In attesa dei doverosi accertamenti sulla dinamica dell’evento, ribadiamo che il taser rimane uno strumento prezioso per la sicurezza di operatori e cittadini.
Il Sindacato Indipendente Carabinieri interviene sul dibattito riacceso dopo la tragedia di Reggio Emilia. Un uomo di 41 anni, in evidente stato di alterazione, è deceduto dopo l’intervento della Polizia che aveva fatto ricorso al Taser per fermare la sua condotta aggressiva.
Mentre non tardano ad arrivare le solite “sentenze dei leoni da tastiera”, formulate senza attendere i riscontri e gli accertamenti delle Autorità competenti, noi ricordiamo che il taser è e rimane uno strumento prezioso di tutela dell’incolumità di tutti, in primo luogo degli operatori di Polizia e dei cittadini.
I recenti casi di Olbia e Genova hanno già visto i militari intervenuti esclusi da ogni responsabilità e lo stesso, siamo certi, accadrà con l’infausto caso di Reggio Emilia.
E aggiungiamo alla nostra riflessione anche un caso di cui abbiamo appreso attraverso un video diffuso sui social negli ultimi giorni: l’intervento di alcuni Carabinieri in Sardegna su un soggetto in piena escandescenza che è stato prima richiamato con pazienza e con tentativi di persuasione, e solo successivamente neutralizzato con il Taser. L’azione si è conclusa senza conseguenze gravi per nessuno, e tra gli applausi dei presenti.
I soggetti socialmente pericolosi non possano vivere liberamente, perché generano inevitabilmente disordine e rischio per tutti.
Il Taser è uno strumento di tutela della vita, impiegato esclusivamente quando ricorrono le condizioni stabilite dalla legge e dalle procedure operative al solo fine di tutelare l’ordine e la sicurezza pubblica, garantendo la pacifica convivenza.
Criminalizzare a priori l’uso di strumenti di difesa significa lasciare gli Operatori senza mezzi adeguati a fronteggiare situazioni sempre più imprevedibili e violente.
IL TASER SI ATTESTA COME STRUMENTO IDONEO PER LA TUTELA DELLA SICUREZZA E DELL’INCOLUMITÀ PUBBLICA.
Fluminimaggiore, 15 settembre 2025

