Ieri a Torino non si è assistito a una semplice manifestazione. Si è assistito all’ennesimo tentativo di trasformare una piazza in un attacco diretto allo Stato.
Nel corso del corteo, come documentato da video diffusi sui social, sono state pronunciate frasi di una gravità inaudita nei confronti delle Forze dell’Ordine.
Tra queste, un passaggio che non può essere ignorato: “…libereremo quel quartiere da quei maiali con la divisa pagati per mangiare ciambelle”.
Una deriva pericolosa.
Parole che non rappresentano una protesta. Rappresentano un salto di qualità pericoloso: la disumanizzazione consapevole di chi indossa una divisa dello Stato.
Non siamo più davanti a semplici slogan. Siamo davanti a un linguaggio che legittima l’odio e prepara il terreno allo scontro.
Quelle divise, oggi insultate e indicate come nemiche, appartengono a uomini e donne che ogni giorno garantiscono Sicurezza, Legalità e Libertà. La stessa libertà che consente a chi urla odio di scendere in piazza.
Il Sindacato Indipendente Carabinieri lo dichiara con fermezza: si è superato il limite.
Non è accettabile che si invochi la “liberazione” di territori dalle Forze dell’Ordine, si utilizzi un linguaggio che disumanizza gli operatori e si tollerino derive che mettono a rischio l’ordine pubblico e l’incolumità del personale.
Tali esternazioni non solo offendono la dignità dei lavoratori in divisa, ma mirano a delegittimare l’operato dello Stato, minando le basi stesse della convivenza civile.
Di fronte a episodi di questa gravità, il SIC confida nell’operato delle Autorità competenti, affinché ogni condotta venga valutata nelle sedi opportune, nel pieno rispetto della legge.
Allo stesso tempo, riteniamo non più rinviabile una riflessione seria e concreta sulle condizioni operative e sulla tutela del personale impiegato nei servizi di ordine pubblico.
Il silenzio, in questi casi, non è neutralità: è un segnale pericoloso.
Non si può pretendere professionalità, equilibrio e senso dello Stato dai Carabinieri e, allo stesso tempo, lasciarli soli di fronte a campagne di odio pubblico.
Il SIC è chiaro: chi indossa una divisa dello Stato deve essere rispettato e tutelato. Non accetteremo più che il personale venga trasformato nel bersaglio di ideologie estremiste e violente.
La pazienza è finita. Il Sindacato Indipendente Carabinieri continuerà a vigilare, interverrà in ogni sede a tutela dei propri iscritti e garantirà supporto legale e sindacale a tutto il personale coinvolto.
La Segreteria generale Nazionale
