Fluminimaggiore, 4 agosto 2026
AL MINISTRO DELLA DIFESA
On.le Guido Crosetto
AL MINISTRO DELL’INTERNO
Prefetto Matteo Piantedosi
AL COMANDANTE GENERALE DELL’ARMA
Comandante C.A. Salvatore Luongo
Oggetto: Allarme sulla sicurezza nazionale. Il territorio sempre più ostaggio della criminalità e i cittadini lo percepiscono ogni giorno. L’Italia non può arrendersi alla criminalità
Negli ultimi mesi, e con particolare intensità nelle ultime settimane, l’Italia sta assistendo a una preoccupante escalation di violenza, aggressioni, rapine, baby gang, spaccio diffuso e criminalità urbana. Da Roma a Milano, da Torino a Napoli, il senso di sicurezza dei cittadini viene messo quotidianamente alla prova.
Da Quarticciolo, Tor Bella Monaca, San Basilio, Corviale, Torre Maura, Pigneto, Stazione Termini e Quartiere Africano a Roma; da San Siro, Rogoredo, Corvetto, Quarto Oggiaro e l’area della Stazione Centrale a Milano; da Barriera di Milano, Aurora e Porta Palazzo a Torino; da Scampia, Secondigliano, San Giovanni a Teduccio, Forcella e Quartieri Spagnoli nell’area metropolitana di Napoli; fino ad altre realtà urbane come San Giorgio a Bari, sono sempre più numerosi i territori nei quali la criminalità diffusa alimenta un crescente senso di insicurezza tra i cittadini.
L’elenco potrebbe purtroppo continuare. Ed è proprio questo il dato più allarmante: oggi il problema non riguarda più un singolo quartiere o una singola città. Riguarda l’intero Paese.
Le cronache degli ultimi giorni raccontano di aggressioni, violenze, truffe ai danni degli anziani, episodi di criminalità diffusa, inseguimenti ad alto rischio, baby gang che agiscono in pieno giorno e operatori delle Forze dell’Ordine aggrediti durante il servizio. Allo stesso tempo, raccontano anche di Carabinieri che salvano anziani da truffe, arrestano rapinatori, smantellano organizzazioni criminali, sequestrano armi e droga e restituiscono sicurezza alle comunità. È questa la differenza tra chi genera paura e chi restituisce libertà.
In questo scenario, mentre la criminalità si manifesta con modalità sempre più aggressive, organizzate e violente, alimentata anche dal traffico di sostanze stupefacenti e da fenomeni di illegalità diffusa, i Carabinieri e le altre Forze dell’Ordine rappresentano la presenza concreta dello Stato sul territorio.
Sono loro ad affrontare quotidianamente le situazioni più complesse e pericolose, intervenendo per difendere cittadini, famiglie e comunità, spesso in condizioni di grave carenza di organico, con risorse limitate e sotto una pressione operativa sempre più elevata. Un impegno che, troppo frequentemente, si traduce in aggressioni, ferimenti e in un livello di esposizione al rischio che non ha eguali nella Pubblica Amministrazione.
Gli episodi registrati nelle ultime settimane dimostrano inoltre come la presenza di pattuglie sul territorio rappresenti il più efficace deterrente contro la criminalità. Se gruppi di baby gang riescono ad agire indisturbati perfino durante le ore diurne, significa che gli attuali organici non consentono più una copertura adeguata del territorio. Questa è una realtà che non può più essere ignorata.
Più Carabinieri e più Forze dell’Ordine presenti nelle città significano più prevenzione, maggiore controllo del territorio, interventi più rapidi e una più efficace tutela dei cittadini. È arrivato il momento di smettere di inseguire l’emergenza e di affrontarla con decisioni coraggiose. Non è più il tempo delle dichiarazioni di circostanza, delle promesse o dei rinvii. Ogni giorno perso viene pagato dai cittadini onesti e dalle donne e dagli uomini dello Stato che ogni giorno indossano una divisa.
La sicurezza nazionale non appartiene a una parte politica. È un patrimonio della Repubblica. Per questo motivo Governo, Parlamento, Regioni, Enti locali e tutte le forze politiche hanno il dovere morale e istituzionale di superare ogni contrapposizione e fare fronte comune. Così come il Paese sa unirsi davanti alle grandi sfide nazionali, oggi deve unirsi per difendere la sicurezza dell’Italia.
Servono scelte immediate. Servono investimenti straordinari. Servono più Carabinieri e più Forze dell’Ordine sul territorio. Servono organici adeguati, bodycam, dashcam, giubbotti antitaglio, dotazioni tecnologiche moderne, strumenti di protezione individuale e mezzi operativi all’altezza di una criminalità sempre più organizzata e violenta.
Non possiamo continuare a chiedere agli operatori di garantire sicurezza con risorse insufficienti, mentre il livello dello scontro con la criminalità cresce giorno dopo giorno.
Ogni aggressione contro un appartenente alle Forze dell’Ordine è un’aggressione allo Stato. Ogni cittadino che rinuncia alla propria libertà per paura della criminalità rappresenta una sconfitta delle Istituzioni.
Il Sindacato Indipendente Carabinieri continuerà a denunciare con fermezza ogni criticità e a sostenere ogni iniziativa realmente orientata alla tutela della sicurezza pubblica. Oggi, però, non bastano più le parole. È il momento che tutte le Istituzioni si assumano fino in fondo la responsabilità di difendere il Paese con scelte concrete, tempestive e condivise.
Quando lo Stato arretra, la criminalità occupa gli spazi lasciati liberi. Quando le Forze dell’Ordine vengono lasciate sole, non falliscono i Carabinieri: fallisce lo Stato.

