Fluminimaggiore, 26 gennaio 2026
Al Signor Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri
Generale di C.A. Salvatore Luongo
OGGETTO: Nota di riflessione e proposta di confronto sul benessere del personale a seguito del grave lutto che ha colpito l’Arma.
Signor Comandante Generale,
con profonda commozione e sincero dolore apprendiamo dell’ennesima, tragica scomparsa di un nostro fratello in uniforme: un giovane Carabiniere Forestale di soli 25 anni, un figlio, un servitore dello Stato in servizio, venuto a mancare in circostanze che scuotono profondamente tutta la comunità dell’Arma.
Siamo ben consapevoli che, in eventi di questa natura, la catena di comando e Lei personalmente ne siete immediatamente e direttamente informati. Non è dunque nostra intenzione “portare all’attenzione” un fatto che l’Istituzione conosce già con tempestività e responsabilità.
Scriviamo, piuttosto, mossi da un sentimento di rispetto, partecipazione e dovere sindacale, per condividere una riflessione più ampia e strutturata.
Negli ultimi anni, episodi simili pur nella loro unicità e nella necessità di estrema cautela nel valutarne le cause, delineano un fenomeno complesso e delicatissimo, che non può essere affrontato né con semplificazioni né con letture emotive.
La letteratura scientifica e psicologica più accreditata evidenzia come, nei contesti ad alta responsabilità istituzionale e operativa, soprattutto tra il personale più giovane, possano emergere forme di disagio silente, isolamento, difficoltà di adattamento, carichi emotivi non sempre espressi, distanza dagli affetti, senso di inadeguatezza percepita o di solitudine decisionale.
Come Sindacato Indipendente Carabinieri, abbiamo sempre sostenuto che tali dinamiche vadano trattate con intelligenza, competenza e cautela, ma anche con efficacia, affinché il benessere psicologico non resti un principio astratto, bensì un obiettivo concreto, misurabile e realmente accessibile a tutte le donne e gli uomini dell’Arma, con particolare attenzione ai più giovani.
In questo solco, Signor Comandante Generale, Le rivolgiamo una richiesta che nasce dal massimo rispetto istituzionale e dalla nostra quotidiana esperienza sul territorio, valutare la possibilità di farsi promotore dell’istituzione di un tavolo di confronto strutturato, che coinvolga l’Amministrazione e le realtà associative sindacali presenti, le quali per funzione e prossimità intercettano spesso in modo diretto e anticipato i disagi del personale.
Un luogo di confronto serio, riservato e competente, non per individuare responsabilità, ma per rafforzare strumenti di ascolto, prevenzione, accompagnamento e comunicazione interna, nel pieno interesse dell’Arma e della sua efficienza operativa.
Riteniamo che un’iniziativa di questo tipo rappresenterebbe un segnale forte di attenzione e maturità istituzionale, capace di trasformare un dolore che colpisce tutti noi in un’occasione di crescita e tutela concreta del capitale umano che costituisce la vera forza della nostra Benemerita.
Con spirito leale, costruttivo e collaborativo, restiamo a disposizione per ogni interlocuzione che Lei vorrà ritenere utile, certi che la tutela dell’uomo e della donna in uniforme sia un valore condiviso e fondante.
Avanti sempre, con forza e dignità.
Con deferente stima e rispetto.

