Fluminimaggiore, 14 aprile 2026
AL SIG. COMANDANTE GENERALE DELL’ARMA DEI CARABINIERI
Gen. C.A. Salvatore LUONGO
=ROMA=
OGGETTO: Articolazione dell’orario di lavoro su cinque giorni settimanali: festività cadenti di sabato, necessità di indirizzi applicativi uniformi.
Signor Comandante Generale,
in un clima di leale, concreta e fattiva collaborazione istituzionale, orientata esclusivamente al miglioramento dell’efficienza organizzativa e alla tutela del personale, si sottopone alla Sua autorevole attenzione la seguente questione applicativa, emersa in modo ricorrente presso diversi reparti dell’Arma e oggetto di segnalazioni da parte del personale.
- Quadro organizzativo di riferimento
Una parte del personale dell’Arma dei Carabinieri, in particolare quello impiegato presso Uffici, Stati Maggiori e articolazioni di livello centrale e territoriale, osserva un’articolazione dell’orario di lavoro su cinque giorni settimanali, per complessive 36 ore settimanali, secondo il seguente schema: 7 ore e 12 minuti giornalieri, ovvero articolazioni flessibili (es. rientri pomeridiani) comunque equivalenti al raggiungimento delle 36 ore settimanali entro il venerdì.
In tale configurazione:
- il sabato è qualificato come giornata non lavorativa, a zero ore;
- la domenica costituisce il riposo settimanale.
- Fattispecie oggetto di segnalazione
Si rileva che, nell’ipotesi in cui una giornata festiva cada di sabato, il personale impiegato su cinque giorni:
- non beneficia di alcuna riduzione dell’orario settimanale, avendo già assolto integralmente le 36 ore entro il venerdì;
- non matura alcun recupero compensativo né altra forma di ristoro.
Parallelamente, presso reparti con articolazione su sei giorni settimanali (tipicamente organizzazioni territoriali):
- la medesima festività cadente di sabato incide su una giornata ordinariamente lavorativa;
- determina, conseguentemente, una riduzione dell’impegno settimanale oppure il riconoscimento di forme di recupero.
- Analisi tecnica
Dall’analisi della disciplina vigente emerge che:
- il modello su cinque giorni configura il sabato come giornata feriale non lavorativa, non assimilabile né a giornata festiva né a riposo settimanale;
- la coincidenza della festività con tale giornata non genera automaticamente diritti a recupero o compensazione, in assenza di specifica previsione normativa.
- Tale impostazione risulta coerente con i principi generali dell’organizzazione del lavoro pubblico e con la distinzione tra:
- modelli orari differenti, entrambi legittimi;
- modalità di distribuzione dell’orario settimanale, alternative ma equivalenti sul piano formale.
Si evidenzia, inoltre, che, a differenza di altri comparti della Pubblica Amministrazione caratterizzati da modelli organizzativi sostanzialmente omogenei, l’Arma dei Carabinieri presenta una fisiologica coesistenza di differenti articolazioni dell’orario di lavoro, strettamente connesse alla diversità delle funzioni svolte (attività d’ufficio e attività operativa sul territorio).
Tale specificità determina, in presenza del medesimo evento (festività cadente di sabato), effetti applicativi non pienamente allineati tra personale appartenente alla stessa Amministrazione, con conseguenti ricadute sul piano dell’equilibrio organizzativo interno.
- Criticità applicativa rilevata (dato oggettivo)
Pur nel rispetto della legittimità dell’impianto normativo, si evidenzia una asimmetria oggettiva di effetti tra modelli organizzativi interni all’Arma:
- personale su 5 giorni → 36 ore settimanali integralmente rese;
- personale su 6 giorni → 30 ore riduzione effettiva dell’impegno settimanale in presenza della medesima festività.
La criticità assume particolare rilievo nell’anno 2026, in cui quattro festività infrasettimanali cadono di sabato (Epifania, Festa della Liberazione, Assunzione – Ferragosto, Santo Stefano), determinando una reiterazione concreta e misurabile degli effetti sopra descritti.
In termini esemplificativi, nelle settimane interessate da tale coincidenza, il personale in settimana corta è comunque tenuto all’integrale assolvimento delle 36 ore settimanali, mentre nei modelli articolati su 6 giorni la medesima festività può determinare una riduzione dell’impegno lavorativo settimanale ovvero di 30 ore .
Si evidenzia, altresì, che tali giornate assumono una particolare rilevanza anche sotto il profilo operativo e del trattamento economico connesso alle prestazioni rese in tali circostanze, rafforzando ulteriormente l’incidenza della criticità evidenziata.
Ne deriva una incidenza concreta, ripetuta e misurabile sul carico lavorativo, che, pur nel rispetto della legittimità del sistema, evidenzia una disomogeneità di effetti tra modelli interni.
- Proposta sindacale
Alla luce di quanto sopra, questa Organizzazione Sindacale non formula una contestazione, ma una proposta costruttiva e migliorativa.
Si propone di valutare:
- l’emissione di indirizzi applicativi univoci;
- l’introduzione, ove ritenuto opportuno, di misure compensative organizzative, quali:
- credito orario convenzionale;
- recupero programmato;
- altre soluzioni gestionali idonee a riequilibrare gli effetti tra modelli orari.
In tale ambito, potrebbe altresì essere valutata, in via programmatoria e compatibilmente con le esigenze di servizio, la possibilità di modulare l’orario settimanale del personale in settimana corta nelle settimane interessate dalla coincidenza della festività con il sabato, anche attraverso una riduzione dell’impegno complessivo, al fine di garantire un maggiore allineamento degli effetti tra i diversi modelli organizzativi.
- Conclusione
Questa APCSM ritiene che la questione rappresenti un’opportunità per rafforzare:
- l’equità interna;
- l’uniformità gestionale;
- la chiarezza applicativa.
Un intervento in tal senso contribuirebbe a migliorare il funzionamento complessivo dell’organizzazione e il benessere del personale.
Certi della Sua attenzione, si resta in attesa di un cortese riscontro.
La Segreteria Generale Nazionale
