducono in spese a carico del militare, spesso lontano da casa, monoreddito e con una famiglia da mantenere.

Il SIC continuerà a investire tutti i canali istituzionali e sindacali affinché nessun Carabiniere venga lasciato solo.

La sicurezza dello Stato passa dalla tutela concreta di chi la garantisce ogni giorno, in silenzio e con sacrificio.

Fluminimaggiore, 24.12.2025

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Effetti della detrazione aggiuntiva prevista dalla Legge di Bilancio 2025. L’analisi tecnica svolta dal SIC

Negli ultimi giorni è circolata una Nota Informativa del Centro Nazionale Amministrativo dell’Arma dei Carabinieri riguardante l’applicazione dell’ulteriore detrazione prevista dalla Legge di Bilancio 2025.

Come Sindacato Indipendente Carabinieri riteniamo necessario fornire una lettura tecnica, chiara e completa, priva di interpretazioni strumentali e fondata esclusivamente su dati normativi e fiscali verificabili.

 

  1. Che cosa chiarisce realmente la Nota del Comando Generale

La comunicazione del CNA, esaminata dal nostro team tecnico, riguarda esclusivamente:

L’ulteriore detrazione fiscale fino a 1.000 euro introdotta dall’art.1, comma 6, della L. 207/2024.

Il meccanismo progressivo di riduzione tra 20.000 e 40.000 euro di reddito.

I possibili conguagli dovuti all’aumento dell’imponibile nel mese di dicembre (indennità, straordinari, eventi eccezionali).

Le modalità di eventuale recupero a partire da febbraio 2026, in rate se superiori a 60 euro.

La perdita totale o parziale della detrazione in presenza di altri redditi non conosciuti dal sostituto d’imposta (es. locazioni, collaborazioni, redditi familiari ecc.).

–        Nessun passaggio della Nota parla di errori sul calcolo del cuneo fiscale.

–        Non vengono citate anomalie o irregolarità sui cedolini di dicembre.

–        La Nota non nasce per “correggere” una criticità, ma per applicare una norma fiscale introdotta dalla legge di bilancio.

Questa distinzione è fondamentale per evitare fake-news e letture arbitrarie.

 

  1. Dove può sorgere realmente un problema per i Carabinieri

La nostra analisi tecnico-fiscale evidenzia un punto critico che non dipende dall’Arma ma dalla struttura stessa della norma.

La detrazione aggiuntiva di 1.000 euro NON è strutturale, NON è garantita e può ridursi o azzerarsi per cause indipendenti dal lavoratore.

In particolare:

Le indennità aggiuntive di dicembre fanno aumentare l’imponibile fiscale e possono ridurre o annullare la detrazione.

Chi supera, anche di poco, le soglie di reddito 20.000–40.000 euro, non riceverà l’importo pieno.

Chi ha altri redditi extra deve attendersi possibili restituzioni in sede di dichiarazione dei redditi.

Il conguaglio effettivo arriverà solo nel 2026, quindi il personale rischia sorprese future.

Questi elementi vanno spiegati con trasparenza, perché possono incidere sullo stipendio in modo significativo.

 

  1. La posizione del SIC: serietà tecnica, nessun allarmismo, nessuna strumentalizzazione

Il SIC non usa la fiscalità come terreno di scontro politico né per rivendicare meriti che non gli appartengono.

Il nostro compito è uno soltanto: dire la verità e tutelare i Carabinieri su basi normative concrete.

Per questo affermiamo, con chiarezza:

✔ La Nota del Comando Generale non segnala errori nel calcolo del cuneo fiscale.

✔ Il problema non è un “errore”, ma una legge che genera effetti variabili e imprevedibili sui redditi dei Carabinieri.

✔ Il SIC continuerà a monitorare ogni fase del conguaglio per prevenire impatti ingiustificati sui cedolini.

✔ Il personale ha diritto a essere informato prima, in modo trasparente, puntuale e comprensibile.

 

Questa è la differenza tra fare sindacato e fare propaganda.

 

  1. La vera criticità sistemica che il SIC porta all’attenzione del Governo

Come sempre diciamo: la Sicurezza non può dipendere da bonus che cambiano ogni anno né da detrazioni che si annullano al primo straordinario.

Il SIC ribadisce due richieste strutturali:

  1. STOP agli interventi fiscali temporanei e instabili: serve un sistema chiaro, prevedibile e stabile per chi serve lo Stato;
  2. TRASPARENZA preventiva sui meccanismi fiscali: il Carabiniere deve sapere oggi cosa succederà al suo stipendio nel 2026, non a posteriori.

 

  1. Conclusione

Il SIC continuerà a vigilare, verificare e spiegare con precisione tutte le ricadute fiscali che potrebbero interessare i Carabinieri.

Lo faremo con:

–        competenza tecnica,

–        responsabilità istituzionale,

–        rispetto per la verità,

–        tutela dei colleghi.

 

Perché la dignità economica non è un privilegio: è un diritto.

SIC – Avanti sempre, con forza e dignità.

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Il Generale di Corpo d’Armata Marco Minicucci è il nuovo Comandante delle Scuole di formazione dell’Arma dei Carabinieri

Nella mattinata odierna, presso la piazza d’armi del Comando delle Scuole dell’Arma dei Carabinieri a Roma, alla presenza del Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Gen. C.A. Salvatore LUONGO, e delle Autorità civili e religiose, si è svolta la cerimonia di avvicendamento con l’insediamento del nuovo Comandante delle Scuole di Formazione, Gen. C.A. Marco MINICUCCI.

Alla cerimonia era presente anche il Segretario Generale Nazionale Aggiunto del SIC, Andrea CALÌ, in rappresentanza della Segreteria Generale.

Il Gen. C.A. Marco MINICUCCI, originario di Terni, ricopre anche l’incarico di Vice Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri.

Vanta una brillante carriera militare, avendo ricoperto incarichi di primaria importanza, tra cui:

  • Comandante Interregionale Carabinieri “Ogaden”;
  • Comandante Provinciale dei Carabinieri di Napoli;
  • Comandante della Legione Carabinieri “Lazio”;
  • Capo Ufficio Operazioni e responsabile di diversi Reparti del Comando Generale.

È insignito della Medaglia d’Oro al merito di lungo comando e di onorificenze NATO per le operazioni in Kosovo e nella ex Jugoslavia.

Il Gen. C.A. MINICUCCI ha preso parte a numerose missioni internazionali di pace e sicurezza, distinguendosi per eccezionali capacità di comando e per un elevatissimo livello professionale. In ambito NATO ha individuato soluzioni operative di straordinaria efficacia per l’addestramento delle milizie locali impegnate nel contrasto al terrorismo e nel ripristino dell’ordine e della legalità.

Con una guida intelligente, dinamica ed equilibrata, anche in contesti caratterizzati da elevata conflittualità, ha condotto i propri reparti al raggiungimento degli obiettivi assegnati, contribuendo ad accrescere il prestigio dell’Italia e delle sue Forze Armate sul piano internazionale.

Il Generale MINICUCCI ha inoltre prestato servizio in molteplici aree del territorio nazionale particolarmente sensibili per l’ordine e la sicurezza pubblica, ottenendo risultati di rilievo nel contrasto alla criminalità organizzata, nella scoperta di gravi fatti di sangue e nella cattura di pericolosi latitanti.

Ha sempre dimostrato un’attenzione particolare al benessere del personale, avendo ricoperto anche l’incarico di Presidente della Rappresentanza Militare.

Il SIC offrirà al Gen. C.A. Marco MINICUCCI una leale e fattiva collaborazione, con l’obiettivo di migliorare concretamente le condizioni lavorative del personale alle sue dipendenze, e gli rivolge i più sinceri auguri per il prestigioso incarico.

Al Gen. C.A. Giuseppe LA GALA, che conclude una carriera straordinaria, il SIC rivolge un sentito ringraziamento. La sua vita professionale nell’Arma dei Carabinieri è stata un esempio di dedizione, impegno e professionalità al servizio dello Stato e dei cittadini. Innumerevoli gli incarichi ricoperti con onore, lasciando un segno indelebile nelle vite di coloro che ha guidato. La sua saggezza, la sua fermezza e il suo profondo spirito di servizio rappresentano un patrimonio prezioso per l’Arma. Con l’augurio di una meritata e serena pensione, il SIC gli rivolge i più cordiali saluti.

Il SIC ribadisce, con rispetto e determinazione, il proprio impegno: sostenere con lealtà chi guida l’Arma e difendere senza compromessi chi la serve ogni giorno. Avanti sempre, con forza e dignità.

 

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Un fatto gravissimo al Comando generale. Offesa al Segretario Generale del SIC e al Sindacato che rappresenta

Ieri, presso il Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri, dove il Segretario Generale del SIC, Luigi Pettineo, era presente come invitato ufficiale alla cerimonia di commiato del Comandante delle Scuole dell’Arma, si è verificato un episodio gravissimo e inaccettabile.
Durante una riunione informale definita “gruppo di lavoro” non prevista da alcuna norma sindacale il Segretario Generale del SIC, Luigi Pettineo, intervenuto per un cordiale saluto istituzionale, è stato pubblicamente aggredito verbalmente da un dirigente di un’altra APCSM, militare in quiescenza, che lo ha definito “abusivo”, intimandogli ad alta voce di uscire dall’aula.
L’offesa è stata proferita alla presenza di circa trenta militari, tra ufficiali e dirigenti sindacali, e reiterata anche dopo l’ingresso del Comandante Generale dell’Arma.
Si è trattato di un “attacco” pretestuoso, gravemente lesivo dell’onore e del prestigio non solo della persona del Segretario Generale del SIC Luigi Pettineo, responsabile legale di un sindacato regolarmente iscritto all’albo, ma della legittimità del SIC, del sindacato che rappresenta ed di tutti i suoi iscritti.
Solo dopo l’invito discreto del Capo dell’Ufficio Rapporti Sindacali, il Segretario Generale del SIC, Luigi Pettineo, ha lasciato volontariamente l’aula per evitare un’ulteriore degenerazione, nel rispetto dell’Arma e dei presenti.
Il SIC considera l’accaduto inaudito e incompatibile con la cultura del rispetto che deve ispirare le relazioni sindacali nell’Istituzione.
La vicenda sarà trasmessa alle Autorità politiche e istituzionali competenti e affidata ai consulenti legali, a tutela dell’immagine del Segretario Generale del SIC, Luigi Pettineo, e del Sindacato.
Il SIC non si farà intimidire e continuerà a rappresentare i Carabinieri con determinazione e piena legittimità.

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Presentazione del calendario storico dell’Arma dei Carabinieri 2026

Si è tenuta oggi, presso l’Auditorium Parco della Musica di Roma – Sala Sinopoli, la presentazione ufficiale del Calendario Storico 2026 dell’Arma dei Carabinieri, alla presenza del Ministro della Difesa, del Capo di Stato Maggiore della Difesa e del Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Generale di Corpo d’Armata Salvatore Luongo.

Un evento di altissimo profilo istituzionale e di grande successo, che ha saputo unire tradizione, storia e modernità, confermando ancora una volta il valore identitario dell’Arma come simbolo di dedizione, coraggio e servizio al Paese.

Il Sindacato Indipendente Carabinieri esprime il proprio sincero apprezzamento per la straordinaria qualità organizzativa dell’iniziativa, curata nei minimi dettagli, e rivolge un sentito ringraziamento al Comandante Generale Salvatore Luongo per aver dato vita a una cerimonia unica nel suo genere, capace di valorizzare non solo l’immagine dell’Arma ma anche le donne e gli uomini che, in servizio e fuori servizio, si sono distinti per eccezionali atti di altruismo e senso del dovere.

Un momento di orgoglio per tutti i Carabinieri e per chi, come il SIC, ogni giorno si impegna per tutelarne la dignità, la sicurezza e il valore umano.

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San Severo (FG), tragico incidente sulla SP 109. Perde la vita il giovane Carabiniere Sebastiano Marrone

Il Sindacato Indipendente Carabinieri esprime profondo cordoglio per la tragica scomparsa del Carabiniere Sebastiano Marrone, 23 anni, originario di Buddusò (Sassari), deceduto a seguito di un incidente stradale avvenuto nei pressi di San Severo (Foggia) mentre rientrava verso la propria sede di servizio.

Un giovane militare animato da valori autentici, da quello spirito di servizio e da quella dedizione che rappresentano l’essenza stessa dell’Arma dei Carabinieri.

Così giovane, e già così deciso, aveva scelto di dedicare la propria vita interamente alla tutela della collettività e alla difesa dei cittadini, con l’orgoglio e l’onore di indossare la divisa dell’Arma.

Il SIC si stringe con sincera partecipazione al dolore della famiglia, dei colleghi e della comunità di Buddusò, esprimendo altresì la propria vicinanza ai Carabinieri del Reparto di appartenenza del giovane Sebastiano, duramente colpiti da questa perdita.

Alla memoria del Carabiniere Marrone va il nostro deferente pensiero, quale simbolo silenzioso di quel quotidiano sacrificio che ogni Carabiniere compie al servizio dello Stato e dei cittadini.

Con rispetto e commozione.

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Manovra 2026. L’ipocrisia sindacale e la Verità che nessuno dice

Il Governo dimentica le Forze di Polizia e certi sindacati si svegliano tardi.

Oggi molte sigle si dichiarano indignate per la “disattenzione del Governo”.

Ma ricordiamo a tutti che queste stesse sigle hanno firmato l’ultimo contratto, quello che noi definimmo subito “un insulto alla dignità di chi rischia la vita per lo Stato”.

Un contratto offensivo, ridicolo negli importi e privo di visione, che ha cancellato anni di sacrifici e lasciato sul terreno migliaia di Carabinieri delusi e dimenticati.

Le stesse sigle che oggi gridano all’abbandono sono quelle che ieri si sono inginocchiate davanti ai tavoli della trattativa, accettando condizioni scritte altrove, senza la minima difesa dei colleghi.

Questo non è sindacato, è sottomissione funzionale.

Chi si accontenta di pochi euro in più e di una foto di rito non tutela nessuno, tutela solo se stesso.

 

La posizione del Sindacato Indipendente Carabinieri

Il SIC esprime profonda preoccupazione e delusione per la Legge di Bilancio 2026, che ancora una volta ignora le reali esigenze economiche e professionali del personale delle Forze di Polizia e, in particolare, delle Forze di Polizia a ordinamento militare.

Non si intravede alcun riconoscimento concreto della specificità del  Comparto Sicurezza e Difesa e, nello specifico, delle aree di intervento di competenza dei Carabinieri, impegnati su mille fronti, quali ordine pubblico, emergenze per flussi migratori, criminalità organizzata, soccorso civile.

 

Mentre si destinano risorse ad altri Comparti, la Sicurezza viene lasciata senza ossigeno, ovvero senza incremento retributivo, nessuna misura strutturale per il rinnovo contrattuale, nessuna garanzia per il potenziamento degli organici o per una previdenza complementare dignitosa.

È inaccettabile che, mentre il Paese chiede sempre più Sicurezza, chi la garantisce venga lasciato indietro, con stipendi bloccati e potere d’acquisto in caduta libera.

Il Sindacato Indipendente Carabinieri chiede con fermezza:

  • l’apertura di un tavolo tecnico reale, non di facciata, che affronti le criticità retributive, previdenziali e logistiche del comparto sicurezza;
  • l’avvio di una previdenza dedicata e sostenibile, coerente con la specificità militare;
  • il rafforzamento immediato degli organici, per colmare carenze che mettono a rischio i servizi essenziali;
  • una revisione delle indennità di rischio e reperibilità, oggi totalmente scollegate dalla realtà operativa.

Il SIC ribadisce la propria indipendenza e coerenza, valori che distinguono chi difende davvero i Carabinieri da chi si limita a occupare poltrone e firmare compromessi.

Le parole senza coraggio fanno solo rumore, noi facciamo sindacato reale.

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Assemblea presso la Scuola Allievi Carabinieri Iglesias

Nella giornata odierna, presso la Scuola Allievi Carabinieri di Iglesias, si è svolta un’assemblea sindacale del Sindacato Indipendente Carabinieri, alla presenza del Segretario Generale Nazionale Luigi Pettineo, del Segretario Generale Regionale Sardegna Michele Tangianu, del Segretario Generale Regionale Aggiunto Leonardo Pintus, del Segretario Regionale Alessandro Salidu e del Segretario Provinciale SIC Sardegna Roberto Piliccu.

L’incontro è stato aperto dagli interventi dei segretari territoriali e regionali, che hanno illustrato il progetto sindacale del SIC, un modello profondamente diverso dalle altre APCSM, fondato sull’indipendenza, sulla concretezza e sulla centralità assoluta del Carabiniere, in particolare del Carabiniere giovane, che rappresenta il presente e il futuro dell’Arma.

Successivamente ha preso la parola il Segretario Generale Nazionale Luigi Pettineo, che ha voluto trasmettere un messaggio forte e diretto ai presenti. “Prima di scegliere, bisogna capire, conoscere, avere coraggio e infine scegliere.”
Quattro parole chiave che sintetizzano il senso di responsabilità e consapevolezza che ogni Carabiniere deve maturare nel proprio percorso, anche nella scelta sindacale.

Durante l’intervento, Pettineo ha voluto collegarsi in videochiamata con l’Avv. Maria Paola Marro, che ha salutato gli allievi sottolineando come il SIC sia l’unico sindacato capace di garantire una tutela legale reale e immediata, senza burocrazie, senza moduli, senza email. «Siamo sempre reperibili, in qualsiasi momento, anche nei giorni festivi, per tutelare chi serve lo Stato».

A seguire, un secondo collegamento in videochiamata con il Segretario Nazionale Maurizio Testoni, responsabile del Dipartimento Psicologico del SIC, che ha illustrato l’importanza del sostegno umano e psicologico per i Carabinieri, ricevendo grande apprezzamento da parte dei presenti.

Nel corso dell’assemblea sono stati presentati numerosi servizi offerti dal sindacato, accompagnati da proiezioni video e slide. Tra questi, un momento di forte impatto emotivo è stato la proiezione del video pubblicato recentemente dal SIC, divenuto virale con oltre 2 milioni e 200 mila visualizzazioni, dedicato alla difesa dell’onore della divisa. Un momento di commozione che ha testimoniato il profondo attaccamento degli allievi ai valori dell’Arma e allo spirito di corpo.

Sono stati inoltre approfonditi i temi del Movimento Giovani, dell’Assistenza Giovani, del Dipartimento Psicologico e dei nuovi progetti di tutela dei diritti.
Il Segretario Generale ha ribadito come i diritti non siano mai acquisiti una volta per tutte, ma vadano difesi e migliorati quotidianamente.

Particolare attenzione è stata dedicata anche alla tutela disciplinare e legale, con l’illustrazione delle nuove procedure interne del sindacato e la presentazione dell’Ufficio Assistenza e Supporto per i Problemi Legati al Lavoro, attivo per tutti i colleghi.

L’incontro si è concluso ringraziando tutti i presenti e rivolgendo al Comandante della Scuola Allievi Carabinieri di Iglesias, Colonnello Saverio Ceglie, un sincero ringraziamento per la sensibilità, l’accoglienza e la vicinanza dimostrate nei confronti dei nostri obiettivi e del personale in formazione.

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