Carabinieri radiomobile

Scordia (CT), Carabiniere accoltellato durante un intervento di soccorso

Questa realtà esprime la più profonda vicinanza e i più sentiti auguri di pronta e completa guarigione al giovane Carabiniere di 25 anni, gravemente ferito da una coltellata al fianco durante un intervento di soccorso nel comune di Scordia, in provincia di Catania.

Secondo le notizie sinora disponibili, il militare è intervenuto, insieme ai colleghi, per prestare aiuto nell’ambito di una richiesta di soccorso, venendo improvvisamente aggredito e colpito con un’arma da taglio. Sull’accaduto saranno, come sempre, le competenti Autorità giudiziarie ad accertare i fatti e le eventuali responsabilità, nel pieno rispetto delle indagini in corso.

Al di là dell’esito dell’attività investigativa, un dato appare evidente: ancora una volta un Carabiniere ha rischiato la vita mentre svolgeva il proprio dovere al servizio della collettività.

I Carabinieri non si sottraggono mai. Intervengono ogni giorno, senza esitazione, anche negli scenari più complessi e imprevedibili, mettendo a rischio la propria incolumità per proteggere quella dei cittadini. Questo straordinario senso del dovere non può essere dato per scontato né lasciato privo delle necessarie garanzie.

È necessario rafforzare concretamente la sicurezza del personale attraverso dotazioni di protezione individuale sempre più efficaci e adeguate ai rischi operativi, promuovendo anche un costante impiego dei dispositivi di protezione previsti, affinché ogni operatore possa affrontare il servizio nelle migliori condizioni di sicurezza possibili.

Allo stesso tempo, riteniamo indispensabile che il Governo promuova un serio percorso istituzionale, coinvolgendo Regioni, Enti Locali e Servizio Sanitario Nazionale, finalizzato ad affrontare in maniera strutturale la gestione delle situazioni caratterizzate da gravi fragilità psichiche e dalle conseguenze delle dipendenze patologiche.

Non è accettabile che le Forze dell’Ordine continuino a rappresentare l’unico presidio chiamato a fronteggiare emergenze che richiedono anche una preventiva presa in carico sanitaria e sociale.

Il SIC rinnova pertanto alcune richieste che ritiene non più rinviabili:

  • Dotazioni e dispositivi di protezione individuale adeguati, con particolare attenzione alla sicurezza degli operatori impegnati quotidianamente nel controllo del territorio;
  • Un tavolo permanente tra Governo, Amministrazioni territoriali e Servizio Sanitario, per definire protocolli operativi condivisi nella gestione delle situazioni ad alto rischio connesse a gravi disturbi psichici e dipendenze;
  • Tutele legali, garanzie operative e certezza della pena per chiunque aggredisca un appartenente alle Forze dell’Ordine.

Aggredire un Carabiniere significa colpire chi ogni giorno garantisce la sicurezza delle nostre comunità. Per questo ogni episodio di violenza nei confronti degli operatori dello Stato deve trovare una risposta ferma, concreta e tempestiva, sul piano della prevenzione, della tutela e dell’applicazione della legge.

Al giovane collega rivolgiamo il nostro più sincero abbraccio, esteso alla sua famiglia e a tutti i militari del Reparto che, con professionalità, coraggio e spirito di servizio, hanno gestito una situazione di estrema gravità.

Il Sindacato Indipendente Carabinieri continuerà a trasformare ogni episodio di violenza in un’azione concreta di tutela, perché chi indossa una divisa non deve mai sentirsi solo.

Fluminimaggiore, 24 luglio 2026

LA SEGRETERIA GENERALE NAZIONALE
DEL SINDACATO INDIPENDENTE CARABINIERI

 

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