È con profonda amarezza e grandissima preoccupazione che il Sindacato Indipendente Carabinieri (SIC) apprende gli ultimi sviluppi investigativi sulla tragica scomparsa dell’agente della Polizia Locale di Milano. Una verità drammatica che non possiamo e non vogliamo accettare in silenzio.
La vita di un servitore dello Stato non può essere spezzata nel tentativo di consentire a un criminale di sottrarsi alla Giustizia.
Dietro una divisa non c’è soltanto un operatore della Sicurezza, c’è una persona, una famiglia, una storia, una vita dedicata al servizio della collettività.
Ed è proprio per rispetto della vittima e dei suoi cari che chiediamo giustizia, rigore e certezza delle conseguenze per chi sceglie di violare la legge mettendo a rischio la vita altrui.
Non si può morire così.
Il valore della vita di un appartenente alle Forze dell’Ordine o alla Polizia Locale non può essere sacrificato sull’altare della fuga, dell’illegalità e del disprezzo delle regole.
Come Sindacato ribadiamo la nostra totale fiducia nell’operato della Magistratura, ma allo stesso tempo chiediamo che ogni responsabilità venga accertata fino in fondo e che la legge venga applicata con il massimo rigore previsto dall’ordinamento. Non tollereremo giustificazioni di circostanza né tentativi di minimizzare quanto accaduto.
Occorrono risposte immediate da parte delle Istituzioni. Il senso del dovere e lo spirito di sacrificio non bastano più. Chi protegge i cittadini ha il diritto sacrosanto di essere protetto dallo Stato.
Rivolgiamo un appello chiaro e perentorio alla Politica: è tempo di un cambio di passo deciso. Basta rinvii. Basta solidarietà di facciata.
Servono fatti, scelte coraggiose e interventi concreti. Le donne e gli uomini delle Forze dell’Ordine servono il Paese con onore, professionalità e dedizione.

