Toscana: il SIC entra nei reparti e investe sui giovani

Non è stato un semplice ciclo di assemblee.

È stato un segnale chiaro: il SIC c’è, cresce e sceglie di stare dove tutto nasce — tra i Carabinieri, nei reparti, accanto ai giovani.

Il Sindacato Indipendente Carabinieri ha svolto, nei giorni 26 e 27 marzo 2026, un intenso tour sindacale in Toscana, attraversando i principali presidi operativi e formativi dell’Arma:

  • Comando Provinciale e Compagnia di Pisa (con i reparti dipendenti);
  • Comando Provinciale e Compagnia di Livorno (con i reparti dipendenti);
  • Compagnia di Pontedera;
  • Comando Legione Carabinieri Toscana;
  • Scuola Allievi Marescialli e Brigadieri di Firenze.

tturata, organizzata dal Segretario Generale Regionale SIC Toscana Fabio Scanu, che ha dimostrato concretamente come il progetto SIC stia prendendo forma attraverso entusiasmo, credibilità e fiducia, soprattutto tra i più giovani.

Ad affiancare il territorio, una presenza nazionale forte e coerente:

  • il Segretario Generale Nazionale Luigi Pettineo;
  • il Segretario Nazionale Francesco Piero Lo Iacono;
  • il Segretario Nazionale Marco Lattanzi;
  • il Segretario del Direttivo Nazionale Umberto Turchetta;
  • il Segretario del Direttivo Nazionale Tommaso Gugliotta.

Una presenza che non è formale, ma strategica: guidare, sostenere e far crescere una nuova generazione di Carabinieri consapevoli dei propri diritti.

UN TOUR TRA I REPARTI, MA SOPRATTUTTO TRA LE PERSONE

Le assemblee hanno registrato partecipazione reale, confronto diretto e un’accoglienza che è andata oltre il dato istituzionale: in ogni sede abbiamo trovato attenzione, ascolto e, soprattutto, fiducia. Fiducia in un modello sindacale che non promette, ma opera.

Durante gli incontri sono stati illustrati in modo chiaro e concreto:

  • il progetto organizzativo del SIC;
  • le attività e gli interventi già realizzati;
  • i servizi a tutela degli iscritti;
  • il sistema di tutela legale;
  • il supporto psicologico;
  • l’assistenza su infermità e cause di servizio;
  • le battaglie sindacali già condotte e i risultati ottenuti.

Ma soprattutto, si è parlato senza filtri delle condizioni reali di lavoro, delle criticità quotidiane e delle prospettive di miglioramento.

FIRENZE: DOVE NASCONO I FUTURI COMANDANTI

Particolarmente significativo è stato l’incontro presso la Scuola Allievi Marescialli e Brigadieri di Firenze. Non un reparto qualsiasi.

È il luogo dove si formano i futuri comandanti, la prima linea del territorio, i punti di riferimento di migliaia di Carabinieri.

Qui si costruisce la guida dell’Arma di domani.

Qui si forma chi dovrà gestire uomini, responsabilità e sicurezza.

Portare conoscenza sindacale in questo contesto significa una cosa sola:

investire sul futuro.

Significa accompagnare i giovani Carabinieri in un percorso di crescita consapevole, affinché possano diventare non solo comandanti preparati, ma anche uomini e donne consapevoli dei propri diritti, del proprio valore e della propria dignità.

IL SENSO DI QUESTA PRESENZA

La presenza della Segreteria Nazionale non è stata simbolica.

È stata una scelta precisa: investire sui giovani, guidarli, formarli e costruire insieme una nuova cultura sindacale.

Una cultura fatta di diritti concreti, benessere reale, dignità economica, prospettiva pensionistica,

tutela operativa e personale.

Perché un Carabiniere formato e consapevole oggi è un Carabiniere più forte domani.

E un’Arma più forte.

RINGRAZIAMENTI ISTITUZIONALI

Il Sindacato Indipendente Carabinieri esprime un sentito e convinto ringraziamento ai Comandanti e a tutte le articolazioni dell’Arma che hanno consentito lo svolgimento delle attività assembleari.

Un ringraziamento particolare al Comandante della Legione Carabinieri Toscana, Generale di Brigata Pierluigi Solazzo, al Capo di Stato Maggiore del Comando Legione Carabinieri Toscana, Colonnello Dionisio De Masi, al Comandante della Scuola Allievi Marescialli e Brigadieri, Generale di Divisione Carlo Cerrina e al Tenente Colonnello Andrea Nocera.

Per l’accoglienza, la disponibilità e la sensibilità istituzionale dimostrata.

Ma soprattutto per aver compreso il valore di un confronto corretto, rispettoso e orientato al miglioramento del sistema.

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