Cisgiordania, atto di inaudita gravità contro due Carabinieri

Il Sindacato Indipendente Carabinieri esprime profondo sconcerto e ferma indignazione per quanto accaduto in Cisgiordania, dove due Carabinieri italiani, impiegati in servizio di sicurezza diplomatica, sarebbero stati minacciati da un colono israeliano armato e costretti a inginocchiarsi.

Alla luce delle informazioni emerse, ci troveremmo di fronte a un episodio di gravità eccezionale, che travalica ogni limite di tollerabilità e configura una umiliazione intollerabile non solo per i militari coinvolti, ma per l’intero Stato italiano. Nessun contesto operativo, nessuna condizione di instabilità può in alcun modo giustificare atti di intimidazione e sopraffazione nei confronti di rappresentanti in uniforme della Repubblica.

I Carabinieri impiegati all’estero non sono meri operatori di sicurezza, ma espressione diretta della sovranità nazionale e della credibilità internazionale dell’Italia. Colpirli, minacciarli o costringerli a gesti degradanti equivale a colpire lo Stato, le sue Istituzioni e la sua autorevolezza sul piano internazionale.

Il SIC chiede che il Governo italiano assuma una posizione chiara, ferma e inequivocabile, attivando ogni canale diplomatico utile ad accertare le responsabilità e a garantire che simili episodi non abbiano a ripetersi. Siamo certi che il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Salvatore Luongo, abbia già predisposto e assicurato la massima tutela morale nei confronti dei militari coinvolti, affinché un fatto di tale portata venga affrontato con il necessario rigore istituzionale.

Ogni Carabiniere, ogni donna e ogni uomo in uniforme, ha il diritto inderogabile di operare in condizioni di sicurezza, rispetto e piena dignità, soprattutto quando viene impiegato all’estero in contesti ad altissimo rischio, lontano dalle proprie famiglie e con responsabilità operative di straordinaria delicatezza.

Il personale dell’Arma impiegato presso ambasciate, consolati e sedi diplomatiche costituisce un patrimonio strategico e irrinunciabile dello Stato italiano, riconosciuto a livello internazionale per professionalità, equilibrio e affidabilità anche nelle condizioni più critiche.

Il Sindacato Indipendente Carabinieri esprime piena solidarietà ai colleghi coinvolti e alle loro famiglie, che hanno vissuto ore di comprensibile apprensione per un episodio che non avrebbe mai dovuto verificarsi.

Fatti di questa natura non possono essere considerati marginali né isolati. È indispensabile fare piena luce sull’accaduto e rafforzare in modo concreto, immediato e strutturale le tutele per il personale italiano impiegato all’estero.

Il SIC non arretrerà di un passo, continuerà a vigilare e a intervenire in ogni sede affinché simili atti di sopraffazione e umiliazione non si ripetano mai più.

La dignità della divisa, la sicurezza dei Carabinieri e il rispetto dello Stato italiano non sono negoziabili.

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