Tragedia Agente Polizia Municipale a Milano. Il senso di impunità mina la tenuta del sistema sicurezza e lo Stato di Diritto

Il Sindacato Indipendente Carabinieri (SIC) esprime il più profondo, commosso e totale cordoglio per la tragica scomparsa dell’Agente della Polizia Municipale di Milano, strappato alla vita e ai suoi affetti mentre, a bordo della sua moto d’ordinanza, svolgeva il proprio dovere al servizio della comunità. Alla sua famiglia e a tutti i colleghi del Corpo va la totale solidarietà e la vicinanza della nostra Segreteria Generale Nazionale in questo momento di immenso dolore.

​Questa ennesima e drammatica tragedia, tuttavia, non può e non deve essere derubricata a triste fatalità o a un semplice incidente stradale. Essa rappresenta il sintomo lampante e drammatico di un sistema sicurezza ormai al collasso, all’interno del quale chi indossa una divisa è diventato il bersaglio mobile di una criminalità sempre più arrogante, spregiudicata e priva di ogni rispetto per lo Stato. Oggi siamo allo sbaraglio, ogni turno di servizio rischia di trasformarsi in un evento drammatico in cui a pagare con la vita sono i servitori dello Stato.

​Davanti a questo scenario intollerabile, il SIC, pur ribadendo la propria incondizionata e permanente fiducia nell’operato della Magistratura, ritiene non più rimandabile l’apertura di un confronto serio e costruttivo sull’adeguatezza degli strumenti di tutela a disposizione degli operatori della sicurezza. Ci chiediamo, con la dovuta fermezza istituzionale: quali risposte concrete si intendano mettere in atto per arginare la preoccupante escalation di violenza e aggressioni alle Forze dell’Ordine? La certezza della pena e l’effettività della sanzione penale rappresentano gli unici baluardi normativi capaci di prevenire il disastro sociale e garantire la sicurezza collettiva.

​Ciò che preme evidenziare, sotto un profilo puramente tecnico e sociologico, è l’effetto distorsivo che la percezione di una diffusa impunità rischia di trasmettere alla società. Quando l’applicazione delle norme non si traduce in conseguenze sanzionatorie immediate e proporzionate, si genera nei rei la falsa consapevolezza di poter reiterare condotte illecite a discapito della collettività. Questo fenomeno rischia di alimentare un disorientamento normativo e sociale capace di minare dalle fondamenta la sicurezza stessa dei cittadini.

​Non possiamo permetterci il lusso di tollerare ulteriori atti di violenza. Siamo drammaticamente prossimi a un punto di non ritorno, se lo Stato abdica al suo ruolo primario di punire chi sbaglia e di proteggere chi lo serve, il rischio reale è che si passi dall’inevitabile esasperazione del personale alla deriva pericolosissima della giustizia privata. Una situazione, quest’ultima, che non deve mai configurarsi in uno Stato di diritto. Ma affinché ciò non avvenga, è necessario che il sistema giudiziario torni a offrire la legittima soddisfazione della vittima, e mai del reo.

​La Segreteria Generale del Sindacato Indipendente Carabinieri chiede un cambio di passo immediato alla politica e alle istituzioni: servono riforme normative severe a tutela delle Forze di Polizia e una profonda riflessione sinergica da parte di tutte le componenti dello Stato, inclusi gli organi giudiziari, sull’impatto sociale delle dinamiche applicative della legge.

Difendere chi ci difende non è una scelta politica, è un dovere civile. Non lasceremo che i nostri colleghi continuino a operare in condizioni di totale vulnerabilità.

La Segreteria Generale Nazionale

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