Olbia, caso taser: l’autopsia conferma che Demartis non morì in seguito alla scossa elettrica

Apprendiamo con soddisfazione da La Repubblica quanto ufficialmente appurato dal consulente della procura di Tempio Pausania, in relazione al caso di Olbia: “Gianpiero Demartis non è morto a causa della scarica elettrica dovuta al taser utilizzato dai due Carabinieri intervenuti per calmarlo”.

Come lo stesso quotidiano ha ricordato, il SIC, sin dalle prime ore, aveva messo a disposizione dei due militari coinvolti l’assistenza dell’Avvocato Maria Paola Marro, del foro di Milano, esperta di diritto militare, ed aveva nominato un consulente di parte per assistere all’autopsia.

La notizia della mancanza di correlazione tra l’utilizzo del taser da parte nostri colleghi ed il decesso della persona che tentavano di fermare, non solo ci da sollievo, ma conferma quanto continuiamo a ribadire da tempo: il taser non è un oggetto di tortura o di morte, ma un prezioso alleato per la sicurezza dei cittadini e degli operatori delle Forze dell’Ordine, in grado, anzi, di evitare il ricorso a mezzi più letali.

Si tratta, oltretutto, di uno strumento soggetto a continue migliorie ed evoluzioni, come il recente modello T10, che consente di calibrare la potenza della scossa, per garantire ulteriormente la proporzionalità degli interventi.

Evoluzioni che, siamo certi, il Ministero dell’Interno e il Ministero della Difesa siano sempre attenti e pronti a valutare.

Chi vuole disarmare le Forze dell’Ordine, in realtà, vuole uno Stato più debole e una nazione meno sicura.

SCARICA QUESTO COMUNICATO IN PDF

Pubblicato in Comunicati, News.