Lanciano, quartiere Santa Rita: crimine dilagante e cittadini in rivolta

IMPROROGABILE UN INTERVENTO DELLE AUTORITÀ PROVINCIALI  E DELL’AUTORITÀ GIUDIZIARIA

 

Il Sindacato Indipendente Carabinieri apprende con profonda preoccupazione e forte allarme istituzionale gli sviluppi dei servizi straordinari di controllo effettuati nell’area del quartiere Santa Rita di Lanciano (CH), finalizzati al contrasto dei reati contro la persona, il patrimonio, lo spaccio di stupefacenti e la detenzione illecita di armi.

Secondo quanto riportato dalla stampa locale e confermato da segnalazioni dirette dei nostri iscritti impiegati nei servizi, in più occasioni si sono registrati scontri, aggressioni e comportamenti ostili nei confronti dei militari operanti, con operatori costretti a ricorrere alle cure mediche per lesioni riportate durante le operazioni di polizia giudiziaria.

Parallelamente, emerge un clima di crescente esasperazione tra i residenti del quartiere, con proteste pubbliche e richieste di maggiore sicurezza, segnale evidente di tensioni ambientali che richiedono una risposta coordinata e istituzionalmente strutturata.

Il quadro operativo rappresentato dai colleghi sul campo evidenzia:

  • contesti di perquisizione ad alta conflittualità;
  • assembramenti ostili durante le attività investigative;
  • concreta esposizione del personale a rischio fisico;
  • crescente pressione sociale sul territorio.

Di fronte a una situazione che rischia di compromettere l’efficacia dell’azione di legalità garantita dall’Arma, il SIC chiede con urgenza:

  • alle Autorità Provinciali, la convocazione immediata del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, al fine di ridefinire il dispositivo di prevenzione e controllo nel quartiere interessato, rafforzando presidi e misure di tutela per gli operatori;
  • all’Autorità Giudiziaria, nella piena autonomia delle proprie prerogative, una pronta e rigorosa valutazione dei fatti emersi, affinché eventuali condotte violente trovino tempestiva risposta nell’ordinamento, a tutela della legalità e della sicurezza pubblica.

Il SIC renderà partecipe della situazione operativa il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Generale di Corpo d’Armata Salvatore Luongo, affinché siano valutate eventuali misure di supporto e rafforzamento del dispositivo territoriale.

La sicurezza dei cittadini e la tutela degli operatori delle Forze dell’Ordine sono inscindibili.

Non può esistere presidio efficace del territorio se chi lo garantisce opera in condizioni di esposizione sistemica al rischio.

Il Sindacato Indipendente Carabinieri ribadisce con determinazione che sarà in prima linea nel difendere i Carabinieri impegnati a Lanciano, garantendo loro ogni forma di tutela sindacale e supporto istituzionale.

Non lasceremo soli i colleghi che operano in contesti ad alto rischio per assicurare legalità e sicurezza.

La serenità operativa dei militari è condizione essenziale per la sicurezza dei cittadini.

Il SIC è e resterà al loro fianco, con fermezza, responsabilità e presenza concreta.

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Giustizia

Eccesso colposo nell’adempimento del dovere: se diventa regola, si paralizza l’azione delle Forze dell’Ordine. il caso Ramy lo dimostra

Il Sindacato Indipendente Carabinieri prende posizione in modo fermo e responsabile sul recente sviluppo giudiziario relativo al caso Ramy Elgaml.

La nuova contestazione di omicidio stradale per eccesso colposo nell’adempimento del dovere nei confronti del Carabiniere alla guida dell’auto di servizio impone una riflessione seria e non ideologica.

La realtà operativa dei Carabinieri non si svolge nei laboratori del diritto, ma nelle strade, spesso in condizioni di pericolo concreto, con decisioni da assumere in pochi istanti e con informazioni inevitabilmente incomplete. È in quei secondi che un militare sceglie di intervenire per fermare chi fugge, per impedire ulteriori reati, per proteggere i cittadini e anche la propria incolumità.

Il caso Ramy è emblematico non solo per il suo tragico epilogo, ma per il messaggio che rischia di trasmettere agli operatori: ogni intervento dinamico può trasformarsi, a distanza di mesi, in un percorso giudiziario che logora professionalmente e umanamente.

È doveroso ricordare un principio elementare:

  • se il conducente dello scooter si fosse fermato all’alt, oggi non staremmo parlando di questa tragedia;
  • la fuga è stata una scelta. E ogni scelta comporta responsabilità.

Il SIC non mette in discussione il ruolo dell’autorità giudiziaria. Ma afferma con chiarezza che la valutazione dell’azione di un Carabiniere deve essere compiuta considerando il contesto reale, non con la freddezza di una ricostruzione ex post priva delle tensioni e dei rischi del momento.

Quando l’istituto dell’eccesso colposo nell’adempimento del dovere viene applicato in modo estensivo, il rischio è evidente rischiando di generare una “polizia difensiva”.

Un operatore che teme di essere trascinato per anni in un procedimento penale tenderà inevitabilmente a ridurre l’iniziativa. E questo non è un problema per le Forze dell’Ordine, è un problema per i cittadini.

Non chiediamo immunità per chi sbaglia volontariamente o gravemente.

Chiediamo che chi agisce nell’adempimento del dovere non venga sistematicamente posto sotto accusa come automatismo.

Dietro ogni divisa c’è una persona. Dietro quella persona c’è una famiglia. Ci sono figli. C’è una vita che resta sospesa per anni.

La sicurezza non è uno slogan. È una responsabilità concreta.

E chi la esercita ogni giorno deve essere sostenuto dallo Stato, non lasciato solo.

Il Sindacato Indipendente Carabinieri continuerà a battersi in ogni sede istituzionale e normativa per garantire tutele chiare, proporzionate e coerenti con la realtà operativa di chi serve il Paese in prima linea.

 

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Addestramento nei poligoni civili, la proposta del SIC diventa realtà

Il Sindacato Indipendente Carabinieri esprime soddisfazione per la circolare emanata dal Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri in data 10 febbraio 2026, con la quale viene disciplinata la possibilità per i Carabinieri di esercitarsi con l’arma in dotazione individuale presso i poligoni dell’Unione Italiana Tiro a Segno.

Il provvedimento recepisce quanto formalmente rappresentato dal SIC nel 2024 attraverso una proposta tecnicamente strutturata, orientata esclusivamente al rafforzamento dell’addestramento individuale e alla tutela operativa del personale.

Già allora avevamo evidenziato come l’esercitazione autonoma, svolta libero dal servizio e senza oneri per l’Amministrazione, costituisse un investimento concreto sulla sicurezza dell’operatore e, conseguentemente, del cittadino.

Oggi quell’impostazione trova piena attuazione.

La nuova disciplina introduce tracciabilità delle sessioni di tiro, registrazione tecnica dei colpi esplosi e attestazione formale dell’attività svolta, rafforzando standard professionali, responsabilità individuale e cultura della sicurezza.

Il SIC rivendica con legittima soddisfazione un risultato che nasce da studio, confronto normativo e contributo propositivo serio e documentato.

Desideriamo esprimere un sentito e qualificato ringraziamento al Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Generale di Corpo d’Armata Salvatore Luongo, per la guida autorevole, la visione strategica e l’attenzione costante riservata ai contributi tecnici e alle proposte costruttive provenienti dal Sindacato Indipendente Carabinieri.

La capacità di ascolto istituzionale e la volontà di valorizzare iniziative orientate alla formazione, al benessere e alla sicurezza del personale rappresentano un segnale di responsabilità e lungimiranza, che rafforza il rapporto tra vertice e base operativa nell’esclusivo interesse dell’Arma e dei suoi Uomini e Donne.

Il SIC continuerà a fornire contributi concreti, fondati su competenza, analisi normativa e visione organizzativa, con un unico obiettivo, garantire ai Carabinieri strumenti adeguati per operare in sicurezza e tornare a casa ogni giorno.

 

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Assoluzione in appello per un nostro associato: Giustizia ristabilita, dignità restituita. Il SIC vince con i fatti

Il Sindacato Indipendente Carabinieri (SIC) accoglie con piena soddisfazione la sentenza di assoluzione pronunciata dalla Corte d’Appello Militare di Roma nei confronti di un proprio Associato, ingiustamente condannato in primo grado per il reato di ingiuria nei confronti di un superiore, a seguito di un diverbio inserito in un contesto ben più complesso di quanto inizialmente rappresentato.

La decisione di primo grado non aveva adeguatamente considerato il quadro complessivo dei fatti, né la condotta provocatoria e lesiva posta in essere dal superiore, il quale,  come ora emerge con chiarezza, sarà a sua volta chiamato a rispondere del reato di ingiuria nei confronti dell’inferiore.

Con questa pronuncia viene ristabilito un principio fondamentale che il SIC rivendica da sempre: la disciplina militare, pur costituendo un valore fondante dell’ordinamento, non può essere interpretata in modo meramente formalistico né utilizzata per comprimere diritti, dignità e tutele fondamentali del personale.

Il rispetto della gerarchia non può mai trasformarsi in una zona franca per comportamenti arbitrari o vessatori, né legittimare abusi che incidano sulla dignità professionale e personale dei militari.

Il SIC esprime piena soddisfazione per un esito che restituisce equilibrio, giustizia e serenità a una vicenda nella quale il collega non avrebbe mai dovuto trovarsi solo, né sul piano umano né su quello professionale. Determinante, in tal senso, la tutela legale garantita dal Sindacato e dall’Maria Paola Marro, il cui contributo ha rappresentato un valore aggiunto decisivo per il ripristino della verità.

Questo è il SIC: un sindacato che lavora, che tutela e che difende i propri iscritti con i fatti, con serietà, competenza e risultati concreti, sempre al fianco dei Carabinieri.

 

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Porto d’arma fuori servizio: risultato concreto del SIC a tutela della sicurezza degli operatori

Il Sindacato Indipendente Carabinieri (SIC) esprime piena soddisfazione per il significativo risultato ottenuto in materia di tutela personale fuori servizio degli operatori delle Forze di Polizia, a seguito dell’azione sindacale strutturata e incisiva condotta negli ultimi mesi.

L’IMPEGNO DEL SINDACATO E L’ATTENZIONE DELLA STAMPA SPECIALIZZATA

L’azione sindacale del SIC ha preso avvio il 15 dicembre 2025, in continuità con il percorso già avviato nel corso dello stesso anno, quando il Sindacato ha trasmesso a tutte le Autorità competenti una istanza formale (VEDI ALLEGATO 1) finalizzata all’attuazione dell’art. 28 del D.L. 48/2025.

La richiesta verteva sull’adozione del regolamento attuativo per l’acquisto di un’arma destinata alla difesa personale fuori servizio e sul necessario adeguamento dell’art. 73 del R.D. 635/1940, al fine di superare le criticità interpretative esistenti.

Questo percorso sindacale, fondato su presupposti giuridici e operativi concreti, ha trovato immediato riscontro anche nelle riviste di settore, che hanno seguito con attenzione l’iniziativa del SIC.

Il 17 dicembre 2025, Armi e Tiro riportava: “Pistola fuori servizio, il sindacato dei carabinieri scrive ai ministri” (VEDI ALLEGATO 2).

Il 22 dicembre 2025, Armi Magazine titolava: “Sul porto di pistola fuori servizio il sindacato dei carabinieri scrive al Governo” (VEDI ALLEGATO 3).

 

LA SVOLTA ISTITUZIONALE

In data 5 febbraio 2026, il percorso intrapreso ha raggiunto un traguardo di rilievo. Il Ministero dell’Interno Dipartimento della Pubblica Sicurezza (Ufficio per l’Amministrazione Generale), con nota a firma del Direttore dell’Ufficio, Dott. Manella, ha fornito i chiarimenti attesi, recependo le osservazioni tecniche e giuridiche formalmente avanzate dal SIC.

Si tratta di un passaggio di rilievo sostanziale, che incide direttamente sull’interpretazione normativa e sulla futura applicazione delle disposizioni in materia di porto e detenzione di armi comuni da sparo fuori servizio, con evidenti ricadute sulla sicurezza individuale degli operatori.

L’iniziativa del SIC, avviata il 15 dicembre 2025 mediante la trasmissione di una istanza formale a tutte le Autorità competenti, era finalizzata proprio a sollecitare l’adozione del regolamento attuativo previsto dal legislatore e a superare le persistenti incertezze applicative.

Il SIC ribadisce che la sicurezza degli operatori non può essere affrontata in termini meramente teorici. L’arma d’ordinanza rappresenta uno strumento essenziale, ma non sempre risulta adeguata al porto fuori servizio; l’accesso a armi più compatte e funzionali costituisce pertanto una tutela concreta e coerente con le esigenze operative reali.

Il riscontro ministeriale conferma come un Sindacato serio, competente e propositivo possa incidere concretamente sulle scelte istituzionali, contribuendo al rafforzamento del sistema di tutele.

Il Sindacato Indipendente Carabinieri continuerà a vigilare affinché alle interpretazioni fornite seguano attuazioni concrete ed efficaci, nella consapevolezza che la sicurezza di chi difende lo Stato non può mai essere considerata un optional.

 

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Milano, il Comandante Generale incontra il personale della Legione Carabinieri Lombardia

Il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Generale di Corpo d’Armata Salvatore Luongo, si è recato oggi a Milano per incontrare il personale della Legione Carabinieri Lombardia, prendendo parte a un momento di confronto diretto con i Carabinieri della regione, alla presenza del Comandante della Legione Carabinieri Lombardia, Generale di Divisione Giuseppe De Riggi, e del Comandante Interregionale Carabinieri “Pastrengo”, Generale di Corpo d’Armata Riccardo Galletta, insieme al personale di ogni ordine e grado e alle APCSM.

In rappresentanza del SIC – Sindacato Indipendente Carabinieri ha partecipato il Segretario Generale Regionale Lombardia, Federica Santelli, a testimonianza dell’impegno del Sindacato nel presidiare i momenti istituzionali di confronto che incidono direttamente sulla vita lavorativa dei Carabinieri.

L’incontro ha rappresentato un segnale chiaro e concreto di una guida presente, attenta e vicina al personale, capace di scendere sul territorio e di ascoltare chi ogni giorno garantisce sicurezza e legalità. Un approccio che il SIC riconosce come elemento distintivo di una leadership moderna, consapevole che la forza dell’Arma passa prima di tutto dal benessere umano e professionale dei suoi uomini e delle sue donne.

Il SIC esprime apprezzamento e sincera gratitudine al Generale di Divisione Giuseppe De Riggi e al Generale di Corpo d’Armata Riccardo Galletta per l’impostazione istituzionale dell’incontro e per il clima di ascolto e rispetto garantito a tutto il personale.

Un ringraziamento particolare va al Comandante Generale Luongo, per l’azione costante che sta portando avanti a favore di un’Arma più coesa, più serena e più forte, fondata su un principio tanto semplice quanto decisivo: la comunicazione non è forma, ma ascolto reale.

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Il paradosso della Giustizia per chi serve lo Stato. Contributo del SIC sulle tutele giuridiche del personale dell’Arma dei Carabinieri non più rinviabili

Appello al Signor  Ministro della Difesa e al Signor Comandante Generale dell’Arma

Il Sindacato Indipendente Carabinieri si rivolge con profondo senso istituzionale al Ministro della Difesa, On.le Guido Crosetto e al Signor Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Salvatore Luongo, quali riferimenti essenziali del sistema di tutela, indirizzo e garanzia dell’incolumità del personale dell’Arma.

Nell’ambito delle prerogative riconosciute alle APCSM, questa realtà sindacale esercita un ruolo di interlocuzione responsabile e contributiva, offrendo analisi, proposte e riflessioni operative tanto sul piano amministrativo–ordinamentale quanto su quello governativo–istituzionale, nella consapevolezza che solo un dialogo strutturato, leale e competente possa rafforzare il sistema di sicurezza dello Stato.

Con questo spirito, e nel pieno rispetto delle competenze dei diversi livelli decisionali, il SIC sottopone all’attenzione delle SS.LL. alcune criticità non più rinviabili in materia di tutele giuridiche e operative per il personale dell’Arma dei Carabinieri.

Il paradosso della Giustizia per chi serve lo Stato

È in atto una deriva interpretativa e applicativa del diritto che rischia di trasformare l’esercizio della funzione pubblica di sicurezza in una condizione di esposizione personale, economica e morale incompatibile con i principi dello Stato di diritto.

Chi indossa l’uniforme dello Stato, e agisce in nome e per conto delle Istituzioni, non può essere lasciato solo davanti alle conseguenze di decisioni operative assunte per garantire la sicurezza collettiva.

Si registra, con crescente preoccupazione, l’affermarsi di un orientamento che tende a valutare l’operatore delle Forze dell’Ordine con un metro più severo, quasi punitivo, per il solo fatto di rappresentare l’Autorità, mentre nei confronti di chi delinque si moltiplicano letture giustificazioniste e attenuanti di natura sociale.

Tale distorsione non colpisce solo i Carabinieri, ma incide negativamente sulla credibilità della Giustizia e sul rapporto di fiducia tra cittadini e Stato.

Le principali criticità normative

Provvisionale ed esecuzione immediata – art. 540 c.p.p.

È inaccettabile che un Carabiniere, condannato in primo grado per fatti connessi al servizio, venga immediatamente assoggettato all’esecuzione di provvisionali di importi estremamente gravosi, spesso nell’ordine di centinaia di migliaia di euro.

Tali somme, nella pratica, risultano irreversibilmente perdute anche in caso di successiva assoluzione, producendo una vera e propria condanna economica anticipata prima dell’accertamento definitivo della responsabilità.

Uso legittimo della forza – artt. 52 e 53 c.p.

Al personale dell’Arma è richiesto di operare entro confini interpretativi sempre più restrittivi dell’uso legittimo della forza, in contesti caratterizzati da pericolo imminente, imprevedibilità e stress operativo elevatissimo, con una evidente asimmetria di trattamento rispetto a chi viola consapevolmente la legge.

Il principio di legalità non può trasformarsi in un vincolo paralizzante per chi è chiamato a tutelare l’ordine pubblico.

La richiesta del SIC

Alla luce di quanto esposto, il Sindacato Indipendente Carabinieri si rivolge formalmente al Ministro della Difesa e al Signor Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri affinché si facciano portavoce e promotori, nei confronti del Ministro della Giustizia, di una riflessione profonda, concreta e coraggiosa sui profili critici evidenziati.

Le problematiche rappresentate non riguardano singoli episodi, ma investono il sistema complessivo delle tutele giuridiche di chi opera quotidianamente in nome e per conto dello Stato, con responsabilità elevate e margini decisionali sempre più compressi.

Uno Stato che pretende sicurezza non può fondarla sulla paura dei suoi difensori, paura di intervenire, paura di agire, paura di subire conseguenze personali, economiche e familiari irreversibili per aver adempiuto al proprio dovere.

Perché dietro ogni Carabiniere, dietro ogni operatore delle Forze dell’Ordine, c’è una persona, una famiglia, un vissuto che lo Stato ha il dovere morale e istituzionale di proteggere.

Conclusioni

Il Sindacato Indipendente Carabinieri è certo che il contributo qui rappresentato possa trovare collocazione nella linea di pensiero e di azione delle Istituzioni destinatarie, accomunate dall’unico obiettivo che deve guidare ogni scelta pubblica, tutelare gli uomini e le donne in divisa affinché possano svolgere il proprio servizio con serenità, equilibrio e sicurezza.

Garantire la sicurezza dei cittadini significa anche garantire che chi indossa l’uniforme possa tornare a casa.

Con questo spirito, il SIC rinnova la propria piena disponibilità a fornire contributi tecnici, esperienziali e propositivi, nella convinzione che la tutela di chi serve lo Stato sia condizione imprescindibile per la tutela della legalità democratica e della sicurezza nazionale.

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Violenza di piazza, oltre cento feriti tra le Forze dell’Ordine

Questo non è dissenso, è guerra allo Stato

Oltre cento feriti tra le Forze dell’Ordine.

Questo non è il bilancio di una manifestazione.

Questo è un bollettino di guerra.

Dove si dovrebbe manifestare per un ideale, c’è chi ha scelto consapevolmente la violenza, l’assalto organizzato e l’aggressione diretta allo Stato.

Questi non sono manifestanti.

Sono criminali.

E chi aggredisce le Forze dell’Ordine deve risponderne penalmente, senza attenuanti, giustificazioni o ambiguità.

Il Sindacato Indipendente Carabinieri denuncia con estrema fermezza la cinica e irresponsabile strumentalizzazione della violenza di piazza, tollerata, minimizzata o giustificata da settori politici e ambienti ideologizzati che utilizzano il disordine come leva di propaganda e lo scontro come strumento di consenso.

È ormai evidente come determinati ambienti:

  • relativizzino le aggressioni quando a essere colpiti sono Carabinieri e operatori delle Forze dell’Ordine;
  • alimentino una narrazione tossica che trasforma il servitore dello Stato in un “nemico” da colpire,
  • delegittimino sistematicamente le Istituzioni, salvo poi invocarne l’intervento quando il caos sfugge di mano.

 

Il SIC lo afferma senza mezzi termini: chi giustifica la violenza è corresponsabile della violenza stessa.

Non esistono aggressioni “comprensibili”.

Non esistono cariche “provocate” per convenienza politica.

Non esistono feriti “accettabili” quando a cadere è un servitore dello Stato.

È doveroso ricordare una verità che qualcuno finge di non vedere:

  • il delinquente sceglie l’illegalità, consapevole dei rischi che comporta.
  • il Carabiniere, invece, sceglie una missione, sancita da un giuramento solenne di fedeltà alle leggi e di tutela della sicurezza e dei beni dei cittadini.

E chi compie questa scelta non può essere lasciato solo.

Oggi i Carabinieri operano con organici insufficienti, con servizi massacranti, sotto stress continuo e in assenza di tutele operative e sanitarie adeguate.

Eppure, nonostante tutto, garantiscono quotidianamente la sicurezza di questo Paese.

È intollerabile che:

  • le aggressioni ai Carabinieri vengano minimizzate o silenziate;
  • la responsabilità politica venga nascosta dietro ambiguità verbali;
  • il sacrificio quotidiano degli operatori venga usato come merce di scambio nello scontro ideologico.

Il SIC respinge con forza ogni tentativo di scaricare sulle Forze dell’Ordine le responsabilità di un clima di odio costruito scientemente da chi soffia sul fuoco dello scontro sociale.

La violenza non è protesta.

La violenza non è dissenso.

La violenza è una scelta precisa, spesso organizzata, sempre irresponsabile.

I Carabinieri non sono un bersaglio politico.

I Carabinieri sono lo Stato.

Chi attacca lo Stato, in qualsiasi forma, deve essere chiamato a risponderne senza alibi.

Il Sindacato Indipendente Carabinieri non arretrerà di un millimetro.

Continuerà a battersi per garantire tutela, dignità e rispetto a chi ogni giorno, anche a costo della propria incolumità, difende la sicurezza di tutti.

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Cagliari, il SIC presente alla cerimonia di giuramento dei neo Vice Brigadieri

Nella mattinata del 30 gennaio 2026, a Cagliari, presso la caserma “Brigadiere M.O.V.M. Enrico Zuddas”, sede del Comando Legione Carabinieri Sardegna, si è svolta la solenne cerimonia di giuramento degli otto Vice Brigadieri neo promossi, frequentatori del 30° Corso di qualificazione del Ruolo Sovrintendenti dell’Arma dei Carabinieri.

Una cerimonia intensa, sentita, partecipata, che ha rappresentato appieno i valori fondanti dell’Arma dei Carabinieri, istituzionalità, onorabilità, senso del dovere e spirito di famiglia. Valori resi ancor più significativi dalla presenza dei familiari dei neo Vice Brigadieri, parte integrante di quel percorso umano e professionale che accompagna ogni Carabiniere nel proprio servizio allo Stato.

A presiedere la cerimonia, con l’onore di far prestare giuramento ai neo promossi, il Gen. B. Francesco Rizzo, Comandante della Legione Carabinieri Sardegna, affiancato dal quadro permanente della Legione, composto da militari di ogni ordine e grado, nonché da una delegazione dell’Associazione Nazionale Carabinieri.

Nel corso dell’evento sono stati richiamati con forza i principi di responsabilità, equilibrio, autorevolezza e servizio, che dovranno guidare i Vice Brigadieri nell’assunzione del nuovo ruolo.

Per il Sindacato Indipendente Carabinieri era presente il Segretario Generale Nazionale, Luigi Pettineo, il Segretario Generale Aggiunto Leonardo Pintus in veste di Comandate di Stazione a testimonianza della costante vicinanza del SIC.

Il SIC desidera esprimere un sentito e cordiale ringraziamento al Comandante della Legione Carabinieri Sardegna, Generale di Brigata Francesco Rizzo, per la qualità della guida, la disponibilità al confronto e la concreta attenzione verso il personale. Una leadership che si distingue per equilibrio istituzionale, ascolto e apertura verso tutte le APCSM.

Al Generale Rizzo va riconosciuta una conduzione autorevole e inclusiva, capace di coniugare rigore, senso dello Stato e attenzione alle persone, elementi imprescindibili per rafforzare la coesione interna e la credibilità dell’Arma nel contesto sociale e istituzionale.

Il SIC rivolge infine i più sinceri auguri di buon lavoro ai Vice Brigadieri neo promossi, certi che sapranno onorare il giuramento prestato con professionalità, equilibrio e dedizione, nel solco dei valori che da oltre due secoli contraddistinguono l’Arma dei Carabinieri.

 

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Il SIC incontra a Roma i dirigenti di Axon Enterprise Inc. per parlare di taser, bodycam e tecnologie avanzate per la sicurezza delle Forze di Polizia

LA TUTELA E L’INCOLUMITÀ DEL CARABINIERE PER IL SIC È PRIORITÀ

Il SIC al centro dell’innovazione per la sicurezza dei Carabinieri e dei cittadini.

Quando si parla di sicurezza reale, il punto di partenza non può che essere uno solo, l’incolumità e la tutela del Carabiniere.

Proteggere chi opera ogni giorno in prima linea, spesso in condizioni di rischio estremo, significa proteggere direttamente anche i cittadini.

Ed è qui che la tecnologia, se scelta con competenza, responsabilità e visione, fa davvero la differenza.

È con questa consapevolezza che il Sindacato Indipendente Carabinieri ha preso parte, nella mattinata di ieri, a un incontro tecnico–operativo di alto profilo, nato da contatti diretti e qualificati con i dirigenti italiani della multinazionale AXON Enterprise Inc., leader mondiale nello sviluppo di soluzioni tecnologiche per la pubblica sicurezza, focalizzate su deterrenza, documentazione operativa e tutela a 360 gradi degli operatori delle Forze di Polizia.

Un confronto voluto e riservato, nel quale il SIC è stato riconosciuto come interlocutore credibile, competente e concreto, chiamato a confrontarsi sulle più avanzate soluzioni tecnologiche già adottate da numerose polizie internazionali, a partire dal modello statunitense.

All’incontro hanno partecipato il Segretario Generale Nazionale del SIC, Luigi Pettineo, il Segretario Nazionale Vincenzo Verlezza e il Segretario Generale Regionale SIC Lazio, Salvatore De Santis, che ha portato un contributo di assoluto valore anche in virtù delle sue qualifiche di istruttore di tiro, istruttore Taser.

  1. Bodycam di nuova generazione, tutela, trasparenza e verità operativa

Nel corso della presentazione sono state illustrate le bodycam di nuova generazione, dispositivi compatti, robusti e progettati per l’impiego operativo reale, resistenti agli urti, alla polvere e alle condizioni ambientali più critiche.

La vera innovazione risiede nell’integrazione intelligente con il Taser: dal momento in cui l’operatore estrae l’arma dalla fondina, la bodycam Axon si attiva automaticamente, avviando la registrazione e inviando un alert immediato alle centrali operative, anche a distanza.

Un sistema che aumenta in modo concreto la sicurezza dell’operatore e consente una ricostruzione oggettiva, fedele e documentata degli eventi.

In un contesto in cui l’iscrizione automatica nel registro degli indagati viene spesso vissuta come una gogna preventiva, la bodycam rappresenta uno strumento decisivo di tutela, capace di documentare esattamente ciò che accade e di fornire all’Autorità Giudiziaria elementi chiari, neutri e incontestabili, riducendo ambiguità, strumentalizzazioni e processi mediatici.

Non meno rilevanti le funzioni di supporto operativo multilingua, con sistemi di traduzione automatica e istantanea in numerose lingue, pensati per affrontare scenari complessi e sempre più frequenti sul territorio. A ciò si aggiunge la funzione di trascrizione automatica delle registrazioni audio, successivamente verificabile ed eventualmente integrabile dall’operatore prima dell’utilizzo formale.

  1. Taser, addestramento avanzato e simulazione immersiva

Ampio spazio è stato dedicato anche al nuovo Taser di ultima generazione e ai sistemi di addestramento immersivo, basati su visori e simulatori multimediali ad altissimo realismo.

Strumenti che consentono agli operatori di allenarsi in scenari virtuali complessi, migliorando capacità decisionale, gestione dello stress e corretto impiego dei dispositivi di deterrenza.

Formazione, consapevolezza e proporzionalità dell’intervento non sono slogan, ma condizioni essenziali per la sicurezza dell’operatore e del cittadino.

  1. Droni e deterrenza tecnologica, il futuro è già operativo

Nel corso dell’incontro è stato affrontato anche il tema dei droni di ultima generazione, già utilizzati da diverse forze di polizia estere.

Piattaforme capaci di operare a supporto delle unità sul terreno e, nelle versioni più avanzate, integrabili con strumenti di deterrenza, ampliando in modo significativo le possibilità di intervento in sicurezza, soprattutto in contesti ad alta criticità.

  1. Le competenze del SIC valore aggiunto reale

Un ringraziamento particolare va al Segretario Generale Regionale SIC Lazio, Salvatore De Santis, che nel corso dell’incontro ha dimostrato competenza tecnica, conoscenza normativa e piena padronanza operativa nell’uso del Taser e degli strumenti di deterrenza.

Questa realtà sindacale dispone di una classe dirigente altamente qualificata, composta da professionisti che conoscono il servizio reale e mettono le proprie competenze a disposizione degli iscritti, senza improvvisazioni e senza propaganda.

  1. Il prossimo passo, formazione e informazione per tutti i Carabinieri

Il SIC annuncia che è in fase di pianificazione un incontro/seminario dedicato ai Carabinieri, finalizzato a fornire informazioni chiare, tecniche e operative su:

  • utilizzo consapevole delle bodycam di nuova generazione;
  • impiego corretto del Taser;
  • conoscenza delle tecnologie di deterrenza avanzata, inclusi i droni.

Informare, formare e tutelare: questa è la linea del SIC.

Perché un Carabiniere tutelato, preparato e supportato tecnologicamente è un Carabiniere più sereno.

E un Carabiniere sereno garantisce più sicurezza reale ai cittadini.

Il Sindacato Indipendente Carabinieri esprime un sentito ringraziamento ai rappresentanti di AXON Italia per la disponibilità, la professionalità e l’approccio concreto dimostrati nel corso dell’incontro.

In particolare si ringraziano:

  • Luca Mascelloni, Amministratore Delegato di Axon Italia;
  • Maria Pilar Focanti, Strategic Account Executive;
  • Jacopo Rosso, Sales Engineer;
  • Nelson Esposito, per le Relazioni Istituzionali.

Un confronto tecnico e operativo che conferma come solo attraverso dialogo, competenza e innovazione sia possibile costruire strumenti realmente utili alla tutela degli operatori e alla sicurezza dei cittadini.

 

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