Accogliamo con soddisfazione la notizia dell’introduzione della cosiddetta previdenza dedicata, accompagnata da uno stanziamento di 20 milioni di euro per il 2026, una misura che guarda alle nuove generazioni e che rappresenta un segnale positivo verso i Carabinieri più giovani.
Allo stesso tempo, non possiamo nascondere una profonda amarezza.
La previdenza dedicata, infatti, favorisce principalmente chi è entrato in servizio negli ultimi anni, mentre resta irrisolta la questione della previdenza complementare, che avrebbe garantito un trattamento più equo anche ai Carabinieri con maggiore anzianità di servizio. Uomini e donne che hanno servito lo Stato per decenni e che oggi rischiano di essere dimenticati.
Il SIC ritiene che la tutela dei Carabinieri non possa essere parziale né generazionale.
Per questo sproniamo il Governo a non limitarsi a interventi settoriali, ma a introdurre investimenti strutturali e una visione complessiva che restituisca dignità reale a chi garantisce ogni giorno la sicurezza del Paese.
SERVONO:
- aumenti concreti degli organici, per consentire alle Forze dell’Ordine di affrontare le sfide sul territorio con maggiore efficacia e sicurezza;
- una tutela legale realmente completa, che non gravi economicamente sui singoli Carabinieri e sulle famiglie, come troppo spesso accade;
- una tutela sanitaria adeguata, perché le aggressioni subite dai Carabinieri producono conseguenze fisiche e psicologiche che oggi si traducono in spese a carico del militare, spesso lontano da casa, monoreddito e con una famiglia da mantenere.
Il SIC continuerà a investire tutti i canali istituzionali e sindacali affinché nessun Carabiniere venga lasciato solo.
La sicurezza dello Stato passa dalla tutela concreta di chi la garantisce ogni giorno, in silenzio e con sacrificio.
Fluminimaggiore, 24.12.2025

