Porto d’arma fuori servizio: risultato concreto del SIC a tutela della sicurezza degli operatori

Il Sindacato Indipendente Carabinieri (SIC) esprime piena soddisfazione per il significativo risultato ottenuto in materia di tutela personale fuori servizio degli operatori delle Forze di Polizia, a seguito dell’azione sindacale strutturata e incisiva condotta negli ultimi mesi.

L’IMPEGNO DEL SINDACATO E L’ATTENZIONE DELLA STAMPA SPECIALIZZATA

L’azione sindacale del SIC ha preso avvio il 15 dicembre 2025, in continuità con il percorso già avviato nel corso dello stesso anno, quando il Sindacato ha trasmesso a tutte le Autorità competenti una istanza formale (VEDI ALLEGATO 1) finalizzata all’attuazione dell’art. 28 del D.L. 48/2025.

La richiesta verteva sull’adozione del regolamento attuativo per l’acquisto di un’arma destinata alla difesa personale fuori servizio e sul necessario adeguamento dell’art. 73 del R.D. 635/1940, al fine di superare le criticità interpretative esistenti.

Questo percorso sindacale, fondato su presupposti giuridici e operativi concreti, ha trovato immediato riscontro anche nelle riviste di settore, che hanno seguito con attenzione l’iniziativa del SIC.

Il 17 dicembre 2025, Armi e Tiro riportava: “Pistola fuori servizio, il sindacato dei carabinieri scrive ai ministri” (VEDI ALLEGATO 2).

Il 22 dicembre 2025, Armi Magazine titolava: “Sul porto di pistola fuori servizio il sindacato dei carabinieri scrive al Governo” (VEDI ALLEGATO 3).

 

LA SVOLTA ISTITUZIONALE

In data 5 febbraio 2026, il percorso intrapreso ha raggiunto un traguardo di rilievo. Il Ministero dell’Interno Dipartimento della Pubblica Sicurezza (Ufficio per l’Amministrazione Generale), con nota a firma del Direttore dell’Ufficio, Dott. Manella, ha fornito i chiarimenti attesi, recependo le osservazioni tecniche e giuridiche formalmente avanzate dal SIC.

Si tratta di un passaggio di rilievo sostanziale, che incide direttamente sull’interpretazione normativa e sulla futura applicazione delle disposizioni in materia di porto e detenzione di armi comuni da sparo fuori servizio, con evidenti ricadute sulla sicurezza individuale degli operatori.

L’iniziativa del SIC, avviata il 15 dicembre 2025 mediante la trasmissione di una istanza formale a tutte le Autorità competenti, era finalizzata proprio a sollecitare l’adozione del regolamento attuativo previsto dal legislatore e a superare le persistenti incertezze applicative.

Il SIC ribadisce che la sicurezza degli operatori non può essere affrontata in termini meramente teorici. L’arma d’ordinanza rappresenta uno strumento essenziale, ma non sempre risulta adeguata al porto fuori servizio; l’accesso a armi più compatte e funzionali costituisce pertanto una tutela concreta e coerente con le esigenze operative reali.

Il riscontro ministeriale conferma come un Sindacato serio, competente e propositivo possa incidere concretamente sulle scelte istituzionali, contribuendo al rafforzamento del sistema di tutele.

Il Sindacato Indipendente Carabinieri continuerà a vigilare affinché alle interpretazioni fornite seguano attuazioni concrete ed efficaci, nella consapevolezza che la sicurezza di chi difende lo Stato non può mai essere considerata un optional.

 

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