Il Sindacato Indipendente Carabinieri (SIC) accoglie con piena soddisfazione la sentenza di assoluzione pronunciata dalla Corte d’Appello Militare di Roma nei confronti di un proprio Associato, ingiustamente condannato in primo grado per il reato di ingiuria nei confronti di un superiore, a seguito di un diverbio inserito in un contesto ben più complesso di quanto inizialmente rappresentato.
La decisione di primo grado non aveva adeguatamente considerato il quadro complessivo dei fatti, né la condotta provocatoria e lesiva posta in essere dal superiore, il quale, come ora emerge con chiarezza, sarà a sua volta chiamato a rispondere del reato di ingiuria nei confronti dell’inferiore.
Con questa pronuncia viene ristabilito un principio fondamentale che il SIC rivendica da sempre: la disciplina militare, pur costituendo un valore fondante dell’ordinamento, non può essere interpretata in modo meramente formalistico né utilizzata per comprimere diritti, dignità e tutele fondamentali del personale.
Il rispetto della gerarchia non può mai trasformarsi in una zona franca per comportamenti arbitrari o vessatori, né legittimare abusi che incidano sulla dignità professionale e personale dei militari.
Il SIC esprime piena soddisfazione per un esito che restituisce equilibrio, giustizia e serenità a una vicenda nella quale il collega non avrebbe mai dovuto trovarsi solo, né sul piano umano né su quello professionale. Determinante, in tal senso, la tutela legale garantita dal Sindacato e dall’Maria Paola Marro, il cui contributo ha rappresentato un valore aggiunto decisivo per il ripristino della verità.
Questo è il SIC: un sindacato che lavora, che tutela e che difende i propri iscritti con i fatti, con serietà, competenza e risultati concreti, sempre al fianco dei Carabinieri.

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