Questi sono i numerosi quesiti che ci sono arrivati in questi giorni, e oggi vogliamo rispondere nel merito.
Prima di entrare nel tema pensioni, però, è d’obbligo aprire una breve parentesi: il punto di partenza non può che essere il contratto recentemente firmato.
Certamente questo contratto non ha portato la giusta dignità ai Carabinieri, ma ha portato, invece, tanta delusione. Una delusione profonda, perché era un nostro pieno diritto avere un contratto adeguato e dignitoso; per questo l’amarezza è forte sia verso il Governo che verso tutti coloro che hanno accettato e firmato queste condizioni.
Non vogliamo entrare nel merito delle decisioni altrui, tra chi ha firmato e chi non ha firmato, o di chi parla di responsabilità e di attacchi.
Ma va detto chiaramente: questo era un contratto che, non offrendo un adeguamento reale rispetto all’inflazione e al potere d’acquisto che abbiamo perso negli ultimi 3 anni, andava semplicemente rispedito al mittente. Questa è la nostra considerazione.
Quindi, quando qualcuno parla di responsabilità, dovrebbe stare molto più attento: la responsabilità verso oltre 110.000 Carabinieri è enorme e oggi chi si è assunto questa responsabilità deve metterci la faccia.
IL NODO PENSIONI E IL MALESSERE SUL TERRITORIO
È proprio da questo clima di forte disagio che nasce la domanda che in tantissimi mi ponete: conviene la pensione anticipata a 37 anni e mezzo o conviene aspettare il limite d’età dei 60 anni?
Già il fatto che questo quesito arrivi così frequentemente dimostra un malessere reale, aggravato da una carenza organica del 12-14% che sul campo si traduce in turni gravosi, straordinari e forte stress.
Analizzando le cose con lucidità, bisogna considerare che arrivare ai 60 anni offre dei vantaggi economici e tecnici precisi:
- Permette di massimizzare il montante contributivo;
- Garantisce un coefficiente di trasformazione più alto con l’applicazione del moltiplicatore;
- Assicura un TFS decisamente più alto e con tempi di attesa molto più brevi rispetto all’uscita anticipata.
Allo stesso tempo, però, la scelta va pesata attentamente tenendo conto di altri tre fattori fondamentali: l’impatto reale del carico operativo quotidiano sulla propria salute, l’esigenza del tempo da dedicare alla famiglia e la sostenibilità economica della differenza mensile netta tra le due opzioni.
IL NOSTRO CONSIGLIO: NON DECIDETE DA SOLI
Proprio per questo vi diciamo: prima di prendere qualsiasi decisione, contattateci.
Se siete a un anno o due dal pensionamento o dal raggiungimento della prima finestra dei 37 anni e mezzo, scriveteci: vi faremo il calcolo preciso di tutte le vostre condizioni pensionistiche individuali, permettendovi di valutare numeri e qualità della vita per fare la scelta migliore e più consapevole.
Contattateci per richiedere una consulenza dedicata.

