Ieri, in Val di Susa, criminali travestiti da attivisti hanno perpetrato l’ennesimo attacco coordinato e strumentale contro i cantieri dell’Alta Velocità e contro le Forze dell’Ordine ivi impiegate.
Durante l’azione sono stati abbattuti recinti e barriere con attrezzi metallici, incendiati container, bagni chimici e materiale di cantiere, bloccati tratti dell’autostrada A32 con falò e ostacoli, lanciati contro i reparti schierati pietre, bombe carta, bulloni e oggetti metallici, utilizzate tecniche di frammentazione e accerchiamento tipiche della violenza politica organizzata.
Si è trattato di un’azione violenta deliberata, pianificata per colpire i rappresentanti dello Stato in divisa. Non esistono attenuanti. Non esistono interpretazioni ideologiche. Il SIC non condivide l’uso strumentale di termini come “attivismo” o “protesta civile” quando ci si trova di fronte a comportamenti eversivi.
Chi aggredisce con violenza il personale in uniforme e mette in pericolo l’incolumità pubblica non è un attivista, è un criminale.
Il SIC chiede: applicazione immediata del Decreto Sicurezza, con arresto e processo per tutti i soggetti coinvolti in violenze e danneggiamenti, attivazione urgente di un protocollo di prevenzione operativa per i servizi in aree a rischio conflittuale, potenziamento delle dotazioni di protezione individuale, a tutela dell’incolumità fisica degli operatori. “Lo Stato si difende e chi lo serve si tutela.”
Non accettiamo zone franche, né ambiguità politiche.
Pretendiamo che chi aggredisce lo Stato sia perseguito, non tollerato.

