Riflessione propositiva in merito al ritiro della tessera di riconoscimento e dell’arma d’ordinanza individuale al personale collocato in aspettativa per infermità

Fluminimaggiore, 10 giugno 2026

 

Comando Generale Arma dei Carabinieri

Ufficio Relazioni Sindacali

Viale Romania, 45 – 00197 ROMA

 

 

OGGETTO: Riflessione propositiva in merito al ritiro della tessera di riconoscimento e dell’arma d’ordinanza individuale al personale collocato in aspettativa per infermità.

 

Nell’ambito delle prerogative riconosciute alle APCSM iscritte all’Albo dei sindacati militari e nel consueto spirito di collaborazione istituzionale volto al miglioramento delle condizioni del personale e dell’efficienza complessiva dell’Istituzione, il Sindacato Indipendente Carabinieri desidera sottoporre alla Sua attenzione una riflessione riguardante il personale collocato in aspettativa per infermità o interessato da prolungati periodi di convalescenza.

La presente iniziativa non intende mettere in discussione procedure amministrative consolidate né le valutazioni organizzative poste a fondamento delle stesse, ma rappresenta un contributo costruttivo finalizzato ad evidenziare una criticità segnalata da numerosi colleghi e ad individuare eventuali soluzioni migliorative nell’interesse dell’Amministrazione e del personale.

Come noto, in determinate circostanze connesse a periodi prolungati di infermità, il personale viene privato dell’arma d’ordinanza individuale e della tessera di riconoscimento in dotazione.

Pur comprendendo le ragioni cautelative e organizzative che possono giustificare tali misure, il SIC ritiene opportuno porre una particolare attenzione sugli effetti derivanti dal ritiro della tessera di riconoscimento istituzionale.

Il militare collocato in aspettativa per infermità continua infatti ad appartenere all’Arma dei Carabinieri, conserva il proprio status di militare e non viene collocato in congedo.

Permane inoltre la possibilità concreta che lo stesso possa trovarsi casualmente ad assistere a fatti di rilievo per l’ordine e la sicurezza pubblica, ad eventi costituenti reato o a situazioni di emergenza nelle quali l’appartenenza all’Arma dei Carabinieri possa assumere immediata rilevanza ai fini dell’identificazione e della qualificazione personale.

In tali circostanze, la disponibilità di un documento identificativo istituzionale rappresenta uno strumento di evidente utilità per qualificarsi correttamente quale appartenente all’Arma dei Carabinieri e consentire agli operatori intervenuti di riconoscerne immediatamente il ruolo e la funzione.

Sotto altro profilo, appare opportuno ricordare che le attribuzioni di Polizia Giudiziaria e di Pubblica Sicurezza riconosciute al personale dell’Arma trovano fondamento nella normativa vigente e nelle funzioni attribuite dalla legge agli appartenenti all’Istituzione.

Al riguardo, appare opportuno evidenziare come le attribuzioni di Polizia Giudiziaria riconosciute agli appartenenti all’Arma ai sensi degli articoli 55 e 57 del Codice di Procedura Penale, nonché le funzioni di Pubblica Sicurezza attribuite dalla vigente normativa, trovino il proprio fondamento nella legge e nello status rivestito dal militare e non nel mero possesso materiale del documento di riconoscimento.

Sebbene il possesso della tessera di riconoscimento non costituisca il presupposto giuridico di tali attribuzioni, la disponibilità di un documento identificativo istituzionale rappresenta uno strumento essenziale per consentire l’immediata qualificazione del militare nei rapporti con i cittadini, con le altre Forze di Polizia e con le Autorità pubbliche.

Proprio per tale ragione, la disponibilità di un documento identificativo istituzionale assume particolare rilevanza ai fini dell’immediata qualificazione personale e dell’efficace esercizio delle prerogative connesse allo status rivestito, anche nelle situazioni occasionali in cui il militare, pur collocato in aspettativa per infermità, si trovi ad assistere a fatti di rilievo per l’ordine e la sicurezza pubblica o ad eventi costituenti reato.

Ulteriore elemento di riflessione riguarda l’accesso alle convenzioni e alle agevolazioni riservate al personale dell’Arma.

Paradossalmente, proprio nel momento in cui il militare affronta una condizione di particolare fragilità fisica e necessita con maggiore frequenza di prestazioni sanitarie e assistenziali, la mancanza di un documento attestante l’appartenenza all’Istituzione può comportare difficoltà nell’accesso a benefici e convenzioni che potrebbero rappresentare un concreto sostegno per il collega e per il suo nucleo familiare.

A tali aspetti pratici si aggiunge una considerazione di natura umana e valoriale.

Per un Carabiniere, la tessera di riconoscimento non rappresenta soltanto un documento amministrativo, ma costituisce anche il simbolo tangibile di un’appartenenza costruita attraverso anni di servizio, sacrifici, responsabilità e dedizione verso lo Stato e i cittadini.

La temporanea privazione di tale documento durante una fase particolarmente delicata della vita personale e professionale rischia di essere percepita come una forma di distacco dall’Istituzione proprio nel momento in cui il personale avrebbe maggiore necessità di sentirne la vicinanza e il sostegno.

Non si cessa di essere Carabinieri durante un periodo di infermità. Al contrario, proprio nei momenti di maggiore fragilità personale e familiare, il legame con l’Istituzione dovrebbe continuare a rappresentare un punto di riferimento, di appartenenza e di sostegno.

Alla luce di quanto esposto, il Sindacato Indipendente Carabinieri ritiene opportuno avviare una riflessione sull’effettiva necessità del ritiro della tessera di riconoscimento nei confronti del personale collocato in aspettativa per infermità, valutando se tale misura realizzi un concreto interesse organizzativo dell’Amministrazione oppure se possano essere individuate soluzioni alternative che consentano al personale interessato di conservare un documento identificativo istituzionale, senza pregiudicare le esigenze di sicurezza, controllo e tutela che l’Amministrazione è chiamata a garantire.

In tale prospettiva, potrebbe essere valutata la possibilità di mantenere la tessera di riconoscimento in possesso del militare ovvero di prevedere il rilascio di un documento identificativo dedicato che consenta di attestare l’appartenenza all’Arma dei Carabinieri e di garantire la continuità nell’accesso ai benefici e alle convenzioni ad essa connessi.

Certi della sensibilità che l’Amministrazione ha sempre dimostrato nei confronti del personale dell’Arma dei Carabinieri, confidiamo che la presente riflessione possa costituire un utile contributo nell’ambito di una valutazione orientata alla tutela della dignità, dell’identità professionale e del benessere dei colleghi che stanno affrontando momenti particolarmente complessi della propria vita.

Con sentimenti di profonda stima istituzionale, si resta fiduciosamente in attesa delle determinazioni che codesto Comando Generale riterrà opportuno adottare.

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Pubblicato in Il SIC Scrive, News.