Titolo onorifico di “Veterano della Difesa” – apprezzamento istituzionale e proposta di evoluzione sostanziale

 

Al Signor Ministro della Difesa

On.le Guido Crosetto

= ROMA =

e p.c.

Al Signor Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri

Generale di C.A. Salvatore Luongo

= ROMA =

 

 

OGGETTO:  Titolo onorifico di “Veterano della Difesa” – apprezzamento istituzionale e proposta di evoluzione sostanziale

 

Egregio Signor Ministro,

il Sindacato Indipendente Carabinieri (SIC), nel rispetto dei ruoli istituzionali e con spirito di leale collaborazione, intende esprimere il proprio apprezzamento per l’istituzione del titolo onorifico di “Veterano della Difesa”, introdotto con Decreto del Ministro della Difesa del 21 febbraio 2025, nonché sottoporre alcune riflessioni di carattere dottrinale finalizzate alla sua valorizzazione sostanziale.

  1. Premessa istituzionale

Il SIC riconosce nell’iniziativa del Ministro della Difesa un atto di significativo valore politico e istituzionale, volto a riconoscere formalmente il servizio prestato dai militari delle Forze Armate e dell’Arma dei Carabinieri, anche in congedo, in contesti operativi caratterizzati da elevata complessità, responsabilità ed esposizione al rischio.

Tale riconoscimento contribuisce a consolidare la memoria operativa dello Stato e a restituire dignità a chi ha servito la Patria con disciplina, onore e senso delle Istituzioni.

  1. Definizione sostanziale del titolo di Veterano

Il SIC ritiene opportuno richiamare il significato pieno e dottrinale del concetto di Veterano della Patria o della Difesa.

Veterano è colui che ha servito lo Stato in funzioni operative essenziali alla difesa della Nazione, assumendosi rischi concreti per la propria integrità fisica e psichica, nonché per la sicurezza della collettività, al fine di garantire la salvaguardia delle istituzioni democratiche e il rispetto dell’ordinamento giuridico.

Il riconoscimento di tale figura non può esaurirsi in una dimensione meramente simbolica, ma riflette la missione costituzionale delle Forze Armate e dell’Arma dei Carabinieri e il valore umano e professionale del servizio reso.

  1. La cesura post-servizio e il limite dell’attuale disciplina

L’ordinamento vigente prevede che, al termine del servizio attivo, il personale militare cessi ogni forma di appartenenza ordinamentale, pur avendo svolto attività caratterizzate da elevata responsabilità, esposizione al rischio e significativa usura psico-fisica.

In questo contesto, il titolo di “Veterano della Difesa”, così come attualmente configurato, rischia di assumere una valenza prevalentemente onorifica e amministrativa, non traducendo pienamente il valore sostanziale del servizio prestato.

Il punto centrale non riguarda l’opportunità del riconoscimento che il SIC condivide bensì la necessità che esso evolva verso una configurazione coerente con la responsabilità istituzionale che lo Stato assume nei confronti di chi lo ha difeso.

  1. Analisi comparata e coerenza istituzionale

Da uno studio comparato condotto dal SIC emerge che in numerose democrazie alleate quali Stati Uniti, Regno Unito e Francia  il riconoscimento del veterano si traduce in misure concrete di sostegno sanitario, sociale e logistico, ispirate al principio di continuità istituzionale del servizio reso.

In tali ordinamenti, lo status di veterano comporta, tra l’altro:

– programmi strutturati di supporto psicologico post-servizio;

– agevolazioni nell’accesso a servizi statali e pubblici (trasporti, formazione, percorsi di reinserimento lavorativo);

– strumenti di tutela per le famiglie nei casi di invalidità grave o decesso.

Non si tratta di privilegi, ma di misure coerenti con il sacrificio richiesto e con la responsabilità pubblica che ne deriva.

L’eventuale ispirazione a buone prassi internazionali, opportunamente adattate alle specificità dell’ordinamento italiano, garantirebbe coerenza tra il riconoscimento formale e la sostanza del rapporto tra Stato e suoi difensori.

  1. Per chi Vive e per chi è Caduto responsabilità istituzionale permanente

Chi ha servito per decenni con dedizione e disciplina non può essere considerato semplicemente un destinatario di un titolo onorifico, tuttavia rappresenta una parte viva del patrimonio umano e professionale formato dallo Stato.

Allo stesso modo, chi ha perso la vita in servizio merita un ricordo permanente, istituzionalmente garantito.

Uno Stato maturo riconosce con pari dignità i vivi e i caduti, mantenendo saldo il legame tra memoria, servizio e responsabilità pubblica.

  1. Proposta del SIC

Il SIC non richiede trattamenti privilegiati né benefici impropri.

Sollecita, invece, una riflessione volta a conferire al titolo di Veterano della Difesa una configurazione evolutiva orientata alla definizione di uno status giuridico e funzionale coerente con il valore umano, professionale e istituzionale del servizio reso.

Il riconoscimento non può limitarsi a una certificazione formale, ma deve tendere a rappresentare, in modo sostanziale, il legame permanente tra lo Stato e coloro che ne hanno garantito la difesa.

  1. Conclusione

Uno Stato che riconosce formalmente i propri veterani compie un passo importante.

Uno Stato che ne riconosce pienamente lo status rafforza se stesso, la propria credibilità istituzionale e il legame con le Istituzioni che lo tutelano.

Il SIC conferma il proprio spirito di collaborazione istituzionale e la disponibilità a contribuire, con competenza ed esperienza sindacale, a un eventuale percorso di approfondimento volto a rendere il riconoscimento del Veterano della Difesa pienamente coerente con la sua valenza costituzionale e sociale.

Con rispetto, senso dello Stato e responsabilità democratica.

Avanti sempre, con forza e dignità.

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Pubblicato in Il SIC Scrive, News.