Rinnovo contrattuale fermo, stanziamenti inadeguati e caro vita alle stelle: servono aumenti concreti. Trasparenza, verità e coraggio di dire basta

Il Sindacato Indipendente Carabinieri ritiene necessario informare tutti gli appartenenti all’Arma dei Carabinieri, iscritti e non, di ciò che sta accadendo all’interno del comparto Difesa e Sicurezza.

Ci riferiamo al fatto che il contratto dei Carabinieri è scaduto da due anni.

Nonostante ciò, le donne e gli uomini in uniforme dell’Arma continuano a garantire, senza esitazione e con profondo senso del dovere, Sicurezza e Legalità, operando quotidianamente in contesti complessi e ad alto rischio, a fronte di una criminalità sempre più organizzata ed efferata e con organici sempre più ridotti, senza un adeguato riconoscimento economico e professionale.

A questo si aggiunge una condizione sempre più diffusa di difficoltà, legata all’erosione del potere d’acquisto, a indennità non adeguate e a un sistema che fatica a restituire dignità concreta al lavoro svolto.

In un contesto storico segnato da un caro vita senza precedenti, l’assenza di un adeguato rinnovo contrattuale sta generando un disagio sempre più concreto e diffuso, che incide direttamente sulle famiglie dei Carabinieri.

Parliamo di Donne e Uomini che ogni giorno garantiscono sicurezza al Paese e che oggi si trovano a dover affrontare difficoltà economiche crescenti, in un quadro che rischia di compromettere non solo la serenità personale, ma anche la piena efficienza operativa.

Per questa Organizzazione Sindacale, la dignità e il futuro dell’Istituzione passano attraverso un rinnovo contrattuale serio e adeguato, il recupero salariale e il rafforzamento di diritti che non rappresentano privilegi, ma strumenti essenziali per garantire un servizio efficace e più performante al cittadino.

Alla luce delle risorse attualmente stanziate per il personale del Comparto Difesa e Sicurezza, quantificate in circa 1.5 miliardi di euro, il Sindacato Indipendente Carabinieri ritiene imprescindibile un impiego delle stesse che privilegi in modo netto il trattamento economico fondamentale.

È necessario destinare la quota prevalente delle risorse allo stipendio, al fine di garantire un incremento stabile, immediato e strutturale della retribuzione, assicurando liquidità concreta al personale.

Solo una parte residuale dovrà essere destinata al trattamento accessorio e agli istituti di natura normativa, senza disperdere l’efficacia dell’intervento economico.

I Carabinieri rappresentano da secoli un presidio di Legalità.

E la dignità del loro lavoro incide direttamente sulla qualità della Sicurezza che lo Stato è in grado di offrire ai cittadini.

Per questo motivo, il SIC ribadisce con fermezza che non è più accettabile rinviare decisioni che riguardano il futuro di chi, ogni giorno, rappresenta lo Stato e garantisce l’ordine e la sicurezza pubblica sul territorio.

Servono risposte concrete.

Servono risorse adeguate.

Serve rispetto.

La Segreteria Generale Nazionale

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Audizione del Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri dinanzi alla Commissione difesa del Senato. Apprezzamento del SIC per le linee programmatiche delineate

In un’epoca contrassegnata da una crescente e multiforme complessità dei fenomeni criminali, nonché da una costante evoluzione delle minacce alla Pubblica Sicurezza, l’audizione del Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Generale di Corpo d’Armata Salvatore Luongo, alla presenza del Generale di Divisione Arturo Guarino, Capo del II Reparto del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri, dinanzi alla Commissione Difesa del Senato, ha assunto il valore di un passaggio istituzionale di particolare rilevanza.

Il Sindacato Indipendente Carabinieri accoglie con profondo compiacimento e sincero apprezzamento la visione prospettica illustrata dal Vertice dell’Istituzione.

La chiarezza dell’analisi e la fermezza programmatica espresse dal Comandante Generale delineano una traiettoria evolutiva dell’Arma che pone, con rinnovata centralità, il personale e la sicurezza operativa al vertice delle priorità.

UNA CONVERGENZA CONCRETA CON LE ISTANZE DEL SIC

Questa Organizzazione Sindacale rileva una significativa convergenza tra le linee programmatiche esposte e le proposte che il SIC ha sviluppato attraverso contributi tecnici e interlocuzioni istituzionali.

Le direttrici tracciate dal Gen. C.A. Luongo confermano la solidità delle analisi e delle iniziative promosse dal SIC, con particolare riferimento a:

  • Protezione individuale: la necessità di dispositivi di nuova generazione, con particolare attenzione all’avvio delle dotazioni specifiche per il personale femminile, sostenute dal SIC per garantire una reale efficacia operativa e tutela dell’incolumità;
  • Trasparenza e tutela giuridica: l’introduzione di sistemi di registrazione individuale (bodycam) e l’estensione degli strumenti a letalità ridotta.

In tale ambito, il SIC evidenzia il valore degli approfondimenti tecnico-operativi sviluppati anche attraverso il confronto con realtà internazionali leader del settore, quali Axon, finalizzati a coniugare efficacia operativa e protezione giuridica dell’operatore;

  • Sicurezza dei mezzi: l’adeguamento dei livelli di protezione e blindatura delle autovetture di servizio, divenuto essenziale in scenari operativi caratterizzati da minacce sempre più elevate;
  • Organici e tutela legale: il rafforzamento strutturale dei reparti e la necessità di una tutela giuridica certa, presupposti indispensabili affinché il personale possa operare con la necessaria serenità decisionale.

INNOVAZIONE E VOCAZIONE TERRITORIALE

Il SIC ravvisa nell’approccio del Comandante Generale una concreta volontà di modernizzazione, orientata alla valorizzazione delle componenti specialistiche e allo sviluppo di modelli organizzativi più strutturati ed efficaci.

In tale ambito, assume rilievo anche il riferimento a possibili evoluzioni dell’assetto organizzativo dell’Arma, orientate alla valorizzazione delle professionalità e al rafforzamento delle capacità operative.

Tuttavia, tale processo deve necessariamente mantenere al centro il personale impiegato nelle Stazioni e nei Nuclei Operativi e Radiomobili, che rappresenta il primo presidio di legalità e il punto di contatto diretto tra Stato e cittadini.

I dati relativi all’età media del personale e alla pressione operativa impongono una riflessione non più procrastinabile sulla sostenibilità del modello attuale.

IL TEMPO DELLA CONCRETEZZA

Pur apprezzando la visione delineata, il Sindacato Indipendente Carabinieri evidenzia come il passaggio dalla programmazione all’attuazione debba avvenire con tempistiche certe e non più rinviabili.

La sicurezza degli operatori non può essere subordinata:

  • ogni ritardo nell’adeguamento delle dotazioni o nel rafforzamento degli organici si traduce in un incremento del rischio operativo.

CONCLUSIONI

Il SIC conferma la propria posizione di interlocutore serio, responsabile e propositivo.

Accogliamo con favore una visione che si muove in una direzione coerente con le proposte da tempo avanzate, nella consapevolezza che solo attraverso un dialogo istituzionale concreto sia possibile rafforzare realmente il sistema sicurezza del Paese.

Il SIC esprime, altresì, un sentito ringraziamento al Generale di Corpo d’Armata Salvatore Luongo e al Generale di Divisione Arturo Guarino, Capo del II Reparto del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri, per l’impegno istituzionale e il contributo assicurato in occasione dell’audizione.

Un Carabiniere tutelato è un Carabiniere più efficace.

Un Carabiniere più efficace significa maggiore sicurezza per i cittadini.

La Segreteria Generale Nazionale

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Roma, controllo a Ilaria Salis: la Polizia fa il suo dovere, gravissimo strumentalizzare

C’è un punto che deve essere chiarito una volta per tutte: le Forze dell’Ordine non lavorano su simpatia, ma su legge.

A Roma, nelle ultime ore, un normale controllo di polizia nei confronti di Ilaria Salis è stato trasformato nell’ennesima polemica costruita ad arte.

Parliamo di un controllo previsto, legittimo, doveroso, scattato nell’ambito di segnalazioni internazionali.

Non una perquisizione, ma un ATTO DOVUTO.

E invece cosa succede? Si alimenta il solito schema pericoloso.

Si mette in discussione chi garantisce sicurezza, si delegittima chi opera sul territorio, si prova a trasformare il rispetto delle regole in un sopruso.

Le procedure si applicano a tutti, senza eccezioni.

È troppo facile gridare allo scandalo quando si è dall’altra parte del tavolo.

Molto più difficile è stare ogni giorno in strada, prendere decisioni operative e assumersi responsabilità reali.

Il SIC è e resterà al fianco delle Forze dell’Ordine, sempre.

Perché difendere chi lavora per la sicurezza significa difendere i cittadini.

Chi semina tensione, chi alimenta sfiducia, chi delegittima le divise si assume una responsabilità precisa ovvero indebolire la sicurezza di tutti.

E questo non è più accettabile.

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Toscana: il SIC entra nei reparti e investe sui giovani

Non è stato un semplice ciclo di assemblee.

È stato un segnale chiaro: il SIC c’è, cresce e sceglie di stare dove tutto nasce — tra i Carabinieri, nei reparti, accanto ai giovani.

Il Sindacato Indipendente Carabinieri ha svolto, nei giorni 26 e 27 marzo 2026, un intenso tour sindacale in Toscana, attraversando i principali presidi operativi e formativi dell’Arma:

  • Comando Provinciale e Compagnia di Pisa (con i reparti dipendenti);
  • Comando Provinciale e Compagnia di Livorno (con i reparti dipendenti);
  • Compagnia di Pontedera;
  • Comando Legione Carabinieri Toscana;
  • Scuola Allievi Marescialli e Brigadieri di Firenze.

tturata, organizzata dal Segretario Generale Regionale SIC Toscana Fabio Scanu, che ha dimostrato concretamente come il progetto SIC stia prendendo forma attraverso entusiasmo, credibilità e fiducia, soprattutto tra i più giovani.

Ad affiancare il territorio, una presenza nazionale forte e coerente:

  • il Segretario Generale Nazionale Luigi Pettineo;
  • il Segretario Nazionale Francesco Piero Lo Iacono;
  • il Segretario Nazionale Marco Lattanzi;
  • il Segretario del Direttivo Nazionale Umberto Turchetta;
  • il Segretario del Direttivo Nazionale Tommaso Gugliotta.

Una presenza che non è formale, ma strategica: guidare, sostenere e far crescere una nuova generazione di Carabinieri consapevoli dei propri diritti.

UN TOUR TRA I REPARTI, MA SOPRATTUTTO TRA LE PERSONE

Le assemblee hanno registrato partecipazione reale, confronto diretto e un’accoglienza che è andata oltre il dato istituzionale: in ogni sede abbiamo trovato attenzione, ascolto e, soprattutto, fiducia. Fiducia in un modello sindacale che non promette, ma opera.

Durante gli incontri sono stati illustrati in modo chiaro e concreto:

  • il progetto organizzativo del SIC;
  • le attività e gli interventi già realizzati;
  • i servizi a tutela degli iscritti;
  • il sistema di tutela legale;
  • il supporto psicologico;
  • l’assistenza su infermità e cause di servizio;
  • le battaglie sindacali già condotte e i risultati ottenuti.

Ma soprattutto, si è parlato senza filtri delle condizioni reali di lavoro, delle criticità quotidiane e delle prospettive di miglioramento.

FIRENZE: DOVE NASCONO I FUTURI COMANDANTI

Particolarmente significativo è stato l’incontro presso la Scuola Allievi Marescialli e Brigadieri di Firenze. Non un reparto qualsiasi.

È il luogo dove si formano i futuri comandanti, la prima linea del territorio, i punti di riferimento di migliaia di Carabinieri.

Qui si costruisce la guida dell’Arma di domani.

Qui si forma chi dovrà gestire uomini, responsabilità e sicurezza.

Portare conoscenza sindacale in questo contesto significa una cosa sola:

investire sul futuro.

Significa accompagnare i giovani Carabinieri in un percorso di crescita consapevole, affinché possano diventare non solo comandanti preparati, ma anche uomini e donne consapevoli dei propri diritti, del proprio valore e della propria dignità.

IL SENSO DI QUESTA PRESENZA

La presenza della Segreteria Nazionale non è stata simbolica.

È stata una scelta precisa: investire sui giovani, guidarli, formarli e costruire insieme una nuova cultura sindacale.

Una cultura fatta di diritti concreti, benessere reale, dignità economica, prospettiva pensionistica,

tutela operativa e personale.

Perché un Carabiniere formato e consapevole oggi è un Carabiniere più forte domani.

E un’Arma più forte.

RINGRAZIAMENTI ISTITUZIONALI

Il Sindacato Indipendente Carabinieri esprime un sentito e convinto ringraziamento ai Comandanti e a tutte le articolazioni dell’Arma che hanno consentito lo svolgimento delle attività assembleari.

Un ringraziamento particolare al Comandante della Legione Carabinieri Toscana, Generale di Brigata Pierluigi Solazzo, al Capo di Stato Maggiore del Comando Legione Carabinieri Toscana, Colonnello Dionisio De Masi, al Comandante della Scuola Allievi Marescialli e Brigadieri, Generale di Divisione Carlo Cerrina e al Tenente Colonnello Andrea Nocera.

Per l’accoglienza, la disponibilità e la sensibilità istituzionale dimostrata.

Ma soprattutto per aver compreso il valore di un confronto corretto, rispettoso e orientato al miglioramento del sistema.

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Referendum 22-23: il SIC in prima linea per la dignità e la sicurezza dei Carabinieri nei seggi

Nelle giornate del 22 e 23 marzo 2026, migliaia di Carabinieri saranno impiegati nei seggi elettorali per garantire sicurezza, legalità e corretto svolgimento delle operazioni di voto.

Un servizio essenziale per la democrazia che, ancora troppo spesso, viene svolto in condizioni logistiche non adeguate.

Il Sindacato Indipendente Carabinieri (SIC) segue con la massima attenzione questo impiego.

Il nostro principio è chiaro e non negoziabile: chi garantisce la sicurezza dello Stato deve operare in condizioni dignitose, sicure e rispettose della persona.

Criticità non  più tollerabili

Non è più accettabile che l’abnegazione dei Carabinieri debba sopperire a carenze organizzative ormai croniche.

Il SIC dice basta a:

  • locali inadeguati, privi dei requisiti igienico-sanitari e con condizioni ambientali non conformi;
  • logistica insufficiente, con assenza di spazi idonei per il riposo e servizi igienici non adeguati;
  • organizzazione del vitto carente, spesso discontinua e non rispondente alle reali esigenze operative.

Diritti, non concessioni

Il rispetto delle condizioni minime di sicurezza e dignità non è una concessione.

È un obbligo.

Il SIC richiama con fermezza gli enti locali e tutte le Amministrazioni coinvolte al rispetto rigoroso delle normative in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

I Carabinieri non devono adattarsi al disagio: devono essere messi nelle condizioni di svolgere un servizio efficiente, professionale e all’altezza del ruolo che ricoprono.

L’impegno del SIC sul territorio

Il SIC attiverà un monitoraggio costante su tutto il territorio nazionale:

  • raccolta delle segnalazioni e intervento tempestivo sulle criticità
  • tutela dei Comandanti di Stazione e di Reparto, troppo spesso lasciati soli a gestire inefficienze non dipendenti dalla loro responsabilità;
  • intervento presso i vertici dell’Arma e le autorità prefettizie, in presenza di situazioni che ledono la dignità del personale.

La dignità del servizio non è negoziabile.

Chi indossa l’uniforme rappresenta lo Stato.

E lo Stato ha il dovere di rispettarlo, prima ancora di pretenderne il sacrificio.

La Segreteria Generale Nazionale

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Contratto Difesa e Sicurezza 2025-2027 in stallo. Risorse insufficienti e troppi silenzi al tavolo delle trattative

Abbiamo appreso con sconcerto e preoccupazione del rinvio degli incontri tecnici del 10 e 11 marzo 2026, deciso unilateralmente dal Dipartimento della Funzione Pubblica.

Non è un semplice contrattempo burocratico è uno schiaffo in pieno volto a ogni Carabiniere che ogni giorno garantisce la sicurezza della Nazione.

Le giustificazioni su “sopravvenuti impegni istituzionali” sono la solita maschera di una politica che considera il comparto Difesa e Sicurezza un bancomat di consensi in campagna elettorale e un peso di bilancio al momento del dunque.

Basta pressappochismo: la faccia contro le poltrone.

Mentre il Governo prende tempo e le risorse restano “al lumicino”, assistiamo con sdegno al teatrino di alcune  sigle sindacali. Organizzazioni che si gonfiano il petto sbandierando numeri di iscritti come fossero trofei, ma che al tavolo delle trattative dimostrano la consistenza del fumo.

A che serve avere migliaia di tessere se non si ha il coraggio di sbattere i pugni ?

La realtà è amara, troppi sono impegnati a tutelare la propria “poltrona” e i propri privilegi di casta sindacale, piuttosto che la dignità del Carabiniere.

Il Sindacato Indipendente Carabinieri (SIC) stigmatizza questo atteggiamento rinunciatario e compiacente.

Chi si accontenta di briciole pur di non disturbare il manovratore non fa sindacato, fa assistenza passiva.

“La dignità dei Carabinieri non si baratta. Noi ci mettiamo la faccia, altri ci mettono solo la firma sui fallimenti.”

Risorse insufficienti?

Non siamo figli di un Dio minore.

Il nodo economico è il vero nervo scoperto.

Le risorse stanziate per il triennio 2025-2027 sono offensive.

Non accetteremo un contratto che non copra nemmeno l’erosione del potere d’acquisto causata dall’inflazione.

La richiesta della Funzione Pubblica di inviare le piattaforme prima di sedersi al tavolo è l’ennesimo tentativo di imbrigliare la discussione in binari predefiniti, svuotando il confronto politico di ogni sostanza.

Le nostre richieste sono chiare:

  • risorse reali e immediate;
  • adeguamento stipendiale dignitoso, non mance;
  • rispetto istituzionale;
  • garanzie concrete per chi rischia la vita in strada.

Il Sindacato Indipendente Carabinieri non resterà a guardare mentre il futuro dei colleghi viene svenduto.

La nostra battaglia per il rispetto e la specificità professionale continua, senza sconti per nessuno.

La Segreteria Generale Nazionale SIC

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Concorso 3.081 Allievi Carabinieri. Un segnale positivo, ma serve un piano straordinario per gli organici

La pubblicazione del bando di concorso per il reclutamento di 3.081 Allievi Carabinieri in ferma quadriennale rappresenta un segnale positivo e atteso da tempo.

L’ingresso di nuove energie è fondamentale per sostenere l’impegno quotidiano delle Donne e degli Uomini dell’Arma, chiamati a garantire Sicurezza, Legalità e presenza sul territorio in un contesto operativo sempre più complesso.

 

Il Sindacato Indipendente Carabinieri (SIC) accoglie quindi con favore questo bando, ma ritiene necessario evidenziare con chiarezza che tale immissione non è ancora sufficiente a colmare la significativa carenza organica che oggi grava su molti reparti dell’Arma, in particolare sulle Stazioni e sui reparti territoriali che rappresentano il primo presidio di sicurezza per i cittadini.

 

Per questo motivo il SIC ritiene indispensabile:

  • un piano straordinario di assunzioni, che vada oltre il semplice turnover dei pensionamenti e consenta di rafforzare concretamente gli organici sul territorio;
  • percorsi formativi e addestrativi adeguati, affinché i nuovi Allievi possano affrontare con preparazione e sicurezza le responsabilità operative che li attendono;
  • un progressivo rafforzamento dei reparti esterni, oggi spesso in forte sofferenza numerica, affinché l’immissione dei nuovi Carabinieri possa tradursi rapidamente in maggiore supporto operativo e in un reale sollievo per il personale già impiegato.

 

L’Arma dei Carabinieri è una delle istituzioni più vicine ai cittadini e la sua efficacia dipende anche dalla presenza concreta sul territorio di personale adeguatamente formato e numericamente sufficiente.

Il Sindacato Indipendente Carabinieri continuerà quindi a sostenere ogni iniziativa che rafforzi l’organico dell’Arma e migliori le condizioni operative dei militari, perché più Carabinieri sul territorio significa più sicurezza per i cittadini e condizioni operative più dignitose per chi ogni giorno serve lo Stato indossando l’uniforme.

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Lombardia, il SIC nei Reparti. Tre giorni di attività assembleari tra Desio, Pavia e Lodi

Tre giornate intense di attività assembleare sindacale, confronto diretto con i militari e presenza concreta nei reparti dell’Arma.

Il Sindacato Indipendente Carabinieri ha svolto in Lombardia un importante ciclo di assemblee sindacali presso la Compagnia Carabinieri di Desio, la Compagnia Carabinieri di Pavia e la Compagnia Carabinieri di Lodi, confermando ancora una volta la volontà di essere presente tra i Carabinieri e vicino a chi ogni giorno opera sul territorio.

L’attività è stata organizzata dal Segretario Generale Regionale SIC Lombardia Federica Santelli, impegnata in un significativo lavoro di radicamento e consolidamento della struttura sindacale sul territorio lombardo.

Alle assemblee hanno partecipato il Segretario Generale Nazionale del SIC Luigi Pettineo ed il Segretario Nazionale Francesco Piero Lo Iacono.

La presenza dei vertici nazionali ha rappresentato un segnale concreto di sostegno al lavoro della struttura regionale e ai giovani riferimenti del SIC Lombardia, nel pieno spirito di un Sindacato che rafforza il territorio e valorizza le energie locali.

Il ciclo di attività assembleari è iniziato il 5 marzo presso la Compagnia Carabinieri di Desio ed è proseguito il 6 marzo presso la Compagnia Carabinieri di Pavia e la Compagnia Carabinieri di Lodi, consentendo un confronto diretto con numerosi Carabinieri in servizio nei rispettivi territori.

Durante le assemblee sono stati illustrati in maniera chiara e trasparente:

–         il progetto organizzativo del Sindacato Indipendente Carabinieri;

–         le attività sindacali svolte a livello nazionale e territoriale;

–         i servizi concreti messi a disposizione degli iscritti;

–         il sistema di tutela legale effettiva garantito ai Carabinieri;

–         i risultati e le vittorie sindacali ottenute in difesa dei colleghi.

Le assemblee hanno rappresentato momenti di confronto aperto e partecipato, durante i quali i militari hanno potuto porre domande, rappresentare criticità e condividere riflessioni sulle condizioni di lavoro e sulle prospettive di miglioramento della tutela del personale.

Tre giornate intense di lavoro, un vero tour de force sindacale, che ha consentito al SIC di rafforzare ulteriormente il proprio rapporto con il territorio lombardo e con i Carabinieri che vi prestano servizio.

Il Sindacato Indipendente Carabinieri desidera inoltre esprimere un sincero ringraziamento per l’attenzione e la sensibilità istituzionale dimostrate al Comandante della Compagnia Carabinieri di Desio, Capitano Cristiano Barboni, al Comandante Provinciale dei Carabinieri di Pavia, Colonnello Pantaleone Grimaldi, al Comandante della Compagnia Carabinieri di Pavia, Capitano Davide Masina, al Comandante Provinciale dei Carabinieri di Lodi, Colonnello Alberto Cicognani, e al Comandante della Compagnia Carabinieri di Lodi, Maggiore Daniele Brasi.

Un ringraziamento per l’apertura dimostrata, per la sensibilità istituzionale e per il confronto garantito nell’accogliere l’attività assembleare sindacale.

Nel corso delle giornate di lavoro vi è stata inoltre l’occasione di incontrare gli Avvocati Maria Paola Marro e Antonio Cirella, professionisti che da tempo collaborano con il Sindacato Indipendente Carabinieri offrendo un contributo qualificato nell’ambito della tutela legale degli associati.

L’incontro ha rappresentato un momento di ulteriore consolidamento di una collaborazione professionale fondata su stima reciproca, competenza e piena disponibilità, elementi che consentono al SIC di garantire ai propri iscritti un’assistenza legale altamente qualificata e concreta.

Il Sindacato Indipendente Carabinieri desidera pertanto esprimere anche a loro un sincero ringraziamento per la costante disponibilità e per il contributo professionale che continuano a mettere al servizio degli associati.

Il SIC continuerà a essere presente nei reparti e sui territori, con un obiettivo chiaro: rafforzare la tutela dei Carabinieri e dare voce concreta alle loro esigenze.

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Posto di controllo Carabinieri

Escalation di eventi ad alto rischio per cittadini e operatori delle Forze di Polizia – richiesta urgente di intervento istituzionale

Fluminimaggiore, 5 marzo 2026

Al Signor Ministro della Difesa

Onorevole Guido Crosetto

Al Signor Ministro dell’Interno

Prefetto Matteo Piantedosi

Al Signor Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri

Generale di C.A. Salvatore Luongo

 

OGGETTO:  Escalation di eventi ad alto rischio per cittadini e operatori delle Forze di Polizia – richiesta urgente di intervento istituzionale

 

Signori Ministri,

Signor Comandante Generale,

il Sindacato Indipendente Carabinieri ritiene doveroso rappresentare con estrema chiarezza la forte preoccupazione che sta emergendo tra i militari dell’Arma e tra gli operatori delle Forze di Polizia in relazione a una escalation di eventi ad altissimo rischio verificatisi negli ultimi giorni.

A Roma, un veicolo in fuga dalle Forze dell’Ordine ha provocato un incidente con esiti mortali travolgendo una famiglia.

Tra Marche e Umbria, un inseguimento sulla Strada Statale Flaminia si è concluso con uno speronamento e il ferimento di due Carabinieri.

A Cerveteri, una Carabiniera è stata travolta durante un posto di controllo ed elitrasportata d’urgenza al Policlinico Gemelli.

Non si tratta di singoli episodi scollegati tra loro.

Si tratta del segnale evidente di una dinamica sempre più frequente: soggetti che, pur di sottrarsi ai controlli delle Forze di Polizia, sono disposti a mettere deliberatamente a rischio la vita dei cittadini e degli operatori dello Stato.

Pur riconoscendo che il Decreto Sicurezza recentemente entrato in vigore fa già un passo significativo verso il riconoscimento e la persecuzione di questo fenomeno (l’articolo 8 modifica l’articolo 192 del Codice della Strada aggiungendo la reclusione da 6 mesi a 5 anni, il ritiro della patente e la confisca del mezzo per chi fugge all’alt dandosi ad una fuga pericolosa) riteniamo necessario affermare con chiarezza alcuni aspetti che non possono più essere ignorati:

–           Il livello di deterrenza nei confronti di chi forza i controlli delle Forze dell’Ordine appare sempre più insufficiente;

–           Quando un soggetto decide di fuggire ad alta velocità, speronare un mezzo di servizio o travolgere un operatore pur di sottrarsi alla legge, significa che il timore delle conseguenze non rappresenta più un freno reale a tali condotte;

–           Gli operatori delle Forze di Polizia sono sempre più esposti a rischi operativi estremamente elevati;

–           I servizi di controllo del territorio, gli inseguimenti e i posti di blocco rappresentano oggi momenti operativi ad altissima pericolosità, nei quali uomini e donne in divisa si trovano a fronteggiare soggetti determinati a tutto pur di sottrarsi alla legge;

–           La sicurezza dei cittadini e degli operatori dello Stato rappresenta una responsabilità primaria delle istituzioni.

Quando cittadini innocenti perdono la vita o quando militari e operatori restano feriti durante attività di servizio, non può essere accettato che tali episodi vengano percepiti come inevitabili.

Un Carabiniere che esce in servizio non dovrebbe sentirsi costretto a sperare di rientrare a casa sano e salvo per riabbracciare i propri familiari.

Un cittadino non dovrebbe correre il rischio di perdere la vita semplicemente perché qualcuno decide di sottrarsi a un controllo delle Forze dell’Ordine.

Alla luce di quanto esposto, questa APCSM ritiene non più rinviabile un intervento deciso volto a:

–           rafforzare le tutele operative per il personale impegnato nei servizi di controllo e negli inseguimenti ad alto rischio;

–           potenziare strumenti tecnologici e dispositivi di sicurezza a disposizione degli operatori;

–           valutare interventi normativi capaci di garantire una reale deterrenza nei confronti di chi mette deliberatamente in pericolo la vita degli operatori delle Forze di Polizia e dei cittadini;

–           avviare un monitoraggio nazionale del fenomeno per comprendere con precisione l’effettiva dimensione di un rischio che sta assumendo contorni sempre più preoccupanti.

Tuttavia riteniamo che la tutela della sicurezza pubblica e dell’incolumità degli operatori dello Stato non possa essere affidata alla casualità degli eventi.

Su questi temi è necessario un segnale chiaro e tempestivo.

Restiamo disponibile a fornire contributi tecnici e operativi utili a individuare soluzioni efficaci nell’interesse esclusivo della sicurezza dei cittadini e del personale dell’Arma dei Carabinieri

Con osservanza istituzionale,

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Ostia e Bracciano: il SIC entra nelle Compagnie. Assemblee partecipate e confronto trasparente a 360 gradi

Questa mattina, il Sindacato Indipendente Carabinieri ha svolto due importanti assemblee sindacali presso la Compagnia Carabinieri di Ostia e la Compagnia Carabinieri di Bracciano, confermando con i fatti una presenza concreta, strutturata e orientata esclusivamente alla tutela reale dei Carabinieri.

Un’attività sindacale completa, seria, leale e trasparente, organizzata dal Segretario Generale Regionale SIC Lazio Salvatore De Santis, che ha saputo coordinare il territorio con metodo, responsabilità e visione strategica.

Alle assemblee hanno preso parte il Segretario Generale Nazionale Luigi Pettineo, i Segretari Nazionali Vincenzo Verlezza e Marco Lattanzi, ed i Segretari del Direttivo Nazionale Franco Pace ed Umberto Turchetta.

Una presenza compatta dei quadri nazionali a supporto del territorio, nel pieno rispetto del principio che guida il SIC, secondo il quale la forza nazionale deve rafforzare il radicamento locale, non sostituirlo.

Durante gli incontri è stato illustrato in modo chiaro e documentato:

  • Il progetto strutturale del SIC e la sua organizzazione nazionale e regionale;
  • Il team operativo e i dipartimenti attivi;
  • Le attività concretamente svolte negli ultimi mesi;
  • Le tutele legali effettive garantite agli iscritti;
  • Le vittorie reali ottenute, con casi concreti e risultati verificabili;
  • I servizi attivati a favore del personale.

Non slogan, non promesse generiche, ma risultati, numeri, assistenza immediata, presenza costante.

È stato un confronto a 360 gradi, improntato alla massima trasparenza, con spazio per domande, confronto diretto e ascolto delle criticità operative.

La partecipazione registrata e l’attenzione dimostrata dai colleghi hanno confermato quanto sia oggi necessario un sindacato competente, presente e capace di dare risposte concrete.

Particolarmente significativa è stata l’accoglienza istituzionale ricevuta.

Il SIC esprime un sentito ringraziamento al Maggiore Marco Dal Bello, Comandante della Compagnia Carabinieri di Ostia, e al Capitano Simone Notaro, Comandante della Compagnia Carabinieri di Bracciano, per l’ospitalità, la disponibilità e soprattutto per l’elevata sensibilità istituzionale dimostrata.

Una sensibilità concreta verso il benessere dei Carabinieri amministrati, che rappresenta un segnale importante di equilibrio, apertura e rispetto delle prerogative sindacali.

Il successo di queste assemblee non è solo nella partecipazione, ma nel metodo: quadri nazionali presenti, territorio protagonista, dialogo istituzionale corretto.

Il SIC continuerà a essere questo: presenza, competenza, tutela reale.

Il Segretario Generale Regionale

Salvatore De Santis

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