Un gesto contro un’auto di servizio è un gesto contro lo Stato

“RISPETTIAMO LE SENTENZE, MA NON POSSIAMO NASCONDERE IL NOSTRO SGOMENTO DI FRONTE A UNA DECISIONE CHE RISCHIA DI ALIMENTARE UN SENSO DI IMPUNITÀ”

 

​Il Sindacato Indipendente Carabinieri (SIC) esprime profondo rammarico e sincero sgomento per la decisione con cui il Tribunale di Perugia ha assolto il giovane che aveva deliberatamente urinato sull’autovettura di servizio dell’Arma, filmando l’intera scena per poi diffonderla sui social.

​Pur riaffermando il pieno rispetto per l’autonomia della Magistratura, il SIC ritiene doveroso manifestare la propria profonda amarezza. Ci troviamo dinanzi a un esito processuale che rischia di essere percepito dall’opinione pubblica come un segnale di scarsa tutela nei confronti delle Istituzioni e di chi, ogni giorno, rappresenta lo Stato sulle strade del Paese.

​Non si tratta semplicemente di un danno a un’autovettura. Quel mezzo rappresenta visibilmente la presenza dello Stato sul territorio e il sacrificio quotidiano delle Donne e degli Uomini in divisa che garantiscono la sicurezza dei cittadini, spesso in condizioni di estrema difficoltà. Un gesto intenzionalmente degradante, ostentato per finalità di esposizione mediatica, assume una valenza simbolica che non può essere derubricata a mero episodio di cronaca. Il rispetto dei simboli dello Stato costituisce un presupposto essenziale della convivenza civile.

​La sociologia del diritto e la storia delle istituzioni ci insegnano un principio fondamentale: l’efficacia delle norme si misura anche sulla certezza che i comportamenti lesivi della dignità collettiva ricevano una risposta coerente da parte dell’ordinamento. Quando si diffonde la percezione di una tutela non adeguata nei confronti delle Forze dell’Ordine, il rischio reale è quello di indebolire il rapporto di fiducia tra cittadini e Istituzioni, patrimonio indispensabile per la tenuta dello Stato di diritto.

​Le donne e gli uomini del SIC lo affermano con la dignità di chi serve quotidianamente la Repubblica: c’è un profondo senso di stanchezza. Siamo stanchi di mettere ogni giorno a repentaglio la nostra incolumità per poi vedere svilita la dignità della nostra funzione. La divisa non è un bersaglio, né un simbolo sul quale chiunque possa sentirsi libero di compiere atti offensivi confidando nell’assenza di conseguenze.

​Il SIC non chiede scorciatoie giustizialiste né decisioni esemplari estranee ai principi costituzionali. Chiede, tuttavia, che ogni articolazione dello Stato contribuisca a rafforzare il rispetto di chi lo rappresenta quotidianamente. È necessario promuovere una riflessione, anche sul piano legislativo e culturale, affinché episodi di questo genere trovino risposte capaci di riaffermare l’autorevolezza dello Stato.

​Quando viene colpita una divisa, non viene offeso soltanto un Carabiniere: viene messa in discussione l’autorità dello Stato stesso. Difendere chi serve le Istituzioni significa difendere i cittadini e la forza della nostra democrazia.

La Segreteria Generale Nazionale

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