Fluminimaggiore, 30 novembre 2025
AL SIG. MINISTRO DELLA DIFESA
On.le Guido Crosetto
ROMA
OGGETTO: La sentenza che “attenua” la violenza contro chi serve lo Stato in divisa è un grave arretramento per la sicurezza del Paese.
Signor Ministro,
la recente decisione della Corte costituzionale di ammettere la “particolare tenuità del fatto” anche nei reati di violenza, minaccia e resistenza contro un pubblico ufficiale rappresenta un segnale grave per la sicurezza del Paese.
Parliamo di una scelta che incide direttamente sulla tutela delle Forze dell’Ordine.
Noi del SIC lo diciamo con chiarezza: non esiste una violenza ‘lieve’ contro un rappresentante dello Stato in divisa.
Un gesto aggressivo, anche minimo, non è mai innocuo.
Colpisce la persona, indebolisce l’autorità dell’uniforme e compromette la capacità stessa dello Stato di garantire ordine e sicurezza.
Questa sentenza introduce un messaggio pericoloso, ovvero che alcune aggressioni possano essere considerate non meritevoli di una risposta penale.
Un varco che rischia di:
– normalizzare comportamenti aggressivi verso gli operatori di Polizia;
– incoraggiare chi già vive di violenza a spingersi oltre;
– indebolire ulteriormente la deterrenza penale in un momento storico in cui le aggressioni ai danni delle Forze dell’Ordine aumentano ogni giorno.
La Corte ha basato la sua decisione sull’art. 3 della Costituzione e sul principio di ragionevolezza.
Ma la realtà operativa dei reparti è ben diversa, pattuglie sottorganico, contesti difficili, turni estenuanti e un’escalation di violenze documentate quotidianamente.
È proprio in questi contesti che lo Stato dovrebbe rafforzare, non attenuare, la protezione dei suoi operatori.
Lo ribadiamo, chi aggredisce un Carabiniere non offende solo una persona; offende anche lo Stato.
E uno Stato serio non risponde con attenuanti, ma con strumenti chiari, forti e netti.
Per questo il SIC chiede al Governo e al Parlamento:
- un intervento legislativo urgente che escluda in modo esplicito la “tenuità del fatto” per i reati commessi contro chi serve lo Stato in divisa;
- il ripristino di una tutela a 360 gradi rafforzata e non negoziabile per tutte le Forze dell’Ordine;
- un confronto immediato con i Ministeri competenti per evitare che questa sentenza diventi una porta aperta all’impunità.
Difendere chi porta le Forze dell’Ordine significa difendere lo Stato e la sicurezza dei cittadini.
Noi del SIC continueremo a farlo senza tentennamenti.
Con incondizionata stima,

