Disposizioni in materia di tutela legale per il personale delle Forze di polizia e del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco – Analisi tecnico istituzionale e proposte correttive del SIC

Fluminimaggiore, 20 novembre 2025

 

Al Signor Ministro della Difesa

Onorevole Guido Crosetto

E p.c.

Al Signor Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri

Generale di C.A. Salvatore Luongo

 

OGGETTO: Decreto-legge 11 aprile 2025, n. 48, convertito nella legge 9 giugno 2025, n. 80 – Disposizioni in materia di tutela legale per il personale delle Forze di polizia e del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco – Analisi tecnico istituzionale e proposte correttive del SIC.

 

Onorevole Ministro,

Signor Comandante Generale,

il Sindacato Indipendente Carabinieri (SIC), attraverso il proprio Dipartimento Studi e Analisi, ha condotto un esame tecnico approfondito delle disposizioni introdotte dal decreto-legge 11 aprile 2025, n. 48, convertito nella legge 9 giugno 2025, n. 80, in materia di tutela legale del personale delle Forze di polizia e del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco.

L’analisi, svolta nel pieno rispetto della Legge 46/2022, del nostro Statuto e in spirito di leale collaborazione istituzionale, ha evidenziato diverse criticità strutturali e applicative che riteniamo necessario sottoporre alla Vostra attenzione.

Il presente documento non nasce con finalità polemiche, ma con l’obiettivo di offrire un contributo tecnico e responsabile per perfezionare una disciplina che riveste importanza centrale per la serenità operativa del personale in uniforme.

  1. Una disciplina che non configura una tutela legale effettiva

Le disposizioni del decreto-legge non istituiscono una tutela legale effettiva, ma un meccanismo di rimborso parziale, incerto e condizionato, vincolato alle disponibilità finanziarie e privo di automatismi procedurali.

Il sistema dell’ordine cronologico per la trattazione delle domande rischia di produrre disparità significative.

  1. L’anticipazione delle spese come criticità primaria

Il rimborso successivo ad archiviazione o assoluzione comporta per il militare l’anticipazione integrale dei costi della difesa, con pesanti conseguenze economiche e psicologiche per le famiglie.

Un modello basato su anticipazioni personali è strutturalmente incompatibile con la funzione stessa della tutela.

  1. Il limite economico dei 10.000 euro risulta insufficiente

Il limite di 10.000 euro per fase non copre i costi reali di una difesa adeguata nei procedimenti complessi.

Perizie, consulenze tecniche, investigazioni difensive e un’assistenza qualificata superano facilmente tali importi.

  1. Il ruolo del Comandante di Corpo e la discrezionalità applicativa

La necessità di certificare che il fatto contestato sia “di servizio” introduce margini di discrezionalità che possono generare difformità applicative.

Un diritto fondamentale non può dipendere da valutazioni soggettive, soprattutto in situazioni operative ambigue.

  1. I casi di ordine pubblico demandati al Ministero dell’Interno

La gestione dei casi di ordine pubblico da parte del Ministero dell’Interno rischia di escludere proprio gli scenari maggiormente esposti, che sono invece quelli più meritevoli di una tutela piena e immediata.

  1. Il nodo irrisolto dell’iscrizione immediata nel registro degli indagati

Il provvedimento non interviene sulla prassi dell’iscrizione immediata, che costituisce il principale fattore di stress professionale, familiare e reputazionale per il personale.

Una riforma organica della tutela deve necessariamente affrontare questo aspetto.

  1. Un impianto privo di certezza, uniformità e reale protezione

 

L’attuale disciplina:

– non garantisce tutela preventiva;

– non offre automatismi;

– non dispone di un fondo strutturale e blindato;

– non copre adeguatamente i procedimenti complessi;

– lascia le anticipazioni economiche a carico del militare;

– non elimina la discrezionalità valutativa;

– mantiene l’iscrizione immediata nel registro degli indagati.

 

  1. Proposte operative del SIC

 

Il SIC, nel rispetto delle prerogative delle SS.LL., propone:

– una tutela integrale e preventiva, senza anticipazioni personali;

– un fondo stabile e non esauribile;

– criteri oggettivi e non discrezionali per il “fatto di servizio”;

– revisione della prassi dell’iscrizione automatica;

– copertura completa delle attività difensive e delle consulenze tecniche.

 

  1. Richiesta formale del SIC: tutela legale a 360°

 

Il SIC ritiene imprescindibile l’introduzione di una tutela legale totale, preventiva e completamente gratuita, che garantisca:

 

– assunzione preventiva e integrale delle spese legali;

– copertura completa di perizie, consulenze e investigazioni difensive;

– totale gratuità del servizio, senza vincoli di bilancio;

– protezione della dignità e dell’immagine del militare fin dalle prime fasi del procedimento.

 

Alla luce delle criticità esposte, occorre evidenziare ulteriormente la specificità operativa della divisa dell’Arma dei Carabinieri, e più in generale delle Forze di polizia: il personale è chiamato a prendere decisioni in frazioni di secondo, spesso in contesti di violenza, minaccia o turbative dell’ordine pubblico.

In tali condizioni, la disciplina introdotta dal decreto-legge non offre una tutela adeguata né sul piano legale, né su quello reputazionale.

Troppo frequentemente gli operatori vengono esposti a immediate iscrizioni nel registro degli indagati, a procedimenti complessi e a una pressione mediatica che anticipa giudizi, compromettendo la serenità dei militari e delle loro famiglie.

Una condizione che rischia di incidere negativamente sulla capacità decisionale e sull’efficacia del servizio reso al Paese.

Per garantire la sicurezza dei cittadini, è indispensabile che chi serve lo Stato sia posto nelle condizioni di operare con lucidità, equilibrio e senza timore di dover affrontare da solo costi e responsabilità sproporzionate.

In questa prospettiva, la richiesta del SIC di una tutela legale totale, preventiva e gratuita rappresenta un requisito indispensabile per la dignità professionale e la sicurezza collettiva.

La proposta non mira a privilegi o immunità, ma a garantire giustizia, equilibrio e pieno riconoscimento della funzione svolta quotidianamente dal personale dell’Arma e delle Forze di polizia.

Certi della Vostra attenzione, restiamo a disposizione per ogni approfondimento e auspichiamo che le osservazioni rappresentate possano contribuire a un miglioramento normativo concreto, nell’interesse del personale in divisa e della sicurezza collettiva.

Con osservanza.

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Pubblicato in Il SIC Scrive, News.