Violenza di piazza, oltre cento feriti tra le Forze dell’Ordine

Questo non è dissenso, è guerra allo Stato

Oltre cento feriti tra le Forze dell’Ordine.

Questo non è il bilancio di una manifestazione.

Questo è un bollettino di guerra.

Dove si dovrebbe manifestare per un ideale, c’è chi ha scelto consapevolmente la violenza, l’assalto organizzato e l’aggressione diretta allo Stato.

Questi non sono manifestanti.

Sono criminali.

E chi aggredisce le Forze dell’Ordine deve risponderne penalmente, senza attenuanti, giustificazioni o ambiguità.

Il Sindacato Indipendente Carabinieri denuncia con estrema fermezza la cinica e irresponsabile strumentalizzazione della violenza di piazza, tollerata, minimizzata o giustificata da settori politici e ambienti ideologizzati che utilizzano il disordine come leva di propaganda e lo scontro come strumento di consenso.

È ormai evidente come determinati ambienti:

  • relativizzino le aggressioni quando a essere colpiti sono Carabinieri e operatori delle Forze dell’Ordine;
  • alimentino una narrazione tossica che trasforma il servitore dello Stato in un “nemico” da colpire,
  • delegittimino sistematicamente le Istituzioni, salvo poi invocarne l’intervento quando il caos sfugge di mano.

 

Il SIC lo afferma senza mezzi termini: chi giustifica la violenza è corresponsabile della violenza stessa.

Non esistono aggressioni “comprensibili”.

Non esistono cariche “provocate” per convenienza politica.

Non esistono feriti “accettabili” quando a cadere è un servitore dello Stato.

È doveroso ricordare una verità che qualcuno finge di non vedere:

  • il delinquente sceglie l’illegalità, consapevole dei rischi che comporta.
  • il Carabiniere, invece, sceglie una missione, sancita da un giuramento solenne di fedeltà alle leggi e di tutela della sicurezza e dei beni dei cittadini.

E chi compie questa scelta non può essere lasciato solo.

Oggi i Carabinieri operano con organici insufficienti, con servizi massacranti, sotto stress continuo e in assenza di tutele operative e sanitarie adeguate.

Eppure, nonostante tutto, garantiscono quotidianamente la sicurezza di questo Paese.

È intollerabile che:

  • le aggressioni ai Carabinieri vengano minimizzate o silenziate;
  • la responsabilità politica venga nascosta dietro ambiguità verbali;
  • il sacrificio quotidiano degli operatori venga usato come merce di scambio nello scontro ideologico.

Il SIC respinge con forza ogni tentativo di scaricare sulle Forze dell’Ordine le responsabilità di un clima di odio costruito scientemente da chi soffia sul fuoco dello scontro sociale.

La violenza non è protesta.

La violenza non è dissenso.

La violenza è una scelta precisa, spesso organizzata, sempre irresponsabile.

I Carabinieri non sono un bersaglio politico.

I Carabinieri sono lo Stato.

Chi attacca lo Stato, in qualsiasi forma, deve essere chiamato a risponderne senza alibi.

Il Sindacato Indipendente Carabinieri non arretrerà di un millimetro.

Continuerà a battersi per garantire tutela, dignità e rispetto a chi ogni giorno, anche a costo della propria incolumità, difende la sicurezza di tutti.

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