Olbia, caso taser: l’autopsia conferma che Demartis non morì in seguito alla scossa elettrica

Apprendiamo con soddisfazione da La Repubblica quanto ufficialmente appurato dal consulente della procura di Tempio Pausania, in relazione al caso di Olbia: “Gianpiero Demartis non è morto a causa della scarica elettrica dovuta al taser utilizzato dai due Carabinieri intervenuti per calmarlo”.

Come lo stesso quotidiano ha ricordato, il SIC, sin dalle prime ore, aveva messo a disposizione dei due militari coinvolti l’assistenza dell’Avvocato Maria Paola Marro, del foro di Milano, esperta di diritto militare, ed aveva nominato un consulente di parte per assistere all’autopsia.

La notizia della mancanza di correlazione tra l’utilizzo del taser da parte nostri colleghi ed il decesso della persona che tentavano di fermare, non solo ci da sollievo, ma conferma quanto continuiamo a ribadire da tempo: il taser non è un oggetto di tortura o di morte, ma un prezioso alleato per la sicurezza dei cittadini e degli operatori delle Forze dell’Ordine, in grado, anzi, di evitare il ricorso a mezzi più letali.

Si tratta, oltretutto, di uno strumento soggetto a continue migliorie ed evoluzioni, come il recente modello T10, che consente di calibrare la potenza della scossa, per garantire ulteriormente la proporzionalità degli interventi.

Evoluzioni che, siamo certi, il Ministero dell’Interno e il Ministero della Difesa siano sempre attenti e pronti a valutare.

Chi vuole disarmare le Forze dell’Ordine, in realtà, vuole uno Stato più debole e una nazione meno sicura.

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Sgombero del Leoncavallo, mentre altre sigle tacciono o fanno politica, il SIC plaude a Carabinieri e Polizia per il lavoro svolto

Lo sgombero dello storico centro sociale “Leoncavallo” di Milano, avvenuto dopo oltre trent’anni di occupazione, ha riportato legalità in un contesto che per troppo tempo si era sottratto alle regole dello Stato.

Come Sindacato Indipendente Carabinieri non ci interessa fare politica né alimentare propaganda. A noi interessa sottolineare una verità semplice e incontrovertibile: la Legalità è stata ripristinata, grazie al lavoro, al sacrificio e alla professionalità delle Forze dell’Ordine.

Mentre altri restano in silenzio o si limitano a schierarsi su posizioni politiche, il SIC esprime un plauso concreto a Carabinieri e Poliziotti, che hanno garantito l’ordine pubblico con disciplina e dedizione, sottraendosi ancora una volta ai territori e ai presidi quotidiani per rispondere a una necessità straordinaria.

Questo episodio deve far riflettere il Governo e i vertici istituzionali.

Ogni grande operazione viene celebrata come un successo politico, ma chi paga il prezzo sono i reparti territoriali, spesso ridotti all’osso, con stazioni rette da uno o due militari e comandanti costretti a comprimere i diritti del personale per coprire servizi sempre più gravosi.

Per questo il SIC ribadisce la necessità di un piano straordinario di rafforzamento degli organici: senza uomini e risorse, la legalità rischia di rimanere soltanto un annuncio.

Il risultato di oggi non ha una sola firma del Governo, ma anche quella delle donne e degli uomini in divisa.

“Le scelte le fa il Governo, ma i veri protagonisti sono i Carabinieri e i Poliziotti.

 

 

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Richiesta di intervento urgente per il miglioramento delle condizioni alloggiative degli Ufficiali in occasione del trasferimento

Signor Comandante Generale,

il Sindacato Indipendente Carabinieri rappresenta crescenti difficoltà incontrate dagli Ufficiali dell’Arma nel reperire un alloggio temporaneo in occasione del trasferimento verso nuove sedi di servizio.

Da iscritti del ruolo Ufficiali abbiamo appreso con contezza che, in modo inedito e con particolare evidenza nell’anno in corso, i preavvisi di trasferimento sono stati comunicati in prossimità della data di effettivo movimento. Tale circostanza ha determinato una significativa compressione dei tempi utili per l’organizzazione familiare e logistica, aggravando le criticità connesse al reperimento di soluzioni abitative temporanee.

La problematica risulta ulteriormente amplificata dalla sproporzione tra le somme mediamente messe a disposizione dalle Prefetture pari a circa 700 euro mensili e i canoni di locazione effettivi nelle aree di destinazione, spesso sensibilmente superiori. Ciò comporta un onere economico imprevisto e gravoso, che incide in maniera rilevante sui bilanci familiari e rischia di compromettere la tempestiva e piena assunzione degli incarichi di comando.

Per affrontare la questione in modo risolutivo e nell’interesse dell’efficienza operativa dell’Arma, il Sindacato Indipendente Carabinieri propone due linee di intervento immediato e prioritarie:

 

  1. Allestimento immediato degli alloggi di servizio già individuati per l’incarico, al fine di consentirne la pronta disponibilità e ridurre drasticamente i tempi e i costi di sistemazione per il personale trasferito (oltre a sottolineare che la spesa sarebbe sostenibile e verosimilmente ammortizzabile in pochi anni atteso che non vi sarebbe più la necessità di sostenere le spese di trasloco, se non in casi eccezionali, e quelli relativi al sostegno dei rimborsi degli affitti nei periodi di transizione).
  2. Stipula di convenzioni con strutture ricettive idonee, in grado di ospitare temporaneamente gli Ufficiali per un periodo di due o tre mesi a condizioni economiche calmierate e compatibili con i fondi attualmente stanziati.

Il Sindacato Indipendente Carabinieri rappresenta infine, in un’ottica di più ampio respiro, la necessità che l’Amministrazione si faccia promotrice di una revisione normativa degli istituti che disciplinano l’indennità di trasferimento di cui all’art. 1 della legge n. 86 del 20011, nonché delle disposizioni normative che regolano l’acquisto di prima casa, spese per imposta di registro ed IMU da parte dei militari2.

Alla luce della rilevanza strategica del ruolo degli Ufficiali e dell’impatto diretto che tali criticità hanno sulla funzionalità dell’organizzazione, e più in generale dell’incidenza che un trasferimento d’autorità ha sul nucleo familiare di ogni militare, si ritiene imprescindibile l’istituzione di un tavolo di confronto tecnico con l’Amministrazione, volto a individuare soluzioni strutturali e sostenibili, in conformità alla normativa vigente in materia di alloggi di servizio, indennità di trasferimento  e acquisto di prima casa da parte dei militari e loro familiari.

Confidando in un riscontro sollecito e costruttivo, si ribadisce la piena disponibilità del Sindacato Indipendente Carabinieri a fornire ulteriori elementi informativi e contributi tecnici nell’interesse comune del benessere del personale e dell’efficienza dell’Istituzione.

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Presunzione di innocenza e rispetto per i Carabinieri, richiamo alla responsabilità dell’Informazione

Siamo ormai tristemente abituati agli accanimenti mediatici che seguono il nostro lavoro. Ai Carabinieri viene spesso negato quel principio fondamentale di civiltà giuridica che è l’“innocenza fino a prova contraria”, trasformandolo, di fatto, nel suo contrario: colpevoli fino a prova contraria.
In questi giorni leggiamo titoli di giornali, dichiarazioni di politici e post di opinionisti che parlano di “morto a causa del taser”. Una sentenza già scritta, un giudizio immediato e sommario che colpisce non solo i colleghi direttamente coinvolti, ma l’intera Arma dei Carabinieri.
Addirittura, c’è chi arriva a definire il taser un “mezzo di tortura”. È lecito chiedersi: si può davvero parlare di tortura in uno Stato di diritto come l’Italia? Le nostre forze di polizia torturano o, come sancito dalla Costituzione, svolgono il compito di garantire l’ordine e la sicurezza pubblica, tutelando i cittadini e lo Stato?
Oggi, per fortuna, grazie all’impegno sindacale, i Carabinieri non sono più lasciati soli: hanno una voce, hanno tutele, hanno rappresentanza. Come Sindacato Indipendente Carabinieri ribadiamo con forza che continueremo a garantire sostegno e difesa a chi, per troppo tempo, ne è stato privo.
Invitiamo con fermezza chiunque operi nell’informazione e nelle istituzioni alla massima prudenza: evitare la diffusione di notizie non verificate o l’attribuzione di responsabilità non accertate non è solo un dovere deontologico, ma un atto di rispetto verso la verità e verso le persone coinvolte.

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Olbia, soggetto violento muore di attacco cardiaco dopo essere stato colpito col taser. Supporto e tutela legale immediata offerta dal SIC ai Colleghi coinvolti

Nella tarda serata di ieri 16 agosto 2025, nel centro abitato di Olbia, i Carabinieri della Sezione Radiomobile del Reparto Territoriale sono intervenuti per un soggetto che manifestava ostilità verso i passanti.

Nonostante i ripetuti inviti a calmarsi, l’uomo si è scagliato con inaudita violenza contro i Militari, colpendo uno di loro al volto e causandogli lesioni tali da richiedere il trasporto in ospedale.

Per porre fine alla furibonda aggressione, i Militari hanno utilizzato il taser in dotazione.

Poco dopo, mentre si trovava a bordo dell’ambulanza intervenuta nel luogo dell’aggressione, il soggetto è deceduto per improvviso arresto cardiaco.

Immediato, quanto purtroppo inutile, l’intervento di rianimazione da parte del personale sanitario.

Il SIC ritiene che i Colleghi abbiano agito con professionalità, attenendosi alle procedure operative previste in occasione di intervento nei confronti di soggetti che versano in grave stato di alterazione psicofisica e che pongono in essere comportamenti altamente pericolose per la Collettività.

Il Segretario Generale Nazionale del SIC, Luigi Pettineo, informato dai referenti locali, ha contattato il Collega, offrendo immediata assistenza psicologica e legale, interessando i Professionisti che collaborano con il SIC.

Il SIC chiederà, inoltre, l’attivazione della tutela legale prevista dal pacchetto sicurezza, affinché i Colleghi non debbano sostenere alcuna spesa nell’esercizio del diritto di difesa nell’instaurando procedimento penale.

Nella consapevolezza che il procedimento giudiziario rappresenta un atto dovuto, confidiamo pienamente nel lavoro della Magistratura e diffidiamo sin da subito “i non addetti ai lavori” dal pronunciare sentenze, ancorché di colpevolezza, senza che l’Autorità Giudiziaria si sia pronunciata.

Il SIC ha apprezzato l’intervento della Scala gerarchica nel luogo dell’evento, come segno tangibile di vicinanza verso chi lavora ogni giorno in prima linea.

Nell’esprimere cordoglio ai familiari del soggetto deceduto, il SIC ribadisce con fermezza la necessità di difendere chi garantisce la Sicurezza dei cittadini, mettendo a rischio la propria vita o incolumità.

Ai due Carabinieri che hanno affrontato questa situazione estrema rinnoviamo la nostra piena solidarietà e supporto.

Nessuno deve sentirsi solo e indifeso quando compie il proprio dovere.

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Il SIC presente alla commemorazione per il trentesimo anniversario della strage di Chilivani

Il 16 agosto del 1995, a Chilivani (SS), cadevano eroicamente l’Appuntato Ciriaco Carru ed il Carabiniere Walter Frau, uccisi da spietati criminali durante l’assalto ad un portavalori.

Stamane, sul luogo esatto dell’eccidio, alla presenza di Autorità civili, militari e religiose, si è svolta la cerimonia per il trentesimo anniversario di questo drammatico episodio, che rimane una delle pagine più dolorose della lotta dello Stato contro la criminalità organizzata

Presente per il SIC il Segretario Generale Aggiunto, Simone Forte.

Decorati di Medaglia d’Oro al Valor Militare, Carru e Frau rappresentano ancora oggi la testimonianza più alta del dovere compiuto fino all’estremo sacrificio.

In quel vile agguato i due militari, con il loro coraggio e la loro fedeltà al giuramento prestato, affrontarono il pericolo consapevoli del rischio, consegnandoci un esempio eterno di onore e di sacrificio.

Il SIC rinnova l’impegno a custodire la Memoria di questi due coraggiosi servitori dello Stato, sottolineando come il loro sacrificio non appartenga soltanto alla storia dell’Arma, ma all’intera comunità nazionale, che deve riconoscere nei Carabinieri il baluardo dei Valori di Legalità, Giustizia e Democrazia.

Nel giorno della Memoria di questa tragica vicenda, il SIC esprime profonda vicinanza ai familiari e ribadisce che il ricordo di Carru e Frau è una luce che guida l’Arma e i suoi uomini e donne nella quotidiana difesa della collettività.

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Un pensiero augurale per la giornata di Ferragosto – Lettera al Comandante Generale

Fluminimaggiore, 14 agosto 2025

AL SIG. COMANDANTE GENERALE DELL’ARMA DEI CARABINIERI

Gen. C.A. Salvatore LUONGO

ROMA

 

Oggetto: Un pensiero augurale per la giornata di Ferragosto

Signor Comandante Generale,

alla vigilia di Ferragosto, giornata che coincide con l’Assunzione della Beata Vergine Maria, desidero rivolgere a Lei, alla Sua famiglia e ai Suoi cari i miei più sinceri e cordiali auguri.

Il mio pensiero va anche a tutti i Carabinieri che, sotto lo scudo della Virgo Fidelis, continueranno a servire con dedizione il Paese, spesso sacrificando momenti di festa per garantire la Sicurezza dei cittadini.

Colgo l’occasione per ringraziarLa per l’incondizionata, speciale e ineguagliabile attenzione che dedica costantemente ai Carabinieri, dimostrando una vicinanza concreta e costante.

Un ringraziamento particolare anche per l’attenzione che, con sensibilità istituzionale, riserva alla mia persona e al Sindacato Indipendente Carabinieri, riconoscendone comunque l’impegno e il rispetto verso la nostra Istituzione.

Con stima e deferenza,

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Conferito encomio solenne e grado di Maresciallo alla memoria del Brigadiere C. Legrottaglie ed encomio solenne al Brigadiere Garibaldi

Questa mattina, 12 agosto 2025, presso la Cappella del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri a Roma, alla presenza del Comandante Generale, Gen. C.A. Salvatore Luongo, si è celebrata la Santa Messa per il secondo trigesimo della morte del Brigadiere Capo Carlo Legrottaglie, seguita dal conferimento dell’Encomio Solenne alla memoria e al collega Brigadiere Costanzo Giuseppe Garibaldi.

In cerimonie di così alto valore morale e simbolico, la presenza di chi rappresenta il personale non è una scelta, ma un dovere e, oggi, il Sindacato Indipendente Carabinieri lo ha fatto attraverso il proprio Segretario Generale, Luigi Pettineo, portando la voce e la vicinanza di tutti i Carabinieri a due eroi dell’Arma.

Due eroi, uno che ha donato la vita per il dovere, l’altro che, sopravvivendo, porta ogni giorno il segno di quel momento e l’esempio del coraggio.

Il Brig. Ca. Carlo Legrottaglie, in servizio presso la Compagnia di Francavilla Fontana, perse la vita in uno scontro a fuoco con due individui in fuga dopo aver abbandonato un’auto rubata. In questa giornata solenne, alla sua memoria è stato conferito anche il grado di Maresciallo, consegnato nelle mani della moglie, affiancata dalle due figlie, insieme all’Encomio Solenne: un gesto che racchiude il riconoscimento dell’Arma e della Nazione per il valore estremo del suo servizio.

Il Brig. Costanzo Giuseppe Garibaldi, in servizio nello stesso reparto, affrontò lo stesso pericolo, continuando a incarnare il valore e la dedizione propri dell’Arma.

In un momento di particolare intensità emotiva, prima del conferimento dell’Encomio Solenne e del grado di Maresciallo alla Memoria, il Comandante Generale ha rivolto parole profonde e partecipate alla moglie e alle figlie del Maresciallo Carlo Legrottaglie, e al Brigadiere Costanzo Giuseppe Garibaldi, esprimendo la vicinanza dell’intera Arma per il sacrificio dell’uno e il coraggio dell’altro. Un intervento che ha suscitato commozione tra i presenti, rafforzando il senso di appartenenza e unità che lega la grande famiglia dei Carabinieri.

Il SIC rinnova il proprio impegno a ricordare e onorare il sacrificio e il servizio di ogni Carabiniere, consapevole che la memoria di Carlo Legrottaglie e l’esempio di Costanzo Giuseppe Garibaldi resteranno scolpiti nella storia dell’Arma e della Nazione.

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Tra polemiche mediatiche e verità istituzionale l’arma resta presidio di legalità e dignità sociale

Il Sindacato Indipendente Carabinieri prende atto del contenuto dell’articolo pubblicato ieri dal quotidiano L’Unità, nonché della tempestiva e netta smentita diramata dal Comando Generale dell’Arma, che ha definito “prive di fondamento” e “gravemente lesive della dignità dell’Istituzione” le affermazioni contenute nel pezzo.

Nel rispetto del pluralismo informativo e della libertà di stampa, riteniamo tuttavia imprescindibile chiarire un principio non negoziabile.

L’Arma dei Carabinieri non è una figura da narrazione giornalistica, ma un sistema operativo di Legalità, Sicurezza e Civiltà, radicato nel tessuto democratico del Paese.

Ogni Carabiniere, ogni Donna e ogni Uomo in divisa, rappresenta sul territorio un modulo attivo della Repubblica, un presidio vivo dello Stato, un argine visibile contro l’illegalità, un’interfaccia diretta tra Istituzione e cittadino.

In un contesto sociale e informativo sempre più polarizzato, dove l’algoritmo conta più della verità, è necessario riportare al centro il dato oggettivo.

L’Arma dei Carabinieri non è solo una forza di Polizia, ma un pilastro morale e costituzionale che garantisce, ogni giorno, diritti, libertà, sicurezza e umanità.

Il Comando Generale, cui va il nostro rispetto, rappresenta la centrale etica, strategica e funzionale dell’Arma, ed è garante della coerenza istituzionale dell’intero sistema.

Il SIC, in qualità di associazione professionale a carattere sindacale che rappresenta e tutela quelle donne e uomini dell’Arma, non permette che venga scalfita la credibilità del servizio reso, né consente che si costruiscano narrazioni che indeboliscano la fiducia tra cittadini e chi è chiamato a difenderli. Non abbiamo bisogno di titoli eclatanti per legittimare il nostro operato.

Abbiamo bisogno di verità, onestà e rispetto reciproco.

Perché chi indossa la divisa, ogni giorno, non cerca riflettori, ma Giustizia.

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Ripristinato l’impianto di climatizzazione presso gli uffici del ROS. Un risultato del SIC!

Il Sindacato Indipendente Carabinieri informa che, oramai da due giorni, è stato ripristinato il funzionamento dell’impianto di climatizzazione nei locali adibiti a uffici del Servizio Centrale IV Reparto Investigativo e del Reparto Indagini Telematiche del Raggruppamento Operativo Speciale, presso la Caserma “Talamo”.

Si tratta di un risultato importante, ottenuto grazie all’impegno del Sindacato nel dialogo con l’Amministrazione e nella costante vigilanza sulle condizioni di lavoro.

Il Sindacato ha tra i suoi principali obiettivi proprio quello di promuovere e tutelare il benessere dei lavoratori, migliorando le condizioni di lavoro, sia dal punto di vista contrattuale che sociale.

Il corretto funzionamento degli impianti di climatizzazione non è un semplice dettaglio, ma un aspetto fondamentale per garantire ambienti salubri, sicuri e dignitosi, soprattutto nei periodi caratterizzati da temperature elevate.

Auspichiamo che l’impianto di climatizzazione venga riparato, quanto prima possibile, anche presso le camere dello stesso stabile, al fine di consentire ai militari lì accasermati il giusto e adeguato riposo.

Cogliamo l’occasione per ricordare che il sindacato è sempre disponibile ad accogliere segnalazioni, proposte e problematiche da parte di tutto il personale, con l’obiettivo di promuovere e tutelare i diritti e il benessere dei lavoratori militari.

Invitiamo, infine, chi non lo avesse ancora fatto, a considerare l’iscrizione al sindacato, perché una rappresentanza forte nasce dalla partecipazione consapevole di tutti.

Per il Sindacato Indipendente Carabinieri il benessere sul lavoro è una priorità. L’aria condizionata è tornata, grazie all’impegno collettivo. Insieme si può!

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