Le vittorie sono dei Carabinieri, non di chi le millanta

In questi giorni, due APCSM hanno diffuso comunicati nei quali rivendicano come propri successi alcune iniziative fondamentali per il benessere del personale dell’Arma dei Carabinieri: l’abolizione del limite anagrafico per la partecipazione ai corsi e per l’impiego all’estero e l’introduzione della maglietta polo quale capo operativo nelle articolazioni territoriali.

È doveroso chiarire che il Sindacato Indipendente Carabinieri ha investito con forza e serietà i vertici dell’Arma dei Carabinieri su questi temi già dallo scorso anno, presentando proposte strutturate e protocollate al Comandante Generale, prima al Generale di Corpo d’Armata Teo Luzi e oggi al Generale di Corpo d’Armata Salvatore Luongo.

In particolare:

  • con nota SIC/CG7-2024 del 6 maggio 2024, indirizzata al Comandante Generale Gen. C.A. Teo Luzi, il SIC ha chiesto l’estensione dell’utilizzo della maglietta polo a tutte le articolazioni dell’Arma, quale presidio di salute, sicurezza e funzionalità nei servizi estivi;
  • con nota SIC/CG12-2024 del 10 luglio 2024, sempre indirizzata al Comandante Generale Gen. C.A. Teo Luzi, il SIC ha formalmente richiesto l’eliminazione del limite anagrafico per l’accesso ai corsi di specializzazione e per l’impiego all’estero, denunciando un orientamento discriminatorio e contrario ai principi costituzionali.

È legittimo che ogni sigla sindacale rivendichi i propri risultati, ma è scorretto e ingannevole appropriarsi di battaglie avviate e sostenute anche da altri, fingendo di essere gli unici promotori. Questo non giova né alla credibilità del sindacalismo militare, né al rispetto verso i colleghi che ogni giorno servono il Paese.

Il SIC continuerà a distinguersi per chiarezza, trasparenza e concretezza.

Abbiamo sostenuto l’abolizione di limiti anagrafici irragionevoli, perché un Carabiniere idoneo al servizio non può essere discriminato dall’età.

Abbiamo chiesto l’estensione della maglietta polo come strumento di benessere organizzativo e sicurezza operativa.

Questi risultati, oggi finalmente in via di realizzazione, sono una vittoria per tutti i Carabinieri, non il trofeo personale di chi cerca visibilità.

Il nostro sindacato non millanta, lavora e produce atti concreti.

Le differenze restano chiare agli occhi dei colleghi, c’è chi fa propaganda e chi costruisce tutele reali, garantendo il miglioramento delle condizioni lavorative dei Carabinieri.

Perché la priorità di ogni APCSM dovrebbe essere una sola, tutelare pienamente le donne e gli uomini dell’Arma, con coraggio, serietà e fatti documentati.

SCARICA QUESTA NOTA IN PDF

Pubblicato in Comunicati, News.