Appello al Signor Ministro della Difesa e al Signor Comandante Generale dell’Arma
Il Sindacato Indipendente Carabinieri si rivolge con profondo senso istituzionale al Ministro della Difesa, On.le Guido Crosetto e al Signor Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Salvatore Luongo, quali riferimenti essenziali del sistema di tutela, indirizzo e garanzia dell’incolumità del personale dell’Arma.
Nell’ambito delle prerogative riconosciute alle APCSM, questa realtà sindacale esercita un ruolo di interlocuzione responsabile e contributiva, offrendo analisi, proposte e riflessioni operative tanto sul piano amministrativo–ordinamentale quanto su quello governativo–istituzionale, nella consapevolezza che solo un dialogo strutturato, leale e competente possa rafforzare il sistema di sicurezza dello Stato.
Con questo spirito, e nel pieno rispetto delle competenze dei diversi livelli decisionali, il SIC sottopone all’attenzione delle SS.LL. alcune criticità non più rinviabili in materia di tutele giuridiche e operative per il personale dell’Arma dei Carabinieri.
Il paradosso della Giustizia per chi serve lo Stato
È in atto una deriva interpretativa e applicativa del diritto che rischia di trasformare l’esercizio della funzione pubblica di sicurezza in una condizione di esposizione personale, economica e morale incompatibile con i principi dello Stato di diritto.
Chi indossa l’uniforme dello Stato, e agisce in nome e per conto delle Istituzioni, non può essere lasciato solo davanti alle conseguenze di decisioni operative assunte per garantire la sicurezza collettiva.
Si registra, con crescente preoccupazione, l’affermarsi di un orientamento che tende a valutare l’operatore delle Forze dell’Ordine con un metro più severo, quasi punitivo, per il solo fatto di rappresentare l’Autorità, mentre nei confronti di chi delinque si moltiplicano letture giustificazioniste e attenuanti di natura sociale.
Tale distorsione non colpisce solo i Carabinieri, ma incide negativamente sulla credibilità della Giustizia e sul rapporto di fiducia tra cittadini e Stato.
Le principali criticità normative
Provvisionale ed esecuzione immediata – art. 540 c.p.p.
È inaccettabile che un Carabiniere, condannato in primo grado per fatti connessi al servizio, venga immediatamente assoggettato all’esecuzione di provvisionali di importi estremamente gravosi, spesso nell’ordine di centinaia di migliaia di euro.
Tali somme, nella pratica, risultano irreversibilmente perdute anche in caso di successiva assoluzione, producendo una vera e propria condanna economica anticipata prima dell’accertamento definitivo della responsabilità.
Uso legittimo della forza – artt. 52 e 53 c.p.
Al personale dell’Arma è richiesto di operare entro confini interpretativi sempre più restrittivi dell’uso legittimo della forza, in contesti caratterizzati da pericolo imminente, imprevedibilità e stress operativo elevatissimo, con una evidente asimmetria di trattamento rispetto a chi viola consapevolmente la legge.
Il principio di legalità non può trasformarsi in un vincolo paralizzante per chi è chiamato a tutelare l’ordine pubblico.
La richiesta del SIC
Alla luce di quanto esposto, il Sindacato Indipendente Carabinieri si rivolge formalmente al Ministro della Difesa e al Signor Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri affinché si facciano portavoce e promotori, nei confronti del Ministro della Giustizia, di una riflessione profonda, concreta e coraggiosa sui profili critici evidenziati.
Le problematiche rappresentate non riguardano singoli episodi, ma investono il sistema complessivo delle tutele giuridiche di chi opera quotidianamente in nome e per conto dello Stato, con responsabilità elevate e margini decisionali sempre più compressi.
Uno Stato che pretende sicurezza non può fondarla sulla paura dei suoi difensori, paura di intervenire, paura di agire, paura di subire conseguenze personali, economiche e familiari irreversibili per aver adempiuto al proprio dovere.
Perché dietro ogni Carabiniere, dietro ogni operatore delle Forze dell’Ordine, c’è una persona, una famiglia, un vissuto che lo Stato ha il dovere morale e istituzionale di proteggere.
Conclusioni
Il Sindacato Indipendente Carabinieri è certo che il contributo qui rappresentato possa trovare collocazione nella linea di pensiero e di azione delle Istituzioni destinatarie, accomunate dall’unico obiettivo che deve guidare ogni scelta pubblica, tutelare gli uomini e le donne in divisa affinché possano svolgere il proprio servizio con serenità, equilibrio e sicurezza.
Garantire la sicurezza dei cittadini significa anche garantire che chi indossa l’uniforme possa tornare a casa.
Con questo spirito, il SIC rinnova la propria piena disponibilità a fornire contributi tecnici, esperienziali e propositivi, nella convinzione che la tutela di chi serve lo Stato sia condizione imprescindibile per la tutela della legalità democratica e della sicurezza nazionale.

