FESI 2025, le maschere cadono sempre davanti alla realtà

La nota ufficiale del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri parla chiaro.

Il decreto FESI 2025 è stato predisposto secondo criteri concordati con le APCSM firmatarie del rinnovo contrattuale. Altro che imposizioni respinte. Altro che “non passerà”. Altro che cambiamenti radicali.

E i fatti sono ancora più evidenti sono:

  • rimane il tetto delle 1.680 ore;
  • resta l’impianto già contestato;
  • vengono confermati criteri che continuano a creare disparità;
  • le risorse aggiuntive sono marginali rispetto alle reali esigenze del personale.

A rendere ancora più evidente il fallimento di questa gestione vi è un ulteriore elemento estremamente grave: all’interno della nota ufficiale dell’Arma non viene riportata alcuna certezza sui tempi di pagamento del FESI.

Questo dato pesa enormemente sulla dignità economica di tutti i Carabinieri, in un momento in cui il caro vita continua ad aumentare.

Mentre qualcuno continua a vantare vittorie, la nota informativa smonta la propaganda.

Il pagamento del FESI potrebbe non avvenire nel mese di giugno, come storicamente accaduto.

IL TEMPO DELLA PROPAGANDA È FINITO.

Se dopo tutta questa propaganda si arriva perfino a non avere nemmeno la certezza sui tempi di corresponsione del FESI, vuol dire che nulla è realmente cambiato rispetto alle vecchie logiche del passato.

Per mesi qualcuno ha costruito propaganda sulle spalle dei Carabinieri con proclami e annunci trionfali.

Il Sindacato Indipendente Carabinieri lo aveva detto dall’inizio, con trasparenza, onestà intellettuale, senza slogan e senza illudere i Carabinieri.

Ed è inutile continuare a parlare di “grandi risultati” quando:

  • il potere d’acquisto continua a crollare;
  • il FESI resta ancorato a logiche vecchie;
  • gli incrementi annunciati rischiano di trasformarsi in pochi centesimi sui servizi.

Questa è la conferma che il sistema continua a non rispondere alla realtà quotidiana dei Carabinieri.

Il SIC continuerà a fare quello che ha sempre fatto, dire la verità, difendere i Carabinieri e non piegarsi alla propaganda.

La Segreteria Generale Nazionale

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