La sicurezza dei cittadini passa dalla tutela di chi rappresenta lo Stato.
Il Sindacato Indipendente Carabinieri esprime profonda vicinanza al Carabiniere rimasto gravemente ferito durante un intervento di soccorso stradale avvenuto nel comune di Cogne, lungo una strada regionale della Valle d’Aosta, al quale, nelle ultime ore, è stata purtroppo amputata una gamba a seguito delle gravissime lesioni riportate.
Secondo quanto emerso, una pattuglia dei Carabinieri era intervenuta per prestare aiuto a una cittadina straniera con un’auto elettrica in panne.
Un intervento di assistenza e tutela, svolto con lo spirito che da sempre contraddistingue i Carabinieri sul territorio.
In una fase successiva, in modo improvviso e imprevedibile, la donna ha avviato il veicolo investendo un militare, causando conseguenze devastanti.
Dai successivi accertamenti risulterebbe che la conducente fosse affetta da patologie psichiche.
Questo elemento non può e non deve diventare terreno di strumentalizzazione, ma rafforza una verità che il SIC denuncia da tempo: i Carabinieri intervengono sempre, anche in contesti ad altissima imprevedibilità, senza sapere cosa li attende, mettendo quotidianamente a rischio la propria incolumità per aiutare i cittadini.
Questo episodio rappresenta, in modo drammatico, l’anima del Carabiniere: la donna e l’uomo in divisa che non voltano le spalle, che soccorrono, che proteggono, che garantiscono ordine e sicurezza pubblica anche nelle situazioni più delicate e complesse.
È il Carabiniere che agisce in pochi istanti, prende decisioni in frazioni di secondo e affronta pericoli reali anche durante quelli che, all’apparenza, sembrano interventi ordinari.
Per questo il SIC si batte in tutte le sedi e in tutti i modi affinché Governo e forze politiche non imbocchino strade diverse, ma un unico percorso chiaro e responsabile, la sicurezza dei cittadini non è negoziabile, è un bene collettivo, non ha colore politico e riguarda l’intero Paese.
Garantire sicurezza ai cittadini significa garantire maggiori tutele operative ai Carabinieri, maggiore attenzione alle loro condizioni di lavoro e una dignità economica adeguata alla specificità del servizio svolto.
Non chiediamo privilegi. Chiediamo rispetto e riconoscimento per una funzione che espone quotidianamente a rischi elevatissimi chi rappresenta lo Stato sul territorio.
Chi oggi governa ha il dovere di prendere atto della realtà in cui operano i Carabinieri, della complessità degli interventi che affrontano e del prezzo umano che spesso sono chiamati a pagare.
Lo facciamo per il bene di tutti, per il bene dell’Italia, perché un Carabiniere tutelato e rispettato è la prima vera garanzia di sicurezza per i cittadini.
Fluminimaggiore, 27 dicembre 2025

